<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157</id><updated>2012-01-28T10:16:44.049-08:00</updated><category term='Piero Merlo'/><category term='L&apos;Avvenire'/><category term='immigrati'/><category term='scuola'/><category term='PCI'/><category term='razzismo'/><category term='clandestini'/><category term='Giordano Parolin'/><category term='politica'/><category term='sanità'/><category term='Cronaca'/><category term='attualità'/><category term='Veneto'/><category term='Etica'/><category term='Lettere al GdV'/><category term='intercettazioni'/><category term='Giustizia'/><category term='Gianfranco Dori'/><category term='Toni Stivan'/><category term='lingua'/><category term='Chichi Cuman'/><category term='Genealogia'/><category term='Gianni Cappozzo'/><category term='sicurezza'/><category term='Polonia'/><category term='Antonio Scanni'/><category term='televisione'/><category term='GdV'/><title type='text'>documenti vari</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>61</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-3263708082556944985</id><published>2012-01-28T10:16:00.001-08:00</published><updated>2012-01-28T10:16:44.060-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GdV'/><title type='text'>«Ecco il modo per fare abolire il canone Rai»</title><content type='html'>&lt;div&gt;Il Giornale di Vicenza Clic&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sabato 28 gennaio 2012 – REGIONE – Pagina 15&lt;/div&gt;&lt;div&gt;LA SFIDA A ROMA. L´eurodeputata leghista: «L´iter ha già funzionato»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Ecco il modo&lt;br /&gt;per fare abolire&lt;br /&gt;il canone Rai»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bizzotto ha preparato una “Petizione europea” «Servono firme per fare ´peso´, poi l´Ue interviene»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Piero Erle&lt;br /&gt;PADOVA&lt;br /&gt;Mara Bizzotto e il suo staff a  Bruxelles l´hanno studiata a fondo, la mossa. E sono sicuri che arriverà  al traguardo. Se così fosse, sarà un vero e proprio botto. Perché  significa che saranno niente meno che l´Europarlamento e la Commissione  europea a sancire che la Rai è un´azienda che «non svolge la sua  missione di offrire un servizio pubblico» e quindi non ha alcun diritto  di chiedere ai cittadini di pagare la tassa chiamata “canone”.&lt;br /&gt;PETIZIONE  ALL´UE. La mossa dell´eurodeputata vicentina della Lega nord è  semplice, ma sicuramente rivoluzionaria: presentare al Parlamento di  Bruxelles una “Petizione europea per chiedere l´abolizione del canone  Rai”. E che la strada sia percorribile, spiega, l´ha già dimostrato un  altro caso eclatante: quello dei rifiuti di Napoli. La petizione  presentata in quel caso ha portato l´Europa a mettere s!  palle al muro il Governo italiano. Ed è convinta che anche in questo  caso si potrà arrivare allo stesso risultato per far cancellare «la  tassa più odiata dagli italiani. Lo Stato italiano non abolirà mai il  canone Rai, perché è una sua creatura: ci vuole un´altra strada per  giungere al risultato, e noi ne abbiamo trovata una inedita che  funzionerà».&lt;br /&gt;VIA ALLA RACCOLTA FIRME “PESANTI”. Dal 1° febbraio  inizia quindi una raccolta firme «che non è la solita banale iniziativa  contro il Canone Rai, perché questa volta la procedura ha un suo sbocco  preciso. I moduli si trovano anche nel sito &lt;a href="http://www.marabizzotto.it/" target="_blank"&gt;www.marabizzotto.it&lt;/a&gt;  e in tutte le sedi del comitato Clirt, ma poi abbiamo bisogno di firme  autentiche - spiega l´eurodeputata leghista - perché saranno poi  presentate a Bruxelles: devono farcele arrivare alla mia sede di Bassano  o appunto al comitato. Attiveremo con il Clirt anche banchetti e gazebo  di raccolta. Il nostro obiettivo è presentarci a Bru!  xelles in giugno, ed è chiaro che più firme avremo raccolto !  più avremo “peso” nell´ottenere una risposta dall´Europa».  All´Europarlamento esiste infatti una specifica “Commissione per le  petizioni” «che sulla base di motivazioni tecnico-giuridiche decide  l´ammissibilità del testo presentato. Scatta così l´iter che porta a  pronunciarsi il Parlamento europeo in seduta plenaria, e poi la  Commissione europea a formulare una “decisione” che apra la procedura di  infrazione e porti lo Stato a rimuovere finalmente il canone Rai».&lt;br /&gt;«LA  RAI NON SVOLGE LA SUA MISSIONE PUBBLICA». La petizione è di sei pagine  ed è stata studiata a fondo, spiega Mara Bizzotto assieme a Antonella  Del Pizzo, per rispondere ai requisiti europei. In sostanza, il  documento porta a Bruxelles prove concrete per sostenere che «la Rai non  realizza la missione di interesse pubblico» affidatale dallo Stato  italiano. Perché ora che c´è il digitale non copre fette del territorio  italiano!   (nell´Alto Vicentino ce ne sono prove concrete). E perché «non  garantisce “libertà, pluralismo, obiettività, completezza e imparzialità  di informazione»: la petizione cita casi specifici dovuti alla  lottizzazione compiuta dai partiti e anche una “class action” lanciata  da Federconsumi. E poi perché «non adempie alla sua missione educativa»  (e i commissari europei troveranno citati altri casi specifici). Ma  soprattutto la petizione punta su un tema che sta molto a cuore  all´Europa: la libera concorrenza. «La Rai - è l´accusa della petizione -  utilizza l´aiuto di Stato per finanziare attività che non apportano  valore aggiunto in termini di soddisfacimento delle esigenze sociali,  democratiche e culturali della società». E con l´operazione “Tivù Sat”  «ha intrapreso attività che hanno alterato le condizioni degli scambi e  della concorrenza della comunità».&lt;br /&gt;«ELIMINARE TUTTO».La petizione chiede!   quindi di aprire procedura di infrazione, l´abolizione del canon!  e e anche «la restituzione dell´indebito finanziamento» pubblico. La sfida è lanciata.&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" class="cf gz ac3" id=":kv"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-3263708082556944985?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/3263708082556944985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2012/01/ecco-il-modo-per-fare-abolire-il-canone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/3263708082556944985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/3263708082556944985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2012/01/ecco-il-modo-per-fare-abolire-il-canone.html' title='«Ecco il modo per fare abolire il canone Rai»'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4997525999376599181</id><published>2011-12-10T11:53:00.000-08:00</published><updated>2011-12-10T11:53:06.883-08:00</updated><title type='text'>Scuole materne, Veneto contro Italia</title><content type='html'>&lt;div&gt;Il Giornale di Vicenza Clic&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sabato 10 dicembre 2011 – REGIONE – Pagina 8&lt;/div&gt;&lt;div&gt;IL CASO. La Giunta regionale, su iniziativa del  governatore, ha messo in mora lo Stato. La legge di stabilità  configurerebbe un palese squilibrio &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scuole materne, Veneto contro Italia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli istituti paritari per l´infanzia ricevono la metà dei  contributi delle strutture pubbliche. Zaia: «Sperequazione  inaccettabile» &lt;br /&gt;LUCA ZAIA &lt;/div&gt;&lt;div&gt;VENEZIA&lt;br /&gt;Ci aveva provato quest´estate l´assessore  regionale Remo Sernagiotto a mettere il dito nella piaga sulla questione  delle scuole materne parificate. Numeri alla mano, Sernagiotto  dimostrava, in maniera provocatoria, che sarebbe stato conveniente  addirittura chiudere le materne statali. «Le paritarie autonome -  spiegava - gestiscono oltre 90 mila bambini a un costo pro capite di  2.800 euro, mentre quelle comunali seguono 6.500 iscritti a 5.120 euro  l´uno, e quelle statali ne hanno oltre 45 mila a 6.300 euro a testa.  «Ecco perchè vorrei eliminare le statali - sparava Sernagiotto - o il  ministro mi dà retta o avvierò una battaglia campale per far passare  questo modello».&lt;br /&gt;Il ministro Gelmini, malgrado le promesse di  interessamento, non ha fatto in tempo a spingere questo concetto e  adesso il Veneto mette in mora lo Stato proprio sulla questione delle  scuole paritarie per l´infanzia, che costituiscono il 68 !  per cento del totale presente nel territorio regionale rispetto al 32  per cento di scuole pubbliche.&lt;br /&gt;La giunta regionale, su iniziativa del  presidente Luca Zaia che l´aveva preannunciata all´incontro organizzato  in novembre dalla Conferenza Episcopale del Triveneto, ha infatti dato  incarico alle competenti strutture dell´analisi giuridica della  normativa in materia, con lo scopo di individuare eventuali profili di  illegittimità costituzionale poter ricorrere avanti la Corte  Costituzionale nei confronti dello Stato contro la Legge di stabilità  2012. L´eventuale ricorso alla Corte Costituzionale sarà patrocinato dal  professor Mario Bertolissi dell´Università di Padova.&lt;br /&gt;«La scuola  dell´infanzia - ha sottolineato Zaia - costituisce una tappa  fondamentale nel percorso formativo dei bambini e svolge un importante  ruolo di supporto alle famiglie. In Veneto, a differenza di altre  Regioni, questo ruolo essenziale è svolto da 1.183 scuo!  le paritarie con ben 94.500 alunni, mentre gli istituti statal!  i accolgono 45 mila frequentanti. La consistenza dei dati e il fatto  che in molte zone della regione non c´è alternativa alla scuola  paritaria, pone la questione del rispetto del principio di parità di  trattamento delle famiglie venete in riferimento al principio sulla  parità di accesso al diritto allo studio».&lt;br /&gt;«Le nostre scuole  dell´infanzia paritarie, inoltre, hanno registrato negli ultimi anni un  grave stato di sofferenza finanziaria - ha aggiunto Luca Zaia - e  denunciano evidenti sperequazioni rispetto alle scuole dell´infanzia  statali: a fronte di 3.200 euro pro capite di media nazionale, il Veneto  riceve solo 1.900 euro, come se il servizio garantito dalla Regione  Veneto fosse erogato con un costo pari a circa la metà di quello fornito  dallo Stato. Per contro, il dato contabile della quota pro capite  risulta nettamente antitetico rispetto alla qualità ed efficienza del  servizio erogato. A fronte di questa situazione, la Legge statale di  sta!  bilità autorizza "la spesa di 242 milioni di per il 2012" ma, anzichè  definire le finalità dell´impegno finanziario, fa riferimento ad una  norma dichiarata incostituzionale nel 2006 - ha concluso Zaia - ponendo  una concreta ipoteca sull´effettiva attuabilità della disposizione di  cui si tratta».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4997525999376599181?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4997525999376599181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/12/scuole-materne-veneto-contro-italia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4997525999376599181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4997525999376599181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/12/scuole-materne-veneto-contro-italia.html' title='Scuole materne, Veneto contro Italia'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4693367745325261529</id><published>2011-12-02T10:10:00.000-08:00</published><updated>2011-12-02T10:10:02.920-08:00</updated><title type='text'>Adesso basta cattivi esempi</title><content type='html'>&lt;div&gt;Il Giornale di Vicenza Clic&lt;/div&gt;&lt;div&gt;venerdì 02 dicembre 2011 – PRIMAPAGINA – Pagina 1&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Adesso basta&lt;br /&gt;cattivi esempi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forse Lorsignori non hanno ancora capito che la piccola,  grande questione dei vitalizi sarà l´ultimo banco di prova della loro  serietà. &lt;br /&gt;Non hanno capito che, a fronte dei pesanti sacrifici che si  prospettano per il cittadino-comune-mortale in procinto di pensione, e  che dovrà invece inseguire il sogno di anno in anno dopo aver versato  decenni di contribuzione, l´annunciata modifica del trattamento  riservato agli onorevoli in Parlamento appare semplicemente ridicola.  Certo, finirà (finirà?) lo sconcio di periodi offensivi (un tempo  bastava un giorno solo di legislatura!) previsti per guadagnarsi il  diritto alla previdenza vita natural durante. Così come finirà la  vergogna della soglia bassissima di età minima richiesta quale requisito  per poter incassare subito l´assegno d´oro. Dal prossimo gennaio -  giurano i legislatori - occorreranno almeno sessant´anni d´età e cinque  di attività passata tra i !  banchi per poter invecchiare economicamente in pace. Il che resta  comunque imparagonabile rispetto ai quarant´anni di lacrime e sangue  prospettati per tutti gli altri italiani, e con l´ipotesi degli almeno  65 anni di fatica per tutti prima di lasciare il lavoro. L´onorevole  vitalizio resterà un privilegio incomprensibile e intollerabile,  nonostante le ultime rassicurazioni di cambiamento anticipate dalle  presidenze di Camera e Senato. Il Parlamento avrebbe dovuto e dovrebbe  fare quel che ha già fatto la regione Emilia-Romagna: abolire il  vitalizio dei suoi consiglieri fin dalla prossima legislatura. Abolirlo,  non decurtarlo o cercare di renderlo più soave agli occhi degli  italiani. Anche perché ai 945 onorevoli (più i senatori a vita) non  mancano i mezzi né le informazioni su come farsi una pensione  integrativa o assicurativa. Invece assistiamo all´assurdo. Pare che un  folto gruppo di parlamentari sia addirittura pronto a una sorta di  disubbidi!  enza di massa: dimettersi dalle Camere di appartenenze prima d!  el 31 dicembre di quest´anno, in modo da poter ancora godere del  generoso trattamento in vigore. Non solo. Qualcuno già azzarda un  possibile ricorso contro lo Stato per il supposto «cambiamento in corsa»  delle regole. Come se il diritto a fare casta fosse immutabile: poiché  ieri i parlamentari andavano in pensione ancora giovani e con contributi  irrisori, qualunque correzione «in peggio» sarebbe incostituzionale. &lt;br /&gt;Da  non credere! Si spera che deputati e senatori, i quali dovranno presto  approvare col voto lo sforzo di risanamento immenso, ma necessario del  governo-Monti, avranno l´accortezza di non esagerare. Di non esagerare  nell´indifendibile difesa di ingiustizie sociali, di iniquità che  nessuna società moderna può più tollerare. Chi si prepara a chiedere  misure pesantissime, e non solo in campo previdenziale, deve dare il  primo esempio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4693367745325261529?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4693367745325261529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/12/adesso-basta-cattivi-esempi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4693367745325261529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4693367745325261529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/12/adesso-basta-cattivi-esempi.html' title='Adesso basta cattivi esempi'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4597408992585623572</id><published>2011-12-01T07:47:00.001-08:00</published><updated>2011-12-01T07:47:59.218-08:00</updated><title type='text'>Il parco giochi Pozza abbaglia la capitale</title><content type='html'>&lt;div&gt;Il Giornale di Vicenza Clic&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giovedì 01 dicembre 2011 – ECONOMIA – Pagina 11&lt;/div&gt;&lt;div&gt;COMMESSE. La Provincia di Roma dà un milione all´azienda di Recoaro &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il parco giochi Pozza abbaglia la capitale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Provincia capitolina  ha ordinato le giostrine illuminate con un sistema fotovoltaico brevettato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Karl Zilliken&lt;br /&gt;RECOARO&lt;br /&gt;Il parco giochi fotovoltaico  conquista Roma. Energia pulita, ricerca e contenimento dei costi. La  ricetta europea per risollevare l´economia? No, è il metodo Pozza per  battere la crisi e diventare leader nel settore dei giochi per parchi e  dell´arredamento urbano. L´azienda di Recoaro raccoglie i frutti del suo  lavoro sull´innovazione: ad un anno dalla presentazione del sistema  fotovoltaico per gli scivoli, con un investimento sulla ricerca di circa  100 mila euro, la Provincia di Roma le ha affidato la realizzazione di  30 parchi gioco dotati del sistema brevettato Pozza, per una commissione  che si aggira attorno al milione di euro. &lt;br /&gt;Il sistema che sta alla  base del "Parco che si illumina da solo" fa della semplicità e della  versatilità i suoi punti di forza, con pannelli fotovoltaici integrati  sui tetti delle strutture gioco, luci a led, una batteria per auto e un  sensore di luminosità. !  Quando calano le tenebre, il parco giochi cambia volto: «L´idea  dell´illuminazione è nata dopo aver visto diversi atti vandalici  notturni nei parchi - racconta Dario Pozza, direttore commerciale - Un  parco illuminato è anche un parco sicuro, ma non bastava illuminare le  giostre servendosi della rete elettrica. Serviva qualcosa di più per  rispondere alle esigenze ambientali di questi tempi: ecco, quindi, la  scelta dei pannelli solari e delle luci a led a bassissimo consumo. In  più abbiamo fatto in modo che i nostri parchi accumulassero più energia  di quella essenziale: in questo modo, potranno essere collegati a  sistemi d´allarme, di videosorveglianza e, perché no, a giochi  elettrici. Diventeranno produttori di energia pulita». &lt;br /&gt;A questo  punto, viene da chiedersi quale sia il costo cui vanno incontro le  amministrazioni pubbliche per questa innovazione: «Dal 20% al 30% in più  rispetto ai parchi tradizionali, diciamo intorno ai 25 mila euro a par!  co».  Il 6 dicembre, il presidente della Provincia di Roma in!  augurerà il primo di questi parchi "a impatto zero", quello installato  in Largo Pettazzoni, nel quartiere di Torpignattara. &lt;br /&gt;«I nostri punti  di forza sono le certificazioni di qualità sui materiali e la  lavorazione italiana, perlopiù vicentina (le batterie, ad esempio,  arrivano dalla Fiamm di Montecchio Maggiore) - conclude Dario Pozza -  Abbiamo perfino ottenuto una certificazione relativa al legno, che è  estratto in modo equo e solidale». &lt;br /&gt;La commissione da 1 milione  arrivata dalla Provincia di Roma è una bella soddisfazione per una  piccola azienda, con un fatturato che si aggira sui 5 milioni e con 20  dipendenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4597408992585623572?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4597408992585623572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/12/il-parco-giochi-pozza-abbaglia-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4597408992585623572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4597408992585623572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/12/il-parco-giochi-pozza-abbaglia-la.html' title='Il parco giochi Pozza abbaglia la capitale'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-2827214488726359758</id><published>2011-11-17T06:42:00.000-08:00</published><updated>2011-11-17T06:42:15.700-08:00</updated><title type='text'>«Sono ingegnere parlo sette lingue e non trovo lavoro ..»</title><content type='html'>&lt;div&gt;Il Giornale di Vicenza Clic&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giovedì 17 novembre 2011 – LETTERE – Pagina 54&lt;/div&gt;&lt;div&gt;IMMIGRATI &amp;amp; NOI&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Sono ingegnere&lt;br /&gt;parlo sette lingue e non trovo&lt;br /&gt;lavoro perché&lt;br /&gt;sono... vecchio»&lt;/div&gt;Ho letto attentamente l´articolo sul Giornale del 7  novembre dell´ottima Chiara Roverotto e le informazioni precise e  circostanziate date. Mi permetto alcune considerazioni.&lt;br /&gt;È evidente  che su una popolazione di immigranti di alcune decine di migliaia di  persone è possibile ci siano, anzi è sicuro, molte persone di studio e  di cultura.&lt;br /&gt;È anche sicuro che hanno fatto una scelta, della quale potremmo anche trarre vantaggio, loro e noi.&lt;br /&gt;È sicuramente meglio, esempio, avere una badante con laurea in medicina che una mamma con esperienza di cucina o di casa.&lt;br /&gt;La  Roverotto si ferma sul discorso che gente con lauree faccia il  portiere. Direi ringrazi il cielo di avere un lavoro, oggi come oggi.&lt;br /&gt;Esamina  abbondantemente il discorso del brain gain del brain losing eccetera.  Forse queste persone potrebbero essere molto utili nel loro paese di  origine, credo.&lt;br /&gt;Non abbiamo visto la capacità educativa  dell´Università di!   Bujumbura o di Kigali verso la Sorbona o la Bocconi, ma sicuramente  sono ottime università. Dobbiamo dire che questi immigranti parlano  almeno la lingua inglese o quella francese, non è poco.&lt;br /&gt;Bene, non potendo parlare di altri parlo di me, così sono sicuro di quel che dico:&lt;br /&gt;Sono  laureato in ingegneria elettrotecnica con varie specializzazioni, parlo  sette lingue, ho esperienze di vario tipo, facilmente dimostrabili.  Quando sono andato a cercare lavoro mi hanno risposto che sono vecchio.  Bene loro fanno i portieri, io faccio volantinaggio a circa 4 euro l´ora  senza Tfr, malattia e ammenicoli vari. Sono dispostissimo ad andare  anche a Benghazi o in Ruanda così facciamo pari con il brain gain, ma  nessuno mi viene a cercare.&lt;br /&gt;Non ho niente contro i signori oggetto  dell´articolo, anzi: però veniamo a fare un´analisi anche dei nostri, e  ho portato il mio esempio, ma credo non sia difficile trovarne molti.  Questo per par condicio.&lt;br /&gt;Ing. Alessandro!   Santini&lt;br /&gt;Volantinatore&lt;br /&gt;Isola Vicentina&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-2827214488726359758?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/2827214488726359758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/11/sono-ingegnere-parlo-sette-lingue-e-non.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/2827214488726359758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/2827214488726359758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/11/sono-ingegnere-parlo-sette-lingue-e-non.html' title='«Sono ingegnere parlo sette lingue e non trovo lavoro ..»'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-1773336068439245386</id><published>2011-11-11T14:46:00.000-08:00</published><updated>2011-11-12T05:43:40.099-08:00</updated><title type='text'>«Il latino? Utilissimo»</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;h2&gt;&lt;span class="testata"&gt;Il Giornale di Vicenza Clic&lt;/span&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;SANDRIGO. Al via il corso ad Ancignano&lt;/h2&gt;&lt;h1&gt;«Il latino? Utilissimo»&lt;br /&gt;E il parroco lo insegna&lt;/h1&gt;&lt;h3&gt;Giulia Guidi&lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;Don Pierangelo: «Le lezioni di inglese ormai sono dappertutto  La lingua antica fa capire la storia ed è una palestra della mente»&lt;/h2&gt;&lt;div class="resize-info"&gt;&lt;ul class="res-link"&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="time"&gt;venerdì 11 novembre 2011 &lt;b&gt;PROVINCIA&lt;/b&gt;, pagina 40  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="notizia"&gt;&lt;div class="immagini"&gt;&lt;a class="wrapper" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5390637513713301157&amp;amp;postID=1773336068439245386&amp;amp;from=pencil" title="Zoom"&gt;             &lt;br /&gt;&lt;/a&gt;         &lt;br /&gt;&lt;div class="didascalia"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://clic.ilgiornaledivicenza.it/GiornaleOnLine/GiornaleDiVicenza/GONJPG/201111/BASSE/11_40_gdv_f1_794.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://clic.ilgiornaledivicenza.it/GiornaleOnLine/GiornaleDiVicenza/GONJPG/201111/BASSE/11_40_gdv_f1_794.jpg" width="120" /&gt;&lt;/a&gt; Il latino come riscoperta delle proprie radici, storiche e  religiose, ma anche come eccezionale esercizio per la mente. È la  proposta di don Pierangelo Rigon che ha il corso sulla lingua dei Cesari  nella sua parrocchia di Ancignano. «Questo corso è una sfida e una  provocazione - spiega l´intraprendente parroco - Chi può avere interesse  per una lingua considerata “morta”? I corsi di inglese sono promossi&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ovunque, affiancati da altre lingue europee e adesso si stanno  affacciando pure l´arabo, il cinese, il russo, l´ucraino e chi più ne ha  più ne metta». &lt;br /&gt;«Sono scelte legate alla multiculturalità, al  crogiuolo di etnie che formano ormai anche la società italiana -  prosegue Rigon - Proporre il latino è certo in controtendenza, ma non  significa affatto che sia una stravaganza, un´offerta per i buontemponi o  per qualche nostalgico. È una lingua che aiuta a comprendersi meglio  dentro questo grande flusso della storia, al quale è impossibile  sfuggire. Ci riappropriamo delle nostre radici - continua - Per  dialogare a pari con le civiltà che sono arrivate nei nostri territori.  Difendere la propria identità non è opporsi alle altre, ma dialogare da  pari a pari con chi usa altri idiomi, ha tradizioni e usanze diverse.  Non c´è arricchimento reciproco se quasi ci si vergogna dei nostri  valori e si tende ad esaltare gli altri semplicemente perché sono “degli  altri” e, in qualche modo, rappresentano il progresso, il nuovo».  Non  solo: «Il latino è una palestra formidabile per la mente - sottolinea il  parroco - Destreggiarsi un po´ tra declinazioni e coniugazioni, casi e  complementi, tiene in esercizio il cervello e perciò fa rimanere  giovani». Rigon non dimentica inoltre che il corso di latino è  finalizzato anche alla crescita spirituale, il latino è la lingua delle  grandi preghiere liturgiche: «Certo - argomenta - si possono recitare  anche in lingua moderna, ma pronunciate nella lingua originale è  tutt´altra cosa. Conoscere il latino aiuta ad avvicinarsi senza paura o  preconcetti anche alla forma straordinaria del rito romano, a quella che  la gente chiama comunemente “messa in latino”: una possibilità che il  Papa ha dato a sacerdoti e fedeli, per attingere anche da qui l´alimento  per la loro fede. Ed è giusto che un prete si preoccupi anche di  questo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://clic.ilgiornaledivicenza.it/GiornaleOnLine/GiornaleDiVicenza/giornale_foto_zoom.php?foto=GONJPG/201111/ALTE/11_40_gdv_f1_794.jpg&amp;amp;id_articolo=1558110"&gt;Ingrandisci FOTO&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-1773336068439245386?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/1773336068439245386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/11/il-latino-utilissimo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1773336068439245386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1773336068439245386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/11/il-latino-utilissimo.html' title='«Il latino? Utilissimo»'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-3885820030448483950</id><published>2011-11-09T09:34:00.001-08:00</published><updated>2011-11-09T09:40:28.540-08:00</updated><title type='text'>Un alibi in meno</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;b&gt;Il Giornale di Vicenza &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mercoledì 09 novembre 2011 – PRIMAPAGINA – Pagina 1&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Un alibi in meno&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È finita come ormai tutti prevedevano, e molti speravano.  Silvio Berlusconi si è arreso all´evidenza di un parlamento senza più  maggioranza e di una pressione internazionale che confida nel suo  abbandono per fermare la speculazione della finanza mondiale che sta  dando l´assalto all´Italia. È difficile che il passo indietro del  Cavaliere basti a invertire la rotta di un sistema che ha deciso di  punire il nostro Paese a prescindere dal reale stato dei fondamentali  economici: le dimissioni daranno un po´ di euforia alla Borsa per  qualche giorno, poi la crisi mondiale ricomincerà a macinare i suoi  bersagli.&lt;br /&gt;Ma è comunque importante che l´“alibi Berlusconi“ venga  tolto dalla scena principale. Ora, infatti, la strada è chiara ed è  quella che anche ieri disegnavamo: il premier darà le dimissioni un  minuto dopo aver chiesto al Senato e poi alla Camera l´approvazione  della prima tranche di provvedimenti c!  he l´Europa ha chiesto all´Italia (giova ripeterlo: all´Italia, non  solo a Berlusconi). I partiti e i parlamentari che avevano proclamato a  gran voce la propria disponibilità a votare ciò che ci viene chiesto  dalla Ue a patto che il premier facesse un passo indietro, avranno  l´occasione di dimostrare la loro coerenza. Ciò permetterà al Cavaliere  di uscire da Palazzo Chigi dalla porta principale per consegnare la  lettera di dimissioni a Napolitano forte di una maggioranza finta alla  Camera, ma di una maggioranza vera al Senato. Avrà quindi ancora la  forza di dettare qualche condizione in cambio della resa.&lt;br /&gt;La prima:  nessun governo “di larghe intese“ o tecnico. Berlusconi chiederà (lo ha  già annunciato) di andare subito alle elezioni per ribadire la  supremazia del bipolarismo rispetto ai giochi di palazzo.&lt;br /&gt;La seconda:  se, com´è probabile, Napolitano dovesse decidere di affidare un  incarico esplorativo per un governo “di tregua" i!  ncaricato di far approvare in pochissimi mesi le riforme impos!  te dall´Europa per poi andare alle elezioni, il candidato dovrà essere  quello proposto dal partito che è ancora di maggioranza relativa in  questo parlamento: ovvero il Pdl. E in quel caso la scelta cadrà su  Gianni Letta, l´unica persona dalla quale Berlusconi non tema uno  scherzetto “alla Dini“: incarico transitorio divenuto infinito.&lt;br /&gt;Ed  ora, che Paese sarà senza Berlusconi al governo? Questo sarà il suo  ultimo mese da presidente del Consiglio: non ci sarà un altro giro di  giostra. E questa certezza toglie dalla scena il grande alibi degli  ultimi quindici anni: quello che ha impedito al campo moderato di  esprimere un progetto liberista e non libertino, quello che ha impedito  al campo progressista di far nascere solo un progetto “anti“ qualcuno.  Ma chi è convinto che il Cavaliere tolga il disturbo, commette un  errore. Resterà alla guida del partito con intatte capacità di  condizionamento e leadership. Per il giudizio storico, c´è ancora tempo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-3885820030448483950?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/3885820030448483950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/11/un-alibi-in-meno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/3885820030448483950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/3885820030448483950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/11/un-alibi-in-meno.html' title='Un alibi in meno'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-8594421574964984076</id><published>2011-10-25T15:02:00.000-07:00</published><updated>2011-10-25T15:07:12.535-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>La Tav opera strategica Manette a chi viola i cantieri</title><content type='html'>&lt;h2&gt;--------------------- &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;La Stampa 25/10/2011&lt;/h2&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Tav opera strategica Manette a chi viola i cantieri&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h2&gt;Il sito della discordia equiparato a quelli militari: si rischia l’arresto fino a un anno&lt;/h2&gt;&lt;address&gt;MASSIMO NUMA&lt;/address&gt;TORINO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svolta nella ventennale vicenda della linea Torino-Lione. Nel  decreto sviluppo passa la linea bipartisan, sostenuta anche dal Pd e da  altre forze politiche dell’opposizione, relativa all’istituzione del  presidio di interesse strategico nazionale per il cantiere di Chiomonte  (Torino) della linea ferroviaria Torino-Lione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il provvedimento, non appena sarà esecutivo, non limiterà in  alcun il diritto al dissenso pacifico da parte di chi, in Val Susa, si  oppone ancora alla Tav. Cambiano però le norme per chi si ostinerà a  utilizzare la zona della Maddalena di Chiomonte come teatro per  inscenare ulteriori episodi di guerriglia come è avvenuto dal 23 maggio  al 9 settembre scorso, quando sono avvenuti gli ultimi incidenti, con  323 feriti tra le forze dell’ordine. Il cantiere Ltf diventerà  intangibile, protetto da misure assai più severe, in materia di  sicurezza. E anche le procedure per gli espropri dei terreni di Clarea,  necessari alla fase due dei lavori, ormai imminente, saranno di fatto  molto semplificate. Sarà possibile l’arresto da tre mesi fino ad un anno  per chi entra abusivamente nel cantiere. Lo prevede una bozza del  provvedimento sullo Sviluppo all’esame del governo. «Per assicurare la  realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione e garantire, a tal  fine, il regolare svolgimento dei lavori del cunicolo esplorativo de La  Maddalena, le aree ed i siti del Comune di Chiomonte, individuati per  l’installazione del cantiere della galleria geognostica e per la  realizzazione del tunnel di base della linea ferroviaria Torino-Lione,  costituiscono aree di interesse strategico nazionale», si legge nel  provvedimento. «Fatta salva l’ipotesi di più grave reato - recita il  testo - chiunque si introduce abusivamente nelle aree di interesse  strategico nazionale di cui al comma 1 ovvero impedisce o ostacola  l’accesso autorizzato alle aree medesime è punito a norma dell’articolo  682 del codice penale. Nella relazione al testo si legge che «dalla  dichiarazione di area di interesse strategico nazionale discende, per  coloro che vi si introducono abusivamente ovvero ne impediscano o ne  ostacolino l’accesso autorizzato, la stessa sanzione prevista  dall’articolo 682 del codice penale - arresto da tre mesi ad un anno o  ammenda da 51 a 309 euro - per l’ingresso arbitrario in luoghi ove  l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato». Il ruolo  dell’Esercito sarà molto più importante, sempre in sintonia con le forze  dell’ordine. Il presidio interforze continuerà nella tutela del  cantiere ma con a disposizioni norme giuridiche molto più severe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le reazioni. Alberto Perino, uno dei portavoce del movimento No  Tav: «Hanno gettato la maschera, ma adesso non potranno più raccontare  all’Unione Europea la bugia di un’opera condivisa con la popolazione,  adesso il mondo capirà come l’Italia intende portare avanti le opere  pubbliche. La nostra linea non cambia, porteremo avanti la lotta come  abbiamo sempre fatto. E domenica, ancora una volta, abbiamo dimostrato  che la Valle di Susa non è d’accordo». Stefano Esposito, parlamentare  Pd: «Sia chiaro che questo provvedimento non significa che la Val Susa  sia militarizzata. Le gente potrà continuare a protestare ma adesso  basta con le violenze organizzate».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-8594421574964984076?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/8594421574964984076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/10/la-tav-opera-strategica-manette-chi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8594421574964984076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8594421574964984076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/10/la-tav-opera-strategica-manette-chi.html' title='La Tav opera strategica Manette a chi viola i cantieri'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4906922637182689077</id><published>2011-10-17T04:43:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T04:43:54.665-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>L’impunibilità dei furbi</title><content type='html'>&lt;h1&gt;&amp;nbsp;L’impunibilità dei furbi&lt;/h1&gt;&lt;h2&gt;Pane al pane&lt;/h2&gt;&lt;address&gt;&lt;b&gt;LORENZO MONDO&lt;/b&gt;&lt;/address&gt;&lt;table class="image dixerit_ignore"&gt;&lt;caption align="bottom"&gt;&lt;/caption&gt;      &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;img data-large="/ee/lastampar/na/2011/10/16/035/article6_1_large.jpg" data-small="/ee/lastampar/na/2011/10/16/035/article6_1.jpg" src="http://edicolaonline.lastampa.it/ee/lastampar/na/2011/10/16/035/article6_1.jpg" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;C’ è una donna a ore, chiamiamola Rosaria, che ogni mattina  prende il bus per recarsi a sbrigare i lavori di casa presso una  famiglia torinese. Bisogna sentirla con quale veemenza, con quali  pittoreschi improperi se la prende con i passeggeri che non pagano il  biglietto, insensibili al memento della macchinetta obliteratrice (e  obliterata). Rappresentano un campionario di genti arrivate da ogni dove  - volti bruni o di color ocra, donne velate ma non mancano tra loro i  rampolli ben vestiti e attrezzati di buone famiglie nostrane. Rosaria ha  talvolta l’impressione di essere la sola a pagare il pedaggio o di  appartenere a una esigua minoranza di sprovveduti, si dà della pavida e  della stupida, sentendosi vittima di una iniqua sopraffazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, da oggi nutre qualche speranza (e noi con lei) che le cose  possano cambiare. Perché il Comune di Torino ha deciso di introdurre  sui mezzi pubblici il bigliettaio dismesso tanti anni fa. Ed ha scelto,  in via sperimentale, un tram che taglia la città da Nord a Sud centrando  il quartiere topico di Porta Palazzo. In un solo giorno i controllori  hanno individuato 600 persone salite senza biglietto e hanno recuperato  900 euro, nonostante il fuggi fuggi dei più lesti. Il provvedimento,  promettono, sarà esteso tra sei mesi a tutte le linee della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non occorreva la giustificazione delle esauste finanze comunali  per adottare una simile risoluzione. Esiste innanzitutto un problema di  equità, che impone un trattamento paritario per gli utenti di un mezzo  per sua natura popolare (sul quale è difficile operare distinzioni di  censo). Sento già montare il mugugno e la protesta di chi vorrebbe  accreditare a un intangibile Welfare il diritto al tram. Mentre  abbonamenti di favore e ragionevoli esenzioni possono ovviare a  situazioni di particolare disagio o di penuria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’importante è impedire ai furbi di farla franca, di abusare  delle risorse comuni, richiamandoli all’osservanza delle regole. Questa  vale anche per le situazioni che possono apparire di minore entità ma  assumono un significato, per così dire, germinale. Vogliamo trascurare  l’educazione negativa che viene impartita da comportamenti irrispettosi  del vincolo sociale, ripetuti ogni giorno davanti a una così grande  platea di cittadini? Non saranno indotti, questi «piccoli» trasgressori,  a concedersi più estese licenze, approfittando dell’impunità garantita  dalle istituzioni? Anche sulle rotaie di un tram si misura il percorso  di una crescita civile. Anche un biglietto timbrato può dare  testimonianza di un’etica condivisa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da "La Stampa" del 16 ottobre 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4906922637182689077?