giovedì 25 febbraio 2021

Per equità

Io penso che per chiunque dare 100, non ricevere 100 o sprecare 100 si equivalga.

Ma per i governi di sinistra non è anche così: sprecano 100, concedono di pagare 100 in meno, ma non ci pensano nemmeno di dare 100 a chi non ha niente e niente da pagare.

E così concedono sconti sulle spese per per questo e per quello a chi ha abbastanza reddito da pagare irpef e non a chi non ne ha.

Concedono rimborsi a chi ha abbastanza soldi da poter fare certe spese ma chi non ne ha abbastanza paga le tasse che servono ai rimborsi e nulla riceve. Sempre per questioni di equità.

E per equità due sposi pagano le tasse sanitarie (ticket) guadagnando insieme 36152 euro lordi annui e un singolo che ne guadagna 36151 è esente. E le tasse sanitarie sono centinaia di euro annui, e il limite di reddito è stato calcolato 25 anni fa e mai rivalutato.

Per equità si danno 500 euro a chi compie 18 anni in un periodo limitato e non a chi è nato prima (abbastanza logico) o dopo (meno logico).

Per equità e antirazzismo spendono per ogni persona che senza invito arriva dall'Africa quanto un italiano a malapena guadagna per mantenere una famiglia di più persone.

Scritto 14 dicembre 2017

*Se condividete CONDIVIDETE, grazie.

 

martedì 23 febbraio 2021

La trappola


Lo stato italiano ha messo una trappola in cui prima o poi cadranno molti cittadini.

Mostrando magnanimità e comprensione nel lontano 1994 stabilì che

"A decorrere dal 1° gennaio 1995 sono esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria di cui ai commi 14 e 15 i cittadini di età inferiore a sei anni e di età superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo riferito all’anno precedente non superiore a lire 70 milioni (€ 36.151,98)."

Da allora sono passati più di 20 anni e quel limite non è stato mai aggiornato e forse non lo sarà mai, anche se da anni si trova nel sito del Ministero della Salute

"Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo."

A prescindere dall'iniquità di considerare il limite egualmente valido sia per un "nucleo familiare" costituito da una sola persona che per uno di due o dieci, è del tutto evidente che se il reddito aumenta con l'aumentare dell'indice del costo della vita mentre il limite oltre il quale cessa l'esenzione resta invariato, prima o poi tutti i redditi sotto tale limite finiranno per superarlo e dovranno essere pagate più tasse senza alcun aumento del potere d'acquisto. Di regola succede che sono considerati fiscalmente più ricchi pur essendo in realtà più poveri.

Il grafico sottostante evidenzia che mentre il limite k resta invariato i redditi a, b, c rivalutati in base all'inflazione dal 1995 al 2016 finiranno per superarlo:

k era 36.151.98 euro nel 1995 (70.000.000 lire), resta 36.151,98

a era 25.306 euro nel 1995 (49.000.000 lire, 70% di k) è 36.239 nel 2011

b era 21.691 euro nel 1995 (42.000.000 lire, 60% di k) sarà 36.773 nel 2022

c era 18.076 euro nel 1995 (35.000.000 lire, 50% di k) sarà 36.311 nel 2031

Scritto 9 aprile 2016


 

Il dubbio


Ho un dubbio che non so risolvere e non so a chi posso rivolgermi per risolverlo.

Nelle istruzioni per la compilazione del modello 730 trovo:

Sono considerati familiari a carico dal punto di vista fiscale:

il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; ecc.

I familiari possono essere considerati a carico solo se non dispongono di un reddito proprio superiore 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili

Nel modulo per la richiesta di "Esenzione partecipazione spesa sanitaria" (ticket) trovo

DICHIARA

E01 □ di avere età superiore a 65 anni con reddito familiare lordo, riferito all’anno precedente, non superiore a Euro 36.151,98

Il reddito è’ dato dalla somma dei redditi riferiti all’anno precedente di tutti i componenti del nucleo familiare.

Compongono il nucleo, le persone per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia (familiari a carico).Si ribadisce che sono da considerarsi a carico i familiari per i quali .. spettano le detrazioni per carichi di famiglia, vale a dire quando non possiedano redditi propri di ammontare superiore a € 2840,51 al lordo degli oneri deducibili, i seguenti membri del nucleo familiare:

- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato indipendentemente dalla sua situazione reddituale - ecc.

