Il Giornale di Vicenza Clic
lunedì 31 dicembre 2012 – LETTERE – Pagina 46
BUROCRAZIA
«Che traversie
per una frase
in tedesco!»
Per avere informazioni su una mia pratica presso un ufficio governativo in Germania, mi è stato richiesto da detto ufficio di indicare il mio nome ed indirizzo su un modulo prestampato (da inviare per posta) sotto il quale una autorità competente deve confermare con un timbro che l´identità del richiedente è stata accertata. Ovvia richiesta per accertare che sia io e non altra persona a volere informazioni che mi riguardano.
Il modulo contiene poche parole in tedesco che io riporto tradotte in italiano a fianco (cognome, nome, indirizzo, timbro, data e firma dell´autorità che conferma i dati). Presento il modulo tradotto all´ufficio anagrafe del Comune di Vicenza. L´addetta allo sportello mi dice che non può mettere un timbro sotto parole in tedesco con una traduzione non certificata. Dopo un prolungato tentativo di spiegare la semplicità della richiesta e della traduzione delle poche parole che contiene, una ! gentile signora presente mi suggerisce di provare in Prefettura o al Tribunale. Un funzionario della Prefettura mi dice che si tratta di una competenza di un ufficio anagrafe e mi consiglia di provare ad avere maggior “fortuna” negli uffici di Caldogno o Costabissara. Un funzionario del Tribunale mi dice che l´unica soluzione è quella di avere una traduzione del modulo prestampato, da un traduttore accreditato perché la mia (sono diplomato in tedesco) non può essere ritenuta valida. Una traduzione da collegare in qualche modo inconfutabile rispetto al modulo originale. Alla fine ho capito che per ottenere la certificazione dell´identità della mia richiesta dovrò recarmi all´ufficio anagrafe del comune di Bolzano (bilingue) o ad un consolato tedesco in Italia.
Però mi chiedo: quale significato ha l´esposizione della bandiera della comunità europea di fronte ai nostri uffici pubblici se nessuno in questi uffici accetta richieste! poste in altre lingue dell´unione? Perché nei nostri u! ffici pubblici ci sono funzionari (ben pagati) che non sono in grado di verificare (con un dizionario) la traduzione di pochi sostantivi in una lingua dell´Unione? Perché le leggi sull´autocertificazione e sulle semplificazioni non vengono applicate anche per le traduzioni?
Carlo Serafin
Vicenza
lunedì 31 dicembre 2012
I “poveri” esodati del calcio
Il Giornale di Vicenza Clic
lunedì 31 dicembre 2012 – PRIMAPAGINA – Pagina 1
I “poveri” esodati del calcio
Soli e abbandonati; sono gli esodati del calcio. Pepe, il
difensore del Real:«Mourinho e Ronaldo se ne vogliono andare perché noi
portoghesi, qui a Madrid, siamo abbandonati a noi stessi. Stampa e
tifoseria ci ghettizzano». Lo Special One guadagna 15 milioni di euro
l´anno; il bel Cristiano 16. Voglio essere abbandonato anch´io;
mettetemi subito in un ghetto.La dirigenza del Cagliari: «La società è costretta a vendere i suoi gioielli; da due mesi non possiamo più pagare gli stipendi e le istituzioni ci hanno lasciato soli». Mentre l´Italia sprofondava nella recessione, abbiamo spalmato i debiti delle società che hanno truccato bilanci e passaporti; presidenti come Cellino si sono divertiti a sostituire allenatori come birilli, tenendone fino a quattro sul libro paga in una sola stagione, senza contare le decine di “talenti" pagati milioni di euro poi parcheggiati nella serie c del campionato turco. Le istit! uzioni sbagliano a lasciarli soli. Dovrebbero scendere, anzi, (secondo il Monti pensiero), salire in campo e giocare insieme a loro; a patto che certi presidenti facciano da pallone.
Anche i tifosi del Milan si sentono un po´ orfani: «Pato e Robinho venduti? Ma noi, nel mercato di gennaio, non dovevamo comprare?». Puntuale è arrivata la risposta da Arcore: al Cavaliere l´ex moglie Veronica Lario costerà 36 milioni di euro l´anno, 3 al mese, 100 mila al giorno, 4.200 all´ora, 70 al minuto. E mentre in Svezia, in omaggio a Ibra, è stato coniato il verbo “Zlatanare", (fare qualcosa di grande), in Italia, invece, è stato appena introdotto “Lariare", che ha ben tre significati: 1) Spennare il marito 2) Spennare il Milan 3) Sputare in faccia agli italiani.
GIANCARLO MARINELLI
sabato 29 dicembre 2012
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lunedì 17 dicembre 2012
«Una diffida al ministero per i quiz di informatica»
Il Giornale di Vicenza Clic
domenica 16 dicembre 2012 – LETTERE – Pagina 78
CONCORSO
«Una diffida
al ministero
per i quiz
di informatica»
Le sottoscritte e altre 38 associazioni hanno scritto una
diffida legale al ministro Profumo per tutelare i futuri insegnanti e i
loro alunni dalle domande di informatica del Concorso Scuola 2012. al ministero
per i quiz
di informatica»
Ben lungi dal poter accertare sul serio le “competenze digitali” dei candidati, le domande sono scritte con linguaggio improprio, con numerosi errori, ma soprattutto sono discriminatorie nei confronti degli utenti di software libero.
Come spesso accade nel mondo del software libero, la lettera di diffida è stata scritta con il contributo di tutti sul web, utilizzando un editor condiviso e libero.
Renzo Davoli, professore associato di informatica all´Università di Bologna, sul suo sito ha già pubblicato un´analisi delle domande pubblicate sul sito del ministero e ha proposto anche delle domande alternative, tecnologicamente neutrali e culturalmente valide. “Che aridità e ignoranza dimostrano queste doman! de - afferma Davoli-Sembra che le ´competenze digitali´ corrispondano al ´saper usare un computer´, anzi uno specifico tipo di computer, con uno specifico sistema operativo e specifiche applicazioni.”
Le domande di informatica sono quindi da bocciare, una brutta figura del ministero che ricorda il famoso scivolone riguardo il tunnel dei neutrini. La critica di Davoli, condivisa da molti docenti, è stata più volte ripresa all´interno della vasta comunità che ruota attorno al software libero, fino alla decisione di interpellare direttamente il ministero.
È proprio l´aspetto discriminatorio che ha portato gli scriventi a trasformare la iniziale lettera aperta in una vera e propria diffida legale e istanza di accesso agli atti. Il quiz predisposto dal ministero, infatti, rischia di mettere in svantaggio gli utenti dei sistemi operativi diversi da Windows e in particolare gli utenti di software libero.
Associazione W! ikimedia Italia Wikimedia Italia, corrispondente italiana uffi! ciale di Wikimedia Foundation, Inc, è un´associazione senza fini di lucro che opera per la diffusione della conoscenza libera.Secondo alcune domande infatti sarebbe un “incompetente digitale” quel docente che non conosce il nome della porta parallela in Windows XP o come si presentano i file nel cestino di Windows 7 (magari perché utilizza correntemente distribuzioni GNU/linux o Mac).
Il test diventa così una pubblicità de facto dei prodotti di Microsoft: per riprendere l´analogia inserita nella lettera al ministro, si pensi a un quiz dell´esame di guida dove non si parli genericamente di “automobile” ma si citassero solo i modelli della Fiat.
Tra l´altro i prodotti citati nelle domande (Windows, Word, Excel), secondo l´attuale formulazione dell´articolo 68 del Codice dell´Ammnistrazione Digitale (D.Lgs 82/2010) non dovrebbero nemmeno essere acquistati dalle pubbliche amministrazioni se non in c! asi eccezionali, in quanto sofware proprietario soggetto al pagamento di una licenza d´uso.
Oltre a dare battaglia legale per tutelare gli utenti del software libero e gli interessi della collettività, AsSoLi e le altre associazioni firmatarie intendono scavare a fondo per capire come sia stato possibile arrivare ad una esposizione così maldestra delle domande e chi siano gli esperti che le hanno redatte. Se il ministero accoglierà l´istanza, la preselezione del concorso potrebbe svolgersi senza le domande incriminate (vista la difficoltà di sostituirle con domande corrette); in ogni caso, in base alla legge sul procedimento amministrativo il ministro ha l´obbligo di rispondere entro 30 giorni di tempo per fornire alle associazioni richiedenti i documenti relativi alla predisposizione dei quiz.
Associazione per il Software libero (AsSoLi), Free Software Foundation (FSFE), l´Associazione per l´Informazione Geografica Libera (GFoss! .it), Free Software Users Group Italia (FSUGItalia), talian Linux Socie! ty (ILS), LibreItalia, Wikimedia Italia.
mercoledì 12 dicembre 2012
«Sacerdozio femminile, se non l´ha deciso Cristo...»