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4906922637182689077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/10/limpunibilita-dei-furbi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4906922637182689077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4906922637182689077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/10/limpunibilita-dei-furbi.html' title='L’impunibilità dei furbi'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-93343627236989299</id><published>2011-10-17T01:01:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T01:01:03.916-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>«L'impossibile cassonetto regalato alla vecchina»</title><content type='html'>&lt;span&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span&gt;Domenica 16 Ottobre 2011 CRONACA Pagina 62 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;  AIM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  «L'impossibile&lt;br /&gt;cassonetto&lt;br /&gt;regalato&lt;br /&gt;alla vecchina»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Mi  è capitato di assistere a un fatto singolare. Un paio di addetti  dell'Aim ha consegnato a una anziana signora il nuovo cassonetto per la  raccolta delle immondizie a domicilio. Innovazione mirabile, se non  fosse per qualche piccola incongruenza. &lt;br /&gt;La novità, unica nel suo  genere, risiede nel fatto che viene consegnato un cassonetto per ogni  famiglia con tanto di codice personalizzato. Lei chiederà: anche per i  singoli? Ma certamente e con le stesse identiche, mastodontiche  dimensioni standard, tanto che la signora in questione ha esclamato che  per riempirlo tutto ci avrebbe impiegato non meno di 50 anni, perchè  quel termine residuo non comprende tutto il Secco, bensì un Secco che  può essere Umido e un Umido che può essere Secco.&lt;br /&gt;Sembrava di  assistere alle elucubrazioni di Plotino sulla c!  ostituzione dell'anima che sarebbe un corpo quasi spirito, anzi uno  spirito quasi corpo. Tanto per fare un esempio: un attaccapanni (non  compreso nell'elenco della Guida informativa) ricadrebbe in questa voce  perchè ha l'anima di ferro. &lt;br /&gt;A questo punto sarebbe necessario che  l'amministrazione fornisse a ogni famiglia anche uno spettrofotometro ad  assorbimento atomico in modo da poter evidenziare se sotto ogni scorza  di plastica ci sia qualche metallo raro. Certo, è una faccenda molto  complicata che solo intelligenze superiori possono risolvere... &lt;br /&gt;La  tragedia però è che quel cassonetto l'anziana non poteva lasciarlo in  strada, ma doveva portarselo nell'unica stanza dove abitava, altrimenti  sarebbero scattate sanzioni a ripetizione. Così mestamente se l'è preso e  zoppicando ha iniziato a salire le due rampe di scale. E per fortuna  che era vuoto e che, tra 50 anni, quando sarà finalmente pieno, la  vecchina riposerà finalmente feli!  ce tra i più. &lt;br /&gt;Ho una strana sensazione, come quella a!  vvertita pochi anni fa quando ho partecipato ad una assemblea che doveva trattare alcune cosuccie del quartiere Italia. &lt;br /&gt;Si  è presentato il solito illuminato di turno, altro colore politico, ma  stessa prosopopea: bello, aitante, ben vestito, molto profumato e dal  sorriso smagliante. Ha parlato per circa mezz'ora a una vasta assemblea.  Un discorso forbito, solenne, quasi aulico con spunti sapienziali di  elevato valore estetico, esoterico e soteriologico. &lt;br /&gt;Alla fine, tra  un silenzio tombale, una vecchietta osò chiedere: "Scusi, giovanotto, io  ho insegnato per 40 anni al liceo, ma di ciò che ha detto non ho capito  nulla!" Allora mi sono fatto avanti e ho spiegato che in poche parole  il politico illuminato aveva voluto comunicare ai presenti che  l'amministrazione delle loro lamentele se ne fregava. &lt;br /&gt;Lei non ci crederà, ma il giovane rampante si è arrabbia-&lt;br /&gt;to moltissimo e se ne è anda&lt;br /&gt;to sbattendo la porta. Ora con questa faccenda de!  l Resi&lt;br /&gt;duo avverto la stessa sensazione.&lt;br /&gt;Giorgio Rigno&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-93343627236989299?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/93343627236989299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/10/limpossibile-cassonetto-regalato-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/93343627236989299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/93343627236989299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/10/limpossibile-cassonetto-regalato-alla.html' title='«L&apos;impossibile cassonetto regalato alla vecchina»'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-647261981112375288</id><published>2011-10-11T15:38:00.000-07:00</published><updated>2011-10-11T15:38:09.768-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>L'ultimo italiano del palazzo</title><content type='html'>IL GIORNALE DI VICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 11 Ottobre 2011 PROVINCIA Pagina 29 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA STORIA. L'esperienza di frontiera raccontata dall'anziano presidente del Comitato benefico di Cornedo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo italiano del palazzo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Salmaso, 80 anni, vive in uno stabile con cinque famiglie di immigrati: «Abitudini diverse ma sempre con grande rispetto»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«A questo punto mi devo considerare io un extracomunitario». Lo dice sorridendo Antonio Salmaso, 80 anni appena festeggiati, fotografando la sua situazione: «È come se fossi da solo, in mezzo agli indiani». L'anziano è un autentico personaggio, molto noto in città perché è presidente del Comitato beneficio del carnevale cornedese, che da 25 anni mantiene vive le feste tradizionali e folcloristiche del paese. Abita con la moglie in via 25 Aprile, al piano terra di una palazzina di 6 appartamenti a due passi dal centro: «È come essere all'Onu: abitudini diverse ma sempre con grande rispetto, nel segno dell'integrazione», confida. In effetti, il suo è l'unico nucleo italiano: in poco meno di dieci anni, via via, le altre famigli! e autoctone hanno lasciato il loro posto ad altre cinque, ognuna di una nazionalità diversa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sopra di me c'e una famiglia albanese, al secondo piano una ghanese; sull'altro lato, alloggiano le altre tre famiglie: una marocchina, una seconda indiana e una terza cinese». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno spaccato della realtà sempre più multietnica, in un paese in cui la popolazione immigrata raggiunge la soglia del 10%. Ognuna con le sue abitudini, i suoi usi ed i suoi costumi, in una convivenza «animata da scambi culturali che arricchiscono». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai davanzali dello stabile sono stese coperte e lenzuola e indumenti dai colori sgargianti, che indicano la provenienza dei proprietari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non ci sono mai stati problemi di convivenza -aggiunge Salmaso- Del resto, conto sul mio spirito di adattamento che mi ha fatto superare ogni difficoltà. Mi sono adattato ai diversi odori delle spezie che i miei vicini utilizzano per cucinare; profumi dei ! loro Paesi, ben differenti dai nostri e in alcuni casi anche p! iù pungenti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi non esita ad aggiungere: «I modi di fare e di comportarsi della vita privata sono diversi dai nostri: loro sono più esuberanti, più rumorosi. Ormai ho imparato a distinguere la nazionalità delle famiglie non tanto dalle lingue straniere che non conosco, ma da come salgono e scendono le scale: ad alcuni piace avere stereo al seguito con cui sentire la musica originaria del loro paese. Ma tutto prosegue secondo le regole del buon vicinato».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-647261981112375288?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/647261981112375288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/10/lultimo-italiano-del-palazzo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/647261981112375288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/647261981112375288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/10/lultimo-italiano-del-palazzo.html' title='L&apos;ultimo italiano del palazzo'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-6269528335880006844</id><published>2011-09-24T06:00:00.000-07:00</published><updated>2011-09-24T06:00:21.341-07:00</updated><title type='text'>«I manifestanti all'arrivo a Montecchio erano inutili e non democratici»</title><content type='html'>&lt;span&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span&gt;Sabato 24 Settembre 2011 LETTERE Pagina 73 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;  GIRO DI PADANIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  «I manifestanti&lt;br /&gt;all'arrivo&lt;br /&gt;a Montecchio&lt;br /&gt;erano inutili&lt;br /&gt;e non democratici»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Sabato  10 settembre arriva a Montecchio Maggiore il Giro di Padania. Amante  del ciclismo, sono a venti metri dal traguardo per gustarmi l'arrivo  della tappa e anche la conclusione del giro. È evidente che la scelta  del nome Giro di Padania dà alla manifestazione un significato che  supera i confini dello sport, ma è pur sempre una scelta e come tale mi  sembra civile rispettala. Purtroppo non mi riesce di vedere l'arrivo, in  quanto manifestanti hanno completamente invaso di bandiere tricolori,  di fischi e insulti organizzatori, atleti e chiunque facesse parte della  carovana. Vedere alle premiazioni atleti come Ivan Basso e altri  coperti da fischi e grida come buffone e quant'altro, faceva nascere  in me un miscuglio fra vergogna e rabbia. Vergogna perch&amp;amp;#2!  33; non ho ricordi di un'arrivo di una tappa così qualificata nel  nostro Comune; sentire insulti e offese mi ha fatto sentire  profondamente a disagio.&lt;br /&gt;Rabbia perché non riuscivo a capire. Vedevo  infatti tra le fila dei contestatori il nostro ex sindaco di Montecchio e  altri attuali consiglieri dell'opposizione mischiati ai vari No Dal  Molin ai No Tav ai No global. &lt;br /&gt;Ora la mia riflessione è: ma era  opportuno creare una contro-manifestazione? È stato intelligente ? È  stato cosí democratico? Democrazia è la possibilità di avere le proprie  idee politiche, le proprie credenze religiose, i propri gusti. La  ricchezza di un contesto sociale nasce dalla diversità di idee, dalla  creatività, dalle differenze di ogni tipo anche politiche. La libertà è  imprescindibile, ma la tua libertà finisce là dove inizia la mia. Tu  hai la libertà di creare una manifestazi!  one che esprima il tuo pensiero e io avró la libertà!   di organizzare un evento che esprima il mio pensiero.&lt;br /&gt;Tu organizzi  la tua festa mussulmana ed io organizzo la mia sagra parrocchiale. Tu  organizzi la tua festa del Prosecco e io la mia festa del Durello. Tu  organizzi la tua festa a Pontida e io organizzo la mia festa dell'Unità.  Io non vengo ad insultarti a Pontida e tu evita di fischiarmi a  Bologna. O no? Da appassionato di ciclismo mi auguro che anche il  prossimo anno Montecchio riveda una manifestazione così ben organizzata,  ma con l'augurio che non ci siano i contro-manifestanti. Che poi si  chiami Giro di Padania, Tour Democratico o la corsa della Libertà poco  importa... se avremo l'intelligenza di avere rispetto per la libertà  altrui. W il ciclismo ciclato!&lt;br /&gt;Claudio Parise&lt;br /&gt;Montecchio Maggiore&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-6269528335880006844?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/6269528335880006844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/09/i-manifestanti-allarrivo-montecchio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6269528335880006844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6269528335880006844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/09/i-manifestanti-allarrivo-montecchio.html' title='«I manifestanti all&apos;arrivo a Montecchio erano inutili e non democratici»'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-784034808160551611</id><published>2011-09-19T21:48:00.001-07:00</published><updated>2011-09-19T21:48:57.836-07:00</updated><title type='text'>Le colonie Usa e la lezione sul debito</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="boxocchiello2" colspan="2"&gt;17/9/2011&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height="12"&gt;&lt;img height="12" src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" width="1" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="titoloRub" colspan="2"&gt;Le colonie Usa e la lezione sul debito&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height="12"&gt;&lt;img height="12" src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" width="1" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td bgcolor="#E7E7E7" colspan="2" height="1"&gt;&lt;img border="0" height="1" src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" width="100%" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height="12"&gt;&lt;img height="12" src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" width="1" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;img height="12" src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="sezione" colspan="2"&gt;MARTA DASSU'&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;img height="4" src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="articologirata" colspan="2"&gt;Echi della storia:  distanti ma istruttivi. Il dibattito europeo sulla crisi del debito  ricorda una delle dispute più accese della vita iniziale degli Stati  Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un decennio circa dalla formazione dell’Unione (1781), il primo  segretario del Tesoro americano, Alexander Hamilton, condusse la sua  battaglia per trasferire a livello federale parte del debito accumulato  dalle 13 colonie durante la guerra di indipendenza. Hamilton propose un  piano in due fasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima prevedeva appunto che il governo federale si accollasse il  debito contratto dagli Stati. La seconda prevedeva la creazione di una  Bank of America, un embrione di Banca Centrale. Queste proposte si  scontrarono però - lo ricostruisce su Aspenia un articolo di  «Germanicus» - con un’opposizione feroce. Contro di esse si mosse  l’allora segretario di Stato Thomas Jefferson, uno dei padri della  Dichiarazione di indipendenza. Le sue obiezioni erano di carattere  costituzionale. Secondo Jefferson, il piano del segretario del Tesoro  costituiva un’aperta violazione dei diritti degli Stati, a tutto  vantaggio del governo federale. E soprattutto costituiva un pericoloso  precedente: non vi era nulla, infatti, nella Costituzione che  autorizzasse la creazione di una Banca degli Stati Uniti. Si tenga conto  che quando il governo federale cominciò ad emettere banconote (solo a  metà dell’800, per finanziare la guerra civile), la Corte suprema  dichiarò in prima battuta incostituzionale l’emissione dei «biglietti  verdi». Più che le obiezioni di Jefferson, era però l’opposizione di  alcuni Stati ad ostacolare il piano di Hamilton.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il più risoluto era la Virginia, Stato ricco del Sud che all’epoca  includeva anche gli attuali West Virginia e Kentucky. Le sue finanze  erano relativamente sane, e i suoi abitanti non avevano nessuna  intenzione di pagare di tasca propria per le «scelleratezze» finanziarie  dei puritani del Nord. La Virginia, alla fine, dette il proprio assenso  al piano di risanamento. In cambio, però, ottenne da Hamilton la  promessa che la capitale federale sarebbe stata spostata in un  territorio ritagliato fra la stessa Virginia e il Maryland, sui terreni  lambiti dal Potomac. Dove appunto sorgerà Washington. La collocazione  del Campidoglio a poche ore di distanza dalle tenute patrizie della  Virginia avrebbe simboleggiato la leadership politica dell’Old Dominion  all’interno dell’Unione originaria. A parti geograficamente rovesciate  (il Sud americano dell’epoca come il Nord europeo di oggi) e al di là di  tutte le differenze (abbiamo già la Bank of Europe, senza avere una  gestione federale del debito), le analogie con quel primo dibattito sono  interessanti, se viste «across the Atlantic»; e non del tutto  accidentali. Le difficoltà dei neonati Stati Uniti, così come quelle  dell’Unione Europea, confermano infatti una «legge» molto semplice: in  un’Unione di Stati ancora poco strutturata - come era l’Unione iniziale  delle colonie americane e come è oggi l’Ue - si creano sempre forti  tensioni distributive. Che possono essere superate, almeno  temporaneamente, se gli Stati più ricchi e competitivi si assumono  responsabilità commisurate al loro status, accettando di contribuire più  degli altri al funzionamento dell’Unione. È quello che fece la  Virginia, decidendo di barattare qualche Bot dell’epoca con una  posizione di guida all'interno dell’Unione americana delle origini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso dell’Unione Europea, questo ruolo può essere svolto solo dalla  Germania. Ma Berlino appare restia a farsene carico. Negli Anni Novanta,  una leadership tradizionalmente favorevole all’integrazione ha  cominciato a mettere in discussione l’entità del proprio contributo  netto al bilancio comunitario. Oggi, stigmatizza il rischio che l’Ue si  trasformi in una costosa «Transfer-Union» respingendo proposte, come gli  eurobond, che potrebbero alleviare le pressioni sull’euro. Si dirà:  perché meravigliarsi se i tedeschi esitano a pagare per rimediare ai  problemi altrui? È un’osservazione corretta in un’ottica contabile ma lo  è meno in una visione strategica. La Germania è stata storicamente un  grande contributore (il «paymaster», si sarebbe detto a Richmond) ma  anche uno dei grandi beneficiari dell’Ue, traendone vantaggi tangibili  sia sul piano politico che su quello economico. Berlino ne ha anche  tratto vantaggi indiretti, immateriali: per esempio politiche  regolatorie e standard che hanno quasi sempre finito col mutuare modelli  tedeschi. Il punto vero in discussione è se questi benefici siano  esauriti, o siano diventati inferiori ai costi, come sembra ritenere una  parte dell’élite tedesca a più di due decenni dalla riunificazione del  Paese. La risposta razionale è che non sia così. L’ormai famoso studio  di Ubs sui costi di una spaccatura dell’euro dimostra che sarebbero  molto superiori, per i contribuenti tedeschi, ai costi del salvataggio  combinato di Grecia, Irlanda e Portogallo. Angela Merkel ne è  sicuramente consapevole. Ma ha scelto di muoversi, dall’esplosione della  crisi greca in poi, per piccoli passi, data la debolezza interna della  coalizione di governo e visti i paletti fissati da una Corte  costituzionale apparentemente più vicina all'eredità di Jefferson che  non a quella di Hamilton. Il rischio è che questa logica politica  gradualista, combinata a una visione economica che forza gli Stati in  debito a misure drastiche di austerità, faccia saltare l’Unione  monetaria prima di farla decollare come Unione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teniamo quindi conto degli echi della storia. La solidarietà fiscale è  una delle battaglie fondative, una battaglia esistenziale, per le Unioni  fra Stati. Può essere vinta solo a condizione che gli Stati più forti  abbiano il coraggio di scelte costose ma vantaggiose: è il prezzo della  leadership. D’altra parte, gli Stati più deboli devono a loro volta  accettare vincoli sostanziali, costituzionali ma non solo, alle proprie  politiche di bilancio, come avviene del resto in un assetto americano  (la quasi totalità dei singoli Stati della Federazione si sono dati  leggi più o meno strette sul «balanced budget») di cui stiamo prendendo  alcuni pezzi ma non l’insieme. Questo è lo «scambio» originario della  storia travagliata degli Stati Uniti. Vedremo se sarà lo scambio alla  base del futuro europeo. &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-784034808160551611?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/784034808160551611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/09/le-colonie-usa-e-la-lezione-sul-debito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/784034808160551611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/784034808160551611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/09/le-colonie-usa-e-la-lezione-sul-debito.html' title='Le colonie Usa e la lezione sul debito'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-5200890177441433763</id><published>2011-09-18T10:27:00.001-07:00</published><updated>2011-09-18T10:27:26.374-07:00</updated><title type='text'>L'italiano medio</title><content type='html'>&lt;span&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span&gt;Domenica 18 Settembre 2011 PRIMAPAGINA Pagina 1 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  L'italiano medio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;L'italiano  medio - quello che osserva i fatti della vita senza il paraocchi  dell'ideologia, del pregiudizio o della faziosità partitica - assiste  basìto alle cronache degli ultimi tempi. E giunge all'amara  constatazione che sia largamente diffusa la convinzione di poterlo  facilmente prendere per i fondelli.&lt;br /&gt;Le telefonate del Presidente del  Consiglio con il suo compagno di bagordi Tarantini, ad esempio, non  aggiungono nulla di nuovo a quanto già si sapeva: l'uomo è contento -  come spiega efficacemente al telefono con linguaggio forbito - se «gira  la patonza». Berlusconi continua a ripetere - non senza qualche ragione -  che non c'è nulla di illecito in tutto ciò: ma è sconcertante che non  si renda conto che il problema non sta nella (presunta) illegalità di  certi comportamenti, ma nel fatto che il Presidente del Consiglio  italiano tr!  ascorra al telefono più tempo con i Tarantini, i Lele Mora e centinaia  di squinzie che con la Merkel, Sarkozy e gli altri capi di governo  impegnati a salvare la baracca mondiale che sta crollando.&lt;br /&gt;L'italiano  medio - quello che non è legato a nessun carro - si sente preso per i  fondelli anche da certi magistrati che rifiutano sdegnati l'ipotesi che  ci sia un disegno politico dietro certe inchieste, e per i quali è una  cosa normale in un Paese democratico la registrazione di centomila  (centomila!) intercettazioni per un'inchiesta su una presunta induzione  alla prostituzione. L'italiano medio pensa che arriverà il giorno in cui  Berlusconi non sarà più un alibi utile a non affrontare lo sfascio del  nostro sistema giudiziario.&lt;br /&gt;L'italiano medio (e perfino il padano  medio) si sente preso per i fondelli dal capo del partito che doveva  rivoluzionare il Paese a colpi di federalismo, riforme e tagli agli  sprechi, e che è ridotto a difendere le !  Province, le Comunità montane, i micro enti del sottobosc!  o politico perché sono sì poltrone inutili, ma ci sono seduti i  fedelissimi e lui ha già il problema di piazzare il figlio Trota per  doversi occupare anche del destino di altre migliaia di persone come ad  esempio l'ex ministro Castelli, quello che si lamenta per essere  «diventato povero dopo aver fatto politica, dovendo accontentarsi di 145  mila euro l'anno». Testuale.&lt;br /&gt;L'italiano medio si sente preso per i  fondelli da Bersani, Di Pietro, Vendola, che dopo 15 anni propongono per  il dopo-Berlusconi la rinascita dell'Ulivo. E resta in attesa di veder  ricomparire Diliberto, Pecoraro Scanio, Visco e compagnia tassante.  Magari anche Prodi: così, giusto per far recuperare qualche voto al  centrodestra.&lt;br /&gt;L'italiano medio si convince che anche gli organismi  dello Stato lo credano un fesso. Ad esempio quando l'Agenzia delle  Entrate o la Guardia di Finanza annunciano ogni settimana i risultati di  una spettacolare operazione antievasione. È un lav!  oro che merita il plauso: ma davvero credono che l'italiano medio si  beva il fatto che solo a Vicenza si cerchi il modo di pagare meno tasse?  E che siano solo singolari coincidenze il fatto che a Roma si vara una  manovra basata a parole sulla lotta all'evasione, o il fatto che a  Vicenza la Finanza ha fatto pulizia in casa propria e ora deve  dimostrare che il marcio non c'è più? L'italiano medio si domanda: se  tutto emerge solo a Vicenza, vuol forse dire che nel resto d'Italia c'è  ancora del marcio?&lt;br /&gt;L'italiano medio si è fatto l'idea che tutti lo  credano fesso. Invece è solo inevitabilmente, clamorosamente,  fortunatamente estraneo e superiore a tutto questo. E perciò  terribilmente e pericolosamente infuriato e sfiduciato.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-5200890177441433763?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/5200890177441433763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/09/litaliano-medio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5200890177441433763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5200890177441433763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/09/litaliano-medio.html' title='L&apos;italiano medio'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-7027635210623512156</id><published>2011-09-08T10:39:00.001-07:00</published><updated>2011-09-08T10:39:47.280-07:00</updated><title type='text'>Il coraggio e la normalità</title><content type='html'>&lt;span&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span&gt;Giovedì 08 Settembre 2011 PRIMAPAGINA Pagina 1 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  Il coraggio&lt;br /&gt;e la normalità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;La  cosa che spaventa di più, nella situazione che sta attraversando  l'Italia, è la progressiva e diffusa perdita del senso della realtà e  della logica. Il cattivo esempio viene, come al solito, dall'alto: il  caso più eclatante è l'ammissione resa dal ministro Calderoli in una  riunione di presidenti provinciali veneti - e svelata ieri dal Giornale  di Vicenza - del fatto che le Province non saranno abolite nonostante  l'avvio delle procedure parlamentari. In pratica il ministro ha  candidamente ammesso che si ripeterà la farsa del ministero  dell'Agricoltura, cancellato da un referendum popolare e fatto rinascere  con il nome di ministero delle Politiche agricole.&lt;br /&gt;Come sia  possibile sperare che un provvedimento così concepito e una manovra  basata su simili presupposti possa essere ritenuta credibile e seria dai  mercati, &amp;amp;#!  232; un mistero. Non si fanno fessi gli italiani, figuriamoci gli  europei.&lt;br /&gt;Ma i danni provocati da questa disarmante mancanza di  credibilità non si limitano alle Borse o all'immagine del Paese: hanno  effetti a cascata anche sugli italiani e determinano la progressiva  rottura del patto di mutua fiducia tra Stato e cittadini. Il devastante  fenomeno dell'evasione è solo l'aspetto più macroscopico di questa  frattura: se non c'è fiducia nel sistema, è evidente che viene meno la  volontà di contribuire al suo mantenimento. È sbagliato, non è  condivisibile: ma è così. E la stessa scelta della Cgil di scioperare  segue interessi di parte, non certo collettivi.&lt;br /&gt;Se però scendiamo su  una scala più piccola ci accorgiamo che la frattura tra Stato e  cittadino produce effetti incresciosi. Nel giorno in cui il governo vara  la manovra da lacrime e sangue, i presidi delle scuole vicentine  rispondono picche alla richiesta di unif!  ormare in due soli orari gli ingressi nelle scuole. L'appello !  era motivato dal fatto che anche le casse comunali piangono, e all'Aim  la moltiplicazione delle corse degli autobus negli orari d'inizio delle  lezioni costa 100 mila euro l'anno. Insomma, se si fossero decisi due  ingressi, ad esempio uno alle 7.45 e uno alle 8.20, l'Aim avrebbe potuto  risparmiare 100 mila euro. La risposta dei presidi è stata di 6 (sei)  orari d'ingresso: alle 7.40, 7.45, 7.50, 7.55, 8.10 e 8.20. Una presa in  giro.&lt;br /&gt;I presidi sicuramente invocheranno l'autonomia scolastica, le  norme, gli obblighi e qualsiasi altra legittima giustificazione: ma è  difficile pensare che cinque minuti in più o in meno non valgano 100  mila euro. A meno che non si pensi - ed è questo il punto - che quei 100  mila euro li debba mettere lo Spirito Santo. In realtà sono soldi di  tutti noi, bruciati sull'altare dell'egoismo. Il Paese va a rotoli, ma  ciascuno pensa che tocchi agli altri fare il primo passo per rimettere  in piedi la baracca. Vale per Lorsignori!   e le Province, per gli evasori, per gli insegnanti e gli studenti, per  tutti noi che abbiamo dimenticato che la vera prova di coraggio, oggi, è  l'essere normali.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-7027635210623512156?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/7027635210623512156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/09/il-coraggio-e-la-normalita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7027635210623512156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7027635210623512156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/09/il-coraggio-e-la-normalita.html' title='Il coraggio e la normalità'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-1443889802806005850</id><published>2011-08-29T06:08:00.000-07:00</published><updated>2011-08-29T06:08:14.347-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>BAGARRE PER UN FUNERALE.</title><content type='html'>&lt;span&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span&gt;Domenica 28 Agosto 2011 BASSANO Pagina 34 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;  BAGARRE PER UN FUNERALE. Forze dell'ordine per placare gli animi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  Folla di ghanesi&lt;br /&gt;in obitorio&lt;br /&gt;Ed è il finimondo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  In 150 arrivano quasi alla rissa perché qualcuno vuol vedere il  deceduto, un connazionale morto due mesi prima, temendo uno scambio di  casse &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Un funerale tra il caos, con l'intervento di  polizia, carabinieri e vigili urbani arrivati in forze a sedare gli  animi troppo surriscaldati di un folto gruppo di ghanesi che s'erano  ritrovati ieri mattina verso le 9 nel piazzale dell'obitorio di via dei  Lotti per accompagnare nell'ultimo viaggio un connazionale quarantenne  morto suicida lo scorso giugno a Rosà. &lt;br /&gt;Fra grida, strepiti e  spintoni, nella struttura sanitaria si sono verificati infatti momenti  di tensione tra gli stessi extracomunitari, circa 150 persone,  radunatesi per partecipare alla cerimonia funebre. &lt;br /&gt;Alcuni di loro  però, dopo che la bara del poveretto era stata chiusa con il consenso  dei familiari del poveretto, hanno preteso di vedere la salma ritenendo,  chissà per quale motivo, che potesse non essere quella !  del connazionale deceduto un paio di mesi prima. Gli altri ghanesi al  contrario non nutrivano alcun dubbio sull'identità del deceduto ed erano  pronti ad accodarsi al corteo funebre che doveva raggiungere Riese Pio  X, il paese del Trevigiano nel quale la vittima abitava. Si è di  conseguenza scatenata una bagarre, anche sotto gli occhi del dott.  Maurizio Sforzi, il responsabile del dipartimento di prevenzione  dell'Ulss 3, che per motivi di lavoro era all'obitorio. Vista la mal  parata che ha rischiato di coinvolgere lo stesso professionista e gli  addetti della struttura, sono state allertate le forze dell'ordine. &lt;br /&gt;Primi  ad arrivare gli agenti del Commissariato che di fronte alla folla  chiassosa ma soprattutto al rischio che la disputa si tramutasse in una  vera e propria rissa, incontrollabile dato il numero delle persone  coinvolte, hanno preferito chiedere rinforzi. Sul piazzale dell'obitorio  sono arrivate così anche pattuglie dei carabinieri di Bassano e del!  la polizia locale. Le forze dell'ordine cercato di calmare le !  acque evitando che la situazione degenerasse. Alla fine è stato  raggiunto un compromesso: i ghanesi che volevano vedere la salma sono  stati accontentanti.&lt;br /&gt;Non è stata però un'operazione semplice perché  nelle celle mortuarie si trovavano altre salme pronte per essere  accompagnate alle cerimonie funebri. Per evitare ulteriore confusione,  il dott. Sforzi ha preso in mano la situazione e ha deciso di  posizionare la bara con il corpo del ghanese nella chiesetta interna  allo stesso obitorio e di far entrare i numerosi visitatori divisi per  piccoli gruppo. Il corpo del povero ghanese, trasferito poco prima nella  cella mortuaria dopo essere rimasto per un paio di mesi nelle stanze  del servizio mortuario, al secondo piano interrato del monoblocco  ospedaliero, come immaginabile, era tutt'altro che integro.&lt;br /&gt;Non si  conoscono i motivi che hanno indotto parte del gruppo di ghanesi a  ritenere che vi fosse stato uno scambio di salme, anche perché la bara  era !  stata chiusa dopo che i familiari avevano dato il benestare agli  addetti dell'impresa funebre ieri mattina.&lt;br /&gt;Alla fine, il corteo è partito per Riese Pio X con notevole ritardo. Nonostante il caos, tuttavia, non sono scattate denunce.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-1443889802806005850?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/1443889802806005850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/08/bagarre-per-un-funerale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1443889802806005850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1443889802806005850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/08/bagarre-per-un-funerale.html' title='BAGARRE PER UN FUNERALE.'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4435396788751239496</id><published>2011-07-29T10:59:00.000-07:00</published><updated>2011-07-29T11:16:01.169-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lettere al GdV'/><title type='text'>«Ai rifugiati mille e 200 euro Ai pensionati 450 al mese»?</title><content type='html'>IL GIORNALE DI VICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Venerdì 29 Luglio 2011 LETTERE Pagina 46 &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;EMIGRANTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ai rifugiati&lt;br /&gt;mille e 200 euro&lt;br /&gt;Ai pensionati&lt;br /&gt;450 al mese»?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi  scuso con i lettori che non la penseranno come me, ma non posso stare  zitta dopo aver letto l'ultima frase della lettera del sig. Pigatto  pubblicata il 19 luglio scorso.  Diceva testualmente: pensare di  accogliere chi fugge per salvarsi la vita, solo se ci torna utile e  obbligarlo a lavorare, alla lunga può risultare un boomerang. Intanto  non capisco quale possa essere questo boomerang, poi mi sembra di capire  che dovrebbe mantenerli gente come noi con le tasse e con gli aumenti  della benzina, cittadini con uno stipendio di 1200 euro al mese con  famiglia a carico, mutuo, bollette da pagare, oppure come me con una  pensione di 450 euro circa al mese, dopo aver lavorato e pagato i  contributi volontari con sacrificio per poter prendere questa misera  somma.  Agli extracomunitari invece 1200 euro al mese senza farli lavorare perchè sono rifugiati?  Non è certo colpa nostra se i loro  paesi sono in guerra, dimentichiamo forse che la guerra c'è stata per  tanti anni anche in Italia? &lt;br /&gt;Maria Pozzer&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4435396788751239496?