Nel caso di coniugi A e B non legalmente ed effettivamente separati con reddito lordo di 3151,99 € A e 33000.00 € B posso capire:

A non è fiscalmente a carico di B per le detrazioni Irpef perché il reddito lordo di A supera 2840,81 € ma concorre al reddito familiare "indipendentemente dalla sua situazione reddituale" e A e B non sono esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria in quanto il reddito familiare supera 36151,98 €.

Il reddito di A concorre al reddito familiare ma è da considerarsi a carico di B perché è " da considerarsi a carico" " il coniuge non legalmente ed effettivamente separato indipendentemente dalla sua situazione reddituale"

A non concorre al reddito familiare perché "Compongono il nucleo, le persone per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia (familiari a carico)" e per A non spettano le detrazioni il suo reddito lordo supera 2840.81.

Considerata l'ingordigia e l'iniquità dello stato italiano ritengo che la risposta giusta sia la n. 1, cioè i coniugi sono un nucleo familiare quando ne hanno un danno e non lo sono quando ne avrebbero un beneficio.

La n. 2 è valida se "indipendentemente dalla sua situazione reddituale" è l'eccezione alla regola e si deve intendere che sono da considerarsi a carico i familiari con reddito non superiore a 2840,81 € e

"il coniuge non legalmente ed effettivamente separato indipendentemente dalla sua situazione reddituale"

La n. 3 è valida se "Compongono il nucleo, le persone per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia" e per A non spettano se non vale "indipendentemente dalla sua situazione reddituale"

Scritto 21 gennaio 2016

 

sabato 20 febbraio 2021

Senza risposta



Mi sono rivolto all'URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) della Regione Piemonte e all'URP della Regione Liguria sperando di avere una risposta alle domande in merito ad evidente contraddizione tra quanto specifica l'Agenzia delle Entrate nelle istruzioni per la compilazione del mod. 730 e quanto precisa l'ASL per la compilazione della dichiarazione per l'esenzione dalla tassa sanitaria (ticket). Il testo della mail inviata ai due Enti praticamente ricalca il dubbio già espresso nel precedente scritto.

In sintesi , nel caso di coniugi A e B non legalmente ed effettivamente separati con reddito lordo di 3151,99 € A e 33000,00 € B posso capire:

1. A non è fiscalmente a carico di B per le detrazioni Irpef perché il reddito lordo di A supera 2840,81 € ma concorre al reddito familiare "indipendentemente dalla sua situazione reddituale" e A e B non sono esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria in quanto il reddito familiare supera 36151,98 €.

2. Il reddito di A concorre al reddito familiare ma è da considerarsi a carico di B perché è " da considerarsi a carico" " il coniuge non legalmente ed effettivamente separato indipendentemente dalla sua situazione reddituale"

3. A non concorre al reddito familiare perché "Compongono il nucleo, le persone per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia (familiari a carico)" e per A non spettano le detrazioni perché il suo reddito lordo supera 2840,81.

Considerato poi che per la P.A. non sono comunque "conviventi" i coniugi che hanno residenza in Comuni diversi, chiedo se conseguentemente sono da considerare "legalmente ed effettivamente separati" e i loro redditi non cumulabili.

Il caso ipotizzato si riferisce all'esenzione dalla tassa sanitaria (ticket) di due coniugi oltre i 65 anni di età, ma ovviamente vale anche per quella di un figlio di due giovani coniugi minore di sei anni.

Il problema riguarda anche le tanto publicizzate detrazioni per spese energetiche o di ristrutturazione che A non può fare perché incapiente e B perché A non è a carico o anagraficamente "convivente".

Come sempre "piove sul bagnato": ottanta euro e detrazioni vanno solo a chi ha sufficiente reddito.

Dalla Regione Liguria non ho avuto risposta mentre dalla Regione Piemonte ho avuto il consiglio di rivolgermi ad altro indirizzo della Regione (cosa che oggi ho fatto) oppure a un CAF (che mi pare come se per risolvere dubbi religiosi il parroco mi consigliasse di rivolgermi alla perpetua).

Se, come penso, la risposta giusta è la n.1 si deve riconoscere che lo Stato considera l'unità familiare esistente quando la famiglia deve dare e inesistente quando deve avere, senza alcun senso di equità e coerenza si considerano "familiari" i ricavi e non i costi.