Il Giornale di Vicenza Clic
mercoledì 12 dicembre 2012 – LETTERE – Pagina 62
«Sacerdozio femminile, se non l´ha deciso Cristo...»
L´idea attuabile del sacerdozio femminile, secondo il
signor Diego Bovo, opinione presente nel Giornale di Vicenza del 3
Dicembre, sorge, senza offesa, da una ignoranza teologica, storica ed
ecclesiale, retaggio di una nostra cultura pseudo - religiosa diffusa in
non pochi cristiani. Partiamo dal sacerdozio femminile, “praticato
nelle Chiese riformate” cristiane: è il primo errore storico. Se la
donna, nella Chiese riformate, ricopre ruoli mansioni ecclesiali o
“ministeri” catechistici o liturgici di “Pastore” non è un sacerdote o
prete per un sacramento ricevuto nella Tradizione apostolica continuata
dai vescovi, ma una semplice operatrice pastorale eletta da una
Comunità, come nella Chiesa Cattolica sono a migliaia.Il sacerdozio è un “dono” che la Chiesa offre, per mezzo del vescovo, a quanti ritengono di aver ricevuto questo dono e si preparano a questo ministero..
Naturalme! nte la premessa del mio discorso è che la Rivelazione cristiana sussiste pienamente solo nella Chiesa Cattolica. Se questo non viene accettato il mio discorso è inutile. Non vale la pena citare i vari documenti che precisano, dal punto di vista teologico, storico ed ecclesiale questa tradizione della Chiesa. Basterebbe che il signor Bovo leggesse il libro del giornalista tedesco Peter Seewald “Luce del mondo”, dove nell´intervista a Papa Benedetto XVI, vengono spiegati i motivi di questa Tradizione sacra delle Chiesa cattolica e ortodossa.
Per dirla in breve: Cristo che poteva benissimo scegliere donne per questo Sacramento, come avveniva per le numerose sacerdotesse pagane, in molte religioni, non ha compiuto questa scelta. Per questo la Chiesa non è autorizzata a cambiare quello che Cristo ha scelto, nonostante le aspirazioni politiche, psicologiche, sociali e psicanalitiche, come se il “sacerdozio” fosse una vetta di potere per la do! nna.
Ma il problema di questo genere , quasi sempre, sorg! e nei maschi e anche nelle donne, quando pensano al Sacerdozio come a un “potere” che i maschi possiedono e che le donne non hanno. Nella Chiesa non ci sono “poteri” per i maschi e non per le donne. Nella Chiesa Cattolica,come precisa Benedetto XVI, la vita di un cristiano è un “dono” un “servizio di amore” agli altri. Vale per il Papa, per i vescovi e per i preti.
E allora possiamo capire che al primo posto ci sono le donne che sanno amare di più e donare la vita per gli altri Nella Chiesa sono le donne a valorizzare di più questo carisma di vita, questo servire in umiltà, generosità e silenzio. Se esiste un “potere” evangelico, questo viene esercitato meglio dalle donne che dai maschi.
Del resto Anglicani, Luterani, Riformati con altre Congregazioni religiose cristiane, una volta arrivata questa decisione di affidare “ministeri ecclesiali” alle donne non hanno risolto i loro problemi co! me dimostrano le Comunità anglicane che sono ritornate alla Chiesa Cattolica proprio perché affermano che il servizio di vescovo affidato ad una donna non è conforme alla Rivelazione e alla Tradizione Apostolica.
Riconoscere Cristo come Salvatore è un atteggiamento fondamentale , ma non completo per dirsi cristiani. Con buon pace del signor Diego Bovo.
don Antonio Corrà
Cologna Veneta
martedì 4 dicembre 2012
ETIMOLOGIE
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martedì 04 dicembre 2012 – LETTERE – Pagina 62
ETIMOLOGIE
«Veneto
e Venezia
non hanno
radici comuni»
In questi anni si sta costruendo il nuovo libro “Storia delle Venezie”, in quattro volumi. Sarebbe l´occasione per spiegare che l´etimo di Venezia non ha niente in comune con l´etimo di Veneto. Il popolo che abitava questa regione prima dell´arrivo dei Romani era degli Eneti, secondo i Greci antichi, che si poteva pronunciare come Feneti o Veneti a seconda del suono che vogliamo attribuire all´accento dolce della lingua greca antica. I Romani chiamarono perciò l´attuale Veneto e le terre intorno: “X regio: Venetia et Histria”. Quindi il nome dI qesta regione era quello del popolo corrispondente. La città di Venezia era ancora da venire. Sono stati trovati i resti di due ville o case coloniche romane, sotto il suolo dell´attuale Venezia e quindi si capisce che le isole erano abitate. Infatti sulle striscie sabbiose delle due maggiori isole crescevano bene le verdure primaticce. V! enezia prende il nome dalle Vanezze o Venezze, che sono appunto in dialetto veneto le strisce di terra per le coltivazione orticole. Il nome di Venezia nel Medioevo era: “Le Vinegie”. Ancora oggi c´è un paese che si chiama: S. Martino delle Venezze. Quindi i due nomi di Veneto e di Venezia, l´uno con accento tonico sdrucciolo, l´altro piano, hanno etimi diversi.
Circa venti anni fa è stato pubblicato il libro: “Storia della cultura veneta” e il problema dei due diversi etimi non è stato affrontato. Sarebbe bene che finalmente si facesse questa chiarificazione.
Mariano Arcaro
martedì 27 novembre 2012
«La colpa è di chi non volle la riforma del 1994»
Il Giornale di Vicenza Clic
martedì 27 novembre 2012 – CRONACA – Pagina 55
PENSIONI
«La colpa
è di chi
non volle
la riforma
del 1994»
Desidero rispondere alla signora Delia Rossi che ha scritto
il 9 novembre. Io sono del ´53 mia moglie del ´52. Siamo nelle stessa
identica situazione sua e la capisco. Ma non se la prenda con la
Fornero. Se la prenda con quei politici e sindacati di trenta, quaranta,
cinquant´anni fa che mandavano in pensione lavoratori a meno di 40 anni
di età e con 16 di contributi, con promozioni all´ultimo mese fra i
dipendenti pubblici per avere la pensione più alta per il resto della
vita. Se la prenda anche con la Cgil che nel ´94 ha portato 1 milione di
lavoratori in piazza per non toccare le pensioni: ancora adesso se ne
vantano. Se si fosse cominciato allora, diciotto anni fa, forse saremmo
messi un po´ meno peggio. Questa riforma era da fare, punto e basta. è di chi
non volle
la riforma
del 1994»
Per quel che riguarda gli scandali di alcuni politici, quelli sono scandali, ruberie, fanno gridare vendetta, ma sono un discorso a parte, non sono quei ! soldi rubati che mancano all´Italia, quelli sono una goccia nel mare.
Una società non può spravvivere mantenendo 60 milioni di cittadini per 40 anni, con i contributi o la tassazione degli unici 20 milioni di lavoratori che abbiamo in Italia. Comunque come dice lei: consoliamoci con la salute
Luigi Sperotto
domenica 18 novembre 2012
Dove sbattono le teste
Il Giornale di Vicenza Clic
domenica 18 novembre 2012 – PRIMAPAGINA – Pagina 1
Dove sbattono
le teste
Negli ultimi tempi una delle frasi più frequenti colte tra i
commenti della gente è: «Non sappiamo dove sbattere la testa». A parte i
soliti idioti che periodicamente la sbattono contro i manganelli di
poliziotti e carabinieri, è una sensazione che condividono in molti.