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4435396788751239496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/ai-rifugiati-mille-e-200-euro-ai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4435396788751239496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4435396788751239496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/ai-rifugiati-mille-e-200-euro-ai.html' title='«Ai rifugiati mille e 200 euro Ai pensionati 450 al mese»?'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-8153797745656668067</id><published>2011-07-27T14:37:00.001-07:00</published><updated>2011-07-27T14:37:57.247-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>«Su quel voto io ho qualche interrogativo»</title><content type='html'>&lt;span&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span&gt;Mercoledì 27 Luglio 2011 LETTERE Pagina 62 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;  PARLAMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  «Su quel voto&lt;br /&gt;io ho qualche&lt;br /&gt;interrogativo»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;In  seguito alle polemiche per il voto più o meno segreto sull'arresto di  Alfonso Papa, mi è sorto un dilemma: perché se io vado alle urne a  votare non posso liberamente farmi una fotografia mentre metto la mia  crocetta sul partito prescelto, mentre se alla Camera c'è una votazione  segreta i burloni di turno possono palesarlo liberamente?  Fini dice che  la segretezza del voto non è un obbligo, bensì una facoltà alla quale  un parlamentare può liberamente rinunciare; egregio Presidente della  Camera, io cittadino qualunque non posso liberamente rinunciare a tenere  segreto il mio voto?&lt;br /&gt;Allora sconcertato concludo che chi vota per  l'arresto di Alfonso Papa perché davanti alla legge siamo tutti uguali  (e mi sta bene), lo fa con una modalità che rivela il contrario, ovvero  che davanti alla legg!  e non siamo tutti uguali (e non mi sta bene).&lt;br /&gt;Alessandro Marte&lt;br /&gt;Vicenza&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-8153797745656668067?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/8153797745656668067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/su-quel-voto-io-ho-qualche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8153797745656668067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8153797745656668067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/su-quel-voto-io-ho-qualche.html' title='«Su quel voto io ho qualche interrogativo»'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-5875368408280224190</id><published>2011-07-26T22:51:00.000-07:00</published><updated>2011-07-26T22:51:36.913-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><title type='text'>«La gente sceglie l'ospedale»</title><content type='html'>IL GIORNALE DI VICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Martedì 26 Luglio 2011 CRONACA Pagina 18 &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;SANITÀ. Il responsabile dei camici bianchi risponde a chi accusa i sanitari di base l'intasamento nei reparti d'emergenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La gente sceglie l'ospedale»&lt;br /&gt;«I pazienti si sentono più sicuri in pronto soccorso, spesso ci vanno proprio durante l'orario di apertura degli ambulatori»&lt;br /&gt;«Dare  la colpa ai medici di famiglia per l'intasamento del pronto soccorso o  per il fatto che i codici bianchi vanno in ospedale non è giusto. Non è  vero che affollano l'ospedale perché non ci trovano o non hanno risposte  dalla guardia medica». Michele Valente, presidente dell'Ordine dei  medici e medico di medicina generale di lunga milizia, interviene sulla  querelle a difesa della categoria. «Si ricorre al pronto soccorso per un  problema di insicurezza, di angoscia, di ansia. La gente in ospedale si  sente protetta. Chi va in pronto soccorso ha gli accertamenti garantiti  in tempo reale e al di là delle liste di attese, la visita  cardiologica, l'elettroencefalogramma, gli esami del sangue e dei  parametri respiratori, le radiografie, per cui anche se è stato visto d!  al medico di famiglia corre in ospedale perché si sente più  tranquillo». &lt;br /&gt;La prova ? «In Inghilterra avevano applicato un metodo  diretto a ridurre gli accessi dei codici bianchi in pronto soccorso.  Agli inizi ha avuto un parziale successo, ma successivamente i codici  bianchi in ospedale sono aumentati. Il fenomeno non è sempre  controllabile dalla pratica medica. Si è abbassata l'asticella  sintomatica della popolazione, la soglia sotto la quale scatta  l'allarme». Ma c'è anche una prova molto più vicina. Una ricerca  condotta nel Vicentino dagli specializzandi in medicina generale sotto  la supervisione di Valente. «Per 6 mesi sono stati verificati gli orari  di accesso al pronto soccorso con quelli di apertura degli ambulatori  dei medici di famiglia. La conclusione è stata che si va in pronto  soccorso proprio durante gli orari di apertura degli studi dei medici di  medicina generale o dopo essere passati da noi. Il motivo!   è il solito: in ospedale si sentono più sicuri&amp;amp;#187!  ;. &lt;br /&gt;Il problema-anziani - dice Valente - ha acuito il fenomeno.  «Sono persone fragili, deboli. Né sul territorio e neppure nelle case di  riposo si sentono sufficientemente protetti. Appena scatta qualche  insicurezza, anche se il medico di medicina generale va a visitarli a  casa, i familiari li portano in pronto soccorso, magari 2-3 volte la  settimana. Mettiamo che l'anziano abbia uno scompenso. Se con la terapia  che gli ordino migliora, va bene, ma poi se la situazione peggiora e  deve fare degli accertamenti per i quali passano dai 20 ai 30 giorni,  deve aspettare ogni volta 5-6 ore, deve essere portato con la macchina  su e giù, ecco che si utilizza la scorciatoia sicura del pronto  soccorso». &lt;br /&gt;C'è anche la mai risolta questione delle liste di attesa,  e l'affollamento del pronto soccorso da parte degli stranieri, che  secondo Valente ha una spiegazione logica: «La moglie non si muove senza  il marito, che è libero solo al termine del lav!  oro. Da noi arriva con tutta la famiglia nell'ultima mezz'ora di  apertura dell'ambulatorio, ovviamente ci sono accertamenti da fare, non è  contento, e allora, ecco, che la sera, ancora meglio nei fine  settimana, va in pronto soccorso». &lt;br /&gt;Secondo il presidente  dell'ordine, occorre educare la gente: «Non è assolutamente vero che il  territorio non sia coperto. Noi siamo quasi tutti organizzati in  associazione: c'è sempre uno di noi al mattino e al pomeriggio, poi  entra in funzione la guardia medica. La continuità assistenziale è  garantita 24 ore su 24. Devono essere le Ulss a distribuire fra i  cittadini le carte dei servizi perché la gente sappia come utilizzare  correttamente il 118 o il pronto soccorso».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-5875368408280224190?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/5875368408280224190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/la-gente-sceglie-lospedale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5875368408280224190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5875368408280224190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/la-gente-sceglie-lospedale.html' title='«La gente sceglie l&apos;ospedale»'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-9036020658672673993</id><published>2011-07-26T10:56:00.000-07:00</published><updated>2011-07-26T10:56:21.754-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lingua'/><title type='text'>Il magnate dal nome storpiato</title><content type='html'>IL GIORNALE DI VICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Martedì 26 Luglio 2011 CULTURA Pagina 39 &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;LINGUA. Le cronache recenti portano alla ribalta un problema antico, del resto molto diffuso anche a parti invertite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il magnate dal nome storpiato&lt;br /&gt;Il tycoon dell'editoria diventa Màrdoc, mentre si dovrebbe dire  Mê.doc. Del resto, anche gli anglofoni fanno svarioni con i nostri nomi e  i francesi con tutti&lt;br /&gt;Lo strazio delle pronunce  inglesi si è acuito in questo scorcio d'estate. Oltre a rivelare le  bassezze del suo impero giornalistico, tutte le TV - gli annunciatori in  studio, ma anche i corrispondenti in loco - ci hanno ininterrottamente  straziato le orecchie con la storpiatura del suo cognome, una vera  tortura: sempre e dappertutto Màrdoc. Invece, secondo le regole, Murdoch  si pronuncia Mê.doc, con una e chiusa e cupa, un po' alla francese, e  la erre sfumata, quasi inesistente (qui e di seguito indicata dal punto  fermo).&lt;br /&gt;Chi può mai pensare che Churchill si pronunci Ciarcil e non  Cê.cil? O dubita sulla pronuncia di nurse? Il grande attore e fine  dicitore shakespeariano, oltre che cinematografico, due volte marito  della bella Liz Taylo!  r, Richard Burton, viene egualmente, chissà perché, chiamato Barton:  una fissazione (anche lì si pronuncia Bê.ton). Idem per il frizzante  Tony Curtis (Kê.tis, non Cartis), e per il magnifico compositore Henry  Purcell (Pê.sel, semmai con l'accento sulla seconda): se lo pronuncio  Pàrsel, corrisponde a parcel, pacco. Egualmente, il nome comune murder  (assassinio) va pronunciato mê.da, non marder, quasi (scusate) come il  nostro merda. Non so poi quale follia faccia diventare Eliot, Iliot, o  Edward, Iduard (e infatti si sa che l'abbreviazione del nome è Ed, non  Id).&lt;br /&gt;Lo stesso succede ai Mondiali di calcio o alle partite di  Champions League coi nomi dei calciatori britannici inesorabilmente  storpiati dai supponenti cronisti televisivi anche quando si sente in  sovrapposizione o in sottofondo la pronuncia corretta dei cronisti  natii. Perché non ascoltarli o chiederglielo prima? Sembra quasi che  alla TV ci si arroghi il diritto di!   determinare la pronuncia dei nomi propri come vuole, alla fac!  cia della tanto conclamata diversità.&lt;br /&gt;QUANDO SACCHI ERA SACI.  Perché non sembri un mio puntiglio o una mia insofferenza uditiva, è  come se la BBC, per esempio - fatte le debite differenze sul piano  istituzionale ed etico - pronunciasse il nome del nostro Presidente, per  convinzione o per vezzo, Niapolitaino. Del resto, è rimasto celebre e  fu uno spasso ai Mondiali di calcio americani che il nostro commissario  tecnico Sacchi diventasse sempre Saci. Potere, anche lì,  dell'autoconvinzione, o una licenza, diciamo, poetica? &lt;br /&gt;E anche se i  nomi propri e i cognomi riservano sorprese nella pronuncia, dovute  all'usura dei suoni nei secoli, a cui non corrispondono modifiche della  grafia (vedi Maugham pronunciato Môm), esistono dizionari della  pronuncia, molti bilingui la indicano, e sull'inglese è bene sfatare una  leggenda che a troppi sembra far comodo. Ha regole di pronuncia  piuttosto precise - sì, precise - e da come si pron!  uncia una parola dipende la sua grafia (e viceversa).&lt;br /&gt;Se sento dire  tim (con una i breve che sfuma in e) scriverò tim, se sento taim  scriverò time (la e finale muta è di posizione, proprio per indicare il  dittongamento della i); se sento tiim (con una i netta e appena più  lunga) avrò il dubbio se scrivere team o teem, ma me lo risolverà il  senso o il contesto della frase. Se sento la.k, sarà lark, l'allodola,  se sento lê.k, sarà lurk, annidarsi. Purr (= pêr) è quello che fa il  gatto, le fusa; par, detto e scritto così, è quello che sogna di fare ad  ogni buca il golfista medio.&lt;br /&gt;Ciò vale, si badi, per le vocali  toniche, ossia accentate, che permettono di riconoscere la parola: le  altre, quelle senza accento, si equivalgono e si confondono nella  pronuncia, hanno un suono che è detto indistinto. E infatti shire  (contea) si pronuncia shai(r) quand'è da solo, ma messo come suffisso ha  la vocale !  indistinta: Yorkshire si pronuncia Yók.shi(r). Potrei fare altri e!  sempi. &lt;br /&gt;IL PROBLEMA DELL'ACCA. Altre note dolenti riguardano  consonanti che noi ci ostiniamo a considerare inesistenti o equipariamo a  vocali. Invece no, fanno un'enorme differenza. L'acca in inglese è una  gutturale a pieno titolo, come la kappa o la g dura, e infatti  corrisponde al c duro del latino o dell'italiano: head (caput), horn  (corno), hide (cute). Allora, high è sempre meglio pronunciarlo come il  glorioso nome del CAI, piuttosto che ài, come si dice quando ci pestano i  piedi. Hook (uncino) si distingue pochissimo da cook (cuoco), horse  (cavallo) da coarse (rozzo), hop (saltare) da cop (poliziotto). La  pronuncia di Hudson - fiume di New York o nome dell'attore - si avvicina  a quello di Casson, se pronunciato come fanno gli snob con l'accento  sulla prima sillaba. &lt;br /&gt;Se il nome dello stato americano Ohio lo  pronuncio senza l'acca, forte quasi a togliere il fiato, è come se un  inglese pronunciasse Liuria invece di Liguria, saltando la g dura in!  termedia: chi lo capirebbe? E già che ci siamo, come l'inglese, e a  differenza di altre nostre parlate, per fortuna il veneto distingue bene  fra esse sonora (o dolce) e esse sorda. Se dico caso, è una cosa; se  dico casso, senza la doppia, come fanno i veneti (scusate ancora), è ben  altro. La confusione sarebbe nociva. Perciò, secondo le regole: se uno  mi dice feizbuk (con la esse sonora o dolce) io devo scrivere phasebook;  se lo pronuncia feisbuk (con la esse sorda) scriverò facebook: non c'è  scampo, ma una parola significa fase, l'altra faccia.&lt;br /&gt;MONOSILLABI.  Come noi, l'inglese non pronuncia le doppie (tranne le poche dovute a  prefissi o suffissi. dis-satisfaction). Kennedy si pronuncia Kenedy, con  una enne sola, non con tre come fanno i nostri televisivi; il cognome  Miller corrisponde a quello del nostro compianto Massimo Mila. Guai,  inoltre, legare le parole inglesi fra loro come si fa in italiano (il  tiggì): vanno anzi il più po!  ssibile separate, con emissione di fiato ogni volta. Il più celebr!  e verso inglese è una sequela di monosillabi (tranne l'ultimo) da  separarsi nettamente fra loro: to / be / or / not / to / be: / this / is  / the / question: sarebbe un disastro legarli assieme (tubbì ornot  tubbì). Per converso, come ho scritto altrove, il più celebre verso  italiano un inglese tende a pronunciarlo nelme-zodèl-camìn-dinòs-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;travìta.  E data la propensione al monosillabo, massimo il bisillabo, il nome  della Columbia University di New York diventa in pratica Klambia. Sono  particolarità senza le quali non ci si fa capire.&lt;br /&gt;Strazi di  pronuncia, specie per i nomi propri, li fanno naturalmente anche le  altre lingue, e non solo alla televisione. Ne abbiamo subiti  dall'augusta e un po' decaduta BBC. I più incalliti e protervi, va  detto, appaiono i francesi. A un convegno ho sentito pronunciare più  volte Ghet - e solo alla fine ho capito che era Goethe. Melville è  sempre Melvìlle. Scesp&amp;amp;#2!  36;r, da come lo pronunciano, sembrerebbe nato in Francia, un autore  francese tout court. Non si fa, no, proprio non si fa: i nomi hanno una  certa sacralità, e oggi abbiano imparato a rispettarli, anche per le  lingue più lontane. &lt;br /&gt;CONTROBATTERE. L'unico modo di controbattere è  ripagarli della stessa moneta. Cominciate a pronunciare, come ho fatto  una volta Ràsin (per Racine), Flòbert (per Flaubert), Bòdler (per  Baudelaire). Strabuzzeranno gli occhi, la costernazione sarà abissale -  ma sarà un modo per far risaltare gli strazi di pronuncia che hanno  tormentato le mie orecchie in questo scorcio d'estate, e non solo, e che  in futuro sarà meglio evitare per il bene di tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-9036020658672673993?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/9036020658672673993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/il-magnate-dal-nome-storpiato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/9036020658672673993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/9036020658672673993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/il-magnate-dal-nome-storpiato.html' title='Il magnate dal nome storpiato'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-6585891745518544545</id><published>2011-07-25T07:34:00.000-07:00</published><updated>2011-07-25T07:34:54.859-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lettere al GdV'/><title type='text'>Pensioni</title><content type='html'>IL GIORNALE DI VICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Lunedì 25 Luglio 2011 CRONACA Pagina 39 &lt;/div&gt;PENSIONI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«È vero che l'Inps paga anche gli stranieri?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi  è capitato di leggere da qualche parte che è ancora in vigore la legge  n. 388 del 2000 inserita nella finanziaria 2001 dell'allora governo  Amato per mezzo della quale agli stranieri extracomunitari, senza  reddito, viene riconosciuta la pensione sociale di 550,50 euro mensili.&lt;br /&gt;Gli  stranieri residenti in Italia chiedono il ricongiungimento familiare,  fanno venire nel nostro paese i parenti ultrasessantenni, fanno far loro  domanda di pensione all'INPS e quando gli viene erogato l'assegno se ne  tornano al loro paese d'origine nel quale con questa piccola somma  vivono da nababbi. Chiedo a qualche funzionario dell'INPS di dare una  spiegazione plausibile a quanto asserito poco sopra e magari se c'è  qualche parlamentare vicentino che mi può dire perchè non si interviene a  modificare questo stato di cose. !  Va bene che l'INPS dopo la guerra per molti anni ha erogato pensioni ad  assassini ed infoibatori ma quelli erano altri tempi.&lt;br /&gt;Renato Pilastro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-6585891745518544545?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/6585891745518544545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/pensioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6585891745518544545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6585891745518544545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/07/pensioni.html' title='Pensioni'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-6026902740798670790</id><published>2011-06-29T09:10:00.000-07:00</published><updated>2011-06-29T09:10:03.122-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>MAGISTRATI</title><content type='html'>&lt;span&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span&gt;Mercoledì 29 Giugno 2011 LETTERE Pagina 62 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;  MAGISTRATI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  «Qualcuno&lt;br /&gt;dà l'idea&lt;br /&gt;di essere&lt;br /&gt;schierato&lt;br /&gt;politicamente»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Pur  non essendo un esperto di codici e di legge, ho letto con attenzione  l'articolato ragionamento del dottor Dario Crestani, riportato mercoledì  25 maggio nella rubrica Dura Lex Sed Lex a pag. 62. Sappiamo che  alcuni politici, il premier Berlusconi in testa, hanno avanzato la  proposta di creare una commissione parlamentare che possa esaminare il  comportamento di qualche magistrato, ritenuto a torto o a ragione non  super partes: il dottor Crestani asserisce che questa proposta è  incostituzionale e avvalora il suo giudizio con una serie di riferimenti  alla Carta Costituzionale e di ragionamenti tecnicamente accettabili,  come del resto ci si aspetta da chi ha alle spalle una lunga ed onorata  carriera di uomo di legge. &lt;br /&gt;Sono convinto che anche fra la gente  comune (non solo fra gli uomini di leg!  ge) ci sia la capacità di giudicare le cose col buonsenso. È per questo  che mi permetto di fare qualche osservazione sull'impostazione data al  problema dal dottor Crestani. Siamo tutti d'accordo, penso, che la  Costituzione prevede un ordinamento dello Stato basato sulla separazione  dei tre poteri principali: legislativo, esecutivo e giudiziario. Nello  stesso tempo l'uomo di legge fa capire che solo la magistratura  costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Mi  sembra che questa non sia una corretta interpretazione della volontà dei  padri costituenti. Diciamo piuttosto che un po' alla volta è il potere  giudiziario ad avere invaso il terreno degli altri due poteri, con il  culmine raggiunto ai tempi di Mani Pulite, quando si sono eliminate  alcune forze politiche, colpendo indiscriminatamente nel mucchio  colpevoli e non colpevoli.&lt;br /&gt;Non riesco a capire il filo logico di un  ragionamento del dottor Crestani: &amp;amp;#1!  47;È difficile ritenere ammissibile - ha scritto - che il!   potere legislativo possa indagare sul potere giudiziario. Così come  sarebbe certamente inammissibile che l'autorità giudiziaria aprisse  un'indagine sull'attività del parlamento o del governo come  istituzioni. Il ragionamento sottintende che governo e parlamento  mirassero a processare la Magistratura come istituzione e non ad  esaminare i comportamenti di alcuni singoli magistrati, che danno  l'impressione di essere schierati politicamente. A me, invece, sembra  difficile credere che persone esperte di legge (e sicuramente in buona  fede) possano non riconoscere che, almeno in parte, ci sono alcuni  magistrati arruolati armi e bagagli nella lotta politica; altri invece  commettono mancanze gravi e non vengono puniti.&lt;br /&gt;Sulla fiducia che il  Consiglio Superiore della Magistratura abbia la volontà di sanzionare  quei pochi magistrati che agli occhi della gente comune non hanno fatto  il loro dovere, vorrei porre al dottor Crestani alcune domande !  che gli avevo posto ancora il 24 novembre 2009 (Giornale di Vicenza  pag. 58) e alle quali non ho avuto risposta. &lt;br /&gt;Qualcuno ha pagato per  il danno all'immagine dell'Italia procurato dall'incauto invio di un  avviso di garanzia al premier nel 1994, mentre a Napoli presiedeva un  convegno internazionale? Quanti sono e chi li ha pagati i miliardi spesi  per risarcire le persone innocenti incarcerate per marchiani errori o  dimenticanze di qualche magistrato? &lt;br /&gt;Perché la classe (oppure casta)  dei magistrati si considera sopra la Legge e non al servizio della  Legge, nonostante un referendum popolare si sia espresso in senso  contrario? Perché? Perché? Perché?. Si potrebbe andare ancora avanti  con molti altri perché?.&lt;br /&gt;Pieraldo Ferracin&lt;br /&gt;Villaverla&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-6026902740798670790?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/6026902740798670790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/06/magistrati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6026902740798670790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6026902740798670790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/06/magistrati.html' title='MAGISTRATI'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-1567331081268851396</id><published>2011-06-26T09:46:00.000-07:00</published><updated>2011-06-26T09:46:27.641-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intercettazioni'/><title type='text'>Caserma Italia</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span&gt;Domenica 26 Giugno 2011 PRIMAPAGINA Pagina 1 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;  Caserma&lt;br /&gt;Italia&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;È difficile  non ridere di fronte alla sconcertante massa di telefonate private che  in questi giorni abbiamo il piacere di leggere trascritte sui giornali.  Grazie all'inchiesta della Procura di Napoli abbiamo scoperto che:  Tremonti non è simpatico a Frattini, la Carfagna è odiata dalla  Prestigiacomo, Fini sta sulle scatole a Berlusconi, e l'intero Pdl è  preoccupato perché il Cavaliere non è più quello di una volta ed è preso  più dai suoi problemi con la giustizia e con le donne (non si sa bene  in quale ordine) che da quelli del suo partito e del Paese. Ma va?&lt;br /&gt;Diciannovemila  pagine di intercettazioni di questo tipo, per dimostrare che a Roma c'è  un chiacchierone amico di tutti che riceve e dispensa dritte, consigli,  opinioni. Ovvero che fa quel che fanno migliaia di altre persone,  magari a livelli più bassi, in tutte le citt&amp;amp;#2!  24; del globo. Anche a Vicenza, statene pur certi. Anche a Bassano e a  Schio. E anche qui ci sono politici, imprenditori, avvocati, magistrati,  semplici cittadini che parlano al telefono tra di loro o con questo e  quel giornalista per scambiarsi opinioni, dare e ricevere notizie,  cercare di convincere o blandire, raccomandare. È possibile, anzi  probabile che in mezzo a migliaia di telefonate ci sia qualche elemento  di scorrettezza, o anche di illiceità. Così come nell'inchiesta  napoletana su 19 mila pagine di telefonate ce ne siano alcune decine che  potrebbero avere un risvolto giudiziario: lo deciderà il giudice. Ma è  normale che nel frattempo le chiacchiere private diventino pubbliche?&lt;br /&gt;Sia  chiaro: i giornalisti fanno il loro dovere. Se origliano una  chiacchierata in Transatlantico tra Berlusconi e Di Pietro, o nel Comune  di Vicenza tra Variati e Franzina, devono pubblicarne i contenuti. Se  entrano in possesso di una telefonata tra un ministro e!   un suo amico, la devono trascrivere. Fa parte del gioco, e un!  a legge che impedisse la pubblicazione di qualsiasi cosa in possesso  dei giornali sarebbe liberticida. Quel che invece non è normale, ed è  indegno di un Paese civile, è che vengano trascritte da una Procura,  finiscano in un fascicolo e questo finisca dritto ai giornali, le  telefonate private palesemente prive di valenza processuale. A meno che  non ci sia qualcuno che davvero ritiene penalmente rilevante la  telefonata di un tizio che dice all'altro: «Secondo me quel ministro è  un mignottone». Nelle caserme, nelle redazioni, nei bar e nelle case  private si sente di peggio: ma nessuno di coloro che frequenta questi  posti si sente colpevole.&lt;br /&gt;Sono telefonate rilevanti politicamente,  anche se non svelano niente di nuovo. Non è però compito della  magistratura assumere un ruolo politico: questo accade solo in qualche  Paese del Terzo mondo o nelle dittature. Impedire le intercettazioni  sarebbe criminale, un favore alla malavita; non impedir!  e che quelle irrilevanti diventino pubbliche, sarebbe la dimostrazione  che nè la maggioranza nè l'opposizione di questo Parlamento possiedono  più un minimo senso civico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-1567331081268851396?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/1567331081268851396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/06/caserma-italia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1567331081268851396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1567331081268851396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/06/caserma-italia.html' title='Caserma Italia'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-9003345343517808384</id><published>2011-04-29T23:48:00.001-07:00</published><updated>2011-04-29T23:51:02.819-07:00</updated><title type='text'>Autocertificazione</title><content type='html'>IL GIORNALE DI VICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 29 Aprile 2011 NAZIONALE Pagina 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SANITÀ. Partono le misure anti-evasione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autocertificazione:&lt;br /&gt;stop a ricette facili,&lt;br /&gt;ma medici in rivolta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Permessa l'esenzione dal ticket solo se il dottore fa da «garante»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA&lt;br /&gt;A partire dal primo maggio le autocertificazioni sul reddito per ottenere l'esenzione dal pagamento del ticket per visite ed esami specialistici dovranno essere validate dai medici. Lo prevede un decreto del 2009 del ministero dell'Economia. Ma i medici non ci stanno e chiedono che siano le Asl ad effettuare i controlli, mentre tra i cittadini regna la confusione.&lt;br /&gt;A pochi giorni dalla nuova scadenza, denuncia il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo, «c'è grande disagio tra i medici, che per rispondere a tale incombenza dovrebbero sottrarre tempo a visite e pazienti, ma anche tra i cittadini, spesso confusi sul da farsi, anche considerando le diverse indicazioni da parte delle differenti regioni». Per questo, i medici di famiglia, annuncia Milillo, «in assenza di una ! certificazione delle Asl, non inseriranno l'esenzione nelle prescrizioni degli esami. Solo a questa condizione accetteremo, in via transitoria e per venire incontro agli assistiti, di trascrivere l'esenzione per reddito, ma riteniamo che tale procedura a regime debba avvenire per via automatica».&lt;br /&gt;Obiettivo delle nuove norme è combattere l'evasione in questo settore considerando che, secondo alcune stime, ammonta ad oltre un miliardo di euro l'anno l'evasione sui ticket sanitari e sarebbe esentato senza diritto circa il 40% dei malati. A godere dell'esenzione dei ticket dovrebbero essere le fasce con reddito più basso e per questo è richiesta una autocertificazione per non pagare la tassa su visite ed esami.&lt;br /&gt;Insomma, «la confusione regna sovrana», conclude il segretario Fimmg Milillo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-9003345343517808384?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/9003345343517808384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/04/autocertificazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/9003345343517808384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/9003345343517808384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/04/autocertificazione.html' title='Autocertificazione'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-2683983784711963460</id><published>2011-04-07T04:25:00.000-07:00</published><updated>2011-04-07T04:26:17.714-07:00</updated><title type='text'>Chissà perché</title><content type='html'>Chissà se qualcuno mi sa dire perché ritiene offensivo o spam il testo sottoriportato?&lt;br /&gt;"Sotto sotto&lt;br /&gt;--------------------------------- &lt;br /&gt;Forse ho capito com'è andata la faccenda. Quando il ministro Maroni paventava l'arrivo di migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia di africani l'opposizione diceva che fantasticava. Quando sono arrivate le prime migliaia affermava che non erano decine di migliaia; quando sono arrivate le prime decine di migliaia afferma che non sono centinaia di migliaia.&lt;br /&gt;Così diceva, ma sotto sotto si augurava che davvero arrivassero decine di migliaia di persone, magari milioni, tutte nel primo giorno come le cavallette. Non per dar ragione al ministro ma per poter dire - come infatti dice - che il ministro sapeva e non provvedeva. Sapeva che dovevano arrivare decine di migliaia di tunisini e non ha provveduto a requisire le navi di Costa Crociere,  MSC, Grimaldi e altre compagnie di navigazione, mandarle nei porti africani a imbarcare chiunque volesse onde evitare all'Italia l'orribile spettacolo di barconi strapieni di ragazzotti in piedi per occupare meno spazio e di una piccola isola strapiena di ragazzotti accampati alla meno peggio dove capita capita. Imbarcarli e fargli fare la classica crociera settimanale nel Mediterraneo e nel frattempo requisire alberghi (a Venezia, Genova, Rimini, Viareggio, Cortina, ovunque) per accogliere degnamente le persone rimaste a bordo, quelle non sbarcate a Marsiglia o in uno degli altri porti toccati."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-2683983784711963460?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/2683983784711963460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/04/chissa-perche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/2683983784711963460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/2683983784711963460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/04/chissa-perche.html' title='Chissà perché'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-1909937487039606888</id><published>2011-03-06T09:38:00.000-08:00</published><updated>2011-03-06T09:38:32.867-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>La bandiera, una signora con due pensioni</title><content type='html'>IL GIORNALE DI VICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 06 Marzo 2011 CRONACA Pagina 25 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA CURIOSITÀ. Il tricolore della città di Vicenza percepisce un vitalizio annuale di oltre 4 mila euro in virtù della medaglia d'oro al Valor Militare. Ora si chiede il secondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bandiera, una signora con due pensioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il drappo per legge è stato equiparato ad una vedova di guerra. E dunque ha il diritto di ricevere una rendita annuale»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra gentile signora, la Bandiera di Vicenza, per lo Stato è vedova di guerra e si mantiene, non ricca ma con dignità, grazie ad un assegno vitalizio annuale di 4.169,64 euro che percepisce dal Ministero del Tesoro. &lt;br /&gt;Un gruzzoletto un poco più che simbolico che le basta per garantirsi le spese di decoro e gli eventuali spostamenti, rigorosamente in prima classe se viaggia su treni o vola con la compagnia di bandiera. &lt;br /&gt;È L'UNICA BANDIERA COMUNALE. Ricapitoliamo dunque le puntate precedenti. Vicenza è l'unico comune d'Italia a possedere una bandiera, tricolore, al posto del Gonfalone, ed è il solo Comune decorato con due medaglie d'oro al valor militare, datate 1866 e 1994.&lt;br /&gt;Certo, la bandiera di Vicenza non sta incollata lì a bearsi della sua storia e a raccon! tarsi che con i suoi 145 anni d'età potrebbe ritirarsi a vita privata. Nossignori. Sta ora sul riposo, ora sull'attenti: a disposizione dell'Amministrazione comunale 365 giorni l'anno. Ed è sempre rigorosamente accompagnata, in alta e storica uniforme, nei suoi spostamenti. Riverita e omaggiata, va in passerella nelle feste comandate con predilezione per il 2 giugno e il 4 novembre, anche se ora sarà chiamata ad gli straordinari in vista del prossimo giovedì 17, quando si festeggerà il 150° dell'Unità d'Italia. &lt;br /&gt;È SEMPRE IN PRIMA FILA. Anche il cerimoniale la porta in palmo di mano: cede il passo solo alle bandiere di guerra dei Reggimenti in armi. Tiene anche due gemelle sempre al vento: nel pennone di Piazza dei Signori e in quello di Monte Berico. Veste di verde-bianco-rosso in rigoroso ordine di comparizione. E il suo "caposcorta" Daniele Andreose, capo ufficio del cerimoniale e degli eventi istituzionali del Comune di Vicenza ! non s'arrabbi per questa ardita comparazione. La "nostra" vedo! va di guerra, così la chiama affettuosamente Andreose, è un'arzilla vecchietta che porta cucite due medaglie al valore militare. E proprio per questo motivola Bandiera gode di una tutela particolare da parte dello Stato. &lt;br /&gt;DICE ANDREOSE. «In effetti - spiega Andreose - essendo stata attribuita alla città di Vicenza una medaglia d'oro al valor Militare il 19 ottobre del 1866 - la bandiera per legge è stata equiparata ad una vedova di guerra. E dunque ha il diritto di percepire una piccola rendita. Il fatto è che le vedove o i vedovi, ahiloro, seguono per forza di madre natura il destino dei loro coniugi eroi. La bandiera no. Sopravvive sempre: e dunque continua a guadagnarsi il suo modesto ma utile vitalizio».&lt;br /&gt;TORNA IN STAMPA IL LIBRO. Quest'anno il denaro verrà utilizzato per coprire le spese di ristampa della pubblicazione sulla Bandiera, un volumetto di 74 pagine giunto alla quarta edizione, inserito nella collana de "I Quadern! i" del Comune di Vicenza. Il testo, di Mario Michelon è un piacevole ed intenso viaggio nella storia della città e dei suoi vessilli che sventolarono addirittura nella famosa battaglia di Legnano, nel 1176, nella quale le forze comunali sconfissero l'esercito dell'Imperatore Federico I di Svevia, il "Barbarossa". &lt;br /&gt;Attraverso foto e documenti il libricino ricostruisce la storia della Bandiera cittadina, che riassume in sè la memoria del gesto di chi, nelle diverse epoche, si sacrificò per la patria.&lt;br /&gt;La copertina, rigorosamente color verde-bandiera, conserverà la grafica originaria, realizzata dall'indimenticato Franco Tizian, che stilizzò il puntale della Bandiera con lo stemma del Comune. Saranno 2.500 le copie stampate, parte delle quali destinate a tutte le scuole, dove troveranno spazio nelle biblioteche scolastiche, nelle quali la Bandiera del Comune si è recata con gli amministratori per la raccolta dei frammenti distribuiti nel! le classi che hanno partecipato al progetto del 150° anniversario.! &lt;br /&gt;UN'ALTRA PENSIONE? «A proposito - incalza Andreose, e non scherza - l'idea è quella di chiedere un secondo vitalizio. Visto che le medaglie d'oro sono due, l'intenzione è quella di... raddoppiare. Ora dobbiamo istruire la pratica, non nascondo che sarà complicato e i tempi d'attesa lunghi. Ma noi ci proviamo». Anche perchè la Bandiera un sacrificio per l'Italia lo ha fatto. Era il dicembre del 1935 quando la sua prima medaglia d'oro venne per l'appunto donata alla patria con delibera del podestà Giambattista Cebba e quindi sostituita con una medaglia coniata col bronzo dei cannoni tolti al nemico. &lt;br /&gt;Capitolo seconda medaglia d'oro: quella che varrebbe l'ulteriore vitalizio, concessa il 5 novembre del 1994 per l'attività partigiana. Venne consegnata alla città esattamente 16 anni fa, era l'11 marzo del 1995, dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Al tempo, ad avere ri-avanzato la domanda, dopo avere raccolto ! una rigorosa documentazione, era stato, con delibera del 19 maggio del 1993 (la numero 760) l'allora ed attuale sindaco, Achille Variati.