giovedì 11 novembre 2021

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martedì 28 settembre 2021

Autodichiarazione 3^dose

 


AUTODICHIARAZIONE DELLO STATO DI AVENTE DIRITTO ALL’ESECUZIONE DI DOSE ADDIZIONALE VACCINO ANTI-SARS-CoV-2/COVID-19

AUTODICHIARAZIONE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 D.P.R. N. 445/2000

Il/La sottoscritto/a (Nome e Cognome) ___________________________________________________, nato/a il ______ / ______ / _______ a _________________________________________________ (______),

C.F. _____________________________, residente a ___________________________________ (______), via ____________________________________________________________________________________,

documento di riconoscimento_________________ nr. ___________________________________, rilasciato da ________________________________________ in data _______ / ______ / _______,

recapito telefonico __________________________________________________


consapevole che chiunque rilascia dichiarazioni mendaci è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia, ai sensi e per gli effetti dell’art. 46 D.P.R. n. 445/2000


  • DICHIARO DI APPARTENERE AD ALMENO UNA DELLE SEGUENTI CONDIZIONI DI RISCHIO:

  • trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;

  • trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);

  • attesa di trapianto d’organo;

  • terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CAR-T);

  • patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure;

  • immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.);

  • immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es. terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.);

  • dialisi e insufficienza renale cronica grave;

  • pregressa splenectomia;

  • sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ <200 cellule/µl o sulla base di giudizio clinico.


  • DICHIARO DI AVER COMPLETATO IL CICLO VACCINALE PRIMARIO ANTI-SARS-CoV-2/COVID-19

  • DICHIARO CHE SIANO TRASCORSI ALMENO 28 GIORNI DALL’ULTIMA SOMMINISTRAZIONE DI VACCINO ANTI-SARS-CoV-2/COVID-19


Data e Luogo ________________________


Firma ______________________________



*SEZIONE DA COMPILARE SE SOGGETTO MINORENNE

Per i soggetti di età compresa tra i 12 e i 18 anni prevedere anche la firma del genitore/tutore ai sensi della normativa vigente


Nome e cognome del genitore/tutore ____________________________

Data e Luogo ___________________________________

Firma ___________________________________

lunedì 19 aprile 2021

Speriamo - Fiducia

 

Speriamo

Se il ministro Roberto Speranza ha trovato il tempo per scriveere un libro (Perché guariremo) posso sperare che trovi aanche il tempo per dire ai funzionari del suo Ministero cosa fare per risolvere il problema dell'adeguamento al cresciuto costo della vita del limite di reddito per beneficiare della esenzione dal pagamento del ticket. Problema su cui si arrovellano inutilmente da lustri, da quel che leggo nel sito del Ministero della Salute. 

Scritto 31 ottobre 2020

Fiducia

 Come faccio a fidarmi di un Ministero, quello della Salute, che da più di 20 anni sta studiando come risolvere il "problema dell'adeguamento dei limiti di reddito per beneficiare dell'esenzione dalla tassa sanitaria (ticket) al cresciuto costo della vita" senza trovare la soluzione?
A me pare che basterebbe un po' di buona volontà, tre dati facilmente reperibili e un telefonino per fare una divisione e una moltiplicazione. I tre dati sono;
a = valore vigente del limite di reddito per l'esenzione
b = indice del costo della vita al momento del calcolo di a
c = valore attuale di b.

Il valore a è noto da più di 25 anni, i valori b e c sono facilmente reperibili in internet. 

y = c/b = coefficiente di rivalutazione
x = y*a = valore adeguato di a

In Internet si può anche trovare direttamente y, basta sapere le date di inizio e di fine del periodo da considerare. 

Quello che manca è la volontà di risolvere il problema, non so se perché interessa troppe persone o troppo poche, perché costa troppo o perché vale troppo pochi voti.
Magari potrebbero creare un comitato ad hoc, anche per rendere meno iniqua la norma vigente. Ma forse sarebbe una delle innumerevoli inascoltate e inutili "task force", gioia e delizia di ministro e ministeriali.
Scritto 20 novembre 2020



venerdì 16 aprile 2021

Perché? - Fake news

 

Perché?

Perché il limite di reddito annuo lordo per l'esenzione dalla tassa sanitaria è 36151,98 per un celibe e 18075,99 per un coniugato?

Scritto 27/08/2020


Fake news


Balle sono e balle restano, anche se ora dicono fake news perché siamo nel Paese dove giornalisti, parlamentari, ministri e primi ministri non sanno l'italiano e parlano di jobs act, di ticket, di lockdown, fake news, ecc.

Anche per fornire chiarimenti agli italiani non c'è un indirizzo che fornisca risposte a "Domande Frequenti" ma a "Frequently Asked Questions (FAQ)".

Non gli interessa farsi capire dagli italiani ma possibilmente da africani, asiatici e burocrati europei.

Così ho nuovamente cercato nelle FAQ del Ministero della Salute ed ho trovato la conferma che probabilmente sono primatisti di Fake News.

Magari non sono i più grandi ballisti del secolo ma poco ci manca.

Da almeno dieci anni nel sito governativo si trova

4. Il limite di reddito cui si fa riferimento per il riconoscimento del diritto all'esenzione viene periodicamente aggiornato?

No, è fissato dalla legge e può essere aggiornato solo con una modifica legislativa.

Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo.

e siccome dal 1994 a oggi il limite di reddito è sempre stato 36151.98 euro (Lit 70.000.000) i casi sono due:

  • o sono degli incapaci che in tanti anni non sono riusciti nemmeno a fare una moltiplicazione

  • o sono dei grandissimi ballisti che da tanti anni raccontano la balla che "Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo."

Scritto 15/07/2020


giovedì 15 aprile 2021

Parlando d'altro

Dobbiamo stare a casa per via del coronavirus. E ubbidientemente io a casa resto e, con la tv accesa, tutto il giorno sento parlare di contagiati, mascherine, tamponi, terapia intensiva, deceduti e di zuzzurelloni che fregandosene di norme e raccomandazioni se ne vanno bellamente a zonzo per la città.

Per non parlare sempre di Covid-19 dirò d'altro.

"Costituzione della Repubblica Italiana - Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita ` contributiva. Il sistema tributario e informato a criteri di progressivita."

La seconda parte dell'articolo è fra le poche più citate e adorate dagli attuali eredi del Partito Comunista Italiano. Per loro non ha rilevanza che nell'articolo si dica pure che si è "tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva", tant'è vero che, complice l'inflazione, per molti la tassazione è aumentata avendo sì più reddito nominale ma meno reale capacità contributiva.

E trovano sia in "ragione della capacità contributiva" anche tassare molto di più "per criteri di progressività" chi ha anche un solo euro di reddito più di altri, un solo euro oltre il limite stabilito decenni prima: vedasi per esempio la tassa sanitaria detta ticket.

Paradossalmente vogliono più tasse disincentivando la gente dal lavorare, produrre ricchezza e poterle pagare.

Per loro equità non fa rima con proporzionalità ma con progressività e parità.

L'ideale sarebbe che se chi guadagna 100 è tassato al 20%, chi guadagna 200 sia tassato al 60%: per la progressività se guadagna il doppio deve pagare più del doppio, per la parità se il netto del primo è 80 anche il suo netto dev'essere 80.

E chi vorrebbe mai lavorare di più per guadagnare di più? Meglio non lavorare e avere reddito di cittadinanza.

Chi non ha mai pagato non si sa se pagherà, mentre chi ha pagato si suppone che continuerà a farlo. E così tartassano chi è già tassato a beneficio di chi non lo è mai stato. È più semplice, comodo e sicuro.

Per il principio di progressività pensano sia giusto e equo che solo chi più ha "concorso alla spesa pubblica" sia ulteriormente tassato. Se le imposte sono pagate in ragione della capacità contributiva e con criteri di progressività, se servono per fornire i pubblici servizi non vedo perché chi ne usufruisce debba pagare una tassa diversa a seconda delle imposte pagate.

Non, come parrebbe logico, più si è già pagato e meno si deve pagare ma esattamente il contrario, rendendo così doppiamente vantaggioso evaderle. È come far pagare il biglietto del bus solo a chi ha l'abbonamento.