L´orizzonte è nero non soltanto perché non si vedono spiragli di luce
nella crisi economica planetaria, ma soprattutto perché non si riescono a
individuare i soggetti che potrebbero guidare verso l´uscita. Ieri
Gianfranco Fini è venuto a Vicenza per cercare - parole sue - «candidati
riformisti». In altre parole, facce nuove e pulite che abbiano voglia
di fare politica. Lodevole intento: ma oggi chi può aver voglia di
entrare in un sistema nel quale l´incarico di preparare un piano per
tagliare i costi della politica viene affidato a Giuliano Amato, che
percepisce 31mila euro lordi di pensione al mese? Lo stesso Amato che
l´altroieri ha proposto!
di garantire un´indennità pari a due anni di stipendio ai parlamentari
che non dovessero essere rieletti. «Che cosa dovrebbero fare mentre
aspettano di compiere 65 anni? Gli esodati di Stato?», si è chiesto - e
ha chiesto agli italiani - polemicamente. E che cosa dovremmo
rispondere? Ogni parola sarebbe superflua, inutile, perché è evidente
che parliamo lingue diverse. Di fronte a questa voragine tra Paese reale
e Paese politico è inevitabile che - salvo rare e lodevoli eccezioni -
il campo venga occupato sostanzialmente da due categorie: vecchi arnesi e
giovani senza fondamentali. Se la Lega nella sua roccaforte di Treviso
non ha di meglio da proporre dell´83enne Giancarlo Gentilini, siamo a
posto. Intendiamoci: lo Sceriffo è arzillo, capace, esperto, perfino
onesto (dote non proprio diffusa, com´è noto). Ma dobbiamo costruire il
futuro o premiare il passato? Se questo è lo spazio che i giovani
trovano in un partito "rivoluzionario" come la Lega, figurarsi altrove. Così non ci si deve meravigliare se "la
meglio gioventù" se ne sta alla larga. Diverso è il discorso che
riguarda i 5 stelle di Grillo: lì i giovani ci sono, peccato che a
mancare (sempre con le lodevoli ma rare eccezioni) siano i fondamentali.
A partire da quelli democratici. È stato sufficiente andare un po´
oltre il racconto dei divertenti comizi-show del comico genovese e
approfondire la vita interna al movimento, per imbattersi in meccanismi,
dialettica, contenuti, metodi che in alcuni casi sono perfino peggiori
di quelli degli altri partiti. La migliore definizione l´ha data una
consigliera a 5 stelle (subito punita): «Sembriamo Scientology». Ecco
perché gli italiani non sanno «dove sbattere la testa». In compenso,
hanno una certezza: comunque vada, si faranno male. le teste
ARIO GERVASUTTI
sabato 10 novembre 2012
«Scuola, se non vi piace il lavoro lasciatelo a noi»
Il Giornale di Vicenza Clic
sabato 10 novembre 2012 – LETTERE – Pagina 70
«Scuola, se non vi piace il lavoro lasciatelo a noi»
Desidero rispondere alla lettera aperta della signora
Brillante, in cui viene apertamente criticato la poca comprensione che
si ha verso il mestiere degli insegnanti. Ho 26 anni, laureata quattro
anni fa in Statistica a Padova, quindi credo di poter dire di essere
uscita dall´ambiente scolastico da un tempo abbastanza ragionevole per
poter fare alcune considerazioni attuali basate anche sulla mia
esperienza. Sono d´accordo che la scuola è spesso dotata di materiali
didattici scadenti e obsoleti: basti pensare al classico esempio delle
cartine geografiche così vecchie da non poter neppure essere considerate
valide. Sono anche d´accordo che per fortuna ci sono insegnanti validi,
che svolgono il loro lavoro con passione e riescono non solo a
insegnare la materia ma anche a trasmettere dei valori importanti agli
alunni.
Mi permetto di far notare che tuttavia ci sono anche molti insegnanti, più di quanti si ammetta, la cui preparazione, l´impegno e la passione sono scadenti, molto scadenti, tanto che ci si chiede per quale motivo abbiano scelto questa professione. Insegnanti che spesso una scuola è costretta a portarsi avanti comunque, perché spesso l´unica cosa che i genitori riescono a ottenere con le loro proteste è di sballottarli ogni anno da una sezione all´altra per ridurre i danni. Certo, mi verrà fatto notare che in ogni ambiente di lavoro ci sono persone poco competenti e volenterose, e sono certamente d´accordo. Ma se un dipendente di un´azienda non svolge il suo lavoro, dubito abbia il privilegio di essere sballottato continuamente da un ufficio all´altro: dopo un periodo di tempo direi breve si vedrà consegnare la lettera di licenziamento.
Sono anche d´accordo sul far valutare e controllare da un ufficio esterno il tempo di valutazione per ogni compito da correggere: così magari finalmente si capirà perché qualcuno ci mette una settimana e qualcuno più di un mese a portarli in classe, indipendentemente dal periodo in cui ci si trova.
Come impiegata, porto a casa a fine mese circa 1.100 euro, lavorando 40 ore a settimana. Partecipo a corsi di aggiornamento che talvolta si svolgono anche il sabato, le ferie generalmente previste sono un paio di settimane ad agosto, un altro paio per le feste natalizie, alcuni giorni a Pasqua e alcuni giorni sparsi durante l´anno, sempre che non cadano di sabato o domenica. Non ho un salottino dove fare la pausa caffè durante l´orario di lavoro o riposarmi, ma una macchinetta davanti alla quale fermarmi qualche minuto per un paio di volte al giorno dove mi compro con i miei soldi il caffè, quindi niente bevande gratuite. Non ho uno studio personale, ma condivido l´ufficio con altri colleghi e tutti lavoriamo su una comune scrivania con un computer che non possiede per forza i programmi più aggiornati del mercato.
Difficilmente si può pretendere di fare il proprio lavoro in modo sempre uguale! , di non auto aggiornarsi, perché soprattutto con questa crisi chi si permette il lusso di non adeguarsi ai cambiamenti di ogni giorno rischia di restare indietro e di essere tagliato fuori.
Infine, da donna non sottovaluterei l´opportunità di avere un orario flessibile e potermi portare il lavoro a casa, così da poter decidere in quali ore svolgerlo e in quali altre poter stare con i propri figli. Polemica a parte, vorrei far notare che come tutti i lavori anche quello dell´insegnante è un mestiere con i suoi pro e i suoi contro. Mi dispiace che i trasporti pubblici siano così scadenti, ma sono gli stessi per tutta Italia: non tutti hanno una mensa , una cucina o una stanza sul posto di lavoro, molti si ritrovano a mangiare un panino su una panchina aspettando di rientrare al pomeriggio.
In generale, è troppo comodo lamentarsi e sputare continuamente nel piatto dove si mangia: oserei dire che è anche poco rispettoso per i molti che al giorno d'oggi un lavoro non ce l´hanno. Se il lavoro che si ha è così deludente e ingrato, bisogna avere anche l´onestà e il coraggio di cambiare, quantomeno per dare l´opportunità di provare a chi sta aspettando un´occasione per dimostrare quanto vale.
Eleonora Bellorio
Mi permetto di far notare che tuttavia ci sono anche molti insegnanti, più di quanti si ammetta, la cui preparazione, l´impegno e la passione sono scadenti, molto scadenti, tanto che ci si chiede per quale motivo abbiano scelto questa professione. Insegnanti che spesso una scuola è costretta a portarsi avanti comunque, perché spesso l´unica cosa che i genitori riescono a ottenere con le loro proteste è di sballottarli ogni anno da una sezione all´altra per ridurre i danni. Certo, mi verrà fatto notare che in ogni ambiente di lavoro ci sono persone poco competenti e volenterose, e sono certamente d´accordo. Ma se un dipendente di un´azienda non svolge il suo lavoro, dubito abbia il privilegio di essere sballottato continuamente da un ufficio all´altro: dopo un periodo di tempo direi breve si vedrà consegnare la lettera di licenziamento.
Sono anche d´accordo sul far valutare e controllare da un ufficio esterno il tempo di valutazione per ogni compito da correggere: così magari finalmente si capirà perché qualcuno ci mette una settimana e qualcuno più di un mese a portarli in classe, indipendentemente dal periodo in cui ci si trova.
Come impiegata, porto a casa a fine mese circa 1.100 euro, lavorando 40 ore a settimana. Partecipo a corsi di aggiornamento che talvolta si svolgono anche il sabato, le ferie generalmente previste sono un paio di settimane ad agosto, un altro paio per le feste natalizie, alcuni giorni a Pasqua e alcuni giorni sparsi durante l´anno, sempre che non cadano di sabato o domenica. Non ho un salottino dove fare la pausa caffè durante l´orario di lavoro o riposarmi, ma una macchinetta davanti alla quale fermarmi qualche minuto per un paio di volte al giorno dove mi compro con i miei soldi il caffè, quindi niente bevande gratuite. Non ho uno studio personale, ma condivido l´ufficio con altri colleghi e tutti lavoriamo su una comune scrivania con un computer che non possiede per forza i programmi più aggiornati del mercato.
Difficilmente si può pretendere di fare il proprio lavoro in modo sempre uguale! , di non auto aggiornarsi, perché soprattutto con questa crisi chi si permette il lusso di non adeguarsi ai cambiamenti di ogni giorno rischia di restare indietro e di essere tagliato fuori.
Infine, da donna non sottovaluterei l´opportunità di avere un orario flessibile e potermi portare il lavoro a casa, così da poter decidere in quali ore svolgerlo e in quali altre poter stare con i propri figli. Polemica a parte, vorrei far notare che come tutti i lavori anche quello dell´insegnante è un mestiere con i suoi pro e i suoi contro. Mi dispiace che i trasporti pubblici siano così scadenti, ma sono gli stessi per tutta Italia: non tutti hanno una mensa , una cucina o una stanza sul posto di lavoro, molti si ritrovano a mangiare un panino su una panchina aspettando di rientrare al pomeriggio.