&lt;br /&gt;-----------------&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;a class="wikio-share-popup-button" href="http://www.wikio.it/sharethis?url=&amp;amp;title="&gt;Wikio&lt;/a&gt;&lt;script src="http://www.wikio.it/sharethispopupv2?services=twitter+facebook+wikio-share+digg+delicious&amp;amp;url=&amp;amp;title=" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-1909937487039606888?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/1909937487039606888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/03/la-bandiera-una-signora-con-due.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1909937487039606888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1909937487039606888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/03/la-bandiera-una-signora-con-due.html' title='La bandiera, una signora con due pensioni'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4843030390481360817</id><published>2011-03-06T09:23:00.000-08:00</published><updated>2011-03-06T09:27:24.301-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Costituzione in difesa</title><content type='html'>&lt;span class="titolo"&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span class="testoData"&gt;Domenica 06 Marzo 2011 PRIMAPAGINA Pagina  1 &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="occhiello"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="titolo"&gt;Costituzione&lt;br /&gt;in difesa&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="sottotitolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;La politica-spettacolo di  questi ultimi lustri ha costretto molti protagonisti a corsi accelerati di  chiarezza. Purtroppo, non tutti hanno prodotto risultati. Prendiamo i  magistrati. D'accordo, chi si forma leggendo tomi di diritto e codici di  procedura ha tutte le giustificazioni del caso: ma a lasciare perplessi non è  tanto la forma, quanto il contenuto del pensiero esposto da alcuni alti  esponenti della corporazione. Ad esempio Ugo De Siervo è il presidente della  Corte Costituzionale, mica l'ultimo dei legulei, e nelle ultime settimane si è  distinto per una serie di dichiarazioni che val la pena di riportare: «Il  Parlamento fa errori a raffica»; «Il Parlamento si dovrebbe occupare “di mettere  le gambe al titolo V” e poi magari modificarlo nei singoli punti»; «Quello che  si può dire tranquillamente è che quello di! cui si sta parlando non è  federalismo»; «Il federalismo municipale è una bestemmia». Tutte opinioni  legittime. Il punto però è un altro: chi le pronuncia fa o non fa politica?  Secondo il De Siervo medesimo, non la fa.&lt;br /&gt;Sfugge evidentemente la differenza  tra le medesime considerazioni espresse da un cittadino qualunque al bar e da un  presidente della Corte Costituzionale. Il quale poi si meraviglia se qualcuno lo  accusa di far politica: «Macchè, sono solo l'estremo difensore della  Costituzione». Perché invece non parlare chiaro e ammmettere che si sta giocando  una partita nella quale l'obbiettivo non è stabilire se una legge rispetti o  meno la Costituzione, ma stabilire se abbia più potere la casta giudiziaria o  quella parlamentare?&lt;br /&gt;È questa la partita che si sta giocando da quasi  vent'anni, e che da vent'anni paralizza il Paese. Per mesi si è discusso di  legittimo impedimento del Premier a part! ecipare ai processi a suo carico. Poi  una mattina Berlusconi a! nnuncia: «Va bene, sono pronto a organizzare la mia  agenda di capo del Governo di questo Paese in modo da essere presente tutti i  lunedì in tribunale». E cosa rispondono i magistrati? «No, lunedì non va bene;  preferiamo il sabato». E cos'è questo se non un braccio di ferro su chi ha più  potere? I contenuti, le riforme, gli scandali, le accuse, le difese, sono solo i  mezzi attraverso i quali si cerca di raggiungere il vero fine: stabilire la  supremazia sull'altra parte.&lt;br /&gt;Perché non dirlo chiaramente? Perché non  abbandonare la finzione? Tonino Di Pietro pur con qualche incertezza  grammaticale fu più sincero e diretto nei confronti di Berlusconi: «Io a quello  lo sfascio». I cittadini avrebbero così modo di scegliere se hanno ragione i De  Siervo di turno o i Berlusconi di turno. Con un'avvertenza: il turno dei  Berlusconi, come quello di tutti coloro che devono passare attraverso le  elezioni, prima o poi fin! irà. Quello dei De Siervo non finirà mai, per il  semplice motivo che non sono eletti dai cittadini e di conseguenza non possono  da questi essere mandati a casa. Lo dice la Costituzione, quella difesa dai De  Siervo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-----------------&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;a class="wikio-share-popup-button" href="http://www.wikio.it/sharethis?url=&amp;amp;title="&gt;Wikio&lt;/a&gt;&lt;script src="http://www.wikio.it/sharethispopupv2?services=twitter+facebook+wikio-share+digg+delicious&amp;amp;url=&amp;amp;title=" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4843030390481360817?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4843030390481360817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/03/costituzione-in-difesa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4843030390481360817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4843030390481360817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/03/costituzione-in-difesa.html' title='Costituzione in difesa'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4626504875879038911</id><published>2011-01-13T15:56:00.000-08:00</published><updated>2011-01-13T15:56:12.936-08:00</updated><title type='text'>Regioni e Province italiane</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PROVINCIE&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 1&amp;nbsp; Piemonte &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;AL&amp;nbsp; 1 Alessandria&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;AT&amp;nbsp; 1 Asti&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;BI&amp;nbsp; 1 Biella&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CN&amp;nbsp; 1 Cuneo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;NO&amp;nbsp; 1 Novara&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;TO&amp;nbsp; 1 Torino&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;VB&amp;nbsp; 1 Verbano-Cusio-Ossola&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;VC&amp;nbsp; 1 Vercelli&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 2&amp;nbsp; Valle d'Aosta&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;AO&amp;nbsp; 2 Valle d'Aosta&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 3&amp;nbsp; Lombardia &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;BG&amp;nbsp; 3 Bergamo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;BS&amp;nbsp; 3 Brescia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CO&amp;nbsp; 3 Como&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CR&amp;nbsp; 3 Cremona&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;LC&amp;nbsp; 3 Lecco&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;LO&amp;nbsp; 3 Lodi&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;MN&amp;nbsp; 3 Mantova&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;MI&amp;nbsp; 3 Milano&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PV&amp;nbsp; 3 Pavia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;SO&amp;nbsp; 3 Sondrio&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;VA&amp;nbsp; 3 Varese&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;BL&amp;nbsp; 5 Belluno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 4&amp;nbsp; Trentino-Alto Adige&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;BZ&amp;nbsp; 4 Bolzano&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;TN&amp;nbsp; 4 Trento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 5&amp;nbsp; Veneto &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;VI&amp;nbsp; 5 Vicenza&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;VR&amp;nbsp; 5 Verona&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;TV&amp;nbsp; 5 Treviso&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;VE&amp;nbsp; 5 Venezia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PD&amp;nbsp; 5 Padova&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;RO&amp;nbsp; 5 Rovigo&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 6&amp;nbsp; Friuli-Venezia Giulia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;UD&amp;nbsp; 6 Udine&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;GO&amp;nbsp; 6 Gorizia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PN&amp;nbsp; 6 Pordenone&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;TS&amp;nbsp; 6 Trieste&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 7&amp;nbsp; Liguria&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;GE&amp;nbsp; 7 Genova&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;SV&amp;nbsp; 7 Savona&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;SP&amp;nbsp; 7 La Spezia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;IM&amp;nbsp; 7 Imperia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 8&amp;nbsp; Emilia-Romagna&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PC&amp;nbsp; 8 Piacenza&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PR&amp;nbsp; 8 Parma&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;RE&amp;nbsp; 8 Reggio nell'Emilia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;MO&amp;nbsp; 8 Modena&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;BO&amp;nbsp; 8 Bologna&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;FE&amp;nbsp; 8 Ferrara&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;RA&amp;nbsp; 8 Ravenna&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;RN&amp;nbsp; 8 Rimini&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;FO&amp;nbsp; 8 Forl-Cesena&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 9&amp;nbsp; Toscana&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;MS&amp;nbsp; 9 Massa Carrara&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;LU&amp;nbsp; 9 Lucca&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PT&amp;nbsp; 9 Pistoia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;FI&amp;nbsp; 9 Firenze&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PO&amp;nbsp; 9 Prato&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;LI&amp;nbsp; 9 Livorno&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PI&amp;nbsp; 9 Pisa&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;AR&amp;nbsp; 9 Arezzo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;SI&amp;nbsp; 9 Siena&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;GR&amp;nbsp; 9 Grosseto&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 10&amp;nbsp; Umbria&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PG 10 Perugia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;TR 10 Terni&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 11&amp;nbsp; Marche&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PS 11 Pesaro e Urbino&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;AN 11 Ancona&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;MC 11 Macerata&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;AP 11 Ascoli Piceno&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 12&amp;nbsp; Lazio&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;VT 12 Viterbo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;RI 12 Rieti&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;RM 12 ROMA&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;LT 12 Latina&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;FR 12 Frosinone&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 13&amp;nbsp; Abruzzo&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;AQ 13 L'Aquila&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;TE 13 Teramo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PE 13 Pescara&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CH 13 Chieti&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 14&amp;nbsp; Molise&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;IS 14 Isernia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CB 14 Campobasso&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 15&amp;nbsp; Campania&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CE 15 Caserta&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;BN 15 Benevento&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;NA 15 Napoli&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;AV 15 Avellino&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;SA 15 Salerno&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 16&amp;nbsp; Puglia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;FG 16 Foggia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;BA 16 Bari&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;TA 16 Taranto&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;BR 16 Brindisi&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;LE 16 Lecce&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 17&amp;nbsp; Basilicata&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PZ 17 Potenza &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;MT 17 Matera&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 18&amp;nbsp; Calabria&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CS 18 Cosenza&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;KR 18 Crotone&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CZ 18 Catanzaro&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;VV 18 Vibo Valentia&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;RC 18 Reggio di Calabria&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 19&amp;nbsp; Sicilia&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;TP 19 Trapani&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;PA 19 Palermo&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;ME 19 Messina&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;AG 19 Agrigento&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CL 19 Caltanissetta&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;EN 19 Enna&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CT 19 Catania&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;RG 19 Ragusa&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;SR 19 Siracusa&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 20&amp;nbsp; Sardegna&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;SS 20 Sassari&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;NU 20 Nuoro&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;OR 20 Oristano&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;CA 20 Cagliari&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;20.05 05/09/2005&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;" /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace;"&gt;---------------------&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4626504875879038911?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4626504875879038911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/01/regioni-e-province-italiane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4626504875879038911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4626504875879038911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2011/01/regioni-e-province-italiane.html' title='Regioni e Province italiane'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-6282419531295677588</id><published>2010-08-02T01:49:00.000-07:00</published><updated>2010-08-02T01:54:34.209-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Il Cavaliere perso nel Polo Sud</title><content type='html'>IL GIORNALE DI VICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 01 Agosto 2010 PRIMAPAGINA Pagina 1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'EDITORIALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là delle parole rassicuranti di Silvio Berlusconi, l’uscita dal Pdl di Gianfranco Fini e di altri 33 deputati segna il punto di non ritorno nella parabola politica del Cavaliere. Non siamo di fronte al "tradimento" di un Bossi Anni ’90 lusingato da quel vecchio marpione di Scalfaro, nè siamo al cospetto di defezioni secondarie come quella del guastatore Follini o dell’ambizioso Casini: qui siamo al bivio del percorso di un movimento - il Pdl - basato sul leaderismo carismatico di un uomo capace di tutto, ma non di costruire un partito.&lt;br /&gt;Così ora per i suoi avversari il totem da abbattere è lui, non il Pdl: quello, si sbriciolerà da solo di conseguenza. L’importante è impedire che Berlusconi porti a casa quelle due-tre grandi rivoluzioni del sistema-Paese che se attuate rischierebbero di cambiare definitivamente le carte in tavola. Ecco perch&amp;amp;! #233; non è un caso se la spallata a Berlusconi arriva proprio adesso che quelle rivoluzioni si profilano all’orizzonte.&lt;br /&gt;Fa impressione ascoltare il premier mentre annuncia che per il governo non cambia nulla, anzi potrà accelerare il cammino delle riforme della giustizia, del fisco e del federalismo: sono esattamente le tre riforme che non possono, non devono passare secondo il disegno - piaccia o no - della maggioranza dei parlamentari. Riformare la giustizia significherebbe eliminare un’arma che può sempre tornare utile a questo o quel partito. Riformare il sistema fiscale significherebbe stravolgere equilibri e trucchi che hanno consentito a molti di prosperare sulle spalle di una minoranza.&lt;br /&gt;Ma più di tutte, è la riforma del federalismo che terrorizza la larga maggioranza dei politici. Che è, non va dimenticato, meridionale. Su 43 finiani che hanno lasciato il Pdl, solo 9 sono nati al Nord: davvero c’è qualcuno che! la ritiene una coincidenza? L’obbiettivo numero uno  ! 2; sbarrare la strada al federalismo e non per un’ostilità pregiudiziale alla Lega, ma perché una simile riforma sarebbe inapplicabile al Sud: farebbe saltare in aria metodi, equilibri e sistemi consolidati.&lt;br /&gt;Quando i finiani annunciano di voler mantenere la parola data agli elettori e sostenere quindi il governo votando a favore di tutte le iniziative "presenti nel programma elettorale" dicono una mezza verità: perché non parlano del programma elettorale del Pdl, ma di quello loro personale. Ve lo immaginate un Fabio Granata arringare gli elettori siciliani sulla necessità di realizzare il federalismo? Non l’ha mai fatto, nè mai lo farà.&lt;br /&gt;Morale: nonostante l’apparente confusione, le strategie sono ben definite. Berlusconi è di fatto assediato, ha la maggioranza solo per svolgere l’ordinaria amministrazione e quando sarà cotto a puntino il governo andrà sotto (sulle intercettazioni, sui decreti attua! tivi del federalismo, su una qualsiasi iniziativa di peso) spingendo il Cavaliere a dimettersi e a chiedere elezioni che Napolitano non concederà prima di un passaggio in Parlamento. Lì si formerà una maggioranza trasversale, un governo "istituzionale" con due soli compiti: da un lato fare una legge elettorale che impedisca a Berlusconi di riavere una maggioranza anche in caso di un’ipotetica nuova vittoria, dall’altro lato convincere Bossi che la parabola del Cavaliere è finita e staccarlo da lui così come si stacca una spina da una presa di corrente.&lt;br /&gt;A quel punto è probabile che il Senatùr accetti, anche perché l’alleanza è di ferro con Berlusconi ma sul territorio i rapporti con i pidiellini sono da tempo ai minimi termini: anzi, al Nord sono ormai di palese concorrenza.&lt;br /&gt;L’unica incognita, a quel punto, sarà vedere che fine farà la massa di elettori che hanno creduto e credono nei progetti ! e nei metodi berlusconiani. Ma con un Paese diviso in tre (Lega al Nord! , sinistra al Centro, finiani al Sud) e una nuova legge elettorale, la maggioranza relativa non conterà più. Come un ventennio fa.&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-6282419531295677588?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/6282419531295677588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/08/il-cavaliere-perso-nel-polo-sud.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6282419531295677588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6282419531295677588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/08/il-cavaliere-perso-nel-polo-sud.html' title='Il Cavaliere perso nel Polo Sud'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-1457375777604544680</id><published>2010-07-17T09:44:00.000-07:00</published><updated>2010-07-17T09:47:07.792-07:00</updated><title type='text'>Il gran caldo «percepito» di un’estate nella norma</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td style="font-family: verdana; font-size: 16px; padding-top: 3px;" height="38"&gt;&lt;b&gt;Avvenire 17/07/2010, A02&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;div id="content"&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- START FOR TRANSLATE --&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;LA PRIMAVERA FREDDA, LA NUBE ISLANDESE E IL  TREND CLIMATICO&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gran caldo  «percepito» di un’estate nella norma&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GUIDO  CAROSELLI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; l  persistente, intenso, afoso caldo mediterraneo che grava sul nostro Paese in  questi giorni ha radici&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; nel Sahara&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; occidentale, ed è esteso, attraverso l’Europa danubiana, fino alla  Polonia. La gente ne parla spesso, e per questo i media collocano l’argomento in  spazi di rilievo. Ma la situazione è veramente così anomala o non c’è una  componente di esagerazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a fare qualche  considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dalle unità di misura, perché per parlare di una  caratteristica fisica (in questo caso la temperatura) occorre misurarla sempre  con le stes se unità. Da alcuni anni è invalso l’uso di riferirsi alla  «temperatura percepita», un valore che tiene conto sia della temperatura  misurata dal termometro sia dell’umidità relativa, molto importante per la  sensazione di disagio estivo. Per fare un esempio, un valore strumentale di 32  gradi abbinato a un’umidità del 70% equivale a una temperatura «percepita» di 41  gradi. La differenza tra i due risultati è notevole, pari a ben 9 punti. Per una  persona di mezza età, abituata a ragionare con il solo termometro e non al  corrente dell’altro sistema, la cifra che arriva è fonte di  confusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda riflessione. In primavera l’Europa ha subìto le  conseguenze dell’eruzione del vulcano islandese. Per quanto le ceneri e le  goccioline acide non abbiano superato la soglia della stratosfera (se l’avesse  fatto gli effetti sarebbero stati molto più persistenti), l’eruzione ha  provocato un temporaneo raffreddamento dell’aria (per circa un bimestre). Questo  dato e le copiose preci pitazioni hanno proiettato temporaneamente l’Europa in  un clima invernale, insolito e in contro-tendenza rispetto all’andamento  climatico degli ultimi decenni. Si può dire&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; che il  vulcano ha per un po’ 'mascherato' il ben noto fenomeno del riscaldamento  globale. Ma cessata ormai l’azione frenante, tutto procede come prima. I più  recenti rapporti confermano una situazione seria, che richiede robusti  interventi con un deciso cambio nelle politiche energetiche. Gli ultimi 20 anni  hanno annoverato i 10 più caldi da quando esistono i termometri di Galileo. E  l’Italia si è distinta nella classifica di accelerazione del calore, con un  incremento di 1,3 gradi rispetto alla media dell’ultimo secolo (contro un  aumento medio globale di 0,7).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’ultima considerazione va svolta  sull’opportunità di allarmare inutilmente la parte più sensibile della  popolazione (anziani, cardiopatici, affetti da problemi di equilibrio  tiroideo...). Premesso quanto detto so pra, che faccia molto caldo tra luglio e  agosto è un fatto che non deve sorprendere più di tanto. Semmai, la notizia vera  è stata la primavera fredda e assai piovosa, non il temporaneo fastidio del  periodo canicolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dispensare consigli del tipo 'non uscite nelle ore  centrali della giornata' mi sembra inutile e persino stupido. Andrebbero dette,  piuttosto, cose meno risapute: per esempio che non è consigliabile frequentare  in questi giorni i parchi e le zone verdi, perché ricche di ozono (un gas che dà  problemi nella stratosfera se è in difetto mancando la protezione dai danni  dell’ultravioletto, ma che richiede attenzione anche nei bassi strati se in  eccesso, perché provoca problemi respiratori e dà bruciore agli  occhi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno sguardo ora alle prospettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono in vista acquazzoni  al Nord e poi lungo le regioni adriatiche e appenniniche del  Centro-Sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto al caldo, è probabile una temporanea attenuazione fino  alla metà della prossima setti mana. Poi una ripresa del disagio, fino al 25  circa. Da lunedì 26 luglio è possibile una situazione meno pesante. Ma è un  traguardo che va al di là della settimana ed è dunque opportuno riaggiornare i  calcoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- END FOR TRANSLATE --&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- GOOGLE ANALYTICS CODE --&gt;&lt;!-- End GOOGLE ANALYTICS --&gt; &lt;table width="100%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr bgcolor="#cccccc" height="2"&gt; &lt;td colspan="4"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td align="left"&gt;&lt;span style="color:#c50023;"&gt;Powered by TECNAVIA / HIT-MP&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="font-family: Verdana; font-size: 12px;" colspan="2" align="right"&gt;&lt;i&gt; &lt;div class=""&gt;"&gt;Copyright (c)  Avvenire&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;hr size="1" width="100%"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;hr size="1" width="100%"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-1457375777604544680?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/1457375777604544680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/07/il-gran-caldo-percepito-di-unestate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1457375777604544680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/1457375777604544680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/07/il-gran-caldo-percepito-di-unestate.html' title='Il gran caldo «percepito» di un’estate nella norma'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-7115374790563661234</id><published>2010-04-01T01:20:00.000-07:00</published><updated>2010-04-01T01:25:55.061-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Gli sposati più sani dei single</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td style="font-family: verdana; font-size: 16px; padding-top: 3px;" height="38"&gt;&lt;b&gt;Avvenire 31/03/2010, Pagina A02&lt;/b&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;div id="content"&gt; &lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;Gli sposati più sani dei  single: sono le mogli a mandarli dal medico&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;table border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" width="90%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="80%"&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;« C&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; aro,  quand’è che ti decidi ad andare&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; dal medico? Ti stai  trascurando troppo...». Alzi la mano il marito che non s’è sentito rivolgere  almeno una volta (per lo più assai più d’una) questa frase tra il preoccupato e  il minaccioso, talora senza l’affettuoso incipit.... Segno di attenzione da  parte della consorte, sul quale i medici fanno affidamento perché uomini troppo  impegnati o semplicemente pigri si decidano a un check-up come si deve.  Un’università inglese s’è applicata a 'pesare' il fenomeno spiegandolo in  ogni&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; dettaglio. E 'scoprendo' che gli uomini sposati  campano più a lungo: i coniugati si sottopongono a esami clinici più di chi non  è sposato (il 6% in più, per la precisione), dando retta al saggio consiglio  della moglie, o solo per non sentirselo ripetere un’altra volta. Ma le mogli –  si sa – non si fermano alla consulenza: danno pure il buon esempio, con  un’attività fisica del 34% superiore alle nubili. E i loro mariti – forse per  reggere il confronto – diventano assai più sani dei single. Tra ammogliati e  scapoli, insomma, non c’è partita.&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;b&gt;&lt;br /&gt;Francesco  Ognibene&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--tag may have been open--&gt; &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-7115374790563661234?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/7115374790563661234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/04/gli-sposati-piu-sani-dei-single.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7115374790563661234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7115374790563661234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/04/gli-sposati-piu-sani-dei-single.html' title='Gli sposati più sani dei single'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-8959885073168166156</id><published>2010-03-27T12:36:00.000-07:00</published><updated>2010-03-27T12:39:39.901-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>La scelta è tra hamburger e regole (il Giornale di Vicenza)</title><content type='html'>&lt;div id="receivestrings"&gt;&lt;div style="font-size: 11pt;" dir="ltr"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Oggetto:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; Un articolo da Il  Giornale di Vicenza&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;span class="testo"&gt;Questo articolo ti è stato inviato da mi mismo  attraverso il sito de Il Giornale di Vicenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--&lt;span class="edizione"&gt;L'Arena&lt;/span&gt;--&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="titolo"&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span class="testoData"&gt;Mercoledì 24 Marzo 2010 PRIMAPAGINA  Pagina 1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="occhiello"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="titolo"&gt;&lt;b&gt;La scelta&lt;br /&gt;è tra&lt;br /&gt;hamburger&lt;br /&gt;e  regole&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="sottotitolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;I genitori di otto alunni di una scuola elementare di Montecchio non  pagano la retta della mensa, e il Comune mette i bambini a pane e acqua.  Raccontata così, questa storia non si presta neanche ad un commento, perché il  pensiero corre d’istinto verso quei piccoli incolpevoli costretti a subire una  discriminazione. Ma una volta stabilito l’ovvio, ovvero che i bambini non  possono in nessun caso subire le conseguenze di eventuali errori dei genitori, è  forse opportuno riflettere su alcuni aspetti della questione che vanno oltre la  solita disputa tra Guelfi e Ghibellini.&lt;br /&gt;Innanzitutto chiarendo alcune cose.  Ad esempio, che in Italia esiste il diritto allo studio ma non esiste il diritto  al pasto gratuito. Esistono però strumenti che i servizi sociali di molti Comuni  utilizzano per venire incontro a famiglie con necessità economiche: strumenti  che il Comune di Montecchio ha peraltro attivato nei confronti di un’ottantina  di bambini. Perché non anche verso quegli otto? Perché nonostante sollecitazioni  proseguite per mesi, i loro genitori non hanno ritenuto di dover dare risposta  alle richieste delle strutture pubbliche che volevano sapere se intendevano  chiedere il servizio di mensa per i figli, e se era no in grado di pagarlo o  meno. Nessuna risposta, nè si ne no.&lt;br /&gt;Qual è il messaggio che passa da questo  comportamento? Che il bambino è un pacco consegnato alla "società" al mattino e  ritirato a fine pomeriggio, e tutto ciò che avviene in mezzo è dovuto per  diritto divino. È la stessa mentalità che porta altri genitori a disprezzare ciò  che viene messo nel piatto dei propri figli in mensa non per la qualità, ma per  il "gusto".&lt;br /&gt;Se la scuola deve fornire insegnamenti, deve anche essere un  luogo nel quale si apprendono alcuni fondamentali della convivenza civile: tra  questi, c’! è l’esistenza dei diritti ma anche dei doveri.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Chi ha frequentato le scuole elementari qualche decennio fa non ha goduto  dell’opportunità - e sottolineo opportunità - di avere un servizio mensa: nè la  merenda a ricreazione era a carico del sistema scolastico. Non ricordo che si  siano provocate ondate di ragazzini traumatizzati.&lt;br /&gt;Senza dubbio il Comune di  Montecchio è tenuto ad aiutare chi è davvero in difficoltà economica. E avrebbe  potuto perseguire il risultato con altri mezzi, magari inviando l’esattore dai  morosi veri, o muovendo l’ufficiale giudiziario, o spedendo in ognuna delle otto  famiglie i funzionari dei servizi sociali almeno per costringere i genitori a  degnarsi di rispondere: avrebbe evitato di coinvolgere direttamente i bambini in  un gioco più grande di loro, e si sarebbe risparmiato le inevitabili contumelie  identiche a quelle che quattro mesi fa avevano investito un altro Comune veneto,  quello di Padova. Una vicenda identica, con una famiglia che si rifiutava di  confrontarsi con il Comune e un assessore esasperato (del Pd, non leghista) che  alla fine ha ordinato di chiudere il rubinetto dei pasti non foss’altro che per  rispetto nei confronti di tutti gli altri genitori - abbienti e meno abbienti -  che avevano seguito le regole.&lt;br /&gt;Se tutto si riduce a una questione di  principio, si deve stabilire se è prioritario garantire a tutti un hamburger  invece di un “misero" panino col formaggio oppure se le regole vanno rispettate.  Quelle stesse - peraltro - che impongono a ogni Comune italiano di non far  morire di fame i suoi cittadini. Hamburger o regole: ciascuno scelga.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-8959885073168166156?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/8959885073168166156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/la-scelta-e-tra-hamburger-e-regole-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8959885073168166156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8959885073168166156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/la-scelta-e-tra-hamburger-e-regole-il.html' title='La scelta è tra hamburger e regole (il Giornale di Vicenza)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-6202954267106102619</id><published>2010-03-25T10:18:00.000-07:00</published><updated>2010-03-25T10:23:55.061-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-family: verdana; font-size: 16px; padding-top: 3px;" height="38"&gt;&lt;b&gt;Avvenire 25/03/2010, Pagina A02&lt;/b&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;div id="content"&gt;  &lt;table style="width: 359px; height: 1405px;" border="0" cellpadding="3" cellspacing="0"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="80%"&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;L’EPOPEA DI ENIO, SOPRAVVISSUTO A SANT’ ANNA  DI STAZZEMA&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; Quando un gesto di pietà  'racconta' la follia di una strage&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;NICOLETTA  MARTINELLI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;U&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; n bambino e  un adolescente: il primo destinato a&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; essere vittima, il  secondo a diventare carnefice. Ma quando c’è di mezzo la libertà dell’uomo, le  cose possono cambiare: a Sant’Anna di Stazzema, il 12 agosto 1944, il giovane  nazista decise che proprio non poteva – che proprio non voleva – sterminare una  famiglia. Puntò la mitragliatrice e fece partire la raffica verso il cielo. Poi  abbassò la canna, abbassò gli occhi e fece segno di scappare. Enio  Mancini&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; fuggì e con lui la madre, il fratello, due  anziane nonne e una zia. È uno dei pochi a essersi salvato dall’eccidio insieme  a tutta la famiglia: quel giorno, nel borgo sulla collina in provincia di Lucca,  morirono in 560. Per lo più bambini, donne e anziani uccisi da quattro plotoni  delle SS, i corpi scelti nazisti.&lt;br /&gt; Da allora Enio non ha mai smesso di  cercare il soldato a cui deve la vita: quel gesto generoso – una storia nella  Storia – lo ha raccontato sempre, a chiunque avesse voglia di ascoltarlo, in  ogni scuola elementare che lo ha invitato, nelle università, nei  circoli&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; cittadini, nelle associazioni culturali.