La Stampa
Il “presidente Elsa” e il marito, lo fulmina e gestisce i conti
Monti, Bersani, Renzi, la donna come moglie dei leader. In attesa di una Michelle
JACOPO IACOBONI
La scena in San Pietro Il premier
risponde uan telefonata prima della messa officiata dal Papa per
l’Epifania Accanto, la signora Elsa lo fulmina con lo sguardo
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Se esiste un effetto politico delle mogli - a volte voluto dai
mariti, altre volte totalmente preterintenzionale - ieri Monti l’ha
parecchio sollecitato.
Il presidente del Consiglio risponde a una telefonata,
importante quanto si vuole, prima della messa del Papa in San Pietro, e
la moglie lo osserva - lui peraltro a testa bassa - con sguardo
fulminante, non è formula retorica. Chissà cosa gli avrà detto prima di
andare a dormire. L’avrà strigliato da cattolica praticante, iscritta da
vent’anni alla Croce rossa milanese, da dieci a capo della sezione
femminile, oppure da donna comunque laica, che conosce il potere e sa
che il premier stava offrendo ai fotografi una posa per lui non utile.
C’è stato però anche un altro momento in cui Elsa Antonioli è entrata
nella giornata pubblica del marito, quando il Professore - intervistato a
Sky su quanto avesse pagato di Imu - se l’è cavata con un «parecchio»,
ma «non ho una cifra, di queste cose si occupa mia moglie».
La frase è assai interessante da molti punti di vista; vuoi
perché potrebbe essere la spia di un’esitazione significativa, vuoi
perché testimonia che la signora Elsa non è, come frettolosi articoli
avevano desunto, un angelo del focolare, che prepara il Capodanno
andando a comprare tortellini cotechino e lenticchie in piazza Santa
Emerenziana e in Cola di Rienzo (come scrisse in una nota di ironia
memorabile Monti, per smentire l’uso di chissà quali strutture pubbliche
per il suo cenone del 2011, improvvida accusa del leghista Calderoli).
No, la signora Elsa in casa gestisce elementi vivi della finanza e dei
conti, è in un certo senso quella che tiene le agende, se non l’agenda
Monti. Ieri proprio il marito ha sospirato, autoironico, che lei è il
suo «presidente di casa».
Non siamo ancora, tocca dirlo con rammarico, a una figura di
front woman alla Hillary, o alla Michelle Obama, donne in tutto e per
tutto politiche in proprio, non accanto o dietro al marito; ma non si
può neanche dire che questi ruoli di mogli siano tecnicamente secondari,
come, poniamo, Teresa Noce con Luigi Longo. Non solo dal punto di vista
dell’immagine. Per esempio, Pierluigi Bersani nel giorno delle primarie
dei parlamentari s’è fatto fotografare al seggio con l’intera famiglia,
lui in jeans antichi e maglione, le due figlie in mezzo e la signora
dietro con un parca un po’ luccicante ma insomma, l’immagine di una
cerniera forte di affetti familiari. Eppure Daniela Ferrari, 60 anni, ex
farmacista, è anche stata usata, abbastanza brutalmente, dagli
avversari del segretario. Il settimanale «Chi» scrisse di una multa
presa dalla signora a Ponte dell’Olio, nel piacentino, e di una scenata
col vigile alla «lei non sa chi sono io». Ovviamente la multa era vera,
il «lei non sa chi sono io» neanche per sogno (è stato smentito anche
dal sindaco del paesino), e la storia alla fine s’è mostrata per quel
che era, una «signorinata». Però c’hanno provato. Per non dire del
carattere di Agnese Renzi, così defilata da aver fatto notizia perché
aveva passato le preselezioni del primo concorso della scuola tenuto
dopo tanti anni.
Nonostante tutto, queste donne appartengono a un mondo che può
parlarsi. E poi c’è lui, il Cavaliere, e la sua, idea di donna. Prima
Veronica, i libretti fotografici sulla famiglia spediti agli italiani,
le foto in posa a Macherio. Poi la fase-ragazzine. Oggi Francesca
Pascale. Silvio non poteva presentarsi a un’elezione in così allarmante
disordine emotivo; per questo suggerì a Barbara D’Urso di domandargli
«ma presidente, ci si è fidanzato?».
twitter @jacopo_iacoboni