In generale, è troppo comodo lamentarsi e sputare continuamente nel piatto dove si mangia: oserei dire che è anche poco rispettoso per i molti che al giorno d'oggi un lavoro non ce l´hanno. Se il lavoro che si ha è così deludente e ingrato, bisogna avere anche l´onestà e il coraggio di cambiare, quantomeno per dare l´opportunità di provare a chi sta aspettando un´occasione per dimostrare quanto vale.
Eleonora Bellorio
martedì 30 ottobre 2012
GIUSTIZIA «Il 70% non ha fiducia E ha ragione»
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martedì 30 ottobre 2012 – LETTERE – Pagina 62
GIUSTIZIA
«Il 70% non ha
fiducia
E ha ragione»
Ho letto ultimamente i risultati di un sondaggio dove
risulta che il 70% degli italiani hanno scarsa se non zero fiducia nella
nostra giustizia. In questi giorni poi, dopo la condanna dei componenti
della Commissione Grandi Rischi perché non ha saputo trovare o
inventarsi le sfere di cristallo in grado di prevedere se non
programmare dove, quando e magari di che grado sarebbe avvenuta la
scossa di terremoto in grado di causare delle vittime, ho letto i
relativi commenti ironici, se non delle vere e proprie risate, negli
articoli dei maggiori giornali dall´America al Giappone che confermano
che quel 70% vale anche fuori dall´Italia. fiducia
E ha ragione»
Ho letto anche di quelle vittime di fatti criminali che dovrebbero pagare le spese processuali perché non le hanno pagate i colpevoli. Che dire poi della sentenza al carcere di Sallusti direttore de “Il Giornale”? La Cassazione smentisce se stessa, dato che la stessa Cassazione con sent! enza 19985 del 30 settembre 2011 della terza sezione che, recependo le norme della Convenzione europea, confermava l´obbligo del giudice dello Stato a rispettarle. Tali norme dicono che nessun giornalista deve andare in carcere per il reato di diffamazione. Inoltre se non ricordo male la pena detentiva va comminata alla persona che ha commesso il fatto e non per responsabilità oggettiva. Questo mi ha fatto tornare alla mente la barzelletta di anni fa che spiegava che i carabinieri vanno in pattuglia in due perché uno sa leggere mentre l´altro sa scrivere. Evidentemente quella sentenza l´hanno scritta i giudici che sapevano solo scrivere. E questi sono solo gli ultimi esempi.
Ciliegina sulla torta poi, dopo che la maggioranza degli italiani si è vista ridurre lo stipendio o la pensione, aumentare le tasse... la “casta” della Magistratura ha bocciato quel piccolo taglio ai loro lauti stipendi chiedendone il rimborso, hanno minacciato vela! tamente di non toccare l´argomento “chi sbaglia de! ve pagare”, il tutto perché si sarebbe compromesso l´indipendenza e l´imparzialità della stessa Magistratura.
Mi meraviglia la sorpresa di alcuni giudici dei risultati dei sondaggi in materia, che non si discostano poi di molto fra loro, anzi il fatto che si sorprendano è di per sé conferma che meglio non potrà mai andare.
Per concludere, quando leggo alle spalle dei giudici in tribunale “la legge è uguale per tutti” o ascolto la frase di rito “in nome del popolo italiano” alla lettura delle sentenze, mi viene spontaneo pensare: balle, balle, balle.
Sergio Mondin
Valdagno
martedì 23 ottobre 2012
«Mi sono presa uno schiaffo per aver tamponato»
Il Giornale di Vicenza Clic
martedì 23 ottobre 2012 – LETTERE – Pagina 54
«Mi sono presa uno schiaffo per aver tamponato»
Leggendo la lettera del signor Andrea Lotto sul Giornale di
Vicenza del 17 ottobre, mi è ritornato alla mente un episodio simile a
me capitato qualche anno fa.Cavalcavia di Alte Ceccato, asfalto viscido a causa della pioggia. Vedendo la colonna che si ferma per il semaforo rosso, freno, non riuscendo però a fermare la mia macchina (senza abs) così finisco per tamponare l´auto di fronte a me, la quale a sua volta tampona quella che gli sta davanti. Il conducente dell´ultima auto tamponata, un uomo grande e grosso di provenienza africana, scende. Fuori di sè, si dirige verso il conducente dell´auto dietro di lui, credendolo il responsabile dell´incidente e inizia ad inveirgli contro, tirandolo praticamente giù dalla macchina. Così scendo anch´io dalla mia auto e pregandolo di restare calmo gli spiego che a causa dell´asfalto bagnato non sono riuscita a frenare in tempo. A quel punto la rabbia dell&ac! ute;uomo si rivolge verso di me e mi arriva un potente schiaffo in faccia. Spaventata scappo appena in tempo per schivare un calcio nel sedere e sento urlarmi dietro ripetutamente “I kill you!” (“ti uccido” in inglese). Mi rifugio nella mia macchina e terrorizzata chiamo mio padre che arriva dopo una decina di minuti, assieme ai vigili, mentre nel frattempo l´uomo, trattenuto dall´autista della macchina da me tamponata e dai passanti, fortunatamente si calma un po´.
Alla fine l´uomo è venuto a scusarsi con me e mio padre e si è giustificato dicendo che aveva perso la testa per paura che la moglie in auto con lui si fosse fatta male: in realtà non è stato necessario neanche l´intervento dell´ambulanza perchè nessuno si era ferito.
Non ho denunciato quell´uomo e francamente me ne sono pentita. All´epoca avevo solo 19 anni e la patente presa da poco. La mia inesperienza e la mia ingenuità hanno permesso a quell´uomo di cavarsela solo con delle scuse: troppo poco per la sua reazione spropositatamente violenta. Se mi succedesse oggi, trascinerei quella persona in tribunale. Nella mia vita non ho mai ricevuto un ceffone nemmeno dai miei genitori, mentre quello straniero si è permesso di aggredirmi e minacciarmi persino di morte per un banalissimo incidente peraltro senza conseguenze.
Proprio come dice il signor Andrea Lotto: alcune di quelle persone che noi abbiamo accettato nel nostro Paese hanno purtroppo un´arroganza e una prepotenza che si manifestano in molteplici situazioni. Penso ai furbi che facendo finta di non capire la lingua ti passano davanti nella fila senza prendere il biglietto, penso a chi non paga le spese di sua competenza nei condomini, dove vivono anche altre famiglie di italiani che invece pagano i servizi, o a chi non ha rispetto degli spazi comuni lasciandoli come porcili; penso a chi pretende di farci togliere i crocefissi o le ore di religione nelle scuole.
Guardando alle cose più gravi, penso alla violenza e alla criminalità che cresce sempre di più anche nella nostra piccola e tranquilla realtà, non solo in grandi metropoli come Milano o Roma.
Già, anch´io mi chiedo: ma se fossimo noi nel loro Paese a comportarci così, cosa succederebbe?
La cosa che personalmente mi dà più fastidio è che siamo noi ad essere sempre e comunque accusati di essere razzisti o intolleranti nei loro confronti, anche dagli stessi italiani a volte, quelli che a parer mio vogliono dimostrare solo del falso buonismo. Ma perchè non si guarda mai il rovescio della medaglia?
Arianna Biasiolo
mercoledì 17 ottobre 2012
«Ho rischiato di essere pestato per nulla»
Il Giornale di Vicenza Clic
mercoledì 17 ottobre 2012 – LETTERE – Pagina 62
MONTECCHIO M.
«Ho rischiato
di essere
pestato
per nulla»
di essere
pestato
per nulla»
A volte ti capita di fare una strada del tuo paese, che fai
sempre, e trovarti bloccato da un camion. Allora parcheggi e ti avvii a
piedi perché tanto non hai fretta e dovevi solo andare al bar lì vicino
per incontrare tuo fratello e tuo cugino per un caffè e per un saluto.