&lt;br /&gt;  In Italia e in Germania. E in Germania, sempre, Mancini ha battuto tutte le  strade possibili per trovare una traccia del suo benefattore. Di quel ragazzo  poco più grande di lui aveva avuto paura fino all’ultimo, non si era fidato mai:  quando lo aveva visto imbracciare il fucile era certo di venire ucciso, al  rumore degli spari si era sentito morto. Invece venne risparmiato. Perché  lui?&lt;br /&gt; Perché non Anna Pardini, uccisa quando aveva vissuto solo venti  giorni? E perché non le sorelle dell’amico Enrico Pieri, tutte falciate dal  fuoco nazista? O i trenta compagni di scuola mai tornati in classe? Tante  domande, nessuna risposta.&lt;br /&gt; A Enio non è rimasto che ricordare, il suo  personale modo di ringraziare.&lt;br /&gt; Non immaginava che il giovane soldato che  inseguiva, per sopravvivere voleva dimenticare: Peter Bonzelet, adesso Enio sa  che si chiamava così, confidò alla moglie quanto era successo a Sant’Anna. E a  nessun altro, fino alla morte, nel 1990: quel giorno in Versilia lo  ha&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; accompagnato per tutta la vita – tormentandogli lo  spirito e minando la sua salute – perché quel gesto generoso non è bastato a  riscattare il resto dell’orrore. A raccontare questa parte della storia è Jochen  Kirwel, il nipote di Peter, a cui la nonna prima di morire, lo scorso anno, ha  passato il testimone. E anche Jochen, appena conosciuta la vicenda, si è messo a  cercare, voleva sapere: di Sant’Anna, dell’eccidio, di quella famiglia salvata,  delle tante distrutte.&lt;br /&gt; Su Internet ha trovato la versione che Mancini non  si stanca mai di raccontare. Coincideva. Ha preso il telefono e ha chiamato  l’Italia, ha parlato con il sopravvissuto che cercava. Domani lo incontrerà a  Roma, al Goethe Institute, dove Enio Mancini sarà insignito dalla Repubblica  Federale Tedesca di un’alta onorificenza per il suo impegno nella divulgazione  di quel che accadde quel giorno a Sant’Anna. Per aver scelto di ripagare Peter  Bonzelet raccontando la follia di una strage attraverso un gesto di  pietà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="4"&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--tag may have been open--&gt; &lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="2%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr height="10"&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;!-- GOOGLE ANALYTICS CODE --&gt;&lt;!-- End GOOGLE ANALYTICS --&gt; &lt;table width="100%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr bgcolor="#cccccc" height="2"&gt; &lt;td colspan="4"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td align="left"&gt;&lt;span style="color: rgb(197, 0, 35);"&gt;Powered by TECNAVIA / HIT-MP&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="font-family: Verdana; font-size: 12px;" colspan="2" align="right"&gt;&lt;i&gt; &lt;div class=""&gt;"&gt;Copyright (c)  Avvenire&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;hr size="1" width="100%"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-6202954267106102619?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/6202954267106102619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/avvenire-25032010-pagina-a02-lepopea-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6202954267106102619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6202954267106102619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/avvenire-25032010-pagina-a02-lepopea-di.html' title=''/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-7800229727506698186</id><published>2010-03-24T07:02:00.001-07:00</published><updated>2010-03-24T07:05:46.280-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>ANCHE DISTOGLIERE LO SGUARDO È UN CRIMINE  (Avvenire)</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-family: verdana; font-size: 16px; padding-top: 3px;" height="38"&gt;&lt;b&gt;Avvenire 24/03/2010, Pagina A02&lt;/b&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;div id="content"&gt;  &lt;table border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" width="90%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="80%"&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;LA CRONACA TORNA A DIRLO: ANCHE DISTOGLIERE  LO SGUARDO È UN CRIMINE&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; Ribelliamoci  all’indifferenza male che insidia e che non turba&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;FERDINANDO CAMON&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;C’&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  era una notizia atroce ieri sui giornali: figlia ingaggia&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; due killer, prima uno poi l’altro, a distanza di mesi, per uccidere  il padre. È un 'parricidio lungo': non dura un attimo, ma mesi.&lt;br /&gt; Non è un  raptus, ma odio. Come Erika.&lt;br /&gt; Come Maso. Non smettiamo mai di parlarne,  perché non smettiamo mai di soffrirne: il padre dà la vita al figlio, il figlio  toglie la vita al padre. È un gesto snaturato. Per fortuna, raro. Più frequente  l’altro caso, che viene da Pescara. Qui, in una strada, davanti a un pub, un  ragazzotto rom, poi arrestato, per un banale equivoco (uno spintone), ha  sferrato due pugni micidiali a un giovane del luogo, che non conosceva: questo è  piombato a terra in coma, e in coma è ancora. Ora, che teppisti scatenino la  furia nelle strade, nei bar, negli stadi, purtroppo succede, non è una novità.  Ci fa ragionare sul pericolo dei malavitosi, singoli o a bande. Ma qui il  problema è un altro, non sta nei protagonisti, sta in noi: quel ragazzo mandato  in coma, tra il mondo di qua e il mondo di là, è rimasto lì a lungo, davanti al  pub, sul marciapiede, i clienti lo vedevano, la gente che passava lo vedeva,  nessuno s’è chinato, nessuno l’ha tirato su, nessuno ha chiamato la polizia. Il  ragazzo in coma è stato soccorso soltanto quando è passato di lì un suo amico,  che lo ha riconosciuto. A quel punto però era impossibile risalire  all’aggressore e alla sua gang. Per fortuna (fare giustizia è una fortuna) sulla  scena stava puntata una telecamera: nel filmato s’è visto tutto, e il  responsabile è stato preso. Domanda: perché quell’indifferenza nei presenti? È  una domanda che torna ciclicamente. A Napoli un killer della camorra esce da un  bar, vede un 'rivale' in piedi, gli s’accosta alle spalle, gli spara due colpi,  quello cade, lui gli si china sopra con&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; calma e gli  esplode il colpo di grazia. Poi se ne va, non corre ma cammina. Sul corpo morto  o morente è tutto un viavai: gente che entra e gente che esce dal bar, gente che  passa per il marciapiede, lo scavalcano piedi di uomo, piedi di donna. Nessuno  si ferma. Un morto non ci riguarda. Un morente ancora meno.&lt;br /&gt; Per fortuna,  anche lì, c’è una telecamera: con mesi di ritardo prendiamo il killer.&lt;br /&gt; Ma  perché quell’indifferenza? Ci torna in mente la scena del morto in spiaggia:  estate, bagnanti che entrano ed escono dal mare, gente che parla al cellulare,  gente che usa il cellulare per fotografare il morto. Ma nessuno interrompe la  propria vita. Mors tua, vita mea non significa 'la tua morte è la mia vita',  come in guerra, ma 'la tua morte è un problema tuo, la mia vita è un problema  mio': ognuno risolva i propri problemi.&lt;br /&gt; Noi abbiamo tre romanzi a monte di  quest’epoca, tre grandi opere che presagivano il 'male morale' che ci avrebbe  avvelenati. Sono 'Gli indifferenti' di 'Moravia, 'La Nausea' di Sartre, e 'Lo  straniero' di Camus. Mi son chiesto spesso quale delle tre opere ci rappresenti  di più. E rispondo: 'Gli indifferenti'. La Nausea è un rifiuto del mondo (lo  vomitiamo), l’estraneità è una separazione (siamo stranieri al mondo). Con  l’indifferenza vediamo e sentiamo, ma non ci turbiamo. Cervello e nervi sono  apatici. Troppi messaggi li hanno de-sensibilizzati. L’abulia morale è una  pratica corrente. Bisognerebbe reagire, e finalmente qualcuno lo sta facendo.  Torniamo un attimo a Pescara: la polizia ha trovato l’aggressore, ieri avrebbe  chiuso le indagini, oggi prosegue. Perché dice: «Vorremmo sapere: chi è quella  ragazza che dal bar mandava pigre occhiate alla vittima, rantolante a terra, e  intanto continuava a sorseggiare la sua bibita?». La polizia la ritiene  colpevole di un reato: omissione di soccorso. Il soccorso è un dovere.&lt;br /&gt;  L’indifferenza è un crimine. Siamo d’accordo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="4"&gt; &lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--tag may have been open--&gt; &lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="2%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr height="10"&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;!-- GOOGLE ANALYTICS CODE --&gt;&lt;!-- End GOOGLE ANALYTICS --&gt; &lt;table width="100%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr bgcolor="#cccccc" height="2"&gt; &lt;td colspan="4"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td align="left"&gt;&lt;span style="color: rgb(197, 0, 35);"&gt;Powered by TECNAVIA / HIT-MP&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="font-family: Verdana; font-size: 12px;" colspan="2" align="right"&gt;&lt;i&gt; &lt;div class=""&gt;"&gt;Copyright (c)  Avvenire&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-7800229727506698186?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/7800229727506698186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/anche-distogliere-lo-sguardo-e-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7800229727506698186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7800229727506698186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/anche-distogliere-lo-sguardo-e-un.html' title='ANCHE DISTOGLIERE LO SGUARDO È UN CRIMINE  (Avvenire)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-5392174716079851379</id><published>2010-03-21T10:17:00.000-07:00</published><updated>2010-03-21T10:23:52.628-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Se le vittime precedono il crollo di un castello d’accusa  (Avvenire)</title><content type='html'>Avvenire 21/03/2010, Pagina A02&lt;br /&gt;LE ASSOLUZIONI A NAPOLI, IL SUICIDIO DI NUGNES, IL VERO RUOLO DEI PM&lt;br /&gt;Se le vittime precedono il crollo di un castello d’accusa&lt;br /&gt;DANILO PAOLINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due lievi condanne con pena sospesa, quattordici tra assoluzioni e proscioglimenti, una morte per suicidio. Se un osservatore superficiale dovesse valutare l’«efficienza» di un ufficio giudiziario (concetto, questo, molto caro sia alla magistratura associata sia all’attuale maggioranza di governo, seppure in chiavi diverse) da certi risultati, darebbe alla procura di Napoli un 'voto' insufficiente. Tragicamente insufficiente, nel caso appunto del processo napoletano denominato «Global Service», che dopo essere stato ampiamente celebrato sui giornali è collassato davanti al giudice per l’udienza preliminare in una pioggia di «non luogo a procedere» e di «il fatto non sussiste». Si potrebbe anche ricordare come sono andate a finire, sempre a Napoli, le inchieste sulle telefonate tra Agostino Saccà e Silvio Berlusconi e quella su Guido Bertolaso in materia di emergenza rifiuti: archiviata la prima, dopo essere stata trasferita a Roma per competenza territoriale; sfociata, la seconda, in un processo per un reato contravvenzionale punito dal codice (se verrà dimostrato) con una multa. Ovviamente, un giudizio fondato esclusivamente su tali elementi sarebbe ingiusto e privo di buonsenso: basterebbe citare i numerosi colpi messi a segno nella lotta alla camorra (ma non solo) per comprendere i grandi meriti e le indubbie capacità investigative che la stessa procura partenopea può vantare. Ma la provocazione, consapevole, serve per allargare il raggio della riflessione a un paio di conti che non tornano, tra i tanti, nel quadro clinico della nostra giustizia. Il primo riguarda proprio la sovraesposizione mediatica di certe indagini: appena scattano le manette preventive (sembra che senza non si possa più indagare), la fase istruttoria si consuma già sui mezzi di comunicazione. Il dibattimento viene saltato. Si passa, magari con l’ausilio di verbali e d’intercettazioni sbobinate, direttamente alle sentenze, tutte di condanna. Questa, almeno, è la percezione della gran parte dell’opinione pubblica. E questa è la percezione che deve aver avuto Giorgio Nugnes, l’ex-assessore del Comune di Napoli: si è impiccato alla fine del 2008, dopo aver saputo del suo coinvolgimento nell’inchiesta «Global service» e del suo probabile, imminente arresto. Oggi sarebbe il quindicesimo scagionato, invece è già nell’elenco delle troppe vittime delle distorsioni spettacolari della giustizia. Si dirà: i pm hanno fatto il loro lavoro di pubblici accusatori, poi il giudice terzo ha emesso il suo verdetto. Tutto a posto, quindi. Invece no, eccoci all’altro conto che non torna: non è la prima volta che impianti accusatori elefantiaci si riducono a niente o quasi. In particolare, non è la prima volta che il reato di associazione per delinquere si dissolve alla prova dei fatti. Ma non si può far finta d’ignorare che ipotizzando il reato associativo si ottengono più facilmente autorizzazioni a intercettare e ad arrestare. Beninteso, in uno Stato di diritto nessuno può augurarsi inquirenti timidi o frenati nel prendere le iniziative che ritengono necessarie. Tuttavia, sono richieste anche a chi indaga la misura e la scrupolosità proprie del giudice. Nel nostro ordinamento, ancora oggi, prima di essere una parte del processo il pm è un magistrato: esercita l’azione penale e sta in giudizio nell’interesse pubblico, cioè di ciascuno di noi. E quando pensa di non avere raccolto gli elementi per chiedere un processo o una condanna, è tenuto a sollecitare l’archiviazione o l’assoluzione. Senza forzature procedurali, possibilmente. Del resto, l’appartenenza alla giurisdizione dei procuratori della Repubblica e dei loro sostituti è sempre citata, dagli avversari della separazione delle carriere dei magistrati, come la prima garanzia per tutti i cittadini. Anche per quelli indagati o imputati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Powered by TECNAVIA / HIT-MP  Copyright (c) Avvenire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-5392174716079851379?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/5392174716079851379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/se-le-vittime-precedono-il-crollo-di-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5392174716079851379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5392174716079851379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/se-le-vittime-precedono-il-crollo-di-un.html' title='Se le vittime precedono il crollo di un castello d’accusa  (Avvenire)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-8086651245682332434</id><published>2010-03-02T09:39:00.000-08:00</published><updated>2010-03-02T09:42:02.291-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>UN INVITO A RICOMINCIARE PER GENITORI, INSEGNANTI, STUDENTI  (Avvenire)</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td style="font-family: verdana; font-size: 16px; padding-top: 3px;" height="38"&gt;&lt;b&gt;Avvenire 02/03/2010, Pagina A02&lt;/b&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;div id="content"&gt;  &lt;table border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" width="90%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="80%"&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;UN INVITO A RICOMINCIARE PER GENITORI,  INSEGNANTI, STUDENTI&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; Io, prof, e quei 5 in  condotta: la scuola ritrovi i «fondamentali»&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;FRANCESCO A GNOLI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;L&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  a notizia è di quelle destinate a lasciar traccia: dopo che il ministero  dell’Istruzione ha dato il via libera, un gran numero di professori ha deciso di  utilizzare l’arma estrema del cinque in condotta al termine del  primo&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; quadrimestre, e con tutta probabilità l’ha fatto  per lanciare un segnale. Agli alunni, ai genitori, alla società tutta intera. Un  grido che può essere tradotto così: noi insegniamo italiano, matematica,  inglese, ma quello che dobbiamo dire non riguarda anzitutto le nostre materie  quanto la possibilità stessa di fare scuola. Senza doverci tramutare in gendarmi  della disciplina. Senza che la lezione si trasformi nel continuo e noiosissimo  richiamo all’ordine. Perché da professore so molto bene che non è possibile  spiegare Dante, discuterne in classe, rendere viva la storia, la letteratura,  ogni singola disciplina, se non c’è tutto quello che viene prima: la capacità  dei ragazzi di stare alle regole, di comportarsi in un certo modo, di  incuriosirsi, talora di entusiasmarsi.&lt;br /&gt; L’ondata nazionale dei cinque in  pagella – cari genitori, cari alunni, cari tutti – dice chiaramente a tutti noi  coinvolti nella scuola italiana che è indispensabile tornare ai 'fondamentali'.  È un po’ come quando si impara a giocare a calcio: prima della partita, prima di  potersi godere gli schemi di gioco, gli affondi sulla fascia, le semirovesciate  che mandano il pubblico in visibilio, occorre imparare a tenere la palla tra i  piedi, passo dopo passo, esercitandosi con pazienza. Così è anche per la scuola.  Devono cessare le troppe cose che purtroppo non funzionano. Certamente, perché  questo avvenga, sono necessarie anzitutto regole chiare. E, per cominciare, chi  le vìola deve conoscere le conseguenze del suo agire: di qui il ritorno agli  esami di settembre e la maggior forza conferita al voto in condotta.&lt;br /&gt; Si  tratta di un passo essenziale, ma non sufficiente: la scuola lasciata da sola  può fare ben poco, così come le regole che, quando restano isolate, sono  destinate a rimanere lettera morta, buone tutt’al più per garantire la  tranquillità dei&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; dormitori. Le regole infatti vanno  conosciute nel loro significato profondo, devono essere il più possibile parte  della storia di ogni giovane, digerite e vissute anzitutto in famiglia. Troppo a  lungo una certa cultura ha voluto far credere che si potesse delegare tutto alla  scuola, nella convinzione addirittura che essa fosse più adatta della famiglia a  svolgere il ruolo di agenzia educativa. In nome di questa visione si è  addirittura finito per affermare che anche l’educazione affettiva dei ragazzi  deve passare, anzitutto, da professori, tecnici, 'esperti' gestiti dalle Asl o  da altre realtà estranee alla famiglia. In un mondo che si chiede addirittura se  i bambini abbiano ancora 'bisogno' di due genitori, di un padre o di una madre,  che spesso dimentica la necessità per i giovani di crescere amati, con la  certezza e la solidità dei primi e fondamentali affetti, il boom dei cinque in  condotta vuole semplicemente ricordare la realtà: prima che persone istruite,  bisogna costruire persone vere. Occorre qualcuno che sostenga il bambino quando  gattona, che accompagni i suoi primi passi, che continui ad affiancarlo quando  poi si pone le prime domande e si apre al mondo, come un novello Adamo.  Occorrono più stabilità affettiva, meno televisione, meno Internet, meno  surrogati, meno parcheggi...&lt;br /&gt; La serenità e la condivisione imparate in  famiglia aprono il giovane alla tranquillità dei rapporti, al rispetto degli  insegnanti e dei coetanei, alla curiosità verso ciò che lo circonda e da cui  egli si aspetta qualcosa di buono e di bello. È su questo terreno che spetta a  noi insegnanti contribuire a far nascere un seme non più abbandonato senz’acqua  e senza cura per lunghi anni, come accade ancora troppo spesso; spetta a noi  prendere per mano i ragazzi, e portarli a scoprire la bellezza delle discipline  umanistiche e scientifiche. Il guaio oggi è che spesso è difficile afferrare  molte mani, trovare un punto di appoggio per fare leva. Nella società sempre più  liquida, tutto sembra perdere consistenza: le passioni, gli interessi,  l’entusiasmo, la capacità di sacrificio. In una parola: le persone. È da loro  che – genitori, insegnanti, ragazzi stessi – dobbiamo tutti  ricominciare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="4"&gt; &lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--tag may have been open--&gt; &lt;/td&gt; &lt;td valign="top" width="2%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr height="10"&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;!-- GOOGLE ANALYTICS CODE --&gt;&lt;!-- End GOOGLE ANALYTICS --&gt; &lt;table width="100%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr bgcolor="#cccccc" height="2"&gt; &lt;td colspan="4"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td align="left"&gt;&lt;span style="color: rgb(197, 0, 35);"&gt;Powered by TECNAVIA / HIT-MP&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="font-family: Verdana; font-size: 12px;" colspan="2" align="right"&gt;&lt;i&gt; &lt;div class=""&gt;"&gt;Copyright (c)  Avvenire&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;hr size="1" width="100%"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;hr size="1" width="100%"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-8086651245682332434?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/8086651245682332434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/un-invito-ricominciare-per-genitori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8086651245682332434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8086651245682332434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/03/un-invito-ricominciare-per-genitori.html' title='UN INVITO A RICOMINCIARE PER GENITORI, INSEGNANTI, STUDENTI  (Avvenire)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-8391569694625837271</id><published>2010-02-14T04:36:00.000-08:00</published><updated>2010-02-14T04:43:14.644-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrati'/><title type='text'>Anche il dialetto aiuta gli stranieri a costruire integrazione  (Avvenire)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Avvenire 14/02/2010, Pagina A02&lt;br /&gt;CHE COSA INSEGNA L’ESPERIENZA VENETA&lt;br /&gt;Anche il dialetto aiuta gli stranieri a costruire integrazione&lt;br /&gt;GABRIELLA SARTORI&lt;br /&gt;ntegrazione degli immigrati: difficile, ma necessaria.&lt;br /&gt;I Il tema resta all’ordine del giorno, non solo in Italia ma in tutta Europa. Le ricette sono molte.&lt;br /&gt;Vedi quella elaborata dal governo francese, alle prese con una delle percentuali più alte di immigrati di cultura islamica la cui integrazione è particolarmente difficoltosa. A fronte dello spinoso problema, il governo Sarkozy propone, tra l’altro, il rispetto di un paio di 'obblighi': la presenza in tutte le classi scolastiche della Dichiarazione universale dei diritti, perno fondamentale su cui riposa l’esistenza stessa della République, e l’obbligo per tutti gli studenti di imparare l’inno nazionale, la 'Marsigliese', e di cantarlo almeno una volta all’anno. La proposta pare sgradita a molti islamici, pur apparentemente 'integrati'. Lavoriamo, paghiamo le tasse, hanno fatto sapere, ma la 'Marsigliese' no, non vogliamo impararla.&lt;br /&gt;Scuola e inno nazionale comuni a tutti: chiunque, anche nel passato, si sia cimentato col problema dell’integrazione in uno stesso Stato fra popoli diversi per lingua, costumi, religione, mentalità, se n’è occupato.&lt;br /&gt;Vedi il caso dell’imperial-regio governo austriaco che per far sentire 'uniti' tutti i suoi sudditi appartenenti ad un mosaico interetnico fra i più variegati (e rissosi) della storia, riuscì nell’intento imponendo a tutti l’istruzione obbligatoria e il canto quotidiano in classe dell’inno nazionale. Con la concessione, davvero lungimirante per i tempi e per i luoghi, che ogni popolo potesse cantarlo nella lingua d’origine: stesso testo (inneggiante all’imperial-regia monarchia), stessa (bellissima) musica uguale per tutti, ma ognuno poteva cantarlo nella propria lingua madre (tedesco, italiano, slavo, ungherese, ecc). Un’idea certo non integralmente applicabile ai giorni nostri, ma che indica una linea politica di integrazione innegabilmente intelligente. Che diede a lungo i suoi frutti di cui ancora oggi si apprezza il valore.&lt;br /&gt;Restando in tema di lingua e lingue, e tornando all’attualità, sta facendo discutere la 'ricetta' veneta: l’uso del dialetto come mezzo privilegiato di integrazione. E non sono chiacchiere: una documentatissima indagine condotta dall’istituto 'Quaeris' nella provincia di Treviso (che sta al top della classifica italiana per la percentuale di immigrati residenti e per il tasso di integrazione), rivela che la percentuale dei 'nuovi veneti' che parla il dialetto raggiunge ben il 64,9% degli studenti e il 31,3% dei lavoratori. Di questi studenti, a casa, oltre il 75% parla con i familiari nella lingua d’origine, ma 'con gli amici' e 'a scuola' oltre l’85% usa quotidianamente il veneto. E i lavoratori? Ben l’83,4% parla veneto con 'i vicini di casa' mentre addirittura il 94,4% di loro lo usa 'sui luoghi di lavoro'. La cosa piace anche ai neurolinguisti: chi cresce conoscendo il dialetto oltre alla lingua (meglio se due) ha la fortuna di formarsi un cervello bi o tri lingue, predisposto cioè ad apprender meglio e più in fretta anche ulteriori lingue straniere.&lt;br /&gt;L’uso del veneto «rende più spontanei i rapporti, fa sentire veneti», gente familiare insomma. Lo spiega Rina Biz, già 'anima' e presidente onoraria della cooperativa ad ispirazione cristiana 'Insieme si può', oggi presieduta da Annita Leuratti. Giunta ai 25 anni di vita dedicati al sostegno e al recupero di persone variamente 'fragili' (malati, anziani, deboli mentali. ecc.), la cooperativa conta 1.100 iscritti, per il 93% donne. L’uso del veneto, spiegano ad 'Insieme si può', diventa fondamentale soprattutto in certi ambiti di lavoro, specie edilizio e socio-sanitario (infermieri/e, badanti in famiglie e case di riposo. ecc.). E dunque, la ricetta veneta per l’integrazione degli stranieri merita di esser presa in considerazione: per gli invidiabili risultati conseguiti, innanzitutto. Ma anche per il modo attraverso il quale li si ottiene: gli stranieri vanno visti subito come i 'nuovi veneti', tanto è vero che possono imparare subito la lingua che si usa in casa, al lavoro e con gli amici. A patto di crederci. Perché: 'Insieme si può'. E si vede.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------------------------------&lt;br /&gt;Powered by TECNAVIA / HIT-MP  Copyright (c) Avvenire&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-8391569694625837271?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/8391569694625837271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/02/anche-il-dialetto-aiuta-gli-stranieri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8391569694625837271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8391569694625837271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/02/anche-il-dialetto-aiuta-gli-stranieri.html' title='Anche il dialetto aiuta gli stranieri a costruire integrazione  (Avvenire)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-926162560282369930</id><published>2010-02-05T01:34:00.000-08:00</published><updated>2010-02-05T02:08:47.068-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='razzismo'/><title type='text'>Siamo razzisti o il problema è un altro? (il Giornale di Vicenza)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/"&gt;Il Giornale di Vicenza&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul class="time"&gt;&lt;li&gt;&lt;span&gt;Giovedì 04 Febbraio 2010&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="bol"&gt;CRONACA,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span&gt;pagina 20&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h1&gt;&lt;b&gt;  Siamo razzisti o il problema è un altro?&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;     &lt;h2&gt;  «Abbiamo solo pregiudizi per chi è fuori dal ciclo produttivo». «Ma ci spingono a xenofobia e paura perché portano voti»&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt;LO SCRITTORE DRAMMATURGO&lt;br /&gt;Giancarlo Marinelli è nato a Vicenza 36 anni fa ma vive e lavora tra Este, Roma e Milano. È scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e insegnante di Istituzioni di Regia Teatrale. Editorialista&lt;br /&gt;de “Il Giornale”, ha scritto diversi articoli sul rapporto tra italiani&lt;br /&gt;e stranieri. Marinelli è stato&lt;br /&gt;per due volte finalista al Premio Campiello: nel 2002 con&lt;br /&gt;“Dopo l'amore” e nel 2006 con “Ti lascio il meglio di me”. Il suo ultimo libro, edito da Bompiani,&lt;br /&gt;è incentrato sulla figura di Gesù e&lt;br /&gt;si intitola “Non vi amerò per sempre”. ! La maggioranza degli italiani non è razzista. O, per meglio dire, lo sono come ogni porzione di società post-consumista, che nutre un certo pregiudizio nei confronti di chi è escluso dal ciclo produttivo. In questo senso il “razzismo" è da intendersi più specificatamente come classismo: classista era la società feudale e contadina; non era classista la società immaginata dal fascismo che, per l'appunto, quando ha voluto tramutarsi veramente in razzista, ha immediatamente perduto il consenso popolare. Oggi l'Italia è un paese falsamente classista e, soprattutto, profondamente esasperato.&lt;br /&gt;$ Gli farei vedere “Mississipi Burning" di Alan Parker.&lt;br /&gt;% Si tratta di “schiavismo". Puro e semplice. Lo sfruttamento infame di individui più deboli a cui il capitalismo ci ha abituato frequentemente. Poco importa che gli schiavi siano neri, bianchi o blu, che raccolgano pomodori o aprano le cerniere di clienti avidi di corpi senza ordine e senza decenza. Non penso che potrebbe verificarsi altrettanto in Veneto: non esiste, per lo meno in modo così organico e massiccio, una forza criminale capace di essere un anti-Stato in grado di condizionare ogni potere. Vero è che in un recente passato si è saputo di “grandi imprenditori veneti" che sfruttavano, all'estero, bambini operai pagati anche meno degli schiavi di Rosarno.&lt;br /&gt;Q No. Come ho detto precedentemente, hanno un substrato classista e un animo realmente provato, esasperato.&lt;br /&gt;W Volentieri. E parteciperei volentieri anche ad uno sciopero contro la Caritas e altre fondazioni, associazioni, comitati d'affari vari della Chiesa Cattolica, che, in questo paese, godono di una sorta di immunità fiscale e contributiva, e di una più generale condizione di privilegio che gli altri cittadini, italiani e non, possono soltanto sognare. A proposito di questa oggettiva disuguaglianza: come la chiamiamo?&lt;br /&gt;E Diventerebbe razzista se “adeguarsi allo stile di vita" si traducesse in: devi vestire come voglio io, pregare il Dio che voglio io, frequentare luoghi e persone che stabilisco io, muoverti e lavorare secondo il mio incondizionato arbitrio. Insomma; come accade in molte teocrazie islamiche.&lt;br /&gt;R Assolutamente no. Si può discutere l'efficacia dei provvedimenti. Ma sono tesi allo snellimento e al miglioramento delle metodologie didattiche. Non a pregiudizi di tipo razziale. Se cominciamo a leggere tutto in chiave xenofoba, finiamo per creare mostri dal nulla.&lt;br /&gt;T Verona-Napoli. I veronesi accolgono i partenopei con questo striscione: "Benvenuti in Italia". Girone di ritorno. I napoletani rispondono ai veronesi con questo saluto dalla curva: “Giulietta era una zoccola". Straordinario… Lo stadio è un vulcano di impulsi ciechi, di palpiti tremendi e straordinari difficilmente classificabili. Più che i proclami assai pericolosi di Maroni, suggerirei un sano squadrismo; quando un manipolo di imbecilli grida “Negro di m…" a Balotelli o “Pessotto buttati di sotto", opterei per una raffica di calci nel sedere da parte di alcuni nerboruti uomini di buona volontà.&lt;br /&gt;U Ho dedicato buona parte della mia vita, un libro e uno spettacolo teatrale, alla irrinunciabile figura di Gesù. Gli ho scritto persino una “lettera" che ha fatto molto rumore, dove ho detto: «Chi ti vuole rimuovere, in verità ti sta chiamando. Chi ti rinnega, in verità, sente il disperato bisogno di te».&lt;br /&gt;I In sostanza Berlusconi dice: "Meno clandestini, meno reati". Mi sovviene d'istinto un dubbio atroce: vuoi vedere che il nostro premier non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;        &lt;a href="javascript:zoom_jpg('GONJPG/201002/ALTE/04_20_gdv_f1_427.jpg','1251639','20100204','CRONACA','486','512');"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;   LO SCRITTORE MUSICISTA&lt;br /&gt;Musicista, compositore, scrittore&lt;br /&gt;e poeta, Bepi De Marzi è stato insegnante al conservatorio&lt;br /&gt;di Padova. I canti dei suoi&lt;br /&gt;“Crodaioli” sono diffusi in tutto&lt;br /&gt;il mondo. Ha ricevuto molti premi,&lt;br /&gt;dal "Provincia di Vicenza" al&lt;br /&gt;“Premio Masi” per la Civiltà Veneta. Bassano gli ha recentemente assegnato “L'alfiere d'oro". Accademico Olimpico, fa parte del Gruppo Italiano degli Scrittori di Montagna. Sottolinea di non aver&lt;br /&gt;mai militato in alcun partito&lt;br /&gt;e di aver sempre gustosamente ironizzato sui politici di professione. ! Senza dubbio! Il razzismo viene manovrato. Pensiamo alle leggi fasciste. Diceva Rigoni Stern: «Mussolini ha trasformato gli italiani in marionette in poco meno di vent'anni, ma Hitler ha trasformato i tedeschi in criminali in soli sei anni». Berlusconi, si sa, è ormai ostaggio della Lega: le ha dimostrato tutto il suo servilismo dichiarando “L'Italia non sarà mai multietnica". È una forma di provincialismo e di razzismo che culturalmente ci colloca agli ultimi posti nel mondo.&lt;br /&gt;$ Racconterei che, in terza elementare, la maestra piangendo ci disse che Robertino non sarebbe più venuto a scuola perché aveva un cognome che non piaceva alle autorità. Robertino Benedetti, ebreo, iscritto di nascosto nel registro della nostra classe come Lorenzini, è morto a Buchenwald con tutta la famiglia. Poi parlerei del Governo attuale che incita perfino i medici a denunciare i clandestini.&lt;br /&gt;% Tutti sapevano del dramma di Rosarno! Anche la Chiesa ha finto di saperlo ufficialmente dopo. Cosa importa se il Papa si affaccia alla finestra esprimendo la sua preoccupazione? Deponga i piviali dorati e le mitrie con le ametiste e vada a consolare i nuovi schiavi della terra che piangono e si disperano poco lontano dal Vaticano. Non voglio pensare che anche in Veneto ci siano situazioni così estreme.&lt;br /&gt;Q Le assemblee condominiali sono grottesche battaglie dell'insofferenza tra vicini di casa, anche tra italiani! Ma non fanno notizia. Allora si enfatizzano le incertezze dei poveri che vengono dai deserti della fame. Sappiamo chi soffia sul fuoco: “Instillare la paura, alimentarla e offrirsi come aiuto per cancellarne le cause" è una strategia che porta molti e molti voti.&lt;br /&gt;W Era ora che si arrivasse alla protesta nazionale. Vorrei entrare nei loro cortei. E spero in manifestazioni dignitose, a testa alta, dolorosamente. Le proteste devono essere severe, con la disperazione comunicata dal silenzio.&lt;br /&gt;E Ho percorso tutto il mondo a suonare e a cantare. In Australia ho conosciuto tanti emigrati che vivono ancora come quando erano in Italia. Stesso modo di vestire, stessa cucina, stesse abitudini velate di nostalgia. Ma i loro pronipoti sono ormai australiani autentici. Accadrà così anche da noi.&lt;br /&gt;R Un insegnante deve conoscere le lingue e rivolgersi ai suoi alunni senza pregiudizi. Nelle scuole dei Paesi più avanzati l'insegnamento è anche individuale, con la normale pluralità linguistica. Noi invece proponiamo lo studio del dialetto! Il famigerato 30 per cento proposto dal Governo è un altro ricatto della Lega, un omaggio al dentista Calderoli.&lt;br /&gt;T L'Italia ha fatto morire anche il gioco del calcio. Allo stadio vanno i violenti per fare "buuu" a comando. La proposta di Maroni è un altro segno della schizofrenia: fermare le partite quando si manifesta il razzismo e respingere razzisticamente i disperati che chiedono asilo!&lt;br /&gt;U La Russa auspica la morte per chi si oppone al crocifisso, a Montecchio M. la sindachessa ha tolto le panchine dove qualche immigrato sostava, ma ha piantato una grande croce nel cortile del municipio. Un gesto deplorato con cristiane argomentazioni dal parroco don Stefano Manni. Nell'asilo Bonazzi di Arzignano e nella scuola materna di Monticello di Fara abbiamo cantato Gesù bambino. Ho la certezza che ad opporsi a crocifissi e presepi sono più gli insegnanti che vogliono una scuola atea che gli stranieri. Ma le nostre più tenere tradizioni vanno tutelate.&lt;br /&gt;I No! Questa è una menzogna. La criminalizzazione degli stranieri e dei clandestini, che sono i più disperati tra i disperati, è una perversa attuazione del programma che intende portare una grande parte dell'Italia alla xenofobia.&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-926162560282369930?