Magari si incentiverebbe di più l'onestà dei contribuenti se venisse premiata anziché punita.

Scritto 20/03/ 2020


giovedì 8 aprile 2021

Non è il momento

Sono d'accordo non è il momento.
Nonostante il ministro della Salute sia Speranza, c'è poco da sperare che sia arrivato il momento di pensare all'equità.
Sono più di venticinque anni che il problema dell'adeguamento all'aumentato costo della vita dei limiti di reddito per beneficiare dell'esenzione delle tasse sanitarie dei minori di 6 anni e dei maggiori di 65 è all'attenzione del Ministero della Salute e del governo tutto.
*Se condividete CONDIVIDETE, grazie.
Eppure non è difficile risolverlo, basta andare in internet, trovare l'aumento dell'indice del costo della vita dal 1994 al 2020 e moltiplicarlo per i limiti calcolati nel 1994.
Ovviamente al Ministero della Salute hanno altri urgenti problemi: mascherine, mascherine, quarantene, divieti, decreti per combattere l'epidemia cinese, ecc. Così faccio io il calcolo e glielo regalo. Il limite nel 1994 era lire 70.000.000. Con il cambio di 1936.27 lire per 1 euro sono 36151.98 euro precisi precisi e questo è tuttora il limite.
Secondo PMI.it , l'indice dei prezzi al consumo per operai e impiegati fatto 1 a dicembre 1993 è 1,622 a febbraio 2020, quindi basta fare 36151,98 x 1,622 = 58638,51 per avere il giusto limite per marzo 2020.
Altrimenti è come se il limite originale non fosse stato 70.000.000 ma 43.156.595 lire, cioè il 38,34% in meno di quello calcolato. Lo stato fa il furbetto e chiede onestà ai cittadini.
Con l'occasione magari potrebbero anche rivedere e abolire l'anticostituzionale discriminazione contro gli ultra65 regolarmente sposati.
La tanto amata e citata Costituzione italiana dice che
"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio."
e che
"La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia".
E invece mentre gli altri ultra65 sono esenti dal ticket con un reddito di 36151,97 euro lordi annui i coniugati non lo sono con reddito di 18076 euro pro-capite.
Ma ora non è il tempo di parlare di queste cose, non lo è mai stato negli ultimi 25 anni, non lo sarà nemmeno nei prossimi 25 e quando con 18076 euro lordi annui si potrà si e no comprare un bicchiere di latte al giorno non sarà più il caso di parlarne e nessuno sarà più esente, foresti esclusi.
Ora é il tempo di segregare i vecchietti in casa o meglio negli ospizi e confidare in covid-19.
Scritto 09/04/2020

martedì 6 aprile 2021

Progressività

Costituzione della Repubblica Italiana

"Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività."

Secondo la Sinistra "progressività" significa che le tasse devono aumentare non solo in misura più che proporzionale con l'aumentare della capacità contributiva ma anche col passare del tempo. Infatti col passare del tempo aumentano le aliquote o, al minimo, non aumentano i limiti di reddito cui si riferiscono: con un po' di inflazione aumenta il reddito nominale tassabile e la corrispondente aliquota e mentre il reddito reale, ossia la capacità contributiva, diminuisce la tassazione aumenta.

Sempre secondo loro "in ragione della capacità contributiva" significa che se uno ha un reddito di 36151,98 euro lordi annui è esente dalla tassa sanitaria mentre uno che lo ha di 36152 euro ha enorme capacità contributiva in più e deve pagare ticket per centinaia di euro all'anno.

Scritto 19/04/2020

lunedì 5 aprile 2021

Grazie

 Si sono susseguiti vari Ministri, ma il problema di rendere meno iniqua la norma sull'esenzione dal ticket dei minori di anni sei e dei maggiori di anni sessantacinque (under 6 and over 65, per gli italofobi) è sempre rimasto solo alla loro attenzione. Ora c'è il Ministro Roberto Speranza, ma il cognome non giustifica speranze: per l'emergenza Covid-19 ha altri problemi da risolvere e quello denunciato QUI rimarrà sempre all'attenzione del Ministro e del Ministero della Salute e del Governo tutto, di emergenza in emergenza.

Scritto 18/05/2020


sabato 3 aprile 2021

Domande


Perché sul sito del Ministero della salute da moltissimi anni si trova scritto che "il problema del limite di reddito .....è da tempo all'attenzione del Ministero della Salute e di tutto il Governo" e in tutti questi anni non sono riusciti a risolverlo?
Perché se la sanità è rivolta a tutti non si fa pagare la tassa detta ticket a tutti o a nessuno?
Se già si pagano le imposte secondo il reddito perché poi alcuni devono pagare tasse supplementari per permettere ai restanti di non pagarle?
Perché il limite di reddito annuo lordo per l'esenzione dalla tassa sanitaria è 36151,98 per un celibe e 18075,99 per un coniugato?
Perchè per far pagare di più i "ricchi" non si tassano di più tutti i ricchi ma solo quelli malati?
Scritto 27/08/2020

giovedì 1 aprile 2021

Speranza


Non ho nessuna simpatia per i ministri della sanità succedutisi dal 1994 a oggi; per nessuno, neppure per l'attuale.
Nessuno infatti in un quarto di secolo ha modificato il limite di reddito per l'esenzione dalla tassa sanitaria (ticket) mentre l'indice del costo della vita dal 1994 a oggi è aumentato del 61%. Nonostante che il Ministero della Salute da decenni affermi che il problema dell'adeguamento del limite è all'attenzione sua e del governo tutto, il limite è 36151.98 € anziché 58200 €, come se nel 1994 non fosse stato calcolato in 70 ma in 43,5 milioni di lire.
Tuttavia sono grato all'attuale ministro Roberto Speranza se davvero da 1/9/2020 non dovrò più pagare l'odiosa tassa di 10 euro a ricetta, se finalmente il totale da pagare non sarà più 10 euro in più della somma dei contributi indicati.
Non mi garba proprio pagare più tasse per consentire di pagare niente a chi già ha pagato meno imposte. Spero anche che il ministro rimedi alle iniquità qui segnalate, ma temo che resterà solo speranza.
Scritto 30/08/2020

martedì 30 marzo 2021

Che bello!


Ma proprio bene non è se devo pagare 26,70 euro di ticket solo perchè

“il problema dell’adeguamento del limite di reddito previsto per l’esenzione dalla partecipazione della spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all’attenzione del Ministero della salute e di tutto il Governo”

ma in 25 anni non sono riusciti a risolverlo e perché siamo regolarmente sposati.

Non è bene se penso che in 15 giorni per questa tassa ho pagato più di 130 €, che per ogni ricetta pago 10 euro per consentire ai furbetti italiani e stranieri di non pagare niente, che niente potrà essere messo in detrazione perché mia moglie guadagna troppo poco per le detrazioni e troppo per essere a mio carico.

Chissà poi perché se i soldi per la sanità non bastano mai si trova giusto tassare solo i “ricchi” malati e non tutti i ricchi o tutti malati.

Scritto 6 dicembre 2019

lunedì 29 marzo 2021

Tassa piatta


"Art. 53. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita ` contributiva. Il sistema tributario e ` informato a criteri di progressività."

Sempre secondo i soliti ipocriti, la tassa piatta non si può fare perché manca la progressività. Ma mentre affermano questo si scordano di leggere tutto l'articolo. Se si passa allo scaglione superiore dell'irpef o si paga il ticket solo perché grazie all'inflazione si superano limiti mai tempestivamente adeguati vi sarà sì progressività ma non in ragione della capacità contributiva.

Per effetto dell'inflazione infatti il reddito nominale aumenta ma la capacità contributiva può diminuire.

Ma i proclamatori della bellezza e immutabilità della Costituzione fingono di non capire, lasciano immutati i limiti progressivi di reddito e in tempi più o meno lunghi a seconda della percentuale di inflazione tutti si troveranno ad essere considerati fiscalmente ricchi anche se in realtà più poveri e alla fine saranno tutti nello scaglione d'imposta previsto per la capacità contributiva più alta e nessuna progressività.