Ma quando passi a piedi vicino a quel camion ti accorgi che c´era spazio per tutti e poteva benissimo parcheggiare in modo da lasciare libero il passaggio. Così vedi una delle persone che sta scaricando e gentilmente gli fai notare che sta bloccando la strada quando bastava solamente restare un poco più a sinistra. Ma mentre uno ti risponde che hanno da fare solo cinque minuti, un´altra persona che stava scaricando il camion ti ordina di fare il giro dall´altra parte e ti apostrofa con sfida che lì è casa sua. Allora tu rispondi gentilmente che bastava solamente parcheggiare meglio e fai notare che nel frattempo è sopraggiunta un´altra au! to che non poteva passare. Ma non fai in tempo a finire la frase perché l´altro inizia a inveire verso di te urlandoti che sei un frocio, che sei un co...one, poi ti si avvicina minacciandoti e dicendoti che se si leva la giacca sei finito e si allontana pronunciando frasi in arabo chiaramente offensive ma che tu non puoi capire. Così non puoi fare a meno di notare che forse non sono cittadini italiani anche se l´italiano lo parlano benissimo e la tua mente corre veloce a pensare a tutte le notizie che leggi nei giornali sulle risse, violenze, accoltellamenti che sono scaturite per futili motivi. Poi pensi che a casa hai una famiglia e due bambini piccoli e ti chiedi se anche la persona che ti sta aggredendo abbia una famiglia e dei figli.
Poi pensi a cosa sarebbe successo se invece di essere in Italia ti fossi trovato nel Paese di origine di quelle persone e come avrebbero reagito loro in quel caso, ma continui a essere offeso ed a un certo punto sei salvato dal pestaggio dall´amico del tuo aggressore che a malapena riesce a trattenerlo.
Poi l´amico del tuo aggressore ti si avvicina e chiede scusa ma la paura ormai ti è entrata dentro. La violenza gratuita e le minacce, le offese, tutto ti induce a pensare ad una sola cosa: perché? Così entri al bar, ti bevi il tuo caffè con le mani che ti tremano e poi esci e ti fermi ai bordi della piazza a riflettere con tuo fratello e tuo cugino e l´amico buono del tuo aggressore che ti fa nuovamente le sue scuse e ti dice che al tuo aggressore è appena morta la nonna.
Ma non fai in tempo a calmarti che l´altro torna alla carica e di nuovo ti piovono addosso le sue ingiurie e le sue minacce e di nuovo il suo amico a stento ti salva dal pestaggio. Questa volta tu rimani fermo, senza arretrare, con lo sguardo fisso verso quegli occhi iniettati di sangue e quei pugni serrati che ti vogliono colpire ed ascolti attonito quelle parole che ti offendono. E se invece della nonna, supponendo che questa sia la causa della sua ira, gli fosse morta la madre, o la moglie, o un figlio... forse avrebbe scaricato il camion con un mitragliatore in mano e una cintura di esplosivo addosso ?
Queste sono alcune delle persone che il nostro Paese ogni giorno accoglie, alle quali dà un lavoro e una casa. In cambio alcuni di loro ci trattano con arroganza e superiorità, ti minacciano e ti fanno sentire indifeso a casa tua: non a Milano, non a Palermo o a Napoli ma in piazza a Montecchio Maggiore un sabato mattina quando volevi semplicemente bere un caffè con tuo fratello e tuo cugino prima di andare a scuola a prendere la tua figlia.
Andrea Lotto
Ma quando passi a piedi vicino a quel camion ti accorgi che c´era spazio per tutti e poteva benissimo parcheggiare in modo da lasciare libero il passaggio. Così vedi una delle persone che sta scaricando e gentilmente gli fai notare che sta bloccando la strada quando bastava solamente restare un poco più a sinistra. Ma mentre uno ti risponde che hanno da fare solo cinque minuti, un´altra persona che stava scaricando il camion ti ordina di fare il giro dall´altra parte e ti apostrofa con sfida che lì è casa sua. Allora tu rispondi gentilmente che bastava solamente parcheggiare meglio e fai notare che nel frattempo è sopraggiunta un´altra au! to che non poteva passare. Ma non fai in tempo a finire la frase perché l´altro inizia a inveire verso di te urlandoti che sei un frocio, che sei un co...one, poi ti si avvicina minacciandoti e dicendoti che se si leva la giacca sei finito e si allontana pronunciando frasi in arabo chiaramente offensive ma che tu non puoi capire. Così non puoi fare a meno di notare che forse non sono cittadini italiani anche se l´italiano lo parlano benissimo e la tua mente corre veloce a pensare a tutte le notizie che leggi nei giornali sulle risse, violenze, accoltellamenti che sono scaturite per futili motivi. Poi pensi che a casa hai una famiglia e due bambini piccoli e ti chiedi se anche la persona che ti sta aggredendo abbia una famiglia e dei figli.
Poi pensi a cosa sarebbe successo se invece di essere in Italia ti fossi trovato nel Paese di origine di quelle persone e come avrebbero reagito loro in quel caso, ma continui a essere offeso ed a un certo punto sei salvato dal pestaggio dall´amico del tuo aggressore che a malapena riesce a trattenerlo.
Poi l´amico del tuo aggressore ti si avvicina e chiede scusa ma la paura ormai ti è entrata dentro. La violenza gratuita e le minacce, le offese, tutto ti induce a pensare ad una sola cosa: perché? Così entri al bar, ti bevi il tuo caffè con le mani che ti tremano e poi esci e ti fermi ai bordi della piazza a riflettere con tuo fratello e tuo cugino e l´amico buono del tuo aggressore che ti fa nuovamente le sue scuse e ti dice che al tuo aggressore è appena morta la nonna.
Ma non fai in tempo a calmarti che l´altro torna alla carica e di nuovo ti piovono addosso le sue ingiurie e le sue minacce e di nuovo il suo amico a stento ti salva dal pestaggio. Questa volta tu rimani fermo, senza arretrare, con lo sguardo fisso verso quegli occhi iniettati di sangue e quei pugni serrati che ti vogliono colpire ed ascolti attonito quelle parole che ti offendono. E se invece della nonna, supponendo che questa sia la causa della sua ira, gli fosse morta la madre, o la moglie, o un figlio... forse avrebbe scaricato il camion con un mitragliatore in mano e una cintura di esplosivo addosso ?
Queste sono alcune delle persone che il nostro Paese ogni giorno accoglie, alle quali dà un lavoro e una casa. In cambio alcuni di loro ci trattano con arroganza e superiorità, ti minacciano e ti fanno sentire indifeso a casa tua: non a Milano, non a Palermo o a Napoli ma in piazza a Montecchio Maggiore un sabato mattina quando volevi semplicemente bere un caffè con tuo fratello e tuo cugino prima di andare a scuola a prendere la tua figlia.
Andrea Lotto
giovedì 11 ottobre 2012
21 colpi a salve
Da
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- Questo articolo è circa il saluto di cannone. Per la triplice salve di fucile data ai funerali militari e forze dell'ordine, vedere 3-volley saluto.
Una
salve può essere fornita con la United
States Army presidenziale Guns Salute della batteria.
Salve
di cannone o il
saluto con le braccia rendono l'onore militare o navale. L'usanza ha
origine nella tradizione navale, dove una nave da guerra avrebbe
sparato i suoi cannoni, senza pericolo, in mare, fino a che tutte le
munizioni fossero state spese, per mostrare che era disarmata, a
significare la mancanza di intento ostile.
Come
si è evoluta in ambito navale, 21 colpi sono venuti ad essere usate
per i capi di Stato, con la diminuzione del numero con il grado del
beneficiario dell'onore. Mentre 21 salve sono le più comunemente
riconosciute, il numero di giri sparati in ogni saluto dato varia a
seconda delle condizioni. Le condizioni per effettuare queste
variazioni includono la particolare occasione e, nel caso di militari
e funerali di
stato, il ramo di servizio, e del rango (o ufficio) della persona
alla quale sono stati resi gli onori.
Contenuto
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|
[modifica] Storia
La
tradizione di salutare possono essere ricondotte all'usanza medievale
di porsi in una posizione di disarmato e, quindi, in potere di coloro
che vengono onorati. Questo può essere fatto abbassando la punta
della spada, presentando le armi, cannone e armi di piccolo calibro,
abbassando le vele e l'equipaggio togliendo il copricapo o alzando i
remi.
Il
colpo a salve potrebbe aver avuto origine nel 17 ° secolo con la
pratica marittima di chiedere che un nemico sconfitto scaricasse le
munizioni e si rendesse impotente fino alla ricarica - una operazione
che consumava tempo in quel periodo. Inoltre, il colpo a salve è
stato istituito come una tradizione navale da parte del XVI secolo. l
'uomo o una guerra che si è recata in un porto straniero sarebbe
scarico tutte le sue armi per dimostrare che i suoi cannoni erano
vuoti. Dal momento che la nave non avrebbe avuto abbastanza tempo per
ricaricare prima che fosse a portata di batterie costiere, si è
dimostrando chiaramente le proprie intenzioni amichevoli andando a
vuoto con le pistole.