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/926162560282369930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/02/siamo-razzisti-o-il-problema-e-un-altro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/926162560282369930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/926162560282369930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/02/siamo-razzisti-o-il-problema-e-un-altro.html' title='Siamo razzisti o il problema è un altro? (il Giornale di Vicenza)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-5846814538055247652</id><published>2010-02-04T02:45:00.001-08:00</published><updated>2010-02-07T15:15:33.880-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>LA PRESSIONE SULL’IRAN DI AHMADINEJAD</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" width="90%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="80%"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="abody"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;Avvenire 03/02/2010, Pagina A02&lt;/b&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;LA PRESSIONE SULL’IRAN DI AHMADINEJAD&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Il segnale «forte» sia alle vittime di regime&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;ELIO MARAONE&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;I&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  l 2010 vedrà  il crollo del  liberticida regime iraniano, trentun anni dopo il suo av­vento?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; Questo non è il sempli­ce auspicio di chi, dentro e fuori l’Iran, invoca il rispetto dei di­ritti umani e, più in generale, u­na promozione della democra­zia. Questa è un’ipotesi molto seria, è anzi un possibile tra­guardo che anche Silvio Berlu­sconi fa intravedere – velata­mente, come vuole la saggia prudenza diplomatica– parlan­do da Israele, dove dice, tra l’al­tro, di sperare che « la comunità internazionale sappia mettere in campo sanzioni forti » nei confronti di « uno Stato che pre­para l’atomica per usarla contro qualcuno... uno Stato che ha u­na guida che ricorda personaggi nefasti del passato » . L’audacia del paragone ( ovvero, ricorde­rebbe un capo nazista quell’Ah­madinejad che, rammentiamo noi, anche recentemente ha messo in dubbio la Shoah e ne­gato il diritto di esistere a Israe­le) e la durezza del tono da par­te del presidente del Consiglio i­taliano si spiegano anche con il contesto, ovvero con le pressio­ni e la fisica compagnia, a Geru­salemme, del premier Benjamin Netanyahu. Il quale non è sem­brato troppo disposto, lo anno­tiamo di passata, ad aderire agli inviti del suo ospite per una im­mediata ripresa del processo di pace con i palestinesi, con il blocco degli insediamenti nei Territori occupati. Su questo punto, come sul sogno di Berlu­sconi di vedere Israele nell’U­nione europea si potrà ancora ragionare alla conclusione della visita, prevista per oggi. Ma in­tanto è importante sottolineare, anche per i suoi riflessi sull’o­rizzonte internazionale ( dai Paesi arabi agli Stati Uniti all’U­nione Europea all’Iran stesso a quella Russia che Berlusconi di­ce « fortemente consapevole del pericolo che arriva da Tehe­ran&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; » ), la netta svolta della politi­ca estera italiana, che abbando­na la tradizionale linea dell’e­quidistanza fra Israele e il resto del Levante, a cominciare da quell’Iran che dalla caduta dello Scià si è fatto sempre più peri­coloso, sino a costituire una mi­naccia per l’esistenza stessa dello Stato ebraico e per la sta­bilità&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  dell’intera regione. Per an­ni&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; l’Iran è stato apprezzato, e tollerato, come un partner eco­nomico prezioso e un possibile arbitro per stabilizzare Afghani­stan e Iraq, al punto di convin­cere anche Barack Obama a in­sistere nella politica della mano tesa nei suoi confronti. Ma quella stagione sembra allonta­narsi definitivamente, il presi­dente degli Stati Uniti schiera missili nel Golfo Persico, prepa­ra pesanti sanzioni economiche e invita gli alleati a fare altret­tanto. Berlusconi segnala e ri­marca il progressivo calo del­l’interscambio con l’Iran, e fa balenare sanzioni forti per al­lontanare il rischio della trasfor­mazione in potenza nucleare di un regime che, tra l’altro, « non ha un grande sostegno popola­re » . Vero. E si deve inoltre ricor­dare che il regime degli ayatol­lah non soltanto sta insistendo nella corsa al nucleare, ma an­che sta diventando sempre più spietato nella repressione del dissenso interno. La forca laggiù lavora a ritmo crescente, dando ragione al leader dell’opposizio­ne Mir Hossein Mussavi che parla di « tirannia » e afferma che « non c’è dittatura peggiore di quella in nome della religione » : nei prossimi giorni saranno im­piccati nove dimostranti arre­stati durante le proteste antigo­vernative, il 28 gennaio sono state eseguite le condanne a morte di due ventenni accusati di essere&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;i&gt; moharebeh&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;( nemici di Dio). È tempo – da tempo – di alzare ovunque la voce, e di far seguire alle parole i fatti. molti­plicando gli sforzi per isolare quel cupo regime e dare alle sue attuali vittime almeno la certez­za che non sono sole.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt;&lt;td colspan="4"&gt;  &lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://edicola.avvenire.it/newsmem/avvenire/20100203/p020302pol1.pdf.0/img/Image_11.jpg" height="66" width="56" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--tag may have been open--&gt;  &lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="2%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr height="10"&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;!-- GOOGLE ANALYTICS CODE --&gt;  &lt;script type="text/javascript"&gt; if(parent.contents &amp;&amp; parent.contents.urchinTracker) parent.contents.urchinTracker('/eEdition/20100203/2/A02/3'); else if(parent.parent.contents &amp;&amp; parent.parent.contents.urchinTracker) parent.parent.contents.urchinTracker('/eEdition/20100203/2/A02/3'); &lt;/script&gt; &lt;!-- End GOOGLE ANALYTICS --&gt;   &lt;table width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr bgcolor="#cccccc" height="2"&gt;&lt;td colspan="4"&gt;&lt;img src="http://edicola.avvenire.it/eebrowser/frame/3_0k.enc/init/pics/none.gif" height="2" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt;&lt;td align="left"&gt;&lt;span style="color: rgb(197, 0, 35);"&gt;&lt;a class="powered" style="text-decoration: none;" href="http://www.newsmemory.com/" target="_blanks"&gt;Powered by TECNAVIA / HIT-MP&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td colspan="2" style="font-family: Verdana; font-size: 12px;" align="right"&gt;&lt;i&gt;&lt;div class=""&gt;"&gt;Copyright (c) Avve&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-5846814538055247652?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/5846814538055247652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/02/la-pressione-sulliran-di-ahmadinejad-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5846814538055247652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5846814538055247652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/02/la-pressione-sulliran-di-ahmadinejad-il.html' title='LA PRESSIONE SULL’IRAN DI AHMADINEJAD'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-7227791885175579157</id><published>2010-02-04T02:27:00.000-08:00</published><updated>2010-02-07T15:18:54.644-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>IPOTESI D’USCITA DALLA PARALISI (Avvenire)</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" width="90%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="80%"&gt;&lt;b&gt;Avvenire 03/02/2010, Pagina A02&lt;/b&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;IPOTESI D’USCITA DALLA PARALISI ( O ULTIMA SPIAGGIA)&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; E se la nuova giustizia fosse un frutto d’Europa?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;FRANCESCO D’AGOSTINO&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;C&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  aro direttore, anche se non è stata assolutamente compatta, la protesta dei magistrati in occasione&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha espresso in modo inequivocabile una frattura nelle istituzioni del nostro Paese difficilmente ricomponibile e tale, comunque evolva la situazione, da peggiorare la nostra convivenza civile, già per tante altre ragioni fragile e compromessa. Che così stiano effettivamente le cose è stato sottolineato da tutti i commentatori, anche se pochi hanno rilevato che questa frattura viene da lontano e che le sue responsabilità vanno addebitate a entrambe le parti in conflitto, anche se con diverse accentuazioni. È dall’inizio degli anni Settanta del secolo scorso che la magistratura si è nutrita (e continua a nutrirsi) di una visione arbitraria delle proprie funzioni istituzionali, percepite, implicitamente se non esplicitamente, come propriamente politiche e giustificate, con arditi equilibrismi ideologici, con riferimenti alla Costituzione, tanto appassionati quanto incongrui (e questo spiega il fatto che la protesta posta in essere dai magistrati in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario sia stata condita da una vistosa esibizione mediatica della nostra Costituzione). Per capire la mutazione genetica che ha contrassegnato la magistratura italiana negli ultimi decenni bisogna riportare alla memoria l’espressione «uso alternativo del diritto», che cominciò ad essere usata nel 1973 per indicare modalità di interpretazione e di applicazione della legislazione vigente volte ad alterare, per via non parlamentare e violando quindi il primato democratico del Parlamento, gli equilibri sociali del Paese. Questa espressione non è oggi così diffusa come lo era qualche decennio fa, soprattutto nei dibattiti ideologici e dottrinali; essa però sembra che sia stata profondamente assimilata dai magistrati e che sia entrata a far parte, per dir così, della loro psicologia, inducendoli a trasformare il principio costituzionale, secondo il quale essi sono soggetti soltanto alla legge (articolo 101) nell’opposto principio, secondo il quale sarebbe piuttosto la legge a essere soggetta alla loro sovrana e insindacabile interpretazione (si pensi, per fare solo alcuni esempi, a come la Cassazione, nel caso di Eluana Englaro, abbia letteralmente stravolto il principio giuridico-positivo dell’indisponibilità della vita e a come, ancor più recentemente, qualche fin troppo solerte magistrato abbia autorizzato applicazioni della legge 40/2004, sulla procreazione medicalmente assistita, secondo linee in assoluto contrasto col dettato esplicito della legge stessa). Diverse, ma non meno gravi, le responsabilità della classe politica in questi ultimi decenni. Di fronte alla diffusa consapevolezza dell’urgenza di riforme giudiziarie, essa si è mossa in modo goffo e incoerente, producendo, spesso per torbide ragioni occasionali e non di giustizia, una serie interminabile di 'leggine' in materia civilistica, penalistica e processuale, che hanno incrinato la certezza del diritto e colpito a morte la coerenza del sistema giudiziario. Si è perfino arrivati a dilatare, rendendolo inutilmente pesante e farraginoso, l’articolo 111 della Costituzione, nell’illusione di poter così formalizzare definitivamente i principi del 'giusto processo', ma senza riuscire in alcun modo ad arrestare la crescente sfiducia dell’opinione pubblica nella giustizia. Lungi da me l’illusione di aggiungere una mia alle mille vie risolutive che sono state ipotizzate per uscire da una situazione così disperante. Posso limitarmi a ricordare una sola strada, meno battuta di altre, che per me possiede una forte carica suggestiva: quella di sprovincializzare il conflitto ideologico che tormenta da anni l’Italia, verificando la possibilità di costruire un ordinamento giudiziario europeo unificato, almeno per quei Paesi dell’Unione che trovano le radici dei loro sistemi giuridici nella tradizione del diritto romano. Ferma restando la sovranità giudiziaria dei singoli Stati, l’idea di un impegno per costruire un’unica legislazione processuale potrebbe portare una ventata d’aria fresca in un dibattito così astioso e soffocante, da essere divenuto pressoché incomprensibile a chi segua le vicende italiane dall’estero. Sappiamo che non ci sarà un’autentica Unione Europea fino a quando, unificata la valuta, non sarà unificato il sistema giudiziario: cogliamo e anticipiamo questa occasione. Il passo indietro che un ordinamento giudiziario europeo dovrebbe far compiere ai politici e ai magistrati italiani sarebbe molto vistoso, ma è proprio per questo che non possiamo non ritenerlo tutti necessario e urgente.&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;i&gt;&lt;br /&gt;Con la consueta lucidità e chiarezza il professor D’Agostino ha sintetizzato le ragioni di una contrapposizione e di una crisi che imprigionano la giustizia italiana da tempo e che negli ultimi 16 anni si sono fatte più drammatiche.&lt;br /&gt; Le cronache di queste ore, a proposito del «legittimo impedimento» e, in modo ancor più emblematico, dell’idea (già naufragata) di ridisciplinare l’uso processuale dei cosiddetti pentiti di mafia non fanno che confermare sterilità e tossicità del dibattito su questioni di enorme rilevanza. Alla 'via europea' per la riforma delle nostre procedure di giustizia che D’Agostino ipotizza da par suo, si potrà forse obiettare di essere indicata con un po’ troppo anticipo ripetto ai tempi d’integrazione reale di una Ue che procede a un claudicante&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  ralenti,&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;i&gt; non certo la capacità di sottolineare un problema giuridico, istituzionale e di rapporto Stato-cittadini indicandone la suggestiva soluzione. E se questa legislatura nazionale non saprà essere, come auspicato dal presidente della Repubblica, quella della svolta efficacemente riformatrice e riequilibratice in tema di giustizia e di rapporti tra politica e magistratura, la 'via europea' potrebbe diventare ben più di una suggestione: il percorso obbligato verso una mortificante ultima spiaggia.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;b&gt; (mt)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt;&lt;td colspan="4"&gt;  &lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://edicola.avvenire.it/newsmem/avvenire/20100203/p020302pol1.pdf.0/img/Image_10.jpg" height="67" width="55" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--tag may have been open--&gt;  &lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="2%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr height="10"&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-7227791885175579157?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/7227791885175579157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/02/ipotesi-duscita-dalla-paralisi-avvenire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7227791885175579157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7227791885175579157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/02/ipotesi-duscita-dalla-paralisi-avvenire.html' title='IPOTESI D’USCITA DALLA PARALISI (Avvenire)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-2473837145692649446</id><published>2010-01-31T09:26:00.000-08:00</published><updated>2010-01-31T09:32:56.192-08:00</updated><title type='text'>Lettere al "Giornale di Vicenza"</title><content type='html'>Da: abbonamenticlic@ilgiornaledivicenza.it&lt;br /&gt;Data: 01/31/10 18:25:05&lt;br /&gt;A: --omissis--&lt;br /&gt;Oggetto: Un articolo da Il Giornale di Vicenza&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Questo articolo ti è stato inviato da -omissis- attraverso il sito de Il Giornale di Vicenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL GIORNALE DI VICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 30 Gennaio 2010 Altra Pagina 59 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto leggendo con grande preoccupazione gli articoli di questi giorni sul nuovo centro sociale che l'amministrazione Variati ha deciso di dare in concessione ai no global e ad associazioni non bene identificate, ma che il vostro giornale identificava come “disobbedienti".&lt;br /&gt;Ho sempre votato a sinistra nel corso della mia vita: PCI, DS e ora PD. E quindi ho votato e apprezzato Variati per il grande lavoro che sta facendo per la nostra città. Sono ormai 10 anni che da Napoli mi sono trasferito a Vicenza, abitando da sempre in via Sant'Agostino. Ho trovato un quartiere tranquillo, nel quale è sempre stato possibile vicere con serenità. &lt;br /&gt;Ma non dimentico quello che voleva dire nella mia vecchia città vivere vicino ad un centro sociale. ho abitato per 3 anni vicino all'Officina 99, uno dei centri sociali peggiori di Napoli. Non dimentico le lotte del quartiere, i tentativi di sgombero della polizia, le strade infestate di personaggi poco raccomandabili che si bucavano in strada a cielo aperto, fumavano e facevano chiasso fino a tarda notte. &lt;br /&gt;Non posso pensare che a Vicenza si crei la stessa situazione. Insieme agli altri abitanti del quartiere stiamo organizzando una raccol ta firme da presentare in Comune, perché non possiamo pensare che il nostro quartiere diventi preda di balordi e centri sociali. &lt;br /&gt;Michele Rullo&lt;br /&gt;Adesso basta! Variati dopo aver aiutato i suoi amici del No Dal Molin adesso fa anche il centro sociale, sempre per la stessa gente! Ho letto la storia che è stato assegnato con un bando su cui perfino i consiglieri della sinistra non sanno cosa dire. &lt;br /&gt;Ma come si fa? Come si fa a dare ai no global (che, ricordiamolo sempre, sono quelli che ci hanno rovinato la faccia davanti al mondo al G8 e che provocano sempre scontri) uno spazio pubblico in mezzo ad un quartiere! ? Non si può andare avanti così, siamo stufi di questa gente. &lt;br /&gt;Sappiate comunque che non accetteremo una cosa del genere, la città dopo anni di tensione e di manifestazioni per la base americana non può accettare di costruire un centro sociale dove accogliere un sacco di gente che non ha niente da fare dalla mattina alla sera se non fare casino. &lt;br /&gt;Abbiamo proprio bisogno di continue manifestazioni, agitazioni di piazza, chissà come saranno felici i residenti. Grazie a Dio abito abbastanza lontano da lì, ma questo è un problema di sicurezza che investe tutta la città. Cosa ne pensa l'assessore Dalla Pozza che finora ho apprezzato per la linea di ordine e rigore che ha portato nella materia con le ordinanze contro la prostituzione e quelle nel mio quartiere di viale Milano? &lt;br /&gt;Penso sia l'ora di darsi tutta una svegliata se non vogliamo che Vicenza diventi un covo di no global. &lt;br /&gt;Giovanna Dal Dosso&lt;br /&gt;Ho letto sul suo giornale che in via Rossi, ai Ferrovieri, aprirà un nuovo centro sociale. Vorrei porre l'attenzione, da residente in zona, sull'impatto che avrebbe sulla vita di ogni giorno dei cittadini dei Ferrovieri.&lt;br /&gt;L'ex-bocciodromo si trova alla fine di una strada chiusa, a pochi passi da molte abitazioni. &lt;br /&gt;Mi chiedo quindi se il Sindaco, assegnando il bando a quelle associazioni, abbia pensato all'impatto che questa apertura avrebbe prima di tutto sulla tranquillità della zona, per non parlare poi della conseguente svalutazione immobiliare. &lt;br /&gt;Inoltre, essendo uno dei tanti “nonni" che aiutano i propri figli a crescere i nipoti, in campagna elettorale ero stato convinto a votare l'attuale sindaco proprio per la sua promessa di aprire un centro giovanile in cui i tanti futuri cittadini potessero esprimere la propria vitalità in modo corretto e educativo. &lt;br /&gt;Mi chiedo ora se per “centro giovanile" il Sindaco che ho votato intendesse “centro sociale". Se l'avesse detto chiaramente io sicuramente non gli avrei ! assegnato! la mia fiducia. Spero ancora che il Sindaco cambi idea e mantenga le promesse.&lt;br /&gt;Gabriele Santolin&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-2473837145692649446?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/2473837145692649446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/01/lettere-al-giornale-di-vicenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/2473837145692649446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/2473837145692649446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/01/lettere-al-giornale-di-vicenza.html' title='Lettere al &quot;Giornale di Vicenza&quot;'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-6241767865122996559</id><published>2010-01-21T06:43:00.000-08:00</published><updated>2010-01-21T06:55:37.851-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Avvenire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Veneto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Lasciamo che i figli apprendano da padri e madri e nonni</title><content type='html'>&lt;span class="abody"&gt; &lt;a href="http://edicola.avvenire.it/ee/avvenire/default.php?pSetup=avvenire"&gt;Da "Avvenire" 21/01/2010&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA POLEMICA SUL RECUPERO DELLA TRADIZIONE ORALE E DIALETTALE IN VENETO&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Lasciamo che i figli apprendano  da padri e madri e nonni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;FERDINANDO CAMON&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;S&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  i prova simpatia per la  nonna che, ricevendo la  visita del nipotino, nella casa di riposo di Noventa&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; Padovana, gli canticchia filastrocche in dialetto veneto. Così facendo gli trasmette il proprio mondo: è, non sembri un concetto smisurato rispetto al fatterello, un modo per non morire. Noi tutti sentiamo che non moriamo interamente se depositiamo le nostre memorie, la nostra vita, nel cervello di chi sopravvivrà. È per questo che si scrivono i libri.&lt;br /&gt;Se è possibile un altro salto ancora: è da qui che i Greci ricavarono il mito di Edipo. Il padre di Edipo aveva ricevuto ordine dal dio di non generare figli, ma lui sentiva che morire senza figli vuol dire morire completamente. Quindi generò Edipo. Il dio s’infuriò e punì lui (facendolo uccidere dal figlio), la madre (facendola sposare dal figlio), i figli del figlio. Ma torniamo a noi. Se quella nonna non consegna le filastrocche dialettali al nipotino, la piccola sapienza di quelle cantilene va perduta per sempre. A scuola, la maestra ha avuto l’idea di assegnare come compito agli scolari quello di trascrivere una poesiola dall’italiano in dialetto e un’altra dal dialetto in italiano. Ne è nato un pandemonio: questo è leghismo, è anti-italianità, e poiché nella scuola ci sono anche bambini stranieri, è anti-ospitalità. Ma ragioniamo.&lt;br /&gt;La nonna che insegna filastrocche al nipotino è uno dei pochissimi casi in cui una cultura vien trasmessa per via verticale, da una generazione precedente a una successiva.&lt;br /&gt;Non succede quasi più. I figli non apprendono dai padri, per via verticale, ma dagli amici, per via orizzontale. Questo ha&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; una conseguenza di portata immensa: muore la tradizione. Tradizione vuol dire trasmissione del sapere, in modo che il sapere dei figli erediti il sapere dei padri. Nel Veneto, la generazione dei padri, e ancor più quella dei padri dei padri, era molto religiosa: era nota, apprezzata o derisa, per questo. Adesso nella generazione dei figli ci sono troppi irreligiosi. Quando mi chiedono qual è la più grande trasformazione del Veneto o delle Venezie (che ora si chiamano Nord-Est), in questo mezzo secolo, indico questa. Non il paesaggio, non la ricchezza, non l’immigrazione. Troppi figli non sono figli dei padri. Hanno altre origini e vivono altre vite.&lt;br /&gt;La vita dei padri non la conoscono: né la vita intesa come biografia né la vita intesa come storia: il passato rischia di perdersi. È un peccato, perché c’è tanta grandezza in quel passato: l’intera nazione vede l’uomo veneto come oligofrenico, dialettofono, casalingo, docile, bestia da soma. L’uomo veneto non è mai stato così. È stato un uomo abitato da valori immensi, Dio, il diavolo, il dovere, il lavoro, il risparmio, il culto dei morti, il rispetto dell’autorità in famiglia e nella società. Tutto questo è depositato nella tradizione orale, e recuperarne qualche squarcio è salvifico per l’ultima generazione, quella dei bambini: lasciamo che la imparino, ne riceveranno un bene. Manteniamo il ponte fra quel nipotino e quella nonna. Ci sono tanti cinesini in classe? E perché non guidare anche loro a recuperare qualcosa, quel che possono, della vita dei loro nonni? Un bambino italiano racconta la sua nonna, un bambino cinese fa altrettanto con la propria, e così s’incontrano.&lt;br /&gt;Reprimendo questi recuperi delle origini, in classe nessuno incontra nessuno. Perché in quella classe non c’è nessuno. È vuota.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-6241767865122996559?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/6241767865122996559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/01/lasciamo-che-i-figli-apprendano-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6241767865122996559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6241767865122996559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2010/01/lasciamo-che-i-figli-apprendano-da.html' title='Lasciamo che i figli apprendano da padri e madri e nonni'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-8872226195257068285</id><published>2009-12-13T04:47:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T04:58:47.842-08:00</updated><title type='text'>CATENA DI SUICIDI NEL NORD EST (Avvenire)</title><content type='html'>&lt;div id="content"&gt; &lt;script&gt; function gPage(type,show) { var lpag = parent.contents; if (!lpag) {    if (parent.opener.parent.contents) {       lpag=parent.opener.parent.contents; } else {    lpag=parent.opener.parent.parent.contents; } }if (lpag) lpag.gotoPage(type,show);}&lt;/script&gt;&lt;table border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" width="90%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="80%"&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;  CATENA DI SUICIDI NEL NORD EST&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro, la crisi, la vita Tragedie quotidiane oscurate&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;GABRIELLA SARTORI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;C&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  risi, forse il peggio è passato. E forse no.&lt;br /&gt;Sta di fatto che le sue vittime la crisi continua tragicamente a mieterle. Si è molto parlato dell’epidemia di suicidi fra manager e dirigenti di France Telecom; quasi nessuno, invece, ha fatto cenno di quelli che continuano a segnare il Nord Est italiano, specie il Veneto. Là dove il lavoro, da sempre, è una ragione di vita. Numeri da far paura, percentuali ben al di sopra della media nazionale. In poco più di un anno, sono già più di dieci i piccoli imprenditori morti per suicidio: l’ultimo, Danilo Gasparin, 61 anni, di Istrana, nel Trevigiano, si è tolto la vita l’altra notte, col gas di scarico della propria auto. La sua passione, da sempre, era la scultura in ferro battuto: molti cancelli e porte del suo paese, oggi sconvolto dalla tragedia, li aveva “firmati” lui. Poi l’inizio della crisi, meno soldi in circolazione, il diniego di fidi e prestiti da parte di alcune banche (quelle non più locali, le quali erano ancora capaci di valutare l’uomo che avevano di fronte, non solo i conti, specie se non tornano). Lui non aveva mollato: si era riciclato prima come come gommista e riparatore di marmitte, poi era disperatamente tornato al primo amore. Affittati ad un locale pubblico parte dei suoi spazi di lavoro pur di tirare avanti, si era ridotto in pochi metri quadrati dove scolpiva i suoi crocifissi in ferro che rivendeva al mercato. Ma ancora non riusciva a farcela. Nel biglietto lasciato a moglie e figli ha scritto: vi chiedo scusa, gli affari vanno a rotoli, non posso più andar avanti così.&lt;br /&gt;Una storia del tutto analoga a tante altre che colpiscono soprattutto la zona fra Treviso ,Vicenza e Padova: il 12 ottobre 2008, “cade” un geometra imprenditore di Montegrotto Terme che si spara dopo aver tentato tutto il possibile per far uscire dalla crisi l’azienda. A fine maggio 2009, Stefano, di Fontanelle ( Treviso), si impicca: non sopporta l’idea di licenziare gli operai che sono anche i suoi amici. Subito dopo è la volta di un altro trevigiano, laureato, di Vittorio Veneto: si getta sotto il treno dopo aver passato il pomeriggio in disperate telefonate di aiuto per salvare l’azienda e i “suoi” dipendenti. A luglio è un imprenditore padovano che si uccide, a settembre si contano tre suicidi a Vicenza e un altro a Padova: ma il tragico elenco non è completo. Fra i moltissimi commenti a queste notizie che i giornali locali ospitano, colpiscono le parole ricorrenti di tanti colleghi di professione e di sventura: sono sommerso dai debiti, nessuno mi dà una mano, non ho più il coraggio di guardare in faccia mia moglie e i miei figli, non posso lasciare tante famiglie sul lastrico, sto per “mollare” anch’io. È una una tragica epidemia che colpisce più duro là dove, tradizionalmente, è più forte una radicata “etica del lavoro”: che è un valore, una ricchezza umana e sociale, del tutto ignota ai furbi di ogni specie, in primis a quelli della “finanza”. Sono questi morti dei “caduti sul lavoro”? C’è chi, non senza ragione, lo pensa.&lt;br /&gt;Eppure nessuno ne parla, nessuno se ne preoccupa: non la politica, non le istituzioni. E non parliamo dei mass media: un fiume di parole e di immagini per prostitute/i di ogni genere, per mafiosi, assassini, delinquenti, meglio se efferati. Per gli altri, le vittime della crisi di cui nessuno parla, niente di niente.&lt;br /&gt;Una notizia in cronaca locale e ciao. Basta così? C’è da dubitarne.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt;&lt;td colspan="4"&gt;  &lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://edicola.avvenire.it/newsmem/avvenire/20091213/p021312pol1.pdf.0/img/Image_13.jpg" height="66" width="56" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--tag may have been open--&gt;  &lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="2%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr height="10"&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;!-- GOOGLE ANALYTICS CODE --&gt;  &lt;script type="text/javascript"&gt; if(parent.contents &amp;&amp; parent.contents.urchinTracker) parent.contents.urchinTracker('/eEdition/20091213/2/A02/2'); else if(parent.parent.contents &amp;&amp; parent.parent.contents.urchinTracker) parent.parent.contents.urchinTracker('/eEdition/20091213/2/A02/2'); &lt;/script&gt; &lt;!-- End GOOGLE ANALYTICS --&gt; &lt;table width="100%"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr bgcolor="#cccccc" height="2"&gt;&lt;td colspan="4"&gt;&lt;img src="http://edicola.avvenire.it/eebrowser/frame/3_0k.enc/init/pics/none.gif" height="2" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt;&lt;td align="left"&gt;&lt;span style="color: rgb(197, 0, 35);"&gt;&lt;a class="powered" style="text-decoration: none;" href="http://www.newsmemory.com/" target="_blanks"&gt;Powered by TECNAVIA / HIT-MP&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td colspan="2" style="font-family: Verdana; font-size: 12px;" align="right"&gt;&lt;i&gt;&lt;div class=""&gt;"&gt;Copyright (c) Avvenire&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;     &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-8872226195257068285?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/8872226195257068285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/12/catena-di-suicidi-nel-nord-est-avvenire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8872226195257068285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8872226195257068285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/12/catena-di-suicidi-nel-nord-est-avvenire.html' title='CATENA DI SUICIDI NEL NORD EST (Avvenire)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-842815167600540539</id><published>2009-12-05T06:03:00.000-08:00</published><updated>2009-12-05T06:12:24.668-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>IL CLIMA E NOI.VERSO COPENAGHEN (Avvenire)</title><content type='html'>&lt;span class="abody"&gt;IL CLIMA E NOI.VERSO COPENAGHEN/1&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; La scienza immolata sull’altare della politica&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;br /&gt; RICCARDO CASCIOLI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;br /&gt; G&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; uardando ad alcuni fatti che stanno accadendo mentre si avvicina il vertice di Copenaghen sul clima, si fa fatica a sfuggire alla sensazione che la «politica del clima» non abbia niente a che fare con la «scienza del clima». Esemplare da questo punto di vista è ciò che è avvenuto attorno al «Climagate», ovvero alla pubblicazione di migliaia di e-mail rubate alla banca dati del Climate Research Unit (Cru) dell’Università di East Anglia (Regno Unito). In queste mail decine di scienziati tra i più influenti si scambiano una serie di suggerimenti per «pilotare» dati sulle temperature e pubblicazioni di studi in modo da ottenere i risultati voluti (in senso allarmista). Essendo il Cru il principale partner dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) – l’organismo dell’Onu che con i suoi rapporti ha posto le basi per gli allarmi sulle catastrofi prossime venture e conseguenti politiche contro i cambiamenti climatici – ce ne sarebbe abbastanza per fermarsi almeno un momento e vederci chiaro, ponendosi qualche domanda: è vero che questi scienziati ci hanno preso in giro? E se sì, qual è il punto vero della conoscenza scientifica sul clima? E la conoscenza attuale giustifica le drastiche scelte economiche e politiche che abbiamo già preso e quelle ancora più costose che stiamo cercando di prendere? E invece, mentre dal Cru arrivano le prime dimissioni, la «politica del clima» va avanti come se nulla fosse accaduto. E nessuna domanda o riflessione, neanche a proposito del rapporto riservato sui cambiamenti climatici preparato per la Cia nel 1974, venuto alla luce appena tre giorni fa.&lt;br /&gt;  Un rapporto molto interessante perché vi si leggono tutte le previsioni catastrofiche che oggi ci sono ormai familiari, ma il fenomeno osservato dagli scienziati era il raffreddamento globale, il ritorno alle condizioni della «piccola era glaciale» (1600­1850). Su tale previsione anche allora, ci dice il Rapporto, c’era il «consenso» degli scienziati e curiosamente il principale sostegno alla tesi del raffreddamento globale veniva dallo stesso Cru, oggi al centro del «Climagate», che aveva ricostruito la climatologia della Terra per un periodo di 50 milioni di anni. Se la «politica del clima» avesse a che fare con la «scienza del clima», sarebbe doveroso chiedersi come mai gli scienziati del Cru abbiano cambiato in pochi anni la loro opinione in modo così clamoroso. Perché nell’ipotesi in cui i miliardi di dollari che è costato il Protocollo di Kyoto e quelli che costerà il dopo-Copenaghen fossero spesi sulla base di una scienza truccata, qui sì che ci sarebbe da allarmarsi. Come minimo, bisognerebbe istituire una Commissione d’inchiesta internazionale indipendente. E invece silenzio. A Copenaghen come se niente fosse successo. Al contrario, si moltiplicano gli allarmi sui cambiamenti climatici, anche i più improbabili.&lt;br /&gt;  Anche da parte dei leader dei Paesi in via di sviluppo, che fanno a gara a chi è più vittima del riscaldamento globale, così da assicurarsi una congrua fetta dei miliardi che i Paesi ricchi dovranno pagare per le loro emissioni. Ma anche qui a detrimento della scienza e dell’ambiente.&lt;br /&gt;  Perché questa specie di 'isteria collettiva' sui cambiamenti climatici impedisce di affrontare seriamente i veri problemi ambientali di questi Paesi, tutti riconducibili alla situazione di sottosviluppo, una condizione che rende vulnerabili ai capricci del clima, così come alle malattie, alle crisi economiche globali e così via. Ma lo sviluppo, con le sue emissioni di CO2, è il nemico numero uno dei «politici del clima» e si farà di tutto per evitare che accada. La tendenza oggi dominante è di porre limiti alla presenza umana, sia quantitativa (controllo delle nascite), sia qualitativa (limiti allo sviluppo). Le agenzie dell’Onu fanno a gara per rilanciare questo messaggio. E quello che dovrebbe allarmare è che a Copenaghen dominerà questa ideologia, che usa la scienza anziché ascoltarla, e che in nome dell’ambiente sacrifica l’uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;IL CLIMA E NOI.VERSO COPENAGHEN/2&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; La questione energetica  è il nostro futuro&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;br /&gt; GUIDO CAROSELLI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;br /&gt; L&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; a divulgazione ha bisogno di immagini e di esempi. Il rischio che si corre è quello di forzare i concetti, di portarli non esattamente al centro di un ragionamento scientifico ma, a volte,&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;i&gt; border line :&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;br /&gt; mai al di fuori, ma vicino al confine dei fatti provati.