Scritto 18 aprile 2019



venerdì 26 marzo 2021

Nessuno ne parla

Tutti riconoscono l'impossibilità di vivere come ai tempi della lira con l'equivalente in euro del reddito lordo di allora.

Per anni e anni ho trovato sul sito del Ministero della Salute:

"3. Il limite di reddito cui si fa riferimento per il riconoscimento del diritto all'esenzione viene periodicamente aggiornato?

No, è fissato dalla legge e può essere aggiornato solo con una modifica legislativa. Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo."

Si sono succeduti i governi, si sono succeduti i ministri ma ci stanno ancora pensando.

In base a quanto previsto dalla Legge 537/1993 e successive modificazioni (art. 8, comma 16) hanno diritto a tale tipo di esenzione Cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (CODICE E01)

Da allora sono passati 20 anni e il limite è rimasto sempre quello, il costo della vita NO. E immutati sono rimasti i criteri che penalizzano la famiglia stabilendo un reddito lordo pro-capite non superiore a 36151,99 euro per singoli e unioni di fatto, 18076 euro per una coppia sposata e 9038 euro se questa ha due figli minori.

Chi arriva dall'Africa è di regola esente e magari convinto che le spese per l'assistenza sanitaria siano comprese nell'importo pagato ai trafficanti per farlo entrare nel Paese. Per i residenti il discorso è un po' diverso: pagano imposte quando stanno bene e in più tasse quando si ammalano.

Scritto 24 febbraio 2018


giovedì 25 marzo 2021

Figli

Penalizzare i matrimoni regolari e favorire i matrimoni sterili non può giovare alla natalità.

Dicono che è questione di civiltà, ma se si si favoriscono unioni omosessuali, occasionali o temporanee e si sanzionano pesantemente le coppie naturali sposate non si agevola la nascita di figli.

Desiderare dei figli è un progetto a lungo termine che necessita o almeno è favorito dalla stabilità della cooperazione fra genitori. Se una coppia non è disposta a sopportare i vincoli matrimoniali difficilmente potrà accettare i vincoli genitoriali.

Ma il matrimonio regolare comporta penalizzazioni che le altre unioni non hanno. Il trattamento fiscale considera il matrimonio un vincolo sempre valido se comporta più imposte ma non sempre se ne comporta meno, sempre per la somma dei redditi ma non per quella delle spese.

Mentre i due coniugi concorrono al reddito familiare non succede lo stesso per le spese, quelle dell'uno non sono sempre cumulabili con quelle dell'altro e restano indetraibili per l'incapiente.

Così quando le pensioni minime furono portate a un milione di lire non tutte le sposate ne beneficiarono. C'è esenzione dal ticket sanitario per chi ha meno di 6 anni o più di 65 a condizione che il reddito familiare non superi un limite, immutato da 25 anni. Ma mentre i non coniugati sono esenti con un reddito lordo annuo di 36151 €, i coniugati lo sono solo con reddito medio pro-capite inferiore a 18076 €. Essere sposati non conviene, disincentivare le unioni stabili equivale a disincentivare famiglia e figli.

Scritto 3 marzo 2018

lunedì 22 marzo 2021

Assurdità

.Le leggi, pur originate da logiche politiche diverse, non dovrebbero essere in contrasto con la logica razionale. E invece spesso sono assurde, irrazionali, illogiche e inique.

Limiti di reddito
È assurdo che nel 2018 siano ancora validi valori di reddito calcolati nel 93 del secolo scorso, ai tempi della lira.
L'avvento dell'euro ha cambiato non poco il valore dei redditi percepiti. Per esperienza comune quello che costava 1000 lire è costato da subito 1 euro e per l'indice ISTAT in questi 25 anni il costo della vita è passato da 100 a più di 150.
Ma i limiti di reddito per beneficiare di agevolazioni fiscali sono rimasti esattamente quelli che erano, ovviamente oggi espressi in euro al cambio di 1936,27, come se quello che allora si aveva con mille lire oggi si potesse avere con 52 centesimi di euro.
E così quelli che erano importi evidentemente tondi (70 mln, 5.5 mln, ecc.) sono diventati ridicoli valori "arrotondati" al centesimo che manifestano la loro vetustà: 36151.98, 2840.51, ecc. .
Aspettando
È assurdo che nel 2018 siano ancora validi valori di reddito calcolati nel 1993.
Sul sito del Ministero della Salute per anni c'è stato:
"il problema dell'adeguamento dei limiti di reddito al costo della vita è da tempo all'attenzione di questo ministero e del governo tutto".
Non so se c'è ancora, ma in 25 anni non sono riusciti ad affrontare e tanto meno a risolvere il problema, che tuttavia avrà sempre la loro attenzione chissà per quanto tempo ancora.
La trappola
È assurdo che nel 2018 i limiti di reddito per benefici fiscali siano sempre quelli calcolati in base al costo della vita di 25 anni fa.
Anche se nel 1993 fossero stati correttamente calcolati, nel 2018 non possono che risultare inadeguati perché il valore reale non corrisponde più alla capacità contributiva di allora.
Anche se si vogliono maggiori entrate è assurdo non aggiornare i parametri limitandosi ad aspettare che l'inflazione faccia il suo corso e che la gente diventando in realtà più povera finisca col diventare nominalmente più ricca, superi i limiti e non abbia più diritto alle agevolazioni.
È una trappola, un modo subdolo e vigliacco di affrontare il problema.
La regola è stata "non facciamo niente e tutti quelli con agevolazioni per basso reddito avranno fra 5, 25 o 50 anni il reddito nominale che supererà il limite mentre il reddito reale diminuirà: saranno più poveri ma più tassati".
Se sapendosi più poveri non si accorgeranno di essere diventati ricchi per il fisco e non più esenti, saranno anche considerati evasori "furbetti" e sanzionati.
Per rispetto verso i contribuenti sarebbe meglio dire esplicitamente che si abbassano i limiti (reali) perché i costi aumentano e da tutto il mondo arrivano persone da assistere e curare gratuitamente e che non pagano nemmeno imposte e tasse.
Reddito familiare
Per il calcolo dell'imposta e delle detrazioni si considera il reddito personale. Se uno non supera 8000 € di reddito lordo annuo non può beneficiare delle riduzioni d'imposta per spese detraibili non avendo imposta da pagare. È un modo per favorire i meno poveri fra i poveri, favorire chi ha possibilità e non chi ha necessità.
Se con tale reddito vive solo dovrà rassegnarsi a pagare cose e servizi più cari di chi ha reddito superiore o familiari che possono godere in sua vece dei benefici fiscali.
Ma se quel reddito supera euro 2840,51 nessun familiare puo farlo. In pratica se il reddito di una persona è compreso tra 2840.51 e 8000 euro lordi annui le "spese detraibili" ad essa relative non sono detraibili da nessuno.
È evidentemente un'assurda iniquità. Ma ancor più iniquo e assurdo è il fatto che per determinare il diritto all'esenzione dal pagamento del ticket sanitario non si considera il reddito personale ma quello familiare. Una persona ultra65nne è esente da ticket se il suo reddito lordo annuo non supera 36151,98 € ma non è esente se è sposata e sommando al suo il reddito del coniuge supera quel limite.
Anche se entrambi i coniugi devono pagare i ticket uno solo ha riduzione dell'Irpef per le proprie spese.
Tassa matrimoniale
Due persone conviventi ultra65nni non sposate (fratelli, compagni, amanti o altro) non pagano ticket se singolarmente non superano il limite di reddito previsto mentre due persone sposate lo pagano con reddito medio appena superiore alla metà di quello.
Non so se le nuove unioni sottostanno alla stessa regola valida per le vecchie coppie di sposi: forse no, forse non hanno l'età, forse hanno alti redditi individuali; di fatto non hanno protestato come loro sanno.
È anche assurdo fare la somma dei redditi per avere un importo tassabile e non la somma delle spese detraibili fatte con quella somma per aver l'importo deducibile.
La nostra Costituzione recita
"Art.31 - La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose" e per famiglia intende
"Art.29 - La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societa ` naturale fondata sul matrimonio."
e con "matrimonio" i padri costituenti non pensavano a quelle stravaganti, effimere e sterili unioni oggi di moda.
La norma vigente penalizza invece il matrimonio favorendo con una tassa matrimoniale i non sposati e penalizza le famiglie numerose non considerando il numero dei componenti nel calcolo del limite di reddito esente. Una famiglia non ha la stessa capacità contributiva se con 100 deve provvedere a una, tre o a cinque persone.
Non capisco come un Presidente della Repubblica garante del rispetto della Costituzione possa avere avallato una tale assurdità.
.Progressività
"Costituzione della Repubblica Italiana - Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita ` contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività"
Sarà per questo che quando il reddito supera anche di un solo centesimo quei limiti eterni di 36151.98 euro le persone prima esenti pagano centinaia di euro di tassa sanitaria, compresi 10 euro fissi per ogni ricetta per consentire le esenzioni a chi non li supera.
Anche a prescindere dall'assurda disparità di trattamento dei coniugati per i quali il limite scende a 18076 di reddito lordo medio pro-capite, mi sembra un modo un po' distorto, esagerato e capzioso di applicare la norma, un'altra assurdità.
Se il reddito lordo è un euro sopra i limiti esenti la capacità contributiva non può essere più di tanto superiore a quella di un contribuente esente. Si dovrebbe quindi pagare non più del netto corrispondente a un euro lordo.
Non considerando netto e detrazioni, se il reddito supera di 500 euro il limite e le tasse da pagare sono 1000 euro chi è tenuto a pagare avrà un reddito di 500 euro inferiore a quello di chi è esente. Non è nemmeno progressività ma solo altra assurdità.
Anche la progressività dell'Irpef comporta aliquote superiori non per aumentata capacità contributiva ma per il mancato adeguamento dei limiti al costo della vita.
Anche questo calcolo è punitivo per le famiglie. A parità di reddito lordo complessivo è più tassata la famiglia in cui uno dei coniugi per badare ai figli deve rinunciare ad un lavoro retribuito o accontentarsi di uno poco remunerativo mentre l'altro sarà tassato con aliquote più alte.
Resta comunque l'iniquo trattamento per i redditi da 2840.51 e 8000 euro annui
Interesse
Nonostante l'attuale norma che per l'esenzione dal ticket fa riferimento a limiti di reddito calcolati 25 anni fa, penalizza le coppie sposate, prevede una tassazione esageratamente progressiva sia palesemente assurda e iniqua, nessuno sembra interessarsene.
I casi sono due: o gli interessati sono tanti o sono pochi.
Se sono tanti porvi rimedio e renderla meno assurda comporta una spesa notevole, insostenibile dal governo e magari sanzionabile da Bruxelles.
Se sono pochi non vale la pena interessarsene perché non comporta molti voti riconoscenti.
Io propendo per quest'ultima ipotesi: il problema riguarda un'esigua minoranza ed è ben più piccolo dei grandi problemi interni o internazionali. Un'inezia di cui non occuparsi. Sarà così, ma resta un'iniqua assurdità e per le poche o tante persone coinvolte è tutt'altro che un piccolo problema.
Ma chi se ne frega.
Scritto 16 maggio 2018