Salute
da armi da fuoco è un'antica cerimonia. Gli inglesi per anni
costretto più deboli nazioni
per rendere il primo saluto, ma nel tempo, la prassi internazionale
costretto "pistola per la pistola" sul principio della
parità delle nazioni. Nei primi giorni, sette pistole è stato il
riconoscimento nazionale britannico saluto perché sette è il numero
standard di armi su una nave. In quel giorno, polvere
da sparo a base di nitrato
di sodio è stato facile tenere a terra che in mare. Pertanto
tali regolamenti precoce ha dichiarato che anche se una nave avrebbe
sparato solo sette fucili, i forti a terra avrebbe sparato due colpi
per ogni colpo a galla, quindi il numero 21.
Il
sistema di numerazione dispari giri si dice sia stato originato da
Samuel Pepys,
segretario alla Marina nel restauro,
come un modo di economizzare l'uso di polvere, la regola fino a quel
momento essere stato che tutte le armi dovevano essere licenziati.
numeri dispari sono stati scelti, come i numeri anche indicato una
morte.
Con
l'aumento della qualità della polvere da sparo navale, con l'uso di
nitrato di
potassio, gli onori resi in mare sono state aumentate per il
saluto riva. 21 pistole è diventato la più alta onorificenza
nazionale, anche se per un periodo di tempo, monarchie
ricevuto più armi di repubbliche.
Alla fine repubbliche acquisita in parità gli occhi di Gran
Bretagna.
C'era
molta confusione a causa della dogana marittima di stati diversi, ma
alla fine il governo britannico ha proposto agli Stati Uniti un
regolamento che prevedeva "saluta la restituzione della pistola
per la pistola." Gli inglesi a quel tempo considerati
ufficialmente il saluto internazionale di Stati sovrani da 21
pistole, e gli Stati Uniti hanno adottato il 21 pistole e la "pistola
per la pistola" ritorno il 18 agosto 1875.
[modifica] Per paese
[modifica] Bangladesh
In
Bangladesh il saluto è composta da 21 fuochi cannone, dove si
presume che il numero '21 'saluta soprattutto l'eredità del 21
febbraio Martyr's Day (attualmente conosciuta come Giornata
Internazionale della Lingua Madre). Infatti, il numero '21
'ottiene un onore speciale nella cultura
e il patrimonio di parlare popolazione bengalese come loro
lingua, ma ho l'onore di essere la lingua ufficiale del Pakistan
attraverso una popolare processione
campus in data 21 febbraio 1952. Il corteo ha visto una polizia
armata barricate dove manifestanti tra cui cinque studenti, dove il
martirio a fuoco della polizia indiscriminato alla folla. Da allora,
insieme con la tendenza di 21 cannoni saluto, molte consuetudini
culturali in Bangladesh e nel Bengala occidentale costituita in gran
parte relative al contenuto dell'evento di cui così come il numero
'21 '.
21-gun
saluto in Bangladesh è generalmente utilizzato nei casi,
- Martiri (membro della forze armate o altri servizi o di un civile che viene ucciso a qualsiasi azione o comunque viene onorato come un martire)
- Come apertura della Festa della Vittoria show sfilata il 16 dicembre e Independence Day celebrazione il 26 marzo.
- Occasioni quelli capita di essere in gran parte associato ad alcuna successi nazionali o celebrazioni.
[modifica] Canada
Come
membro del Commonwealth,
il salve di cannone sono usate a feste speciali, funerali di stato e
visite da parte della famiglia reale in Canada.
21
saluta armi sono utilizzate per
- Il Sovrano
- Il Governatore Generale del Canada (installazione, eventi speciali, partenza)
- Capi di stato esteri
- membri di famiglie reali regnanti stranieri
e
durante le feste
- Canada Day (1 luglio)
- Remembrance Day (11 novembre, alla presenza della regina e / o di governatore generale)
- Victoria Day (24 maggio, in ciascun capoluogo di provincia e la capitale nazionale).
Il Primo
Ministro, i capi di missioni straniere, i capi di governo
stranieri, e il Vice
Presidente degli Stati Uniti hanno il diritto di una pistola
saluto 19.[1]
A-17 è la pistola saluto dato
al Ministro canadese della difesa nazionale quando si visita una
stazione di saluto (limitato a una volta all'anno), così come i
ministri degli esteri della difesa.[1]
Un
saluto da 15 pistola è dato in certe occasioni per i Luogotenenti
Governatori delle province, come ad esempio il discorso del
vicegovernatore dal trono in una legislatura provinciale.
[modifica] India
India
durante il periodo
di regno britannico ha sviluppato un sistema gerarchico formale
di salve di cannone. Oltre alla pistola 101 Imperial saluto riservato
al monarca britannico, la più importante delle centinaia di
dirigenti vassallo di principati
coinvolti nel governo
indiretto sono stati classificati in base al numero di cannoni
utilizzati in caso di pagamento onori a loro, a significare il loro
prestigio agli occhi dei gli inglesi. Il più alto di questi
cosiddetti "stati
saluto"(anche in altre parti dell'impero britannico), 21
pistole di cui godono (Hyderabad, Patiala, Berar, Mysore, Jammu e
Kashmir, Baroda, Gwalior e). Per anni, i governanti non pochi
formalmente sotto il controllo degli inglesi sono stati concessi 21
pistole (Nepal, Oman, Mosquito Coast e Zanzibar) o anche 31 cannoni
(Afghanistan e Siam).
Saluto
del Presidente della India è composta da 21 fuochi di cannone.
Durante
il regno coloniale britannico in India il capo seguente degli Stati
ha avuto 21 salve di cannone:
- Hyderabad (Deccan)
[modifica] Israele
In
Israele la pratica
del saluto pistola è stato eliminato da quando Israele ha subito
molti attacchi terroristici [1]
e quindi il fuoco di armi ha una connotazione negativa. Il volley
saluto 3 viene ancora utilizzata in funerali militari.
[modifica] Polonia
In
Polonia la pistola
saluto 21 è utilizzato in funerali e funerali dei militari caduti
leader ed eroi.
[modifica] Svezia
La
marina svedese del vecchio usato una pistola saluto composto di due
colpi di pistola rapido. Questo saluto è stato licenziato, quando
mai una nave svedese potrebbe entrare in un porto al fine di
individuare la nave svedese. Per gli eventi di festa un saluto doppio
è stata data. Quattro colpi di fucile sparato a due a due. Qui la
tradizione svedese di un allegria quattro volte invece di una
triplice.
[modifica] Regno Unito
21-gun
saluta marchio speciale occasione reale in tutto il Regno Unito e del
Commonwealth, denominata "Royal Salute" (nella impero
britannico è stato riservato, principalmente tra gli Stati
coloniali principesca, per la categoria più prestigiosa dei
governanti nativo di so- chiama gli
Stati saluto), a meno reso al presidente o bandiera
di una repubblica; comunque saluta resi a tutti i capi di Stato a
prescindere dal titolo sono casualmente denominato "reale"
saluta.
Il
numero di colpi sparati in un saluto dipendono dal luogo e occasione.
Il saluto di base è di 21 round. In Hyde Park e Green Park un extra
del 20 giri sono aggiunti perché sono Royal Parks. Alla Torre di
Londra 62 colpi sono sparati su anniversari reali (di base 21, più
un ulteriore 20 perché la torre è un palazzo reale e fortezza, più
altri 21 'per la City di Londra') e 41 in altre occasioni. La Torre
di Londra detiene probabilmente il record per il maggior numero
di turni sparati in un saluto singolo - 124 vengono licenziati ogni
volta che il Duca
di Edimburgocompleanno s '(62 giri) coincide con il Sabato
designato come è ufficiale il compleanno della regina (anche 62
giri).
salve
di cannone si verificano:
- Giorno di adesione (6 febbraio)
- Del sovrano (reale, individuale) compleanno (21 aprile)
- Coronation Day (anniversario della Queen's Coronation I, 2 giugno)
- Il compleanno del Duca di Edimburgo (10 giugno)
- Il Queen's compleanno ufficiale che annualmente designato come uno dei primi tre sabati di giugno
- Il compleanno del principe Carlo d'Inghilterra (14 novembre)
Pistola
saluta verificarsi anche quando il Parlamento è prorogato dal
Sovrano, sulle nascite Royal e quando un capo di Stato in visita
incontra il Sovrano a Londra, Windsor o Edimburgo.
Stazioni di saluto militare
sono Hyde
Park, la Torre
di Londra e Woolwich
a Londra, anche New York,
Colchester,
Plymouth e
castello di Dover
in Inghilterra, il
Castello di Edimburgo e Stirling
Castle in Scozia, Cardiff,
in Galles e Hillsborough
Castle in Irlanda del Nord. Saluta anche licenziato in
Gibilterra[3][4].