Tutto questo senza badare al fatto che i limiti di reddito di riferimento sono stati calcolati più di venti anni fa e mai rivalutati. Anche ammettendo che fossero giusti, congrui ed equi allora non possono assolutamente esserlo oggi dopo che il costo della vita è aumentato più del 50%.

Ma, a quanto pare, di queste cose nessuno si preoccupa: magari cominceranno a preoccuparsene se e quando riguarderanno anche le unioni omosessuali, la famiglia e gli artt.29 e 31 della Costituzione non contano nulla.

Scritto 22 febbraio 2016 

Unioni incivili

 

Unioni incivili


Non so, ma pare che le nuove unioni civili aspirino alle stesse "tutele" costituzionali delle vecchie unioni incivili.

E cosi scopriranno che se un membro della coppia ha mediamente ben 236,71 euro al mese (2840,52 annui) l'altro non potrà considerarlo a suo carico. Sicuramente lo Stato ritiene che con un reddito di 7,89 € giornalieri un italiano possa provvedere a tutte le sue necessità mentre per quelle di un allogeno non ne bastano 35, più di quattro volte tanto.

Considerato che quel limite è in vigore da almeno 21 anni (era 5.500.000 lire nel 1995) è da ritenere che, inflazione o no, lo sarà anche nei prossimi trenta.

E scopriranno che quando avranno più di 65 anni, mentre i non uniti sono esenti da ticket se hanno mediamente meno di 3012,67 euro lordi al mese (36151,98 annui), se un membro della coppia guadagna mensilmente 237 euro basta che l'altro ne guadagni 2276 lordi (33312 annui) e nessuno dei due sarà esente dal pagamento dei ticket, superando insieme 36151.98 euro lordi annui (2840+33312), stesso limite già in vigore 1995 (lire 70.000.000).

Non essendo ciò abbastanza strano per il legislatore, scopriranno non solo di pagare tasse che altri con reddito doppio non pagano ("esenti per reddito") ma che eventuali spese sanitarie di quello che guadagna 237 euro al mese non potranno in alcun modo essere in parte recuperate: nè da lui perché non ha imposta irpef da cui detrarle né dall'unito perché non è fiscalmente a suo carico.

E si accorgeranno che di questa assurda iniquità non si preoccupa nessuno: ma se la cosa riguarderà anche gli uniti civili sapranno sicuramente come fare perché tutti allora se ne occupino.

Scritto 15 gennaio 2016


mercoledì 17 febbraio 2021

8 marzo

Pur affermando la donna autosufficiente con 7,78 euro giornalieri e non a carico del marito lo stato ritiene che la moglie possa disporre liberamente del reddito del coniuge e quindi sia conseguentemente ricca della sua ricchezza tanto da essere esclusa dalle esenzioni che spettano a chi magari è più ricco di lei ma non ha coniuge o ha coniuge più povero e di dovere anche pagare le tasse sanitarie (il concorso alla spesa sanitaria detto ticket) che suoi coetanei più capienti non sono tenuti a pagare.

Scritto 16 marzo 2016


 