sabato 20 marzo 2021

Progressività

Sempre pronti ad invocare la Costituzione quando gli fa comodo e ad ignorarla bellamente nel resto, notoriamente sono per la progressività dell'imposta.

Per loro deve essere talmente progressiva da aumentare man mano che diminuisce la capacità contributiva. Ed è per questo che per anni si sono rifiutati di rivedere la norma che regola la tassa sanitaria, amorevolmente chiamata ticket.

Credo sia fuori discussione che chi non ha goduto di vincite alla lotteria ma solo di un parziale adeguamento del proprio reddito al costo della vita oggi sia più povero di prima, ma siccome nominalmente è più ricco si trova a superare quel limite di 36151,98 euro calcolato un quarto di secolo fa e quindi va tassato.

Non importa poi se la più bella Costituzione del mondo oltre a dire che

"Il sistema tributario e informato a criteri di progressività"

dica anche che

"Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita contributiva"

e che

"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio."

e

" agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia".

Per il criterio della progressività chi diventa più vecchio, più malato, più povero deve essere più tassato mentre per agevolare matrimonio e famiglia penalizzano le coppie sposate.

Per questo una coppia di sposi vecchia maniera, regolarmente sposata, deve pagare i ticket sanitari con un reddito lordo medio pro capite di 18076 euro mentre due persone conviventi (fratelli, amici, amanti) gode dell'esenzione dal ticket con un reddito poco meno che doppio.

Sto parlando di persone ultra65enni, ma il discorso vale anche per figli con meno di 6 anni, mutatis mutandis.

Lo chiamino pure razzismo, se li fa contenti, ma non posso dire di non essere infastidito o irritato vedendo tante persone che mai hanno pagato un euro d'imposta non dovere nemmeno mettersi in fila per pagare il ticket mentre io devo pagare una tassa (nemmeno tanto piccola) per consentire loro di godere dell'assistenza sanitaria gratuita a noi negata.

Arrivano, si presentano all'ospedale, non devono neppure dire il loro vero nome e vengono curati gratuitamente mentre io devo dare il mio nome e conseguentemente pagare.

Infatti sanno che sono sposato, che la pensione di mia moglie negli anni è passato da 430 a 500 euro mensili, che anche la mia è aumentata seppur meno del costo della vita e che sommando i nostri redditi nominali ora superiamo quel limite immutato dal 1994 mentre la nostra capacità contributiva è diminuita.

Chissà se solo io trovo la cosa scandalosa, assurda, iniqua e immorale; sicuramente sull'argomento sono tornato molte volte.

Scritto 23 ottobre 2018

.

giovedì 18 marzo 2021

Quelli che la Costituzione

 martedì 20 novembre 2018


Cosa dicono quelli che la Costituzione italiana la considerano

 la più bella del mondo, che tanto la citano quando gli fa comodo e la ignorano bellamente quando non gli interessa, cosa dicono della norma che regola l'esenzione dalla tassa sanitaria (ticket)?

È in evidente contrasto con la norma costituzionale ma non interessa a nessuno, nessuno ne parla.

Riporto quello che prevede la Costituzione e quello che invece è previsto per l'esenzione dal ticket dei minori di anni 6 e dei maggiori di anni 65 con reddito familiare lordo annuo inferiore a 36151,98 euro (VEDERE )


Costituzione Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.


Esenzioni per reddito.

Mentre per tutti gli altri cittadini il reddito del nucleo familiare è dato dalla somma dei singoli redditi complessivi prodotti dall'interessato e dagli altri familiari fiscalmente a carico, per i cittadini sposati il coniuge fa sempre parte del nucleo fiscale anche se è fiscalmente indipendente o non convivente. In pratica due cittadini non sposati sono esenti da ticket anche con reddito di 36151,97 euro ciascuno mentre quelli sposati solo con reddito medio pro capite inferiore a 18076,99


Costituzione Art. 29.

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societa ` naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio e ` ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unita ` familiare.

Costituzione Art. 31.

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternita `, l’infanzia e la gioventu `, favorendo gli istituti necessari a tale scopo .

 .

Esenzioni per reddito

Viene penalizzato il matrimonio e conseguentemente la famiglia "fondata sul matrimonio" e non è a garanzia dell'unità familiare privilegiando i coniugi legalmente separati.


Costituzione Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita contributiva. Il sistema tributario e informato a criteri di progressivita.

Esenzioni per reddito

Il limite di reddito cui si fa riferimento per il riconoscimento del diritto all'esenzione è fissato dalla legge e può essere aggiornato solo con una modifica legislativa.

Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo. In 25 anni il limite non è mai stato adeguato, chissà quando tempo ci vuole ancora perchè il problema sia affrontato e risolto. Nel frattempo succede che con un adeguamento inferiore al tasso di inflazione il reddito nominale superi quel limite mentre il reddito reale e la capacità contributiva diminuiscono. Una specie di progressività inversa: diventando più poveri si pagano più tasse.

martedì 16 marzo 2021

Equità all'italiana

Anche per le spese mediche funziona così: se hai abbastanza reddito puoi chiedere il rimborso di una parte della spesa, se non ne hai no.
Magari se sei disoccupato o disoccupata e non hai reddito non devi pagare il ticket nemmeno per il coniuge se guadagna meno di 2840,51euro all'anno. Se ne guadagna di più ma meno di 11362,05 tu sei esente ma la moglie non è a carico, deve pagare ticcket e se guadagna meno di 7500 euro annui non "è capiente" per eventuali detrazioni.
Anche se vivi sola o solo e hai più di 65 anni puoi essere esente da ticket e puoi detrarre parte delle spese se hai reddito lordo tra 7500 e 36151,98 euro annui, ma se sei sposato o sposata e sommando il reddito del coniuge arrivi a 36151,99 euro entrambi dovete pagare il ticket, mentre se guadagni più dt €2840,51 non sei a carico del coniuge che non può detrarre le tue spese e se guadagni meno di €7500 non hai Irpef da pagare su cui effettuare le detrazioni.
Tutto chiaro, semplice ed equo.
Scritto 20 gennaio 2017

Lealtà


Uno stato che non difende il suo territorio dalle invasione straniere ma le favorisce, che si vanta di salvare vite straniere e non difende le vite dei suoi cittadini non può chiedere la loro fiducia.
Uno stato che più i suoi cittadini diventano poveri e più li tassa non ha titolo per chiedere la loro lealtà.
Chi vent'anni fa non doveva pagare tasse sanitarie (ticket) oggi è più povero, più vecchio e più malato e le deve pagare solo perché furbescamente lo stato non ha adeguato al costo della vita il limite di reddito per esserne esenti: uno stato che si comporta furbescamente non ha titolo per chiedere ai cittadini di non fare i furbetti.
Uno stato razzista che antepone il mondo intero ai propri cittadini, che favorisce spudoratamente stranieri e minoranze d'ogni etnia a danno dei propri contribuenti non ha titolo per chiedere loro di accettare entusiasti questa discriminazione o di accusarli di razzismo.
Uno stato in cui i ladri hanno diritto ad essere indennizzati e le vittime rischiano il carcere non è uno stato serio.
Scritto 8 marzo 2017

giovedì 11 marzo 2021

Lotta alla povertà


Ora tutti i politici di ogni colore si riempiono la bocca con "lotta alla povertà" da fare così o cosà. Per il momento si continua invece la lotta ai poveri, come si fa da sempre, con i governi di ogni colore.

Capita tutti i giorni di essere troppo poveri e di non potere conseguentemente beneficiare dei vantaggi concessi a chi è meno povero. Così con un provvedimento definito di equità dai governanti si è dato ottanta euro al mese a chi aveva un certo reddito ma non a chi aveva meno: lotta ai poveri.

Così se uno deve ristrutturare la casa dove vive ma non è abbastanza ricco da pagare abbastanza Irpef per potervi detrarre le agevolazione previste non ha alcuna agevolazione: troppo povero.

E la lotta ai poveri continua con mille altre agevolazioni riservate ai ricchi o ai meno poveri: se uno compra una poltrona, una caldaia, un condizionatore e non so cos'altro lo pagherà di più di chi non è povero quanto lui: lotta ai poveri.

E per potere dare le agevolazioni agli altri deve pagare più di IVA e di tasse: il danno e la beffa. Anche se si ammala non potrà avere i rimborsi concessi ai più ricchi perché troppo povero e nemmeno le esenzioni dalla tassa sulla salute (in italiano detta ticket) concessa ai più poveri o autoproclamatisi tali perché non abbastanza povero.

Se poi ha avuto la malaugurata idea di sposarsi e mettere su famiglia peggio per lui. Se non è abbastanza ricco da potersi permettere le detrazioni potrebbe beneficiarne un familiare ma con più di 2840,51 € all'anno non si può essere a carico di nessuno e nessuno può addossarsi spese e detrazioni.

2840,51 € all'anno sono 7,78 € al giorno, un quinto di quelli che servono per mantenere un finto profugo, un decimo di quelli necessari per un minore straniero: ma per un italiano sono considerati bastanti per poter essere autosufficienti.

Naturalmente se sei un italiano onesto e il reddito è 2840,52 € lo stato lo sa e nessuno avrà i benefici spettanti, ma se sei un africano in Africa nessuno può sapere quanto guadagni e il tuo familiare in Italia continuerà ad avvantaggiarsene.

2840,51 sono il valore in euro di 5.500.000 lire calcolate 25 anni fa e da allora mai aggiornato. Anche ammettendo che fosse congruo allora non lo può essere ora: per potere essere considerati a carico si deve essere più poveri di 25 anni fa.

Risale a quel tempo anche il limite di 36151.98 € di reddito familiare complessivo annuo sotto il quale chi ha meno di 6 anni o più di 65 è esente dalle tasse sanitarie. Erano lire 90.000.000 nel 1994, un limite piuttosto alto per quel tempo ma anche allora iniquo valendo parimenti per famiglie di una, due o più persone: evidentemente quante più persone vivono con un certo reddito complessivo tanto più basso è il reddito medio pro-capite e tanto più povere sono.

Al cambio di 1936,27 lire per un euro quell'importo è ora 36151.98 €, nemmeno arrotondato a 36152, ma con questo reddito si è molto più poveri che nel 1994.

Ma nient'altro è cambiato: una persona non sposata ultrassessantacinquenne con 36151 € di reddito non paga "ticket" mentre due coniugi ultrasessantacinquenni con reddito di 18075 € ciascuno o 30000 € l'uno e 6152 € l'altro lo pagano entrambi. Sempre lotta ai più poveri.

Mi piacerebbe che invece di parlare inutilmente di lotta alla povertà si abolisse la lotta ai poveri.

Scritto 24 maggio 2017

 

lunedì 8 marzo 2021

Vorrei capire

Vorrei capire, vorrei che qualcuno mi spiegasse per quale motivo nessuno si preoccupa di rimediare ad una norma palesemenente ingiusta. Parlo dell'esenzione dal pagamento della tassa sulle prestazioni sanitarie (detta ticket) per i minori di 6 e i maggiori di 65 anni di età.

Ammesso che sia opportuno un trattamento di favore per queste fasce di età, la norma vigente, che fissa in 36151,98 euro il reddito complessivo familiare lordo annuo (RCFLA) superato il quale non spetta l'esenzione, è palesemente ingiusta perché:

  • applica a redditi del 2017 un valore calcolato per redditi anteriori al 1994;

  • dal dicembre 1994 a maggio 2017 l'indice del costo della vita in Italia è aumentato del 53,8% (vedi);

  • il limite che allora era Lit 70 milioni è ora € 36151,98, cioè lo stesso di allora ma espresso in euro (70.000.000/1936,27);

  • un valore anche se giustamente calcolato che era valido per il 1994 non può esserlo nel 2017, o era giusto allora e sbagliato ora o viceversa;

  • tenendo conto dell'inflazione il limite attuale dovrebbe essere € 55600;

  • 36151,98 oltre a non essere rivalutato, anche se "il problema dell'adeguamento al costo della vita è da tempo (10-15 anni) all'attenzione del Ministero della Salute e del governo tutto", è pure ridicolo, non è nemmeno arrotondato e manifesta la sua origine novecentesca pre-euro;

  • una persona o una coppia sposata o una famiglia che nel 1994 era esente perché il suo RCFLA era ben 30% sotto il limite se è ancora viva nel 2017 deve pagare il ticket, bastando avere avuto da allora un aumento del reddito del 45%, insufficiente per adeguarlo al costo della vita ma più che sufficiente per superare il limite mai rivisto, in pratica è diventata più vecchia, più malata, più povera e più tassata;

  • con RCFLA 36151,98 € si è esenti, con 36152 € si paga la tassa e se questa in un anno supera € 0,02 (e lo supera sicuramente) il tassato diventa più povero dell'esentato per tutta l'eccedenza;

  • essendo il limite uguale sia per famiglie di 1, 2 o più persone più queste sono numerose e più basso è il reddito medio oltre il quale sono tassate;

  • un pensionato non sposato è esente con il doppio del reddito medio di una coppia sposata;

  • le coppie regolarmente sposate pagano la tassa mentre non la pagano quelle con uguale reddito non sposate, in disprezzo alla Costituzione della Repubblica Italiana che recita

      "Art. 29. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio......
      Art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose......".