A
Londra, saluta sono sparati in Hyde
Park e la Torre di Londra, in visita di Stato, alla cerimonia di
apertura del Parlamento e per il compleanno Parade The Queen, Green
Park è utilizzato al posto di Hyde Park. In Hyde Park, il saluto è
licenziato da The King's
Troop, Royal Horse Artillery. Il primo giro è sparato a
mezzogiorno (ore 11 è ufficiale Il compleanno della regina). Alla
Torre di Londra, il saluto è licenziato dalla Compagnia
di Artiglieria parlamentare a 01:00.
Saluta
in Irlanda del Nord sono di solito sparati a Hillsborough Castle di
206
(Ulster) batteria, anche se recentemente sono stati sparati
contro HMS
Caroline
a Belfast Harbour.
19-gun
saluta sono utilizzati per 5 stelle, generali, ambasciatori e capi di
governo (ad esempio, il Primo
Ministro).
[modifica] Stati Uniti
Un
mito comune negli Stati Uniti d'America, relativi alla origine di
questa tradizione è che nel 1776 ha ispirato il saluto-gun 21 in
quanto la somma delle cifre nel 1776 è di 21 (cioè, 1 +7 +7 +6 =
21) . Questo, tuttavia, non è vero. A partire dal periodo coloniale,
gli Stati Uniti sparato un solo colpo per ogni stato dell'Unione, il
suo saluto nazionale. Questa pratica è stata in parte il risultato
di utilizzo, perché John
Paul Jones salutato la Francia con 13 cannoni a Quiberon
Bay nel 1778 quando le stelle
e strisce ha ricevuto il suo primo saluto. La pratica non è
stato ufficialmente autorizzato fino al 1810, quando gli Stati
Uniti Dipartimento della Guerra ha dichiarato il numero di colpi
sparati nella 'National Salute' per essere equivalente al numero di
stati-che, al momento 17. La tradizione continuò fino al 1841 quando
fu ridotto 26-21.
La
USS Constitution
rende una pistola saluto da 21 a Fort
Independence durante il suo giorno
dell'Indipendenza turnaround crociera.
Nel
1842, gli Stati Uniti ha dichiarato la salva di 21 cannoni al suo
'presidenziale Salute.' Mentre il 'National Salute' stato formalmente
istituito come il salva di 21 cannoni, la tradizione corrente detiene
il saluto in Independence
Day per essere un 50 giri, un round per ogni stato dell'unione.
Questo 'Salute alla Nazione' è sparato a mezzogiorno del 4 luglio,
su installazioni militari degli Stati Uniti, mentre la US Navy navi
full-abiti e gli incendi 21 pistole a mezzogiorno del 4 luglio, così
come su 'Day
presidenti.
Il
Memorial Day,
le batterie a fuoco installazioni militari una pistola 21 al saluto
della nazione caduti. Inoltre, le batterie nelle stazioni navali e
sulle navi, il fuoco un saluto di minuti di pistole 21 e visualizzare
il vessillo a mezz'asta dalle 08:00 fino al completamento della
Salute.
Oggi,
una salva di 21 cannoni è resa all'arrivo e alla partenza del
presidente
degli Stati Uniti, è licenziato in concordanza con quattro
ruches
e svolazzi, che sono immediatamente seguite da Hail
to the Chief - il saluto pistola reale comincia con il volant
prima e prosperare, e 'lungo' (cioè il saluto si conclude dopo Hail
to the Chief è
finita). Un saluto-gun 21 è resa anche agli ex presidenti degli
Stati Uniti, i capi di Stato stranieri (o di membri di un regnante
famiglia reale),
nonché di presidenti eletti. In una tale cerimonia, l'inno nazionale
di visitare il dignitario paese è giocato, dopo il saluto.
Ogni
round in un saluto sparo uno alla volta. Il numero di cannone
utilizzato in una batteria dipende dalla intervalli tra ogni round
licenziato. Ad esempio, una batteria a 3-gun ha 2 dei suoi cannoni
sparare, ciascuna ad intervalli di 5 secondi tra un round, con 1
pistola a portata di mano in caso di accensioni irregolari, come una
batteria sarebbe stato utilizzato in un Forze Armate gli onori
funebri, o per la Cerimonia
di Stato arrivo di un dignitario straniero alla Tomba
del milite ignoto nel cimitero
nazionale di Arlington. Una batteria a 4-gun ha il suo primo
round pistole sparando tre ad intervalli di 3 secondi, con la pistola
quarto (di nuovo) a portata di mano in caso di accensioni irregolari.
L'US
Army Honor Guard Procedura Operativa Standard per la saluta Gun
fornisce una pistola 2-uomo dell'equipaggio (un caricatore, un
mitragliere) per ogni cannone, come pure il personale di 5-man '' di
soldati per dare i comandi fuoco. Lo staff comprende un ufficiale
responsabile, un guardiano (che segna la periodicità e segnali di
ogni pistola al fuoco), un guardiano assistente (come backup), un
contatore (che tiene traccia del numero di colpi sparati e segnala
l'ultimo giro di l'ufficiale responsabile), e un sottufficiale in
carica (che marce la batteria in posizione così come i segnali di
backup il cannone per sparare nel caso in cui un altro fucile fa
cilecca).
navi
da guerra hanno ora pistole salutando installati che sono utilizzati
esclusivamente per tale scopo. Il canto tradizionale calendario: "Se
non era un marinaio, non sarei qui. Fire # 1", ecc, è stato
sostituito da cronometro.
19-gun
saluta sono riservati ai capi di Stato aggiunto, capi del personale,
membri del gabinetto, e 5 stelle generali. Per ogni grado di bandiera
ad un ufficiale junior cinque stelle, due pistole sono sottratti. (Ad
esempio, per un ammiraglio a quattro stelle, un saluto da 17 pistola
è prescritto; un generale a tre stelle tasso sarebbe un saluto
15-pistola, un due stelle, 13 fucili e una stella, 11 cannoni.)
Un
saluto pistola non deve essere confuso con il saluto-volley
3 spesso resa ai funerali militari.
[modifica] Morti di presidenti
Un
presidenziali
Usa anche la morte comporta-gun saluta 21 e altre tradizioni
militari. Il giorno dopo la morte del presidente, un ex presidente o
il presidente eletto, a meno che questo giorno cade di Domenica e
festivi, nel qual caso l'onore sarà reso il giorno seguente i
comandanti dell'esercito degli impianti con il personale necessario e
materiale tradizionalmente modo che una pistola sparato da ogni
mezz'ora, con inizio alle sveglia
e si conclude a ritirarsi.
Il
giorno della sepoltura, un saluto pistola da 21 minuti
tradizionalmente viene cotto a partire da mezzogiorno a tutte le
installazioni militari con il personale e del materiale necessario.
Guns saranno licenziati a intervalli di un minuto. Anche il giorno
della sepoltura, tali impianti sarà fuoco un saluto da 50 pistola-un
round per ogni stato, a intervalli di cinque secondi subito dopo
l'abbassamento della bandiera.
[modifica] Media
|
Sei
colpi di pistola a-21, il saluto 4 dicembre 2005 celebriamo la
nascita del nuovo principe norvegese Sverre
Magnus, il giorno precedente
|
Una
salva di 21 cannoni per il 2009 Coronation Day di SM Re Rama
IX a Sanam
Luang, a
Bangkok, in
Thailandia, il 5 maggio 2009.
|
performance
strumentale delle inno
nazionale russo a Mosca
2010 Victory Day Parade a Mosca
sulla
Piazza Rossa, risplendente saluto con una pistola 21.
|
[modifica] Riferimenti culturali
Nella
canzone per
chi sta per Rock da AC
/ DC -gun saluta 21 sono anche citati.
L'
americano
del 2000 Open Golf Championship, tenuto presso il celebre Pebble
Beach Golf Links, ha visto un tocco unico per la salva di 21
cannoni. Il
torneo è detentore del titolo, Payne
Stewart, era morto
in un incidente aereo nell'ottobre precedente. Prima del torneo
iniziato, una cerimonia si è svolta a la memoria Stewart in cui 21
giocatori schierati sul fairway 18 e le unità colpite nel Oceano
Pacifico.[5]
mercoledì 10 ottobre 2012
CONTESTATORI
Il Giornale di Vicenza Clic
mercoledì 10 ottobre 2012 – LETTERE – Pagina 54
CONTESTATORI
«Che faranno
quando l´Ederle
e la Base Pluto
saranno finite?»
Eroi o buontemponi? Impegnati o sognatori? quando l´Ederle
e la Base Pluto
saranno finite?»