mercoledì 10 febbraio 2021

Misteri sanitari


Parlano di servizio sanitario pubblico, che si occupa della salute di chi si trova in Italia: autoctoni che da generazioni pagano tasse e imposte, allogeni capitati qui senza arte né parte che mai hanno versato un centesimo, anzi.
Per questi ultimi e per molti altri, forse la maggioranza, il servizio é gratuito (cioè pagato da chi paga imposte e tassa), essendo a vario titolo esentati dal concorrere alla spesa con la tassa detta ticket.
A qualcuno può anche capitare di credersi esente senza esserlo e magari erroneamente attestarlo.
Gli danno un modulo da firmare dichiarando di avere età superiore a 65 anni e di appartenere ad un nucleo familiare con un reddito complessivo lordo inferiore a 36.151,98 euro.
Ha più di 65 anni, immagina che quel limite di reddito non sia mensile ma annuo però nessuno sa ben dirgli come si calcoli.
Cercando nel web trova:
2. Cosa si intende per reddito complessivo del nucleo familiare?
Il reddito del nucleo familiare è dato dalla somma dei singoli redditi complessivi prodotti dai componenti il nucleo.
Il nucleo familiare è costituito dall’ interessato, dal coniuge non legalmente separato e dagli altri familiari fiscalmente a carico. E’ assolutamente irrilevante il fatto che i diversi componenti convivano.
Non è legalmente separato dalla moglie che però, avendo residenza anagrafica in altro Comune, per l'Agenzia delle Entrate non fa parte del suo nucleo familiare, non è a suo carico e non può beneficiare di detrazioni fiscali per le spese per lei sostenute.
Capisce che per il fisco il coniuge fa sempre parte del nucleo familiare se questo comporta maggiori oneri e ne fa parte solo a certe condizioni se può comportare benefici. Parendogli la cosa piuttosto illogica per il senso comune vorrebbe avere chiarimenti, ma non trova chi glieli fornisca.
Per qualche tempo prima la cosa non lo preoccupava più di tanto. Trovava discriminante che i non sposati potessero essere esentati dalla tassa sanitaria (ticket) con reddito fino a 36151,98 euro mentre due coniugi solo se non raggiungono quel limite in due, cioè 18076 pro-capite.
Ma anche sommando il suo reddito con quello della moglie non raggiungeva quel limite e non aveva bisogno di cure mediche particolari. Col passare del tempo però mentre i prezzi salivano diventando sempre più povero anche la pensione sua e quella della moglie crescevano. Non abbastanza da neutralizzare l'aumento dei prezzi ma bastantemente per superare in due quei i 36151,98 euro lordi annui, invariati dal 1995.
Pur avendo molti dubbi in merito si rassegna a pagare il ticket: "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare ». Qualsiasi sia la tariffa per il servizio ci sono sempre 10 euro fissi da pagare in più per ogni ricetta: se possono tassarti ti tartassano e se hai poco più del reddito esente fai presto con qualche prescrizione ad averne parecchio meno.
Un brutto giorno è colpito da infarto. Gli viene detto che per questo può avere "esenzione dal ticket per patologia", la chiede e l'ottiene.
Pensa che questa esenzione valga per tutte le cure connesse con la sua patologia e poi scopre che non deve pagare tassa per l'elettrocardiogramma ma deve pagarla per la visita di controllo, sebbene entrambe riguardino la stessa malattia e siano collegate tra loro.
E si convince che conviene non essere italiani o comunque non avere mai pagato imposte.
Scritto 14 maggio 2016

martedì 9 febbraio 2021

Equità italiana #SS


Equità Italiana 1
Una o un ultra65nne singolo è esente da tassa sanitaria (ticket) se il suo reddito non supera 36151,98 € lordi annui.
Una e un ultra65nni sposati sono esenti da tassa sanitaria (ticket) se la somma dei loro redditi non supera 36151,98 € lordi annui.
È equo?
Equità Italiana 2
A e B coniugi ultra65nni.
Reddito lordo annuo (rla): rlaA=6200 €, rlaB=30000 €.
A paga tasse sanitaria (ticket) perché rlaA+rlaB supera 36151,98.
A non può detrarre le spese sanitarie perché incapiente: rlaA non supera 8000 € e A non ha imposte da pagare.
B non può detrarre le spese sanitarie di A perché rlaA supera 2840,51 € e A non può essere considerata a carico di B.
Se A e B divorziano non pagano più tasse sanitarie (ticket) perché né rlaA né rlaB superano 36151,98 €.
È equo?
Equità Italiana 3
151,7 = indice dei prezzi al consumo oggi: era 100 nel 1995
36151,98 € = limite di reddito per esenzioni tassa sanitaria minori di 6 o maggiori di 65 anni oggi: era 70.000.000£ (36151,98 €) nel 1995.
2840,51 € = limite di reddito per essere considerati a carico di un familiare oggi: era 5.500.000£ (2840,51 €) nel 1995.
È equo?
Equità Italiana 4
A vive in appartamento di sua proprietà di un condominio. Considerando il parziale rimborso statale, i condomini decidono una spesa . Il reddito lordo annuo di A è 6200 €. È troppo povera: non avrà rimborso, dovrà sostenere l'intera sua quota e pagare più degli altri.
È equo?
Scritto 29/06/2015

domenica 7 febbraio 2021

Progressività

 

"Art. 53. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività."

Io capivo "più si è ricchi e più si paga", in misura più che proporzionale. In realtà capita anche che "più si è poveri e più si paga": per esempio le tasse sanitarie (vulgo ticket).

Secondo la normativa vigente, per ragioni di reddito sono esentati dal pagamento della tassa i bambini fino a sei anni e gli anziani oltre i sessantacinque se il "reddito familiare non supera 36151,98 euro lordi annui".