Poiché nessuno parla di modificare questa norma (e altre) vorrei sapere se qualcuno mi può chiarire:

  • se mi sbaglio a ritenerla iniqua essendo invece giusta e non anacronistica;

  • se pur considerandola sbagliata a nessuno interessa renderla più equa in quanto riguarda un numero troppo piccolo di persone, troppo pochi elettori;

  • se, al contrario, non si vuole modificarla perché riguarda un grandissimo numero di persone e renderla equa comporterebbe un enorme costo, insopportabile per le casse statali.

Io sono convinto che ai politici non interessa se una cosa è giusta o sbagliata, non interessa se grava molto o poco sul bilancio statale, interessa solamanete quanti voti può fruttare. E non mi piace.

Scritto 28 giugno 2017


sabato 6 marzo 2021

Dire e fare

Uno apre la Costituzione della Repubblica Italiana e trova:

"Art. 29. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio......

Art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose......".

Pensa sia bene che nella Costituzione sia scritto questo ed è certo che il legislatore abbia fatto e faccia di tutto per osservare il dettato costituzionale.

Ma poi si rende conto che l'unica famiglia di cui i politici attuali si siano occupati per favorirla è quella fondata sul matrimonio uomo-uomo o donna-donna, cui sicuramente settanta anni fa i costituenti non avevano pensato.

Si sono sì occupati anche di quella fondata sul matrimonio cui pensavano i padri costituenti come tutti al mondo, ma certamente non per favorirla.

Settant'anni fa non immaginavano che i figli si scegliessero e ordinassero in internet: è questione di civiltà, ci dicono. Ma i nostri padri costituenti erano incivili, come tutti a quel tempo. A quel tempo tutti ma proprio tutti con matrimonio intendevano quello uomo-donna, quello da cui possono nascere figli; a quel tempo pensavano che il matrimoio dava una certa stabilità alla famiglia e maggior tutela ai minori .

Per la legge italiana vigente quel matrimonio è qualcosa di abominevole da punire quanto più possibile. E così il matrimonio vale per sommare i redditi dei coniugi ed escludere per eccesso di reddito la famiglia dai benefici che senza matrimonio altrimenti avrebbe. Ma non vale per sommare le spese dei coniugi e consentire sempre a carico del coniuge "capiente" le spese sostenute per il coniuge "incapiente".

E così le persone sposate sono penalizzate rispetto a quelle con uguale reddito non sposate: capita per la tassa sanitaria (ticket), per il trattamento pensionistico, per le spese sanitarie, per le spese di ristrutturazione e per tutte quelle che prevedono agevolazioni fiscali (di cui peraltro non godono nemmeno i non sposati a basso reddito).

Considerando che nel matrimonio all'antica spesso capitava che per dedicarsi alla famiglia e crescere i figli uno dei coniugi non potesse prestare normale lavoro retribuito, il matrimonio (per ora) vale per la pensione di reversibilità e gli omossessuali lo pretendono.

L'unica speranza è che gli sposi gay si trovino danneggiati come gli altri, che si facciano sentire come loro sanno ben fare e che quanto subito otterranno sia esteso anche agli sposi all'antica.

Scritto 27 luglio 2017

venerdì 5 marzo 2021

FAQ


Uno va sul sito internet del ministero della salute e trova

"Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo."

Pensa allora: "Ma che bravi quelli del Ministero della Salute e quelli del governo tutto, che bravi la ministra Lorenzin e il primo ministro Gentiloni: si preoccupano per evitare iniquità, per evitare che la progressività dell'imposta significhi che, per colpa dell'inflazione, uno più diventa povero e più tasse deve pagare."

Poi scopre che quella cosa là è sul sito ministeriale almeno da un decennio e che Lorenzin e Gentiloni non sono migliori dei ministri e primi ministri che li hanno preceduti. Come quelli continuano a prenderci in giro e a non fare niente, a meno che i collaboratori del ministero della sanità e del governo non siano talmente pigri o incapaci da impiegare decenni per risolvere un problema non molto complicato.

Ma se davvero la soluzione richiede moltissimo tempo ne spieghino i motivi: di bilancio, di voti o di semplice calcolo proporzionale.

Scritto 3 ottobre 2017


martedì 2 marzo 2021

Questione di civiltà

 Dite questione di civiltà avere trovato tempo e modo di approvare le unioni civili, ma non lo avete trovato per modificare la norma sui ticket sanitari che penalizza il matrimonio esentando dal pagamento le persone singole o non sposate con reddito annuo lordo fino a 36151,98 € mentre per le persone sposate tale limite è raggiunto sommando quelli dei due coniugi.

In pratica le persone sposate sono esenti solo con reddito medio pari alla metà di quello delle persone non sposate, in evidente contrasto con la bella costituzione che dice:
"Art. 29.La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia".
Scritto 19 ottobre 2017

lunedì 1 marzo 2021

Promesse

Caro Berlusconi, in vista delle prossime elezioni lei promette di portare le pensioni minime a 1000 euro mensili per 13 mensilità. A garanzia di questo lei afferma che aveva promesso di portare le pensioni minime a 1 milione di lire mensili e questo il suo governo ha fatto.

Un milione di lire sono 516 € al mese. La mia pensione mensile è di 499,45 € e solo grazie a governo diverso dal suo c'è una "14ma mensilità". Vorrei capire se si tratta di un errore o se non è vero che tutte le pensioni sono state portate a 516 € al mese.
Nel primo caso dovrei far presente l'errore all'INPS e chiedere rettifiche e conguagli, nel secondo caso non posso crederle quando afferma che saranno portate tutte a 1000 €.
Siccome anche mia sorella si trova nella mia condizione, stento a credere alla coincidenza di due errori simili e penso che per altri motivi le nostre pensioni pagate con anni di contributi siano appena confrontabili con quelle di persone che mai ne hanno pagati e magari sono venute qui solo per beneficiare di quelli altrui.
Ma anche ammesso che si avveri la sua promessa, per quelle di noi sposate si presenterà un altro problema.
Salvo errori, per una pensione netta di 1000 € euro quella lorda è 1120 €.
Se il marito ha una pensione lorda di 1665 euro insieme superano i 36151,98 euro lordi annui, limite di reddito oltre il quale non hanno più diritto all'esenzione dal ticket sanitario.
Questo in forza di una norma calcolata ai tempi in cui lei è entrato in politica e mai aggiornata da allora. Norma che non considera la perdita del potere d'acquisto in questo quarto di secolo, punisce le famiglie più numerose non considerando il numero dei componenti e discrimina i coniugi, tassati quando il loro reddito medio supera la metà del limite per i non sposati.
Una vera e propria tassa sul matrimonio e in contrasto con gli articoli 29 e 31 della Costituzione. Le tasse sanitarie non sono poca cosa e crescono col crescere degli anni di età.
Va bene che la Costituzione prevede la progressività della tassazione, ma mi sembra un tantino esagerato che aumenti col diminuire della capacità contributiva e col crescere dell'età.
Ma questo è successo: grazie all'inflazione abbiamo superato il limite di reddito per l'esenzione dal ticket, siamo diventati più poveri ma dobbiamo pagare una tassa prima non dovuta, siamo diventati più vecchi e malati e dobbiamo pagare più ticket.
Paradossalmente lo Stato considera il matrimonio comunione delle entrate ma non delle spese: se la somma dei redditi supera il limite si paga il ticket, ma le spese sostenute per il coniuge con pensione tra 2840,52 e 7750 euro non possono essere da lui detratte perché incapiente né dal coniuge perché non ne è a carico.
Magari, signor Berlusconi, potrebbe anche impegnarsi di rimediare a questi obbrobri, anche se forse non riguardano moltissimi elettori e rimediarvi non costa moltissimo.
Scritto 21 novembre 2017

giovedì 25 febbraio 2021

Per equità

Io penso che per chiunque dare 100, non ricevere 100 o sprecare 100 si equivalga.

Ma per i governi di sinistra non è anche così: sprecano 100, concedono di pagare 100 in meno, ma non ci pensano nemmeno di dare 100 a chi non ha niente e niente da pagare.

E così concedono sconti sulle spese per per questo e per quello a chi ha abbastanza reddito da pagare irpef e non a chi non ne ha.

