domenica 16 agosto 2015

Ora solare

Tutti gli anni

Tutti gli anni, due volte all'anno sento elogiare il grande risparmio energetico derivante dall' ora legale.
Tutti gli anni, due volte all'anno (ultima domenica di ottobre e ultima domenica di marzo) brontolo e impreco contro chi mi fa spostare avanti o indietro tanti orologi; non tutti, perché quelli personali (da polso, bici o auto) al tramonto dell'equinozio d'autunno segnano sempre 6 o 18.
La storia del risparmio energetico mi sembra una favola: è ovvio che d'estate si consumi meno energia, tra ferie, vacanze, passeggiate e notti più brevi; con l'ora legale c'è sì un'ora di luce in più dopo le 12, ma anche una in meno prima, non si ferma il sole; chi va per funghi non riesce a farlo prima del lavoro, chi va per locali notturni deve aspettare di più la notte e gli spagnoli si adeguano a ora legale e stare più a ovest posticipando di due ore i loro orari.
E ora che le giornate si accorciano, fanno arrivare notte un'ora prima, mentre forse sarebbe il caso (per quelli come me che non si alzano presto al mattino) di "aggiungere" adesso un'ora di luce serale a compenso della naturale anticipazione del tramonto. Ammettendo che ci "regalino" un'ora di sole, lo fanno quando ce n'è fin troppo e ce lo tolgono quando scarseggia. Mi spieghino poi dove risparmiano energia se luci, macchinari, televisori ed elettrodomestici vari funzionano per lo stesso numero di ore con o senza ora legale.

 

L'ora legale.

Sono decenni che sento dire che con l'ora legale abbiamo un'ora in più di sole, ma mi pare che ben poco possano influire i governi sulla rotazione o inclinazione dell'asse terrestre e le ore di luce restino quelle che sono. Se poi negozi e aziende adottano orari estivi, magari posticipando di un'ora apertura e chiusura, tutto rimane come se nessuno avesse cambiato qualcosa. Se a Madrid aprono alle 10.30 dell'ora legale, è come se a Roma aprissero alle 8.30 dell'ora solare effettiva, considerato che sono circa 15°più a ovest. Se davvero i politici potessero darci un'ora di sole in più, preferirei averla d'inverno quando le ore di luce sono poche piuttosto che d'estate quando sono perfino troppe. Di fatto si ha un'ora di meno di luce prima di mezzogiorno e un'ora di più dopo le 12, un'ora di più da aspettare l'arrivo del tramonto per avere un po' di fresco.
Da decenni sento anche dire si risparmia non so quanta energia elettrica, ma non ho ancora capito il perchè. Per le aziende che lavorano con orario tra le 7 e le 19 hanno luce naturale con o senza ora legale; quelle che lavorano 24 ore al giorno, l'ora di luce in più che guadagnano alla sera la perdono alla mattina. Se risparmiano energia penso sia perchè lavorano meno o perchè naturalmente le ore di luce tra equinozio di primavera e quello d'autunno sono da sempre superiori a quelle tra equinozio d'autunno e quello di primavera. Per le persone probabilmente era vero quando la gente si alzava alle 6 o 7 e si coricava alle 21 o 22, ma mi sembra del tutto improbabile ora con programmi televisivi fino alle 2 del mattino e discoteche aperte fino all'alba.
Mi dicono che se in tutta Europa (o quasi) sono d'accordo nell'adottare l'ora legale, avranno qualche valida ragione: a me sembra che il motivo principale sia quello, comune a molti politici, di illudere la gente.





domenica 2 agosto 2015

Civici rossi e blu - RILETTURE

Civici rossi e blu

Per uno come me (foresto e con qualche problema cromatico) era complicato. Cercavo un indirizzo: via e numero. Vedo un 11, poi  25, 27, 29, 13 e non mi raccapezzo. Penso: stanno rifacendo la numerazione, ma non è ancora completata. Come dicevo, ho qualche problema con i colori; alcuni non li distinguo, molti non li ricordo, a tutti ci bado poco e così non avevo notato che alcuni numeri erano rossi e altri blu, come poi mi hanno detto.
Dalla pubblicità radiofonica avevo sentito di indirizzi tipo Via Taldeitali, 5 rosso – Genova (o visto scritto Via Taldeitali 5r), ma pensavo si trattasse di un 5a o qualcosa del genere, un numero inserito tra il 5 e il 7. Ho chiesto chiarimenti a un vigile, che evidentemente non  poteva capire la domanda essendo per lui del tutto naturale quello che per me invece non era. Così finalmente ho capito: i civici blu segnavano i portoni, i civici rossi i negozi. Ossia i numeri rossi non si riferiscono ad abitazioni  e con civici s’intende numeri civici (ma non mercati, guardie, biblioteche, musei e altri civici), preferendo l’aggettivo al sostantivo come  Vittorio Veneto abbreviato in V.Veneto (ma non C. Ligure, F. Ligure, P. Ligure per Celle Ligure, Finale Ligure, Pietra Ligure).  Io non direi al civico 15 ma al numero 15 e abbrevierei piuttosto Vittorio V. Finale L. Celle L. Pietra L., ma sono foresto.
Numeri rossi, semafori  rossi-gialli-verdi. Non una r (come negli indirizzi) vicino al numero, non un segno distintivo sulle luci dei semafori e i daltonici si arrangino (al semaforo alto=rosso, centro=giallo, basso=verde o anche sinistra=rosso, centro=giallo, destra=verde).
 

Pedoni

Forse qualche volta ce l’ hanno con chi va a piedi, a Savona.
Per esempio, se da Piazza Mameli prendi il lato destro di via Montenotte per andare al mare, rispettando le regole devi passare a sinistra per superare via Corsi, quindi tornare a destra in Corso Mazzini e di nuovo a sinistra per finire a metà di Corso Colombo  (dove
termina il percorso pedonale), aspettando 5 volte il verde ai semafori.  Giunto in qualche modo all’inizio di via Dante, se vuoi andare alla Darsena trovi per un tratto una bella passeggiata diritta e poi un tracciato fantasioso per finire con un marciapiedi tanto stretto da obbligarti a scendere sulla strada se incroci qualcuno. Fino a poco tempo fa solo alla rotatoria dovevi continuare ambiguamente entro il parcheggio; ora vi stanno lavorando: spero bene. Ritornarnado per Via Giuria, in piazza Giulio II ti conviene spostarti sulla destra per evitare il tortuoso cammino tra edicola, auto, moto, spartitraffico, transenne e cassonetti all’ incrocio con via Giacchero.
Altre volte però va meglio: in Corso Ricci per un po’ tutte le auto devono fermarsi e i pedoni possono passare accompagnati da opportuno segnale acustico; sarebbe perfetto se con appropriata segnaletica fosse esplicitamente permesso attraversare in diagonale e se fosse concesso maggior tempo. In merito noto che, a quasi tutti i semafori, se viene arancio quando inizi l’attraversamento raramente puoi terminarlo prima del rosso.