giovedì 11 marzo 2021

Lotta alla povertà


Ora tutti i politici di ogni colore si riempiono la bocca con "lotta alla povertà" da fare così o cosà. Per il momento si continua invece la lotta ai poveri, come si fa da sempre, con i governi di ogni colore.

Capita tutti i giorni di essere troppo poveri e di non potere conseguentemente beneficiare dei vantaggi concessi a chi è meno povero. Così con un provvedimento definito di equità dai governanti si è dato ottanta euro al mese a chi aveva un certo reddito ma non a chi aveva meno: lotta ai poveri.

Così se uno deve ristrutturare la casa dove vive ma non è abbastanza ricco da pagare abbastanza Irpef per potervi detrarre le agevolazione previste non ha alcuna agevolazione: troppo povero.

E la lotta ai poveri continua con mille altre agevolazioni riservate ai ricchi o ai meno poveri: se uno compra una poltrona, una caldaia, un condizionatore e non so cos'altro lo pagherà di più di chi non è povero quanto lui: lotta ai poveri.

E per potere dare le agevolazioni agli altri deve pagare più di IVA e di tasse: il danno e la beffa. Anche se si ammala non potrà avere i rimborsi concessi ai più ricchi perché troppo povero e nemmeno le esenzioni dalla tassa sulla salute (in italiano detta ticket) concessa ai più poveri o autoproclamatisi tali perché non abbastanza povero.

Se poi ha avuto la malaugurata idea di sposarsi e mettere su famiglia peggio per lui. Se non è abbastanza ricco da potersi permettere le detrazioni potrebbe beneficiarne un familiare ma con più di 2840,51 € all'anno non si può essere a carico di nessuno e nessuno può addossarsi spese e detrazioni.

2840,51 € all'anno sono 7,78 € al giorno, un quinto di quelli che servono per mantenere un finto profugo, un decimo di quelli necessari per un minore straniero: ma per un italiano sono considerati bastanti per poter essere autosufficienti.

Naturalmente se sei un italiano onesto e il reddito è 2840,52 € lo stato lo sa e nessuno avrà i benefici spettanti, ma se sei un africano in Africa nessuno può sapere quanto guadagni e il tuo familiare in Italia continuerà ad avvantaggiarsene.

2840,51 sono il valore in euro di 5.500.000 lire calcolate 25 anni fa e da allora mai aggiornato. Anche ammettendo che fosse congruo allora non lo può essere ora: per potere essere considerati a carico si deve essere più poveri di 25 anni fa.

Risale a quel tempo anche il limite di 36151.98 € di reddito familiare complessivo annuo sotto il quale chi ha meno di 6 anni o più di 65 è esente dalle tasse sanitarie. Erano lire 90.000.000 nel 1994, un limite piuttosto alto per quel tempo ma anche allora iniquo valendo parimenti per famiglie di una, due o più persone: evidentemente quante più persone vivono con un certo reddito complessivo tanto più basso è il reddito medio pro-capite e tanto più povere sono.

Al cambio di 1936,27 lire per un euro quell'importo è ora 36151.98 €, nemmeno arrotondato a 36152, ma con questo reddito si è molto più poveri che nel 1994.

Ma nient'altro è cambiato: una persona non sposata ultrassessantacinquenne con 36151 € di reddito non paga "ticket" mentre due coniugi ultrasessantacinquenni con reddito di 18075 € ciascuno o 30000 € l'uno e 6152 € l'altro lo pagano entrambi. Sempre lotta ai più poveri.

Mi piacerebbe che invece di parlare inutilmente di lotta alla povertà si abolisse la lotta ai poveri.

Scritto 24 maggio 2017

 

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