Sembrerebbe rispettare l'art.53 della "costituzione più bella del mondo", ma è una balla. In realtà se il reddito supera mettiamo di 100 euro quella cifra e si deve pagare 150 euro annui di tassa, chi ne aveva 100 lordi in più si trova con 150 netti in meno e quindi con minore capacità contributiva di chi ne aveva 100 in meno dei fatidici 36151,98.

Non 36000 o 36152 euro: "36151,98 euro lordi annui". Sembra una cifra ridicola e lo è, solo che quella cifra ridicola conferma la progressività del "più si è poveri e più si paga".

Nel 1994 quando furono stabiliti i limiti di reddito valevoli dal 1/1/1995 erano Lit. 70.000.000, settanta milioni di lire italiane. Quando fu adottato l'euro il cambio ufficale era 1 euro = 1936,27 lire e quindi 70000000/1936,27=36151,982936 euro, arrotondati (si fa per dire) a 36151,98.

La famiglia che disponeva allora di 69.999.999 lire (una bella cifra per quel tempo) se ora dispone di 36152 euro è più povera di allora, ma deve pagare la tassa che allora non pagava: a conferma della regola "più si è poveri e più si paga".

Regola ancora più evidente se si considera che 36151,98 valgono sia per famiglie composte da una sola persona che per quelle composte da 2 o più persone.

Mi pare del tutto evidente che se la famiglia dispone di quel reddito le sue capacità contributive sono diverse se è composta da una sola o da dieci persone. Nel primo caso una persona è esente dalla tassa con un reddito annuo lordo di 36151 euro, nel secondo solo se dispone di 3615 euro di reddito annuo lordo medio pro capite. Per il supero del limite di due conviventi non si sommano i redditi, di due sposati sempre.

Naturalmente anche chi nel 1995 era molto lontano da quel limite, anche con adeguamenti di salario o pensione inferiori all'inflazione finisce prima o poi per superarlo pur diventando più povero. E se non pensa di essere diventato nominalmente più ricco, di averlo superato e di doverlo dichiarare viene considerato un delinquente che non paga il dovuto.

Sono passati più di vent'anni da quando è stato calcolato quel valore: se era equo allora non lo può essere ora e viceversa. E fra vent'anni sarà peggio.

A me pare un'indecente iniquità, ma nessuno se ne preoccupa: non so se perché interessa pochissimi votanti o perchè una norma più giusta riguarderebbe moltissimi beneficiari e costerebbe come qualche spreco pubblico che non si vuole eliminare.

A dire il vero non è del tutto così: da molti anni si può leggere nel sito del Ministero della salute che

"il problema dell'adeguamento dei limiti al costo della vita è da tempo all'attenzione di questo Ministero e del governo tutto".

E chissà per quanti decenni dovranno pensarci prima di risolverlo.

-------- Nota - Quanto citato tra virgolette è riportato a memoria

Scritto 7 febbraio 2015


sabato 6 febbraio 2021

Equità fiscale

Domanda - Se Aldo ha 70 anni, Berto 70 anni, Carla 70 anni e il reddito lordo annuo di Aldo è 18076 €, di Berto 18076 €, di Carla 18076 € (1054 € netti mensili), perchè esenti dalla tassa sanitaria (ticket) sono Aldo no, Berto sì, Carla no?

Risposta - Perché Aldo e Carla sono marito e moglie.
Domanda - Se sono sposati Dario con Franca e Gino con Lina e percepiscono netti mensili Dario 1054,35 €, Franca 1054,35 €, Gino 1054,40 €, Lina 1054,40 €, perchè devono pagare la tassa sanitaria Dario e Franca no, Gino e Lina sì?
Risposta - Perché Gino e Lina percependo 1 € lordo annuo più di Dario e Franca sono molto più ricchi.
Domanda - Se a dicembre 1994 percepivano lorde annue Gino 23.026.313£ e Lina 23.026.313£ e rivalutando il loro reddito secondo l'Indice Nazionale delle variazioni dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati ora percepiscono Gino 18077 € e Lina 18077 € perchè nel 1995 non dovevano pagare la tassa sanitaria e nel 2015 sì?
Risposta - Perché nel 1995 la somma dei loro redditi era 46.052.626£ (34,21% sotto il limite 70.000.000£) e ora ora è 36154 € (0,005587% sopra il limite 36151,98 €), essendo stati rivalutati i loro redditi sì e il limite no.
Scritto 16 febbraio 2015

venerdì 5 febbraio 2021

Due conti - Per equità

Due conti

Marito e moglie guadagnano insieme ben 36152 € lordi annui, in pratica circa 1050 euro netti mensili ciascuno.

Pur essendo entrambi oltre i 65 anni non hanno diritto all'esenzione dalla tassa detta "ticket": in base ad un calcolo fatto nel 1994 con l'equivalente in lire di 36151,98 € di reddito allora si era considerati straricchi, indegni di beneficiare dell'esenzione e siccome l'adeguamento del limite è da decenni "all'attenzione del Ministero della Sanità e del Governo tutto" ma non è stato cambiato nemmeno di 0,02 € per arrotondarlo, oggi in due superano quel limite e devono pagare la tassa.

Se fossero più giovani e avessero dei figli, con quel reddito non godrebbero dell'esenzione prevista per i minori di 6 anni (e sarebbe peggio).

Non capisco come si riesca - per quanto accurati si sia - a trovare l'esatto limite sotto il quale sì e sopra il quale no; ancor meno capisco perché non ci sia una qualche gradualità in modo che chi ha un centesimo in più non si trovi alla fine ad avere un sacco di soldi meno di chi ha un centesimo in meno.

Ma quello che trovo del tutto illogico è considerare esente un singolo che da solo guadagni 36151 € e non due sposi che in due guadagnino 36152 €, cioè 18076 € ciascuno, la metà.

Il fatto che il limite sia sempre quello fissato 20 anni fa, nel secolo scorso, ai tempi della lira, prima dell'avvento devastante dell'euro è semplicemente indecente: ma questo anche Renzi non lo sa o finge di non saperlo.

Facendo poi due conti, quei coniugi trovano che un presunto profugo, senza avere mai lavorato, mai pagato contributi e tasse, mai contribuito in qualche modo al benessere del paese, tanto o poco che sia, guadagna (sia pure indirettamente) più di loro: 1085 € al mese e ha diritto gratuitamente a quelle prestazioni sanitarie per le quali a loro due viene richiesto di pagare la tassa.

Se razzismo è atteggiamento discriminatorio a danno di gruppi di persone con caratteristiche comuni, per me questo è razzismo bell'e buono.

venerdì 19 giugno 2015

 Per equità

"Per rispetto della Costituzione le tasse devono essere eque e progressive: chi più ha più deve pagare. Per questo motivo un ultra65nne con reddito lordo di 36151 euro annui non paga le tasse sanitarie mentre due coniugi ultra65nni con un reddito di 36152 euro lordi annui in due le devono pagare: sono più ricchi"

Scritto 10/09/2015


mercoledì 3 febbraio 2021

Senza vergogna - Cambiamenti

 

Senza vergogna

Senza vergogna dicono che abbiamo la Costituzione più bella del mondo.

Senza vergogna vi leggono "Art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia ..".

Senza vergogna da 20 anni non sono esenti da tassa sanitaria gli sposati con un certo reddito mentre lo sono i non sposati con reddito doppio.

Senza vergogna approffittando dell'inflazione tassano chi 20 anni fa era ben sotto e ora - con minore disponibilità reale - supera un limite di reddito rimasto immutato.

Senza vergogna da 20 anni nelle Categorie di esenti sono i Cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (che nel 1994 erano le equivalenti £ 70.000.000)

Senza vergogna da anni scrivono "3. Il limite di reddito cui si fa riferimento per il riconoscimento del diritto all'esenzione viene periodicamente aggiornato? No, è fissato dalla legge e può essere aggiornato solo con una modifica legislativa. Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo."

Senza vergogna da 20 anni considerano autosufficienti e quindi non a carico altrui i membri della famiglia con reddito lordo annuo di 2840,51 € (7,78 € al giorno, 1/5 di quanto necessita per un accolto).

Senza vergogna concedono detrazioni ai capienti e per familiari a carico mentre nulla va a chi ha reddito lordo tra 2840,52 € (non a carico) e 7500 € (incapiente), cioé tra 218 € e 576 € mese, circa 1 pensionato su 8 che ha tra 1/5 e 1/2 di un accolto.

Scritto 10/08/2015

Cambiamenti 

Nel mondo le cose cambiano, in Italia cambiano nome: da legge di bilancio a legge finanziaria a legge di stabilità, da 70 mln di lire a 36151.98 euro (sono lo stesso importo ma valgono molto meno). Scritto 05/01/2015 

lunedì 1 febbraio 2021

Obbrobrio

Sono il solo a ritenere un obbrobrio indecente che nel 2015 siano in vigore limiti di reddito calcolati nel 1993 e da allora rimasti immutati?