Concedono rimborsi a chi ha abbastanza soldi da poter fare certe spese ma chi non ne ha abbastanza paga le tasse che servono ai rimborsi e nulla riceve. Sempre per questioni di equità.

E per equità due sposi pagano le tasse sanitarie (ticket) guadagnando insieme 36152 euro lordi annui e un singolo che ne guadagna 36151 è esente. E le tasse sanitarie sono centinaia di euro annui, e il limite di reddito è stato calcolato 25 anni fa e mai rivalutato.

Per equità si danno 500 euro a chi compie 18 anni in un periodo limitato e non a chi è nato prima (abbastanza logico) o dopo (meno logico).

Per equità e antirazzismo spendono per ogni persona che senza invito arriva dall'Africa quanto un italiano a malapena guadagna per mantenere una famiglia di più persone.

Scritto 14 dicembre 2017

*Se condividete CONDIVIDETE, grazie.

 

martedì 23 febbraio 2021

La trappola


Lo stato italiano ha messo una trappola in cui prima o poi cadranno molti cittadini.

Mostrando magnanimità e comprensione nel lontano 1994 stabilì che

"A decorrere dal 1° gennaio 1995 sono esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria di cui ai commi 14 e 15 i cittadini di età inferiore a sei anni e di età superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo riferito all’anno precedente non superiore a lire 70 milioni (€ 36.151,98)."

Da allora sono passati più di 20 anni e quel limite non è stato mai aggiornato e forse non lo sarà mai, anche se da anni si trova nel sito del Ministero della Salute

"Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo."

A prescindere dall'iniquità di considerare il limite egualmente valido sia per un "nucleo familiare" costituito da una sola persona che per uno di due o dieci, è del tutto evidente che se il reddito aumenta con l'aumentare dell'indice del costo della vita mentre il limite oltre il quale cessa l'esenzione resta invariato, prima o poi tutti i redditi sotto tale limite finiranno per superarlo e dovranno essere pagate più tasse senza alcun aumento del potere d'acquisto. Di regola succede che sono considerati fiscalmente più ricchi pur essendo in realtà più poveri.

Il grafico sottostante evidenzia che mentre il limite k resta invariato i redditi a, b, c rivalutati in base all'inflazione dal 1995 al 2016 finiranno per superarlo:

k era 36.151.98 euro nel 1995 (70.000.000 lire), resta 36.151,98

a era 25.306 euro nel 1995 (49.000.000 lire, 70% di k) è 36.239 nel 2011

b era 21.691 euro nel 1995 (42.000.000 lire, 60% di k) sarà 36.773 nel 2022

c era 18.076 euro nel 1995 (35.000.000 lire, 50% di k) sarà 36.311 nel 2031

Scritto 9 aprile 2016


 

Il dubbio


Ho un dubbio che non so risolvere e non so a chi posso rivolgermi per risolverlo.

Nelle istruzioni per la compilazione del modello 730 trovo:

Sono considerati familiari a carico dal punto di vista fiscale:

il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; ecc.

I familiari possono essere considerati a carico solo se non dispongono di un reddito proprio superiore 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili

Nel modulo per la richiesta di "Esenzione partecipazione spesa sanitaria" (ticket) trovo

DICHIARA

E01 □ di avere età superiore a 65 anni con reddito familiare lordo, riferito all’anno precedente, non superiore a Euro 36.151,98

Il reddito è’ dato dalla somma dei redditi riferiti all’anno precedente di tutti i componenti del nucleo familiare.

Compongono il nucleo, le persone per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia (familiari a carico).Si ribadisce che sono da considerarsi a carico i familiari per i quali .. spettano le detrazioni per carichi di famiglia, vale a dire quando non possiedano redditi propri di ammontare superiore a € 2840,51 al lordo degli oneri deducibili, i seguenti membri del nucleo familiare:

- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato indipendentemente dalla sua situazione reddituale - ecc.

Nel caso di coniugi A e B non legalmente ed effettivamente separati con reddito lordo di 3151,99 € A e 33000.00 € B posso capire:

A non è fiscalmente a carico di B per le detrazioni Irpef perché il reddito lordo di A supera 2840,81 € ma concorre al reddito familiare "indipendentemente dalla sua situazione reddituale" e A e B non sono esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria in quanto il reddito familiare supera 36151,98 €.

Il reddito di A concorre al reddito familiare ma è da considerarsi a carico di B perché è " da considerarsi a carico" " il coniuge non legalmente ed effettivamente separato indipendentemente dalla sua situazione reddituale"

A non concorre al reddito familiare perché "Compongono il nucleo, le persone per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia (familiari a carico)" e per A non spettano le detrazioni il suo reddito lordo supera 2840.81.

Considerata l'ingordigia e l'iniquità dello stato italiano ritengo che la risposta giusta sia la n. 1, cioè i coniugi sono un nucleo familiare quando ne hanno un danno e non lo sono quando ne avrebbero un beneficio.

La n. 2 è valida se "indipendentemente dalla sua situazione reddituale" è l'eccezione alla regola e si deve intendere che sono da considerarsi a carico i familiari con reddito non superiore a 2840,81 € e

"il coniuge non legalmente ed effettivamente separato indipendentemente dalla sua situazione reddituale"

La n. 3 è valida se "Compongono il nucleo, le persone per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia" e per A non spettano se non vale "indipendentemente dalla sua situazione reddituale"

Scritto 21 gennaio 2016

 

sabato 20 febbraio 2021

Senza risposta



Mi sono rivolto all'URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) della Regione Piemonte e all'URP della Regione Liguria sperando di avere una risposta alle domande in merito ad evidente contraddizione tra quanto specifica l'Agenzia delle Entrate nelle istruzioni per la compilazione del mod. 730 e quanto precisa l'ASL per la compilazione della dichiarazione per l'esenzione dalla tassa sanitaria (ticket). Il testo della mail inviata ai due Enti praticamente ricalca il dubbio già espresso nel precedente scritto.

In sintesi , nel caso di coniugi A e B non legalmente ed effettivamente separati con reddito lordo di 3151,99 € A e 33000,00 € B posso capire:

1. A non è fiscalmente a carico di B per le detrazioni Irpef perché il reddito lordo di A supera 2840,81 € ma concorre al reddito familiare "indipendentemente dalla sua situazione reddituale" e A e B non sono esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria in quanto il reddito familiare supera 36151,98 €.

2. Il reddito di A concorre al reddito familiare ma è da considerarsi a carico di B perché è " da considerarsi a carico" " il coniuge non legalmente ed effettivamente separato indipendentemente dalla sua situazione reddituale"

3. A non concorre al reddito familiare perché "Compongono il nucleo, le persone per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia (familiari a carico)" e per A non spettano le detrazioni perché il suo reddito lordo supera 2840,81.

Considerato poi che per la P.A. non sono comunque "conviventi" i coniugi che hanno residenza in Comuni diversi, chiedo se conseguentemente sono da considerare "legalmente ed effettivamente separati" e i loro redditi non cumulabili.

Il caso ipotizzato si riferisce all'esenzione dalla tassa sanitaria (ticket) di due coniugi oltre i 65 anni di età, ma ovviamente vale anche per quella di un figlio di due giovani coniugi minore di sei anni.

Il problema riguarda anche le tanto publicizzate detrazioni per spese energetiche o di ristrutturazione che A non può fare perché incapiente e B perché A non è a carico o anagraficamente "convivente".

Come sempre "piove sul bagnato": ottanta euro e detrazioni vanno solo a chi ha sufficiente reddito.

Dalla Regione Liguria non ho avuto risposta mentre dalla Regione Piemonte ho avuto il consiglio di rivolgermi ad altro indirizzo della Regione (cosa che oggi ho fatto) oppure a un CAF (che mi pare come se per risolvere dubbi religiosi il parroco mi consigliasse di rivolgermi alla perpetua).

Se, come penso, la risposta giusta è la n.1 si deve riconoscere che lo Stato considera l'unità familiare esistente quando la famiglia deve dare e inesistente quando deve avere, senza alcun senso di equità e coerenza si considerano "familiari" i ricavi e non i costi.