&lt;br /&gt;  Per la questione ambientale, è stato fatto più volte, bisogna ammetterlo. Il punto nodale è: non si tratta di una questione puramente scientifica e accademica, quanto invece di un problema che coinvolge tutta la Terra e i suoi abitanti; dunque la questione è politica, perché si tratta di decidere per il bene comune, o quantomeno per il minore dei mali possibili. E non vi è da convincere la comunità scientifica ( nella grande maggioranza già convinta dell’effetto serra), ma la gente comune e dunque anche la classe politica e l’industria. Facciamo allora, anche qui e ancora una volta, degli esempi per capirci meglio.&lt;br /&gt;  Affrontare i problemi climatici riconoscendo la responsabilità umana è come intendere di riparare il tetto di casa. Perché la questione è ecologica. I fatti dimostrano che l’incuria nella sistemazione del territorio, dei corsi fluviali, dei boschi, dei pendii, dei litorali si paga a caro prezzo ogniqualvolta che, per accertate cause naturali, si verificano eventi atmosferici o moti ondosi di grande intensità.&lt;br /&gt;  L’interruttore, che non dipende da noi, mette in moto una serie di forze che devastano i nostri beni, per nostra imprevidenza. È come smettere di fumare: la questione è vitale, perché il bene più prezioso, ancor più delle cose e delle opere, è quello della vita e della salute. Continuare a spendere energia nelle forme e nelle quantità attuali ( o addirittura crescenti per i Paesi in via di sviluppo) equivale a sostenere che il fumo non fa male, o che non è detto che nuoccia. Meglio fidarsi, invece, delle prevalenti ricerche mediche e dei conseguenti comportamenti preventivi.&lt;br /&gt;  Le politiche energetiche del passato- presente, che sono all’origine del riscaldamento globale, sono strettamente connesse alla emissione di sostanze inquinanti. Evitare i danni della polluzione atmosferica ci aiuta a contenere anche l’effetto serra. E viceversa.&lt;br /&gt;  Un po’ come mettere i soldi da parte, o investirli in beni produttivi per le generazioni future, e probabilmente anche per noi stessi.&lt;br /&gt;  È intervenuto giorni fa il premio Nobel Carlo Rubbia a spiegarci che il nucleare non può esimerci dai rischi connessi e non può costituire un buon investimento in tempi brevi per la produzione di energia. Il celebre fisico ha invece sottolineato, ancora una volta, la bontà della scelta solare. Si può aggiungere che anche l’energia eolica è conseguente a quella solare, essendo il vento il frutto della differenza di pressione ( e quindi della radiazione solare) da punto a punto della Terra. L’economia si trova tuttora in uno stato di crisi grazie a perduranti speculazioni finanziarie, al ricorso a disinvolte manovre vuote come scatole, senza garanzie di materie prime, senza buone spalle e capacità imprenditoriali. L’economia del petrolio e del carbone, al di là di questi mali sciagurati, ha finito comunque per portarci più effetti collaterali che benefici. È vero che, al momento, niente dà più energia di un litro di benzina. Ma le fonti rinnovabili sono praticamente inesauribili, sono destinate, se sostenute da investimenti iniziali, a costare sempre meno e sono suscettibili, agli occhi di persone capaci e lungimiranti, di dare ossigeno all’occupazione e all’economia del mondo. Perché la questione, oltre che economica, oggi è davvero globale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-842815167600540539?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/842815167600540539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/12/il-clima-e-noiverso-copenaghen.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/842815167600540539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/842815167600540539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/12/il-clima-e-noiverso-copenaghen.html' title='IL CLIMA E NOI.VERSO COPENAGHEN (Avvenire)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-7742437620976762334</id><published>2009-08-27T07:40:00.000-07:00</published><updated>2009-08-27T07:43:12.118-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicurezza'/><title type='text'>TESSERA DEL TIFOSO, SÌ O NO  MA IL CALCIO VUOLE BATTERE LA VIOLENZA? (Avvenire)</title><content type='html'>&lt;img src="http://edicola.avvenire.it/newsmem/avvenire/20090827/p012708prim.pdf.0/img/Image_9.jpg" width="158" height="25" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="abody"&gt;  TESSERA DEL TIFOSO, SÌ O NO&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;MA IL CALCIO VUOLE BATTERE LA VIOLENZA?&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt; A LBERTO C APROTTI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;C&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; he la tessera del tifoso, ambiziosa iniziativa del Viminale per preve­nire la violenza negli stadi, non piaces­se agli ultras che abitano i nostri stadi, era scontato. Come pure che fosse mal digerita dai club di calcio, obbligati a farsene carico. E finalmente a fare dav­vero qualcosa contro il teppismo, do­po aver approfittato da sempre della di­fesa offerta ogni domenica dalle forze dell’ordine, pagata dai contribuenti. A sorpresa però ora ci si è messo pure Marcello Lippi. Che se dice che la Ju­ventus è la favorita per lo scudetto sca­tena perfide reazioni e ridicoli dibatti­ti, mentre provoca appena un’alzata di sopracciglio se, come è accaduto ieri, con l’autorità di commissario tecnico della Nazionale afferma che la tessera del tifoso «ghettizza e non mi piace».&lt;br /&gt; Così, purtroppo, saranno forti anche di questo illuminato parere, le centinaia di ultras che si sono dati appuntamento a Roma per il 5 settembre: proteste­ranno, poverini, per difendere il loro di­ritto a fare i tifosi estremi e “non ghet­tizzati”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; Insomma, al ministro Maroni il calcio continua a regalare tristezze. Ma è an­che vero che al pallone (per tradizione impunito e impunibile) il Viminale a­vrebbe potuto probabilmente imporre subito un rigore ben diverso. Della tes­sera del tifoso infatti si parla come atto ufficiale dal 28 maggio del 2008. Obbli­gatoria, necessaria, da introdurre do­po che siano trascorsi i tempi tecnici per approntarla... Ne abbiamo sentite tante. E intanto i mesi sono passati, i club di calcio hanno fatto finta di di­menticarsene e quello che poteva es­sere un buon tentativo per difendere l’ordine pubblico, è diventato una bar­zelletta.&lt;br /&gt; Riassumendo: la “tessera” sarebbe uno strumento di fidelizzazione, conter­rebbe le generalità del tifoso, verrebbe concessa solo previo controllo dei pre­cedenti penali dell’interessato, e so­prattutto verrebbe negata a chi sia sta­to condannato, anche in via non defi­nitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazione sportive negli ultimi cinque anni. Dire che si trat­ta di una «grave limitazione della libertà personale», pare francamente ridicolo. Piuttosto il condizionale è inevitabile, visto che solo l’Inter (e in parte il Milan) si sono adeguate sinora alle disposi­zioni del Viminale. Che però – a fronte delle oziose risposte da parte del mon­do del calcio – ha scelto la politica del rinvio, confortando chi in questa ope­razione altro non vede che una forma di «schedatura» del tifoso. Sufficiente per far venire l’orticaria ai puristi della privacy. Francamente ipocrita, visto che chi non ha mai usato catene e coltelli, può sopportare il fastidio di una tesse­ra in più nel portafoglio. E che, soprat­tutto, andare allo stadio in trasferta non è obbligatorio, mentre senza un telefo­no cellulare, o una carta di credito non puoi vivere. E con quelli in tasca sei “schedato”, da sempre. Con tanti salu­ti&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  alla privacy.&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; Il ministro Maroni, a Ferragosto, ha an­nunciato di aver firmato una circolare che prevede che tutte le società di cal­cio «dovranno garantire la tessera a chi la chiederà entro il 31 dicembre», e che «dal 1° gennaio 2010, le società potran­no vendere i tagliandi riservati ai setto­ri ospiti esclusivamente ai possessori della tessera del tifoso». Date e scaden­ze che si spera abbiano un significato definitivo. Perché che si tratti di uno strumento valido per arginare i delin­quenti che con la scusa della partita vanno in trasferta solo per picchiare e terrorizzare la gente perbene, è tutto da dimostrare. Ma che la violenza nel cal­cio resista (6 arresti, 54 denunce e 60 proposte di Daspo solo nella prima di campionato, con in più l’inquietante ricomparsa improvvisa degli hooligans, a Londra), e che il pallone continui a farsi beffe delle disposizioni ministe­riali, sono realtà che non ci stanchere­mo&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  di denunciare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-7742437620976762334?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/7742437620976762334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/08/tessera-del-tifoso-si-o-no-ma-il-calcio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7742437620976762334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/7742437620976762334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/08/tessera-del-tifoso-si-o-no-ma-il-calcio.html' title='TESSERA DEL TIFOSO, SÌ O NO  MA IL CALCIO VUOLE BATTERE LA VIOLENZA? (Avvenire)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-9018939814099733926</id><published>2009-08-11T14:28:00.000-07:00</published><updated>2009-08-11T14:49:07.836-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrati'/><title type='text'>Il Comune rimprovera gli Stati degli stranieri (il Giornale di Vicenza)</title><content type='html'>&lt;h2&gt;1.&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/77048__crisi_il_sindaco_alle_ambasciate_intervenite_voi/"&gt;Crisi, il sindaco alle ambasciate: «Intervenite voi»&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;(vedi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;2. ------------------------------------------&lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;EMIGRANTI. La Giunta scrive alle ambasciate di Bangladesh, Serbia, Ghana, Albania e India&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;     &lt;h1&gt;&lt;b&gt;  Il Comune rimprovera&lt;br /&gt;gli Stati degli stranieri&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;    &lt;h3&gt;  Antonella Fadda&lt;/h3&gt;     &lt;h2&gt;  «Secondo le convenzioni i Paesi di origine devono prendersi cura dei loro cittadini in difficoltà»&lt;/h2&gt;     &lt;div class="resize-info"&gt;   &lt;ul class="time"&gt;&lt;li&gt;&lt;span&gt;Martedì 11 Agosto 2009&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="bol"&gt;PROVINCIA,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span&gt;pagina 29&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;   &lt;ul class="res-link"&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="javascript:openInvia()" class="e-mail"&gt;e-mail&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="javascript:openStampa()" class="print"&gt;print&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;/div&gt;     &lt;p&gt;        &lt;a href="javascript:zoom_jpg('GONJPG/200908/ALTE/11_29_gdv_f1_693.jpg','1169905','20090811','PROVINCIA','512','564');"&gt;&lt;img src="http://media.athesiseditrice.it/GiornaleOnLine/GiornaleDiVicenza/GONJPG/200908/BASSE/11_29_gdv_f1_693.jpg" class="lente" width="120" /&gt;&lt;img src="http://media.athesiseditrice.it/GiornaleOnLine/GiornaleDiVicenza/images/lente.gif" /&gt;&lt;/a&gt;       &lt;/p&gt;&lt;div class="didascalia"&gt;In costante aumento gli stranieri a Montecchio Maggiore&lt;/div&gt; «Non hanno lavoro: in base agli accordi internazionali dovete prendervene cura voi». Questo il senso della lettera inviata ieri mattina dall’amministrazione di Montecchio alle ambasciate di Bangadesh, Serbia, Ghana, Albania e India. Un’iniziativa destinata a far scalpore con la quale il Comune castellano, ma lo stanno facendo altri comuni leghisti, richiama questi Paesi al dovere di fornire assistenza ai propri connazionali in Italia, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Vienna del 1963 sulle relazioni consolari, in base alla quale i Paesi aderenti si impegnano “a prestare soccorso e assistenza ai cittadini, siano questi persone fisiche oppure giuridiche, dello Stato d’invio”.&lt;br /&gt;«La nostra non è la solita richiesta generica – afferma l’assessore ai servizi sociali, Livio Merlo – ma un vero e proprio appello alle responsabilità da parte di questi Stati nei confronti dei loro cittadini». Un invito preciso alle ambasciate affinché si attivino a prestare aiuto ai loro connazionali rimasti senza lavoro in seguito alla crisi economica.&lt;br /&gt;«I fondi destinati alle famiglie in difficoltà sono limitati - prosegue Merlo - e le previsioni economiche per l’autunno sono pessimistiche. Ci aspettiamo numerose richieste di aiuto e preferiamo, in questo caso, dare la precedenza agli italiani che hanno contribuito alla crescita della città». Nessun razzismo, precisa l’assessore: «È giusto che ogni Stato si prenda carico delle difficoltà dei propri cittadini e non le attribuisca a noi».&lt;br /&gt;«La perdurante crisi economica ed occupazionale che ha colpito molti Paesi, tra i quali l’Italia e naturalmente anche la città di Montecchio, ha provocato la perdita di molti posti di lavoro e un forte della disoccupazione - scrivono anora il sindaco Milena Cecchetto e l’assessore Merlo agli ambasciatori -. In qualità di amministratori locali siamo preoccupati per il costante aumento del numero di persone e di famiglie, tra i quali figurano molti cittadini provenienti dal suo Paese, che si rivolgono ai nostri servizi sociali per chiedere un sostegno economico in quanto rimasti senza sostentamento».&lt;br /&gt;Cecchetto e Merlo ribadiscono che le risorse a disposizione dell’amministrazione sono limitate rispetto al costante aumento delle richieste. «Chiediamo l’attivazione da parte del consolato competente di avviare i meccanismi di soccorso ed assistenza economica previsti dalla Convenzione - concludono -, nonché l’organizzazione di un piano di rientro per le persone che, per la perdita del posto di lavoro, risultano prive mezzi».&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;fainfo_mode = 'horizontal';&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://fai.informazione.it/js/post.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-9018939814099733926?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/9018939814099733926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/08/il-comune-rimprovera-gli-stati-degli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/9018939814099733926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/9018939814099733926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/08/il-comune-rimprovera-gli-stati-degli.html' title='Il Comune rimprovera gli Stati degli stranieri (il Giornale di Vicenza)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-5360000363674705669</id><published>2009-08-11T07:40:00.000-07:00</published><updated>2009-08-11T16:05:28.709-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etica'/><title type='text'>Un pianeta di amazzoni con il cervello da uomo   (Avvenire)</title><content type='html'>&lt;div id="content"&gt; &lt;script&gt; function gPage(type,show) { var lpag = parent.contents; if (!lpag) {    if (parent.opener.parent.contents) {       lpag=parent.opener.parent.contents; } else {    lpag=parent.opener.parent.parent.contents; } }if (lpag) lpag.gotoPage(type,show);}&lt;/script&gt;&lt;table border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" width="90%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="80%"&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;  I L&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  RADIOSO MONDO NUOVO DEL PROF .V ERONESI&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; Un pianeta di amazzoni con il cervello da uomo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;br /&gt; M ARINA C ORRADI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;br /&gt; « L&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; e donne non si fermano: la vittoria dell’approvazione della Ru486 è parte di un progetto non scritto di affermazione del loro futuro ruolo » . L’incipit dell’articolo del professor Umberto Veronesi su&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;i&gt;&lt;br /&gt;  Repubblica&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;br /&gt;  è uno squillo di tromba; come l’annuncio di prossime certe e trionfali vittorie da parte di un condottiero, o un generale. Alla definizione della pillola abortiva come ulteriore tappa della liberazione femminile non erano arrivati, almeno apertamente, i più accesi fautori dell’aborto da bere. A dirla tutta, a uscir fuori al naturale, ci ha pensato il maestro di pensiero della medicina politicamente corretta.&lt;br /&gt;  La pillola dell’aborto, « metodologia meno traumatica » , come un’altra pietra d’inciampo sgomberata da un vittorioso storico cammino femminile. In cui bisognerà, dice il professore, « ridisegnare gli spazi » fra procreazione e impegno pubblico delle donne: senza dimenticare una « superiorità » femminile, quella per cui una donna può fare un figlio senza un uomo, solo con una provetta di seme. Quella per cui una donna potrà un giorno clonare se stessa, e un uomo no.&lt;br /&gt;  È lo scenario di una egemonia femminile superomistica, quella tratteggiata da Veronesi. E in questo radioso avvenire la pillola abortiva è un passo avanti. Verso il futuro Dominio delle Donne. O delle Superdonne. Fantastico. Peccato che questo disegno sia un evidente esempio di delirio di onnipotenza maschile. Pensateci: il famoso oncologo, nell’immaginare la rivoluzione femminile, altro non fa che disegnare il mondo come sarebbe, quando lo comandassero delle donne con un cervello assolutamente maschile.&lt;br /&gt;  Donne educate da una cultura di potere, per le quali il sogno è liberarsi agevolmente di ' ostacoli' quali un figlio per essere più pronte a inseguire carriera o successo. Ora, è vero che di donne così ce ne sono sempre di più; aggressive, abili, perfettamente omologate al modello socialmente vincente. Ma che questa sia davvero rivoluzione femminile, è ciò che potrebbe dire un osservatore molto superficiale. Uno che, delle donne, non conosca la radicale, spesso tacita alterità. Scritta nei geni, nel corpo, perfino in quel ritmo che ogni mese scandisce il tempo dell’età feconda, come una domanda: vuoi che un altro viva? Come una profonda vocazione all’altro, che non si contenta degli idoli o balocchi del potere maschile. L’immaginazione di Veronesi di un mondo di Amazzoni autosufficienti è pura deriva di onnipotenza maschile. E solo un uomo può pensare mondi simili: clonando, con antica arroganza, la sua misura del vivere e sovrapponendola alle donne. Ma le autistiche Amazzoni che fanno figli da sole, sono fortunatamente un orizzonte futuribile e lontano.&lt;br /&gt;  Drammaticamente attuale invece è la questione della pillola abortiva. E il messaggio dell’oncologo delle donne, del medico ' democratico', è: è un passo avanti nella vostra liberazione. Un veleno che annienta un figlio, è un pezzo di liberazione conquistata. Pare di risentire gli echi della battaglia, quando alle ragazze degli anni Settanta l’aborto legalizzato venne raccontato come una conquista e quasi una promozione sociale. Rieccoci: dai giornali giusti i maestri giusti conducono i loro corretti sermoni. Mia figlia ha dodici anni: è della generazione che crescerà nella nuova vulgata.&lt;br /&gt;  Con una pillola che educa a pensare che quel problema è, in fondo, un problema da poco. Solo una pillola: fra qualche anno sarà possibile non mancare neanche un giorno al lavoro. Così vi vogliono, bambine: produttive, efficienti, competitive. Concrete, e senza rimpianti. Dei veri uomini. È questa, la rivoluzione millantata.&lt;br /&gt;  Dimenticarsi di sé, di una propria natura, di un’accoglienza all’altro come scritta addosso: nella generosità del grembo, nello sguardo.&lt;br /&gt;  Dimenticarsi di sé nel radioso, livido Mondo Nuovo del professor Veronesi.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt;&lt;td colspan="4"&gt;  &lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://edicola.avvenire.it/newsmem/avvenire/20090811/p021108pol1.pdf.0/img/Image_11.jpg" width="50" height="67" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--tag may have been open--&gt;  &lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="2%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr height="10"&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;!-- GOOGLE ANALYTICS CODE --&gt;  &lt;script type="text/javascript"&gt; if(parent.contents &amp;&amp; parent.contents.urchinTracker) parent.contents.urchinTracker('/eEdition/20090811/2/A02/2'); else if(parent.parent.contents &amp;&amp; parent.parent.contents.urchinTracker) parent.parent.contents.urchinTracker('/eEdition/20090811/2/A02/2'); 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display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 192px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/Sl-gkjsG58I/AAAAAAAAA4o/Mr-c4grMlcg/s200/luglio2009.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5359178631510157250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-8919180428538407043?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/8919180428538407043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/07/la-vignetta-da-avvenire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8919180428538407043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/8919180428538407043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/07/la-vignetta-da-avvenire.html' title='La vignetta da &quot;Avvenire&quot;'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/Sl-gkjsG58I/AAAAAAAAA4o/Mr-c4grMlcg/s72-c/luglio2009.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-3768484700990967310</id><published>2009-06-20T21:53:00.000-07:00</published><updated>2009-06-23T02:31:16.928-07:00</updated><title type='text'>Referendum</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;La Costituzione della Repubblica Italiana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 75.&lt;br /&gt;È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.&lt;br /&gt;Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di&lt;br /&gt;autorizzazione a ratificare trattati internazionali.&lt;br /&gt;Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei&lt;br /&gt;deputati.&lt;br /&gt;La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.&lt;br /&gt;La legge determina le modalità di attuazione del referendum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sezione II Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali.&lt;br /&gt;Art. 138.&lt;br /&gt;Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali  ..&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(omissis)&lt;/span&gt;.. sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.&lt;br /&gt;Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-3768484700990967310?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/3768484700990967310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/06/referendum.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/3768484700990967310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/3768484700990967310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/06/referendum.html' title='Referendum'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-6579341542496531882</id><published>2009-06-15T18:09:00.000-07:00</published><updated>2010-03-03T00:04:42.582-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piero Merlo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chichi Cuman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Toni Stivan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giordano Parolin'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gianni Cappozzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Genealogia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antonio Scanni'/><title type='text'>Avviso: Pozzato Cuman Parolin - Genealogia</title><content type='html'>Sono stati creati tre blog relativi ai  discendenti di:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Antonio Pozzato  (Toni Stivan, Sandrigo 1873-1950 )&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Giuseppe Cuman (Sandrigo 1887-1915)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Piero Parolin  (Piero Merlo, 1883-1962 Sandrigo)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;e ad essi riservati. Per potere accedere al blog  scrivere a&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt; maspozz@tiscali.it&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-6579341542496531882?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/6579341542496531882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/06/avviso-pozzato-cuman-parolin.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6579341542496531882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6579341542496531882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/06/avviso-pozzato-cuman-parolin.html' title='Avviso: Pozzato Cuman Parolin - Genealogia'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4271163473386515484</id><published>2009-06-06T09:15:00.000-07:00</published><updated>2009-06-06T09:28:52.909-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Due parole al magistrato (il Giornale di Vicenza)</title><content type='html'>&lt;h2&gt;  BOSS STRESSATO&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;     &lt;h1&gt;&lt;b&gt;  «Due parole al magistrato»&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;     &lt;div class="resize-info"&gt;   &lt;ul class="time"&gt;&lt;li&gt;&lt;span&gt;Sabato 06 Giugno 2009&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="bol"&gt;Altra,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span&gt;pagina 54&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;     &lt;/div&gt;      È fresca di stampa la notizia che un boss, sottoposto al regime carcerario del 41 bis (in quanto, dal carcere, continuava a gestire i propri affari) è così stressato dallo stato di denzione da risultare affetto da un forte stato di depressione, tanto che gli sono stati concessi gli arresti domiciliari , in quanto “l'affetto dei famigliari è per lui terapia unica ed insostituibile”.&lt;br /&gt;Bene, mi pare che in carcere la gente non venga messa per divertirsi; voglio dire che stare in carcere comunque deve comportare, a mio avviso, una certa sofferenza altrimenti ci sarebbe la gara per usufruire di questo soggiorno a carico della comunità. Vorrei anche far osservare al magistrato che ha preso questa decisione che in questo paese almeno la metà degli italiani è depressa: quando pagano le tasse, quando perdono il posto di lavoro ed hanno il mutuo da pagare, quando hanno bisogno di una visita medica specialistica e non sanno quando verrà loro concessa, quando si rivolgono ad un magistrato per fa valere i propri diritti e non ottengono risposte neanche dopo una decina d'anni da questa giustizia che, guarda caso, nella fattispecie è stata molto solerte.&lt;br /&gt;E così via. Non mi sembra che a qualcuno interessi lo stato di salute di queste persone. Mi si dirà che un conto è la giustizia penale ed un conto quella civile, ma la gente comune, quella per intenderci che fatica a tirare alla fine del mese, è abituata a vedere la sostanza delle cose mentre una gran parte dell'apparato di questo stato pensa solo alla forma.&lt;br /&gt;Che dire di più? Come possiamo pensare che si possa porre rimedio alle tante magagne di questo paese quando i poteri sembrano andare soltanto verso un'unica direzione?&lt;br /&gt;Enos Bussolaro&lt;br /&gt;Vicenza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4271163473386515484?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4271163473386515484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/06/due-parole-al-magistrato-il-giornale-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4271163473386515484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4271163473386515484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/06/due-parole-al-magistrato-il-giornale-di.html' title='Due parole al magistrato (il Giornale di Vicenza)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4793814806123069009</id><published>2009-06-06T09:03:00.000-07:00</published><updated>2009-06-06T09:32:37.074-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gianfranco Dori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicurezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clandestini'/><title type='text'>LA LEGGE SULLA SICUREZZA E IL NODO CLANDESTINI (il Giornale di Vicenza)</title><content type='html'>&lt;h2&gt;  Se manca cade ogni prospettiva&lt;b&gt; di qualità della vita&lt;/b&gt;&lt;/h2&gt;         &lt;h3&gt;  Gianfranco Dori   (il Giornale di Vicenza)&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;     &lt;div class="resize-info"&gt;   &lt;ul class="time"&gt;&lt;li&gt;&lt;span&gt;Sabato 06 Giugno 2009&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="bol"&gt;NAZIONALE,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span&gt;pagina 44&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;     &lt;/div&gt;      L'esigenza fondamentale di garantire la sicurezza ai propri cittadini, minacciata sia all'interno che dall'esterno, è la base fondante dello stesso formarsi di uno Stato. A chi tocca garantirla? Può lo Stato delegare la tutela di questo diritto? La domanda diventa quasi retorica quando i cittadini, per norme costituzionali, hanno uguali diritti e doveri: vale il principio della sussidiarietà!&lt;br /&gt;La legge approvata dal Parlamento sulla sicurezza non contiene forzature elettorali; si tratta di norme che danno organicità ad esigenze sostanzialmente condivise da una larghissima maggioranza di cittadini e anche da un'ampia rappresentanza politica.&lt;br /&gt;Gli eccessi sono contenuti semmai nelle dichiarazioni alla stampa: in qualche troppo trionfante affermazione sulla bontà dei provvedimenti, e di contro in accuse al governo di nostalgie fasciste e di razzismo. È a questi eccessi che si è riferito il Presidente della Repubblica invitando tutti ad una maggior misura nelle parole. Le cosiddette ronde possono anche non piacere; è certo però che i problemi non si risolvono con le parole, ma con i fatti e le decisioni. In Italia l'immigrazione clandestina è un gravissimo problema cui finora nessuno voleva metter mano. Verificare l'asilo politico è sacrosanto; ma chiedersi nel contempo dove va l'immigrato clandestino, come vive e di cosa, da chi viene reclutato, è doveroso compito di un governo responsabile.&lt;br /&gt;Il Nordest ha integrato migliaia di famiglie di immigrati dando lavoro, casa, scuola, sanità; nessuno può pretendere di insegnargli come ci si comporta in una società già multietnica. Le battute possono trovare il tempo che trovano e alcune possono essere considerate pessime; ma le linee politiche in tema di presenza sul territorio vanno condotte con serietà in termini di sicurezza. Proviamo a farci sorprendere senza un documento d'ingresso in qualsiasi altro Paese del mondo. Con i disperati abbiamo dimostrato di essere generosi e ospitali, ed è forse questo che ha fatto del nostro Paese un paradiso per tutti gli immigrati, meritevoli e non. Ma la disperazione porta a comportamenti disperati. E' di questi comportamenti che la gente ha paura e si è stancata. Non c'è bisogno di alimentare la paura: basta leggere giornalmente le cronache locali o ascoltare i telegiornali per essere dalla parte della gente.&lt;br /&gt;Chi ci governa, a livello nazionale o localmente, ha il dovere di dare sicurezza ai propri amministrati; se manca la sicurezza cade ogni prospettiva di dare o migliorare la qualità di vita per tutti: tanto per i cittadini italiani quanto per i nuovi arrivati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4793814806123069009?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4793814806123069009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/06/la-legge-sulla-sicurezza-e-il-nodo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4793814806123069009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4793814806123069009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/06/la-legge-sulla-sicurezza-e-il-nodo.html' title='LA LEGGE SULLA SICUREZZA E IL NODO CLANDESTINI (il Giornale di Vicenza)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-6413940843318057487</id><published>2009-05-14T04:38:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T04:45:48.715-07:00</updated><title type='text'>L’«infamia» d’esser donne in un Paese senza madri</title><content type='html'>&lt;span class="abody"&gt;(Avvenire - 13/5/2009)&lt;br /&gt;AFGHANISTAN,&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  NESSUNO ROMPE IL CERCHIO&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;L’«infamia» d’esser donne in un Paese senza madri&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;LUCIA BELLASPIGA&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;U&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;n centinaio di  bambine  rantolanti, alcune vomitano, altre&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  svengono, tutte  finiscono all’ospedale.&lt;br /&gt;Sono le scolare afghane di una scuola elementare, avvelenate ieri in massa con un gas, come già era avvenuto più volte nelle ultime settimane in altre scuole femminili della regione a nord di Kabul. La loro colpa? Istruirsi, e prima ancora essere donne. Se la caveranno: in fondo non è la fine del mondo (c’è di peggio in un Paese in cui madri, mogli e figlie valgono meno di una capra, e le bambine, date in sposa a vecchi poligami, se si ribellano finiscono in carcere), ma chissà se oseranno mai più sfidare l’ottusa 'legge' dei taleban, se avranno il coraggio di tornare in una scuola? Non lo hanno avuto un anno fa le loro compagne di Kandahar, alle quali gli estremisti sciolsero per la stessa colpa il volto nell’acido, cancellando in un solo gesto velleità di futuro e identità. Altre vittime, stesso sesso e stessa età: hanno dieci, undici anni le migliaia di bambine afghane fotografate nel giorno del loro matrimonio, vendute da un padre a uno sposo spesso più vecchio di lui (basta navigare in Internet, tra siti di ong e della stampa internazionale, per vederne a centinaia). Volti cancellati e sguardi persi anche i loro, senza bisogno dell’acido. Roshan ha 10 anni e posa al fianco di Mohammed Said, 65, turbante e barba bianca. Ghulan ne ha 11 e aveva scelto di fare l’insegnante, invece sposa Faiz Mohammed, 40 mal portati e viso duro. Majabin, 13 anni, fa male al cuore: ceduta dal padre per sanare un debito di gioco, lei è sposata da sei mesi, quarta moglie di Fazal Mohammed, e sa già molto bene che cosa avviene quando il rito termina e quel marito ti porta a casa. È il ritratto della rassegnazione... Tutto questo si conosceva da tempo, e d’altra parte non accade solo in Afghanistan, anche se forse in nessuna regione del mondo si assiste alla recrudescenza di un&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; fanatismo misogino che, per fermare il progresso nel Paese (vietati anche il cinema o la musica!), sa bene di dover innanzitutto annientare le donne.&lt;br /&gt;Nessuna sorpresa, insomma, ma l’assoluta incapacità di comprendere, sì. Anche questi uomini hanno avuto una madre: non l’hanno amata? Prima che una educazione retriva li indurisse, non avevano anche loro sentito il profumo materno quando, come ogni bambino al mondo, si rifugiavano nel morbido abbraccio e lì trovavano sicurezza? Anche questi giovani sapranno cos’è l’innamoramento, almeno qualcuno di loro&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;i&gt; deve&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt;averlo provato, il suo cuore avrà pure battuto per una ragazza: come può nel contempo disprezzarla perché donna?&lt;br /&gt;Ma soprattutto i padri: ammettiamo pure che nella cultura taleban la nascita di una figlia femmina sia una disgrazia (anche questa non è un’eccezione, nel mondo), ma è immaginabile che all’atto pratico, nel momento in cui quell’esserino viene al mondo, mai uno solo di loro provi la scintilla dell’amore paterno? Quando poi quella figlia che ha i suoi stessi tratti del volto, che porta il suo stesso sangue, è ceduta all’abbraccio arrogante di un vecchio pretendente, non sente il rimorso? Eppure sa bene a cosa andrà incontro (e lo sa perché presumibilmente a sua volta ha piegato una sposa bambina ai suoi bisogni). È questo il mistero inconcepibile: al di là di ogni cultura e costume, è innaturale che mai un sentimento banalmente umano prenda il sopravvento e cancelli la follia. Stephanie Sinclair, la fotografa che nel 2007 vinse con lo scatto alla piccola Ghulan il premio Unicef per la miglior foto, chiese alla sposa «che cosa provi oggi?». «Nulla», rispose la bambina, e c’è da sperare che abbia continuato a farlo, che sia riuscita a cauterizzare il cuore e anestetizzare i sentimenti: in Afghanistan le spose bambine che si danno fuoco per sfuggire alle sevizie sono centinaia. Del fenomeno si occupa talvolta una (distratta) commissione governativa.&lt;br /&gt;Poi tutto continua come prima.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-6413940843318057487?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/6413940843318057487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/05/linfamia-desser-donne-in-un-paese-senza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6413940843318057487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/6413940843318057487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/05/linfamia-desser-donne-in-un-paese-senza.html' title='L’«infamia» d’esser donne in un Paese senza madri'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-3370849449199489751</id><published>2009-05-11T11:03:00.000-07:00</published><updated>2009-05-11T11:08:54.467-07:00</updated><title type='text'>Antonio Pozzato (Bao Scaraba)</title><content type='html'>&lt;h1 id="firstHeading" class="firstHeading"&gt;Risultati sportivi della Lancia Aurelia&lt;/h1&gt;       &lt;h3 id="siteSub"&gt;Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.&lt;/h3&gt;&lt;dl&gt;&lt;dd&gt;&lt;br /&gt;&lt;/dd&gt;&lt;dd&gt;&lt;b&gt;Italia, 1950, 16 luglio, IV Coppa delle Dolomiti&lt;/b&gt;&lt;/dd&gt;&lt;/dl&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;un 14° ed un 29° posto assoluto&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;una vittoria di classe ed un sesto posto di categoria&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Categoria Turismo, Classe oltre 1100 cmc: 1° Castiglioni Umberto (Lancia Aprilia berlina)&lt;/b&gt; che copre i Km. 303,800 del percorso in 4 ore07'43" alla media di Kmh 73,584; nella classifica di classe, Castiglioni precede nell'ordine l'Aprilia di Paolo Marzotto, l'Alfa Romeo 6 cilindri 2,5 litri di Cestelli Guidi e altre due Aprilia. Degno di rilievo, dunque, l'aver battuto un'Alfa Romeo portata in gara da un forte pilota qual èCestelli Guidi.. La prestazione di Castiglioni è davvero pregevole, visto che conquistando il 14° posto assoluto (su 71 classificati) si prende il lusso di battere, oltre a tutti i concorrenti alla guida di vetture Turismo, anche tutti quelli della Categoria Gran Turismo, inclusi coloro che disponevano dell'Alfa Romeo 2500 e della Cisitalia&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Categoria Gran Turismo, classe unica: 6° Pozzato Antonio (Lancia Aprilia cabriolet)&lt;/b&gt;che copre i Km. 303,800 del percorso in 4 ore22'32" alla media di Kmh 69,431; in questa eterogenea categoria, Pozzato è preceduto da due Alfa Romeo 6 cilindri da 2,5 litri, da una Cisitalia, da una Citroen "Traction" da 2 litri e da una berlinetta Fiat 1100 S, e precede la seconda delle Citroen e una Fiat Marino. Pozzato si piazza al 29° posto della graduatoria assoluta.&lt;/p&gt;&lt;dl&gt;&lt;dd&gt;&lt;b&gt;Italia, 1955, 10 luglio, IX Coppa d’Oro delle Dolomiti&lt;/b&gt;&lt;/dd&gt;&lt;/dl&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Un 7° ed un 29° posto assoluto&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Un 2° ed un 5° posto di classe&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Categoria Gran Turismo, Classe 1301-2000 cmc: 5° Pozzato Antonio (Lancia Aurelia B20-2000 coupé)&lt;/b&gt; che copre il percorso di Km 303,800 in 3ore 58’07” alla media di Km/h 76,550. Unica Aurelia due litri in gara, questa “non più giovane” B20 compie una gara onesta ma non particolarmente brillante, classificandosi al centro della classifica della sua classe, dietro a 3 Fiat 8V Zagato e ad una Porsche e davanti ad altre 3 Fiat 8V (2 normali ed 1 Zagato). L'Aurelia di Pozzato è ventinovesima nella classifica assoluta.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-3370849449199489751?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/3370849449199489751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/05/antonio-pozzato-bao-scaraba.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/3370849449199489751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/3370849449199489751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/05/antonio-pozzato-bao-scaraba.html' title='Antonio Pozzato (Bao Scaraba)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-5144195956601225001</id><published>2009-05-11T04:23:00.000-07:00</published><updated>2009-05-11T04:26:14.519-07:00</updated><title type='text'>Veronica, Silvio e Annozero (il Foglio)</title><content type='html'>&lt;div class="bmc_wrapper"&gt;                                     &lt;div class="sec_item"&gt;                                                                 &lt;h4 class="article_title"&gt;                                        9 maggio 2009                                    &lt;/h4&gt;                                                                          &lt;p&gt;&lt;em&gt;Caro dottor Augias, è con profonda tristezza che scopro di vivere in un paese che non mi piace circondato da gente che non mi piace, volgare e suddita (…) Mi chiedo: che cosa mi accomuna a questo signore che ci governa, ossessionato dal suo aspetto e dalla sua potenza sessuale, e con il popolo che lo segue adorante e plaudente? Vedo qualcosa di avvilente nelle private vicende di questo signore che finge di essere giovane e in forma circondandosi di ragazzine avvenenti e disponibili (…) Mi sento estraneo e disgustato.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Franco Bertini, lettera a Repubblica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qualche settimana la sera non si guarda la televisione, non per scelta ma per amore: bagnetto uno, bagnetto due, latte uno, latte due, addormentamento multiplo a ostacoli. Ma giovedì sera non era pensabile restare nell’iperuranio mentre si faceva la storia, così la madre insensibile disse alla figlia: “Sei grande ormai, hai tre anni: occupati di tuo fratello, andate a fare una passeggiata nel bosco e per non perdervi usate le bricioline di pane, ché la mamma deve guardare Annozero su Berlusconi”. Così la bambina si incamminò nel bosco con il suo tozzo di pane e un fagotto sulle spalle, spingendo il fratellino nella carrozzina mentre la mamma stappava lattine di Coca light (che durante l’allattamento fa malissimo) e si sedeva a un centimetro dalla televisione (l’allattamento fa anche diventare ciechi) senza alcun senso di colpa. Michele Santoro aveva la faccia delle grandi occasioni ed era persino più truccato del solito. Il grande giornalismo d’inchiesta aveva finalmente roba grossa di cui occuparsi: una festa dei diciott’anni. Per tutta la durata della trasmissione, infatti, Sandro Ruotolo, inviato di Annozero, ha piantonato l’esterno di un ristorante con le luci al neon e l’ha fatto con lo stesso spirito intrepido con cui quelli coraggiosi come lui vanno sui luoghi degli attentati. Ruotolo era lì, sulla notizia, anche se la festa era stata dieci giorni prima, quindi il locale era chiuso oppure c’era qualche congresso sugli arredi sanitari e non l’avevano lasciato entrare (peccato, all’interno avrebbe potuto trovare senz’altro prove del delitto: briciole di torta, qualche goccia di prosecco, palloncini bucati, forse addirittura uno dei preziosi capelli di Berlusconi). Da lì ricostruiva, con l’aiuto di una giornalista di Repubblica, le mosse del Cavaliere: l’arrivo in aeroporto, l’entrata nel locale pochi minuti dopo l’ingresso della diciottenne con tutti i suoi parenti, sembrava la cronaca dell’Undici Settembre (soprattutto per la faccia) e invece erano pettegolezzi su una festa di compleanno, per i quali tra l’altro bastava leggere i rotocalchi della settimana prima. La madre insensibile ai pianti dei figli e gonfia di Coca Cola guardava Ruotolo con la camera in faccia e l’aria investigativa che chiamava al cellulare il padre di Noemi per chiedergli se era mai stato al mare in Sardegna da Berlusconi. Tutto questo mentre Emma Bonino, con una stella gialla appuntata sul petto, urlava in studio che il Cav. odia le donne perché una volta ha fatto “cucù” ad Angela Merkel ed è una cosa moralmente inaccettabile (lei che ha digiunato tutta la vita e si è incatenata a qualunque cosa contro il moralismo e contro i bacchettoni, e io che l’ho persino votata).&lt;br /&gt;Tutti i libertari del mondo si erano trasformati nelle Magdalene Sisters, e se ci fosse stata nei paraggi una velina, una show girl, una ragazza in minigonna, avrebbero improvvisato un rogo purificatorio. A un certo punto un’altra intrepida cronista ha sottoposto a un duro interrogatorio il preside della scuola di Noemi, che ha balbettato: “E’ una ragazza perbene”, e la cronista (giovane, tra l’altro): “Perbene? Ma le ha viste queste?” e gli ha mostrato le solite foto da calendario pubblicate ovunque. Lui (giuro): “Ah bè, ma quando viene a scuola non sembra così formosa” (risolini). Era tutto talmente folle che la madre insensibile telefonava in giro, per sincerarsi di non avere una depressione post partum con allucinazioni, mentre gli ospiti in studio, gente di spettacolo e politica, carichi di rimmel, si scandalizzavano perché la ragazzina col rimmel voleva fare, da grande, spettacolo o politica. A quel punto tutta la coca era finita, la bambina col fagotto e la carrozzina aveva ritrovato la strada di casa perché invece delle briciole di pane aveva seminato giocattoli, scarpe, pezzi di computer della madre, cellulari. Allora la madre le ha chiesto: “Figlia mia, cosa vuoi fare da grande?”. La sventurata rispose. “La ballerina, guarda!” e si è lanciata dal divano sulla carrozzina con una piroetta. Accertatasi che il contenuto della carrozzina fosse ancora vivo, la madre ha fatto giurare alla figlia che, per il suo bene, non avrebbe mai rivelato l’aspirazione a quelli di Annozero (e a Emma Bonino, Vauro, Concita De Gregorio, Marco Travaglio).&lt;/p&gt;                                               &lt;p class="signature"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/30"&gt;da Annalena&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;                                                      &lt;/div&gt;                                                                     &lt;!--  --&gt;      &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-5144195956601225001?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/5144195956601225001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/05/veronica-silvio-e-annozero-il-foglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5144195956601225001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5144195956601225001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/05/veronica-silvio-e-annozero-il-foglio.html' title='Veronica, Silvio e Annozero (il Foglio)'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-5279081483909931822</id><published>2009-05-08T10:16:00.000-07:00</published><updated>2009-05-08T10:19:00.492-07:00</updated><title type='text'>Gli appunti per il dopo di Gianni Baget Bozzo</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/2365"&gt;Da il Foglio dell' 8/5/2009&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-5279081483909931822?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/5279081483909931822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/05/gli-appunti-per-il-dopo-di-gianni-baget.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5279081483909931822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5279081483909931822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/05/gli-appunti-per-il-dopo-di-gianni-baget.html' title='Gli appunti per il dopo di Gianni Baget Bozzo'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-347192374599952245</id><published>2009-04-18T07:57:00.000-07:00</published><updated>2009-04-18T07:59:24.416-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='televisione'/><title type='text'>CHI AUTORIZZA SANTORO A URTARE LA SENSIBILITÀ DI MILIONI DI ITALIANI?</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 16px; padding-top: 3px; font-family: verdana;" height="38"&gt;&lt;b&gt;Avvenire 18/04/2009, Pagina A02&lt;/b&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="400"&gt; &lt;div id="content"&gt;  &lt;table border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" width="90%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td valign="top" width="80%"&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;CHI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; AUTORIZZA  SANTORO A URTARE LA SENSIBILITÀ DI MILIONI DI ITALIANI?&lt;/span&gt;&lt;span class="maintitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; L’inesausto svillaneggiatore se la prese con la Via  Crucis&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;&lt;br /&gt; UMBERTO FOLENA&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; &lt;br /&gt; N&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; on dev’essere poi così brutto ' stare in croce'.  Non dovrebbe proprio, considerando la ressa di chi smania per salirci, si  spintona, prima io, no io, no tu no, io sono più in croce di te. Se fanno di  tutto, evidentemente rende. Non occorre un fenomenologo del martirio catodico  per accorgersene. Il primo a piazzarsi in croce, fresco di messimpiega e  sprizzante sorrisi sardonici, è Michele Santoro. Dai e dai, provocazione dopo  provocazione, chi ce lo mette lo trova. Nessun danno, soltanto vantaggi. È il  fascino del martirizzato cronico, del potente che&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;  strilla contro i potenti liberticidi, del giornalista- contro che tutto volge  pro se stesso. Il celebre editto bulgaro lo catapulta al Parlamento europeo,  peggio della Cajenna, sai che sacrificio. Ma i suoi fan non fan in tempo a  versare troppe lacrime perché egli torna in video, ancora col tremito per la  crisi d’astinenza. Già, come faceva la democrazia italiana senza di lui?&lt;br /&gt;  È  il primo caso di martire cronico che – il pover’uomo ci corregga se sbagliamo –  non vede calare il proprio conto in banca. Il secondo è Vauro Senesi, altro caso  di emarginato con 5 milioni di telespettatori, di spregiudicato martello del  potere pubblico sul quale spara con il pennarello da una rete pubblica. Siamo  tutti profondamente&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; commossi e pronti alla colletta,  ora che è stato martirizzato, le sue vignette in video e lui fuori, terribile;  anzi no, pare che tornerà. Il terzo è il precario che nelle vignette di giovedì  sera è stato protagonista di una stucchevole Via Crucis ( ci ostiniamo a  scriverla maiuscola, noi, da impavidi trasgressivi anticonformisti) con continui  richiami alla morte e risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo ( e vai con le  maiuscole). Vauro stesso, nel 2006, aveva detto che mai avrebbe pubblicato le  vignette su Maometto in quanto « tragica rappresentazione del cattivo gusto »  .&lt;br /&gt;  Il problema è che la linea di demarcazione tra buono e cattivo gusto è  relativissima. Ad esempio, per noi l’uso a fini satirico- commerciali di un  fatto religioso come la Via Crucis, che sta al cuore della fede cristiana, è di  pessimo gusto.&lt;br /&gt;  Non pretendiamo certo che Vauro la pensi come noi. Ci  piacerebbe però che Vauro, e tutti i fondamentalisti idolatri della satira (  all’inizio fu la satira; la satira al centro dell’universo; eccetera), prendano  in considerazione questa ipotesi: e se ciò che per me è di buon gusto urtasse  invece la&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; sensibilità più profonda di decine di milioni  di italiani? Ho il diritto di impormi, con il mio presunto « buon gusto » ,  anche su di loro? Oppure è delicatezza, buona educazione e buon gusto lasciar  stare la Via Crucis? Poiché non aspiriamo ad essere messi in croce, sia chiaro  che qui nessuno invoca la censura o altri analoghi strumenti odiosi. Quelli li  lasciamo a chi, periodicamente, pretende di imporre alla Chiesa, ai suoi laici e  ai suoi preti, di quali argomenti può parlare e di quali invece deve  tacere.&lt;br /&gt;  Chiediamo soltanto di prendere sul serio l’Antonio Di Pietro che in  apertura di Annozero, perorando la causa della vignetta della scandalo, quella  sulle tombe d’Abruzzo, respinge l’accusa di lesa maestà affermando: « La maestà  è la vita umana » . Bravo.&lt;br /&gt;  Ma la Via Crucis proprio questo è: la  rappresentazione della vita umana vilipesa, messa a morte ma infine vittoriosa  sulla morte stessa. Roba grossa. Inevitabile che diventi un bersaglio prediletto  per chi sa di essere piccino, per le tiranniche divinità dell’Olimpo catodico  che, in nome di se stesse, dei sentimenti altrui fanno strame.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-347192374599952245?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/347192374599952245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/04/chi-autorizza-santoro-urtare-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/347192374599952245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/347192374599952245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/04/chi-autorizza-santoro-urtare-la.html' title='CHI AUTORIZZA SANTORO A URTARE LA SENSIBILITÀ DI MILIONI DI ITALIANI?'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4504434329238600592</id><published>2009-03-18T15:32:00.000-07:00</published><updated>2009-03-18T15:40:48.706-07:00</updated><title type='text'>L’IMPOSSIBILE  ATTUAZIONE DEI SIC « VOLUTI » DALL’EUROPA</title><content type='html'>&lt;a href="http://edicola.avvenire.it/eebrowser/frame/3_0k.enc/php-script/fullpage.php?pSetup=avvenire&amp;amp;file=0@/avvenire/20090318/p021803pol1.pdf.0/&amp;amp;section=POLITICA&amp;amp;edition=Avvenire&amp;amp;pageNum=A02#"&gt;Avvenire&lt;/a&gt; - 18 marzo 2009&lt;br /&gt;L’IMPOSSIBILE  ATTUAZIONE DEI SIC « VOLUTI » DALL’EUROPA&lt;br /&gt; Trattati come imberbi i contadini chiedono flessibilità&lt;br /&gt;SANDRO LAGOMARSINI&lt;br /&gt;U n nuovo fantasma si aggira per l’Europa delle campagne: il fantasma dei Sic ( Siti di interesse comunitario). Nati dalla sintesi di più direttive europee sulla tutela dell’ambiente e delle specie a rischio, si stanno rivelando un incubo per gli agricoltori e le piccole attività della collina e della montagna. Due sole regioni, Veneto e Lazio, ne danno una interpretazione soffice; nelle altre si è costruita una gabbia che comporta costosi adempimenti burocratici, limitazione delle attività agricole essenziali, sanzioni pesantissime per infrazioni spesso immaginarie. Abbattere un albero secco dove una volta ha fatto il nido un picchio diventa reato penale; proibito ( se il regolamento sarà confermato) un terzo taglio di fieno per non privare di ' ospitalità' qualche specie di passaggio.&lt;br /&gt; Comprensibile la reazione delle comunità locali, con la raccolta di migliaia di firme per chiedere la correzione di misure che causano l’abbandono del territorio rurale e quindi il suo degrado. In un incontro recente a Salsomaggiore, organizzato da cinque agguerriti comitati delle valli parmensi e piacentine, l’onorevole Sergio Berlato, vice presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, ha spiegato che l’interpretazione restrittiva dei Siti nasce da un decreto del precedente ministro dell’Ambiente, il quale ha sottoposto i Sic alla disciplina delle ' aree protette'. In nazioni come l’Inghilterra, ad esempio, la gestione dei Siti è nelle mani dei produttori agricoli associati, che si fanno garanti della ' bio- diversità'. La soluzione è in accordo con le più recenti acquisizioni dell’ecologia storica, che riconosce la presenza umana e le attività agro- silvo- pastorali come elementi essenziali nel processo di ' bio- diversificazione' all’opera da millenni in tutte le aree antropizzate. Alcuni amministratori delle nostre Comunità montane cercano di ridurre i disagi dei produttori agricoli, ma è un tamponamento provvisorio. È la stessa lettura europea della normativa sui Sic che apre ad impostazioni vessatorie, quando afferma che le attività tradizionali sono ammesse « nella misura in cui non siano in conflitto con gli obiettivi di conservazione » . Inoltre, la prevista gestione separata dei Sic e la loro trasformazione in Zps ( Zone a protezione speciale) moltiplicherà proprio quei ' carrozzoni' - come li ha qualificati l’onorevole Berlato - che nel caso dei parchi ingoiano risorse con pochi risultati. Del resto, quando le Regioni o le Province domandano al ministero dell’Ambiente modifiche nell’estensione dei Sic, le richieste vengono regolarmente respinte per « mancanza di motivazioni scientifiche » , che però non sono state verificate al momento della loro istituzione.&lt;br /&gt; Non basta. I vincoli presenti nei Sic, per le più diverse ragioni, possono essere applicati anche al loro esterno e le zone circostanti possono diventare ' corridoi ecologici' egualmente restrittivi.&lt;br /&gt; Poco efficace, allora, l’appello al ' buon senso' che i rappresentanti dell’Europa rivolgono ai vari livelli dei burocrati nostrani. Meglio sarebbe – a parere di molti – un congelamento totale della normativa dei Sic e un ritorno alle regole esistenti, già troppo rigide per le necessità di gestire una boscaglia in pericolosa fase di espansione. Se proprio è necessario, siano le popolazioni locali a stendere una ' carta' che metta in rilievo le ricchezze di ogni territorio, promuovendone la conoscenza e il rispetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4504434329238600592?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4504434329238600592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/03/limpossibile-attuazione-dei-sic-voluti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4504434329238600592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4504434329238600592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/03/limpossibile-attuazione-dei-sic-voluti.html' title='L’IMPOSSIBILE  ATTUAZIONE DEI SIC « VOLUTI » DALL’EUROPA'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-5291690356367169615</id><published>2009-03-16T09:13:00.000-07:00</published><updated>2009-03-16T09:14:30.301-07:00</updated><title type='text'>Le ronde, dovere e solidarietà</title><content type='html'>&lt;h1&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; &lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;     &lt;div class="resize-info"&gt;   &lt;ul class="time"&gt;&lt;li&gt;&lt;span&gt;Lunedì 16 Marzo 2009 (il Giornale di Vicenza)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;     &lt;div class="notizia"&gt;&lt;p&gt; Ancora, il codice penale qualifica come reato la condotta del privato cittadino che, senza giustificato motivo, neghi l’aiuto richiesto da un pubblico ufficiale, nella flagranza di un reato. Pertanto, il quadro normativo che giustifica e talora addirittura impone l’intervento del privato nella lotta alla criminalità già esiste e non v’è bisogno di alcuna altra legge.&lt;br /&gt;La Corte Costituzionale, con la sentenza citata, ha fornito il quadro giuridico a sostegno della pronuncia. Leggiamo il passaggio in questione: «Si fa applicazione del principio generale della collaborazione civica in base alla quale ogni cittadino è, secondo i casi, obbligato o facoltato a svolgere attività richieste, con carattere di assoluta ed urgente necessità, nel comune interesse, per far fronte ad eventi rispetto ai quali, data la loro eccezionalità o imprevedibilità, le Autorità costituite non siano in grado di intervenire con la necessaria tempestività, oppure in misura sufficiente al bisogno. Il ricorso al privato, nel caso denunciato, deve farsi derivare dal richiamo che l’art.2 della Costituzione fa all’osservanza dei “doveri di solidarietà sociale”, e che trova nel diritto vigente numerose specie di applicazione».&lt;br /&gt;Ritengo che l’ostilità pregiudiziale al volontariato nella lotta al crimine, pur politicamente corretta, è assai perniciosa.&lt;br /&gt;La società civile, per la sua sopravvivenza, deve affrontare situazioni critiche contando sull’impegno di ogni sua componente, sia istituzionale che personale.&lt;br /&gt;L’imporre completa separatezza tra le funzioni delle forze dell’ordine ed i doveri dei cittadini rischia - alla fine - di giustificare l’atteggiamento di chi, a fronte della commissione di reati, gira la testa per non essere coinvolto o disturbato.&lt;br /&gt;Se consideriamo che metà del nostro Paese è predominio di un’orrenda e secolare criminalità organizzata, favorita dal fatto che di preferenza i cittadini di quelle regioni “girano la testa”, meglio si comprenderà l’importanza di estendere i doveri di solidarietà nel senso di cui parla la Corte Costituzionale.&lt;br /&gt;La Costituzione non serve solo per farci i comizi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-5291690356367169615?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/5291690356367169615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/03/le-ronde-dovere-e-solidarieta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5291690356367169615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5291690356367169615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/03/le-ronde-dovere-e-solidarieta.html' title='Le ronde, dovere e solidarietà'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-4759298439380053123</id><published>2009-03-10T02:14:00.001-07:00</published><updated>2009-03-10T02:14:55.998-07:00</updated><title type='text'>Antiche strade riscoprono le campagne</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt; span.testo     { font-family: Verdana,Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10.5px; font-style: normal;    font-weight: normal; color: rgb(0,0,0)}  span.testoData     { font-family: Verdana,Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10.5px; font-style: italic;    font-weight: normal; color: rgb(0,0,0)}  span.occhiello     { font-family: Verdana,Arial, Helvetica, sans-serif;    font-size: 11.5px;    font-style: normal;    font-weight: normal;    color: rgb(0,0,0)}  span.titolo     { font-family: Verdana,Arial, Helvetica, sans-serif;    font-size: 11.5px;    font-style: normal;    font-weight: bold;    color: rgb(0,0,0)}  span.edizione   { font-family: Verdana,Arial, Helvetica, sans-serif;    font-size: 18px;    font-style: normal;    font-weight: bold;    color: rgb(0,0,0)}  span.sottotitolo    { font-family: Verdana,Arial, Helvetica, sans-serif;    font-size: 11.5px;    font-style: normal;    font-weight: normal;    color: rgb(0,0,0)} &lt;/style&gt;&lt;span class="edizione"&gt;L'Arena&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="titolo"&gt;IL GIORNALE DI  VERONA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span class="testoData"&gt;Thursday 19 February 2009 PROVINCIA  Pagina 31&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="occhiello"&gt;SANDRIGO. Presentato il  progetto di valorizzazione del territorio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="titolo"&gt;&lt;b&gt;Antiche strade&lt;br /&gt;riscoprono&lt;br /&gt;le  campagne&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="sottotitolo"&gt;L’iniziativa coinvolge  quattro comuni nei quali è stato individuato un percorso fatto di 27 chilometri  di “cavedagne”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;Un itinerario lungo le antiche  “cavedagne” di Sandrigo, Bressanvido, Schiavon e Breganze. Ventisette chilometri  di percorso per promuovere l’esercizio fisico e valorizzare l’ambiente rurale di  questo scorcio di territorio altovicentino. È questo il motivo fondamentale del  progetto “Cultura del movimento, valorizzazione delle nostre campagne”,  presentato in sala consiliare a Sandrigo dall’associazione “Pollice Verde”  davanti ad amministratori e dirigenti di sodalizi dei quattro comuni.  Interessate all’iniziativa anche le associazioni che si occupano di territorio e  paesaggio, nonché la scuola primaria ambientale di Lupia, che promuove la  formazione nel contesto ambientale del territorio rurale.&lt;br /&gt;Il percorso si  snoda da Lupia, risalendo fino a via Roma a Sandrigo, poi si percorre via  Marosticana Vecchia, via Campi Alti, da qui si entra nel comune di Schiavon a  Longa in località S. Corona, si passa poi in via Bosella e poi si devia verso  Maragnole di Breganze. Dopo il ponte sul Laverda, si gira a destra fino al  Salgaron, poi su per via don Primo Mazzolari, via Capitello o via S. Caterina,  via Palugare, via Piantalonga, via Ascaria e poi immersi one nel bosco di  pianura appena allestito dal Comune di Sandrigo presso le sorgenti del fiume  Tesina. Da lì ci si ricongiunge con l’inizio del percorso, oppure si devia  decisamente verso est in direzione Ancignano seguendo la pista ciclabile che il  Comune sta terminando. Arrivati in centro di Ancignano svolta verso sud,  superamento del confine con il Comune di Bressanvido, passaggio per la cascina  dei Pagiusco, e poi svolta per via S. Rocco, da cui ci si ricongiunge con  Lupia.&lt;br /&gt;Il costo previsto per l’operazione è di 20 mila euro, di cui 12.500 in  arrivo dal Centro servizi per il volontariato di Vicenza; per il! resto si  prevede l’intervento dei Comuni, almeno per coprire il 20 % della spesa, sulla  base di un accordo di programma. Il 40 % del contributo deve essere impiegato  alla formazione.&lt;br /&gt;«Dal tavolo tecnico - ha spiegato Giovanna Lodi, presidente  della cooperativa Terrabase che gestisce la scuola ambientale di Lupia - è  emersa l’importanza della formazione dei ragazzi della scuola  primaria».&lt;br /&gt;«Parleremo con i dirigenti scolastici - ha aggiunto il sindaco di  Sandrigo Barbara Trento - per decidere quali classi coinvolgere. Occorre  nominare un referente per ogni scuola che parlerà con l’associazione Pollice  Verde e preparerà le uscite sul territorio».&lt;br /&gt;«È fondamentale - ha detto  Sergio Dellai, presidente del Pollice Verde - il contributo delle associazioni,  come la cooperativa Terrabase, Le Risorgive e la Pro loco di Bressanvido, gli  alpini di Longa e la Protezione civile di Breganze. Ora non resta che mettersi  al lavoro, confidando nella collaborazione di tutti». L’associazione di  volontariato Sandrigo Ambiente Pollice Verde si occupa dal 2002 della gestione e  manutenzione di tutte le aree a verde pubblico del territorio comunale  sandricense. Il lavoro ordinario consiste nel taglio ogni quindici giorni di  quasi 63mila mq di tappeto erboso da febbraio a metà dicembre, nella potatura  delle siepi pubbl iche e delle piante dei parchi, della manutenzione a panchine,  bacheche, cestini, attrezzature ludiche, aiuole e fioriere. Notevole anche il  lavoro di salvaguardia del territorio attraverso azioni di collaborazione ad  enti ed associazioni in occasioni di attività di carattere ambientale. Nel 2008  ha partecipato ad un progetto di cooperazione allo sviluppo in Brasile.&lt;br /&gt;Il  direttivo, appena rinnovato, è composto dal presidente Sergio Dellai e dai soci  Giovanni Carlana, Antonietta Mirotti, Anna Trento e Dario Salzillo, mentre  revisori dei conti sono Lino Guerra, Luigino Piva e Nazareno Borile.  G.D.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-4759298439380053123?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/4759298439380053123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/03/antiche-strade-riscoprono-le-campagne.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4759298439380053123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/4759298439380053123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/03/antiche-strade-riscoprono-le-campagne.html' title='Antiche strade riscoprono le campagne'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5390637513713301157.post-5344667881206441003</id><published>2009-03-08T10:01:00.000-07:00</published><updated>2009-03-08T10:08:27.034-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Avvenire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Polonia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PCI'/><title type='text'>UN FILM CHE SPAVENTA   ARRIVA «KATYN» E DALL’ITALIA UNA SECONDA CENSURA</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" width="90%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="80%"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="abody"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;LUIGI GENINAZZI&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; - &lt;a href="http://edicola.avvenire.it/eebrowser/frame/3_0k.enc/php-script/fullpage.php?pSetup=avvenire&amp;amp;file=0@/avvenire/20090308/p010803prim.pdf.0/&amp;amp;section=A%3A%20PRIMA&amp;amp;edition=Avvenire&amp;amp;pageNum=A01#"&gt;L'Avvenire,  8 marzo.2009&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt;a sala è stracolma di spettatori commossi: sul grande schermo scorrono le immagini della doppia in­vasione, nazista e sovietica, nella Po­lonia del 1939, una sequenza tragica che toccherà il suo culmine nella stra­ge di oltre ventimila ufficiali dell’e­sercito polacco compiuta dai bolsce­vichi per ordine di Stalin. 'Katyn', il film realizzato da Andrzej Wajda nel 2007, è giunto finalmente in Italia. Un film bellissimo che rievoca uno dei più atroci e ignorati massacri del se­colo scorso senza risparmiare alcun dettaglio dell’orrore, ma al tempo stesso senza cedere all’odio.&lt;br /&gt; Il grande regista, già noto in tutto il mondo per aver realizzato capolavo­ri come 'Danton' e 'L’uomo di mar­mo', fa scorrere davanti ai nostri oc­chi la dignità e il coraggio delle vitti­me, la tenacia e la fierezza delle don­ne e dei familiari che aspettano con­tro ogni speranza il ritorno a casa dei loro cari, l’angoscia di un’intera na­zione schiacciata da due opposti to­talitarismi che si rinfacciano la re­sponsabilità dell’eccidio fino al trionfo della menzogna imposta dal vincitore sovietico e sostanzialmen­te accettata dagli Alleati occidentali. Solo dopo la caduta del comunismo la verità su Katyn ha smesso di esse­re un argomento tabù. Andrzej Waj­da ce la riconsegna con uno stile so­lenne ed austero più efficace di qual­siasi invettiva. «Il mio film vuol esse­re un’elegia che tocca i cuori, non u­na clava da usare in una nuova guer­ra della memoria», ci aveva detto l’an­ziano regista in occasione dell’uscita del film in Polonia.&lt;br /&gt; Adesso è arrivato anche nel nostro Paese ma solo pochi fortunati sono riusciti a vederlo. 'Katyn' viene proiettato in pochissimi cinemato­grafi, 12 in tutt’Italia. Com’è possibi­le che un simile capolavoro non tro­vi spazio se non in circuiti ristretti o nei cinema d’essai? Non è certo col­pa della società di distribuzione 'Mo­vimento Film' il cui responsabile, Mario Mazzarotto, ammette sconso­lato che «di 'Katyn' in versione ita­liana sono disponibili molte più co­pie di quante ne circolano attual­mente, ma sembra che si stia facen­do di tutto per boicottarne la visibi­lità ». Censurato e avvolto nella men­zogna di regime per oltre mezzo se­colo, Katyn è stato un nome difficile da pronunciare ad alta voce anche qui da noi. Nell’immediato dopo­guerra ci fu chi venne sottoposto ad un vero e proprio linciaggio morale da parte del Pci di Togliatti per aver sol­levato i veli sull’eccidio che porta il marchio sovietico. Vogliamo credere che quella stagione d’inquietante o­mertà sia archiviata per sempre. Ma allora come si spiega quest’ottusa preclusione delle nostre sale cine­matografiche?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="abody"&gt; Forse perché 'Katyn' viene conside­rato un film di scarso richiamo e di magri incassi? Non è così. Certo, non farà concorrenza ai film-panettone di Boldi e De Sica ma c’è un pubblico interessato a vederlo. L’altra sera, a Milano, c’era gente in piedi ad assi­stere alla seconda (ed ultima!) proie­zione del film di Wajda. E centinaia di persone, dopo aver fatto inutilmente la fila al botteghino, sono tornate a casa senza averlo potuto vedere. A meno di un ripensamento di qualche gestore, non avranno più un’altra oc­casione. Il che rappresenta un con­tro- senso anche dal punto di vista commerciale.&lt;br /&gt; Ma 'Katyn' è un film che dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole, un contributo al recupero di quella 'me­moria storica' che politici ed educa­tori sottolineano sempre con grande enfasi. Invece in Italia viene relegato, ignorato e sottilmente boicottato. C’è di che vergognarsi: dopo i sovietici, siamo riusciti a censurare Katyn una seconda volta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--tag may have been open--&gt; &lt;/p&gt; &lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="2%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5390637513713301157-5344667881206441003?l=testivari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://testivari.blogspot.com/feeds/5344667881206441003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/03/un-film-che-spaventa-arriva-katyn-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5344667881206441003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5390637513713301157/posts/default/5344667881206441003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://testivari.blogspot.com/2009/03/un-film-che-spaventa-arriva-katyn-e.html' title='UN FILM CHE SPAVENTA   ARRIVA «KATYN» E DALL’ITALIA UNA SECONDA CENSURA'/><author><name>max37</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06957626881285834268</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://1.bp.blogspot.com/_ZRCnAWa4Yyo/SV9SHd46aAI/AAAAAAAAAUc/hw2wIP8KNAg/S220/asino1images.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