Sono il solo a considerare assurdo e ridicolo che nel 2015 il limite di reddito per essere considerato familiare a carico sia 2840,51 euro lordi annui, cioè l'equivalente in euro delle 5.500.000 lire che era nel 1994? e che per essere esenti (sotto i 6 o sopra i 65 anni d'età) dalla tassa sanitaria (ticket) sia 36151.98 euro cioè in euro i 70 milioni di lire che era nel 1994?

Assurdo perché é come se in 20 anni il costo della vita sia rimasto immutato e quello che nel 1994 si comprava con 1000 lire oggi si compri con 0,52 euro, ridicolo perché in 15 anni non si è nemmeno provveduto ad arrotondare quei limiti.#

Da anni (vedi) segnalo questo fino alla noia e me ne scuso. Ma nessun altro ne parla. Anzi no, non proprio nessuno: nel sito del Ministero della Salute da anni si trova scritto "Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo.". Chissà per quanti decenni dovranno ancora studiarlo prima di risolverlo, magari solo dopo che due coniugi con 37 € al giorno ciascuno (36151.98 € lordi annui in due) potranno comprarsi si e no un bicchiere di latte.

Ma anche qualora il problema venisse risolto resterebbe l'assoluta inadeguatezza dei 2840,51 euro lordi annui (236 mensili, 7.8 giornalieri), resterebbe la discriminazione tra coniugati (limite 18075 € pro-capite) e no (limite 36151 €), resterebbe l'impossibilità di detrarre le spese mediche di coniuge incapiente ma con reddito superiore ai 2840,51 €.

Pare proprio che a nessun politico importi se una norma sia equa o iniqua ma solo quanti voti in più o in meno comporti introdurla, modificarla o abolirla.

Scritto 21 aprile 2015


Domande


Richiesta di chiarimenti al Ministero della Salute
Oggetto: esenzione da tasse sanitarie (ticket) delle persone di età superiore a 65 anni.
Gradirei avere risposta a quanto segue.
È vero o no che l'esenzione in oggetto spetta solo se il reddito familiare non supera 36151,98 € lordi annui?
È vero o no che spetta a persona sola con reddito lordo annuo di 36151 €?
È vero o no che invece non spetta ai coniugi con reddito lordo annuo di 18076 € ciascuno?
o se comunque la somma dei loro redditi supera 36151,98 € lordi annui?
E se è vero è questo equo o iniquo? E se è iniquo non è da cambiare?
È vero o no che euro 36151.98 sono lire 70.000.000/1936,27?
e che lire 1936.27 è il valore dell'euro al momento della sua adozione 1/1/1999?
e che il limite lire 70.000.000 è in vigore da 1/1/1995?
e che pertanto tale valore è immutato da più di 20 anni?
e che secondo CCIAA Firenze il costo della vita da Dic1994 a Ago2015 è più 52,5%?
e che l'equivalente di lire 70.000.000 del 1995 dovrebbe ora essere euro 55131?
E se è vero é questo equo o iniquo? E se è iniquo non è da cambiare?
Se quello che è iniquo non viene cambiato è perché costa troppo renderlo equo?
o perché interessa troppe poche persone (pochi voti) per essere considerato iniquo?
È o no subdolo considerare non più esente chi impoverendo supera il limite del 1995?
e non sarebbe più onesto aggiornare quel limite e abbassarlo palesemente?
o abolire per tutti l'esenzione, con meno spesa e più equità?
È vero o no che l'art.31 della Costituzione prevede agevolazioni per la famiglia?
e che l'art.29 definisce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio?
Se questo è vero è giusto discriminare a danno delle coppie sposate?
È vero o no che un cittadino italiano fuori dal comune di residenza non può usufruire in Italia del medico generico del Servizio Sanitario semplicemente recandosi da un medico convenzionato con la tessera sanitaria che dicono valida anche all'estero? E che non può presentare ricette prescritte dal suo medico in regione diversa da quella di residenza? E che esiste discriminazione tra i cittadini italiani e gli stranieri o apolidi a danno dei primi? Se tutto questo è vero è giusto non cambiare le cose e rendere il Servizio Sanitario più attento alle necessità dei contribuenti? (*)
Grazie per la risposta
Scritto 29 settembre 2015