Tutto questo senza badare al fatto che i limiti di reddito di riferimento sono stati calcolati più di venti anni fa e mai rivalutati. Anche ammettendo che fossero giusti, congrui ed equi allora non possono assolutamente esserlo oggi dopo che il costo della vita è aumentato più del 50%.

Ma, a quanto pare, di queste cose nessuno si preoccupa: magari cominceranno a preoccuparsene se e quando riguarderanno anche le unioni omosessuali, la famiglia e gli artt.29 e 31 della Costituzione non contano nulla.

Scritto 22 febbraio 2016 

Unioni incivili

 

Unioni incivili


Non so, ma pare che le nuove unioni civili aspirino alle stesse "tutele" costituzionali delle vecchie unioni incivili.

E cosi scopriranno che se un membro della coppia ha mediamente ben 236,71 euro al mese (2840,52 annui) l'altro non potrà considerarlo a suo carico. Sicuramente lo Stato ritiene che con un reddito di 7,89 € giornalieri un italiano possa provvedere a tutte le sue necessità mentre per quelle di un allogeno non ne bastano 35, più di quattro volte tanto.

Considerato che quel limite è in vigore da almeno 21 anni (era 5.500.000 lire nel 1995) è da ritenere che, inflazione o no, lo sarà anche nei prossimi trenta.

E scopriranno che quando avranno più di 65 anni, mentre i non uniti sono esenti da ticket se hanno mediamente meno di 3012,67 euro lordi al mese (36151,98 annui), se un membro della coppia guadagna mensilmente 237 euro basta che l'altro ne guadagni 2276 lordi (33312 annui) e nessuno dei due sarà esente dal pagamento dei ticket, superando insieme 36151.98 euro lordi annui (2840+33312), stesso limite già in vigore 1995 (lire 70.000.000).

Non essendo ciò abbastanza strano per il legislatore, scopriranno non solo di pagare tasse che altri con reddito doppio non pagano ("esenti per reddito") ma che eventuali spese sanitarie di quello che guadagna 237 euro al mese non potranno in alcun modo essere in parte recuperate: nè da lui perché non ha imposta irpef da cui detrarle né dall'unito perché non è fiscalmente a suo carico.

E si accorgeranno che di questa assurda iniquità non si preoccupa nessuno: ma se la cosa riguarderà anche gli uniti civili sapranno sicuramente come fare perché tutti allora se ne occupino.

Scritto 15 gennaio 2016


mercoledì 17 febbraio 2021

8 marzo

Pur affermando la donna autosufficiente con 7,78 euro giornalieri e non a carico del marito lo stato ritiene che la moglie possa disporre liberamente del reddito del coniuge e quindi sia conseguentemente ricca della sua ricchezza tanto da essere esclusa dalle esenzioni che spettano a chi magari è più ricco di lei ma non ha coniuge o ha coniuge più povero e di dovere anche pagare le tasse sanitarie (il concorso alla spesa sanitaria detto ticket) che suoi coetanei più capienti non sono tenuti a pagare.

Scritto 16 marzo 2016


 

mercoledì 10 febbraio 2021

Misteri sanitari


Parlano di servizio sanitario pubblico, che si occupa della salute di chi si trova in Italia: autoctoni che da generazioni pagano tasse e imposte, allogeni capitati qui senza arte né parte che mai hanno versato un centesimo, anzi.
Per questi ultimi e per molti altri, forse la maggioranza, il servizio é gratuito (cioè pagato da chi paga imposte e tassa), essendo a vario titolo esentati dal concorrere alla spesa con la tassa detta ticket.
A qualcuno può anche capitare di credersi esente senza esserlo e magari erroneamente attestarlo.
Gli danno un modulo da firmare dichiarando di avere età superiore a 65 anni e di appartenere ad un nucleo familiare con un reddito complessivo lordo inferiore a 36.151,98 euro.
Ha più di 65 anni, immagina che quel limite di reddito non sia mensile ma annuo però nessuno sa ben dirgli come si calcoli.
Cercando nel web trova:
2. Cosa si intende per reddito complessivo del nucleo familiare?
Il reddito del nucleo familiare è dato dalla somma dei singoli redditi complessivi prodotti dai componenti il nucleo.
Il nucleo familiare è costituito dall’ interessato, dal coniuge non legalmente separato e dagli altri familiari fiscalmente a carico. E’ assolutamente irrilevante il fatto che i diversi componenti convivano.
Non è legalmente separato dalla moglie che però, avendo residenza anagrafica in altro Comune, per l'Agenzia delle Entrate non fa parte del suo nucleo familiare, non è a suo carico e non può beneficiare di detrazioni fiscali per le spese per lei sostenute.
Capisce che per il fisco il coniuge fa sempre parte del nucleo familiare se questo comporta maggiori oneri e ne fa parte solo a certe condizioni se può comportare benefici. Parendogli la cosa piuttosto illogica per il senso comune vorrebbe avere chiarimenti, ma non trova chi glieli fornisca.
Per qualche tempo prima la cosa non lo preoccupava più di tanto. Trovava discriminante che i non sposati potessero essere esentati dalla tassa sanitaria (ticket) con reddito fino a 36151,98 euro mentre due coniugi solo se non raggiungono quel limite in due, cioè 18076 pro-capite.
Ma anche sommando il suo reddito con quello della moglie non raggiungeva quel limite e non aveva bisogno di cure mediche particolari. Col passare del tempo però mentre i prezzi salivano diventando sempre più povero anche la pensione sua e quella della moglie crescevano. Non abbastanza da neutralizzare l'aumento dei prezzi ma bastantemente per superare in due quei i 36151,98 euro lordi annui, invariati dal 1995.
Pur avendo molti dubbi in merito si rassegna a pagare il ticket: "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare ». Qualsiasi sia la tariffa per il servizio ci sono sempre 10 euro fissi da pagare in più per ogni ricetta: se possono tassarti ti tartassano e se hai poco più del reddito esente fai presto con qualche prescrizione ad averne parecchio meno.
Un brutto giorno è colpito da infarto. Gli viene detto che per questo può avere "esenzione dal ticket per patologia", la chiede e l'ottiene.
Pensa che questa esenzione valga per tutte le cure connesse con la sua patologia e poi scopre che non deve pagare tassa per l'elettrocardiogramma ma deve pagarla per la visita di controllo, sebbene entrambe riguardino la stessa malattia e siano collegate tra loro.
E si convince che conviene non essere italiani o comunque non avere mai pagato imposte.
Scritto 14 maggio 2016

martedì 9 febbraio 2021

Equità italiana #SS


Equità Italiana 1
Una o un ultra65nne singolo è esente da tassa sanitaria (ticket) se il suo reddito non supera 36151,98 € lordi annui.
Una e un ultra65nni sposati sono esenti da tassa sanitaria (ticket) se la somma dei loro redditi non supera 36151,98 € lordi annui.
È equo?
Equità Italiana 2
A e B coniugi ultra65nni.
Reddito lordo annuo (rla): rlaA=6200 €, rlaB=30000 €.
A paga tasse sanitaria (ticket) perché rlaA+rlaB supera 36151,98.
A non può detrarre le spese sanitarie perché incapiente: rlaA non supera 8000 € e A non ha imposte da pagare.
B non può detrarre le spese sanitarie di A perché rlaA supera 2840,51 € e A non può essere considerata a carico di B.
Se A e B divorziano non pagano più tasse sanitarie (ticket) perché né rlaA né rlaB superano 36151,98 €.
È equo?
Equità Italiana 3
151,7 = indice dei prezzi al consumo oggi: era 100 nel 1995
36151,98 € = limite di reddito per esenzioni tassa sanitaria minori di 6 o maggiori di 65 anni oggi: era 70.000.000£ (36151,98 €) nel 1995.
2840,51 € = limite di reddito per essere considerati a carico di un familiare oggi: era 5.500.000£ (2840,51 €) nel 1995.
È equo?
Equità Italiana 4
A vive in appartamento di sua proprietà di un condominio. Considerando il parziale rimborso statale, i condomini decidono una spesa . Il reddito lordo annuo di A è 6200 €. È troppo povera: non avrà rimborso, dovrà sostenere l'intera sua quota e pagare più degli altri.
È equo?
Scritto 29/06/2015