Lungi dal voler pronunziare sentenze gratuite senza conoscere a fondo la materia, credo saremo comunque in molti a chiederci perplessi se quei poveri cristi che da anni ormai si sono imbarcati in una epica e, visti i risultati, forse inutile lotta contro gli Stati Uniti, siano l´incarnazione di novelli Don Chisciotte o semplicemente delle brave persone in cerca di una qualsiasi ragione per dare senso alla loro vita e riempire giorni altrimenti vuoti.
Mi fanno tenerezza quando apprendo che sono alla viglia di imbarcarsi in un faticoso viaggio verso il profondo Sud per bloccare l´installazione di una qualche struttura militare in remote lande siciliane; tenerezza quando li vedo sfidare stoicamente intemperie e bronchiti per inconcludenti picchettaggi davanti la Base Pluto, con valige da emigranti da offrire a gente che è pagata per rimanere lì; perplessità quando noto il continu! o ripetersi della farsa dello smontaggio e rimontaggio dell´accampamento del ponte Marchese; diffidenza quando leggo di loro presenze ovunque ci sia da dire “no”, con metodi non sempre civili ma con il tacito consenso di qualche corrente interessata al loro voto.
Mi chiedo se anche tra costoro ci sia qualcuno che non sa come arrivare all´agognato trenta del mese e se per sua fortuna ci sia qualcun altro che si preoccupa di rendere meno tribolata la sua esistenza. Cristianamente spero di sì, ma non so se quando la base Dal Molin sarà definitivamente funzionante (e lo sarà) e i lavori della Base Pluto saranno ormai ultimati (e lo saranno) costui avrà ancora la voglia, la fortuna e la forza di trovarsi un lavoro: uno di quelli veri però. Un lavoro che aiuterà lui e a tutta questa nostra povera Italia a riemergere da quel pantano in cui oggi ci stiamo tutti (quasi) dibattendo e dal quale ne usciremo ancora una volta piegando la schiena, stri! ngendo i denti e rimboccandoci ancor più le maniche: dicendo ! “no” solo a chi ci fa perdere tempo, ci disonora e sperpera o ruba i nostri soldi .
Luigi Girardi
Malo
mercoledì 26 settembre 2012
Addio a Luison, il “gatto” biancorosso
Il Giornale di Vicenza Clic
mercoledì 26 settembre 2012 – SPORT – Pagina 51
CALCIO/IL GRANDE EX. Si è spento nella sua casa di Piazzola
sul Brenta il portiere che con il Lanerossi vinse lo “scudetto delle
provinciali”
Addio a Luison, il “gatto” biancorosso
Salvò la porta con una rovesciata con il Torino. Istintivo e guascone , fu amico della futura Sonia Gandhi
Per un portiere, un metro e 67 di altezza è un po´ poco.
Così, per giocare in serie A e diventarne protagonisti, è necessario
inventarsi uno stile proprio. Fatto di acrobazie, uscite folli, scontri
aerei. Per questo è stato soprannominato “il gatto”, o Momi, come i
bambini chiamano i felini. E per questo resterà sempre nel cuore dei
tifosi, con la maglia nera, in una delle foto più celebri della gloriosa
storia del Lanerossi Vicenza. È il 1964 e i biancorossi vincono lo
“scudetto delle provinciali” classificandosi al sesto posto in
campionato.Franco Luison si è spento ieri a 78 anni nella sua casa. Viveva a Piazzola sul Brenta, dov´era nato il 15 luglio 1934 e dove aveva dato quasi per caso i primi calci a un pallone, nel Plateola. Tolti guantoni e scarpini, era diventato un imprenditore di successo nel campo dei marmi e dei graniti, anche se, confidava, avrebbe voluto lavorare di meno.
Ma ! non ci riuscì. Doveva essere il numero uno. Lo stesso che portò sulla schiena per tanti anni a Vicenza, dal 1953 al 1969, con una breve parentesi al Rimini e alla Triestina.
Non è un caso che sia tornato ad abitare proprio di fronte al campo del Plateola. Lì, gli osservatori del Vicenza rimasero colpiti dal suo stile originale e se lo portarono al Viareggio. Aveva sedici anni.
Fu l´inizio di un lungo amore. L´esordio in serie B, i consigli del grande Sentimenti IV, fino alla nazionale militare, con cui vinse un Mondiale.
Non vestì mai, invece, la maglia azzurra più importante. Questo il suo rammarico principale, colpa di rapporti non proprio idilliaci con il tecnico del Vicenza Lerici, che lo costrinse a due anni di esilio.
Il ritorno, nella stagione 1961-62, fu però trionfale. Tante vittorie, tante parate spettacolari, due sesti posti e mai una retrocessione. Chiuse la carriera con 191 partite all´attivo.
Fuori dal cam! po, le amicizie con i compagni Sergio Campana e Azeglio Vicini! , gli scherzi e le cene memorabili, la passione per la caccia che lo portava in giro per il mondo.
Non aveva mai pensato di fare l´allenatore. Troppo emotivo, troppo istintivo, diceva di sé. E così era passato a un nuovo successo, quello imprenditoriale.
Accanto a lui, da tanti anni, la moglie Nora, bolognese. Con cui ancora si vergognava un po´ a ricordare un episodio della giovinezza, quando aveva sfiorato la storia con la esse maiuscola. Era il 1964 e dopo un´ottima stagione con il Lanerossi Luison si godeva il sole sulla spiaggia di Jesolo. Proprio lì accanto, assiema alla famiglia, passava le vacanze Sonia Maino, la futura Sonia Gandhi, nata a Lusiana. Ne nacque una storia d´amore. Ma quando lei mostrò il desiderio di studiare all´estero, lui le disse di andare. Sonia conobbe a Londra l´indiano Rajiv Gandhi e il resto è storia.
Il 13 ottobre 1968 è la data che consegna Franco Luison agli almanacchi del calcio. ! Durante un Torino-Vicenza, finito 0-0, si esibì in una rovesciata impossibile per salvare la propria porta. E così sarà ricordato.
Da qualche tempo era malato, ma la scomparsa ha colto di sorpresa la moglie Nora e gli amici più vicini.
Il “gatto” ha voluto andarsene così, con un colpo dei suoi, inaspettato e un po´ teatrale. E, saltando tra un palo e l´altro, ha deciso di volare via.
domenica 16 settembre 2012
Occhiali della memoria
Il Giornale di Vicenza Clic
domenica 16 settembre 2012 – CRONACA – Pagina 20
SALUTE. Sono comparsi sugli scaffali dopo un lungo percorso
tra mille ostacoli: il merito è tutto dell´intuizione dei professori
Adolfo Porro e Francesco Ferro Milone
Occhiali della memoria, boom in farmacia
Lo strumento ideato da due medici del San Bortolo è un
grande successo: l´Alzheimer fa meno paura grazie ai flash che diradano
le nebbie del cervello
Gli occhiali che diradano le ombre di un cervello rinchiuso
nel porto delle nebbie. All´inizio flash rapidi ma intensi che
illuminano ricordi oscurati, poi luci sempre più nitide e allungate che
riaprono il guscio della memoria, ridanno senso a cose che rischiavano
di non averne più, restituiscono la storia di una vita che sembrava
perduta. Ora gli occhiali della memoria brevettati con il metodo Mnemosline si possono trovare nelle farmacie. Il percorso è stato lungo, dalla prima intuizione di quella che sarebbe diventata un´autentica scoperta scientifica fino all´ingresso nelle vetrine e alla commercializzazione, fra non poche difficoltà e altrettanti ostacoli, fra gli inevitabili scetticismi e la resistenza di un mercato in questo momento troppo frenato dalla crisi economica per dare spazio a prodotti pure molto innovativi che possono avere un certo costo.
Alla fine, però, l´interesse che stanno suscitan! do in Italia e all´estero, in Canada, in Australia, in Asia, grazie anche al trampolino della Fiera medica di Dusseldorf, questi speciali occhiali terapeutici da viaggio nello spazio, rende giustizia a tutti i protagonisti di un´operazione di alto spessore tutta di marca berica. Qui siamo davanti a qualcosa che può essere una prima tappa nella cura dell´Alzheimer, che ravviva le funzioni cerebrali e blocca la depressione con effetti benefici sull´umore e sul sonno.
Il primo merito va a due medici, grandi maestri di quella vecchia guardia del San Bortolo ormai quasi estinta a cui si deve lo straordinario sviluppo dell´ospedale di Vicenza fra gli anni Settanta e Novanta. Uno non c´è più. Adolfo Porro. Primario di una geriatria da lui fondata come reparto e cultura assistenziale in anni in cui la medicina degli anziani era ancora un magma informe. Un pioniere. Un entusiasta. Che agli occhiali della memoria ha dedicato gli ultimi 10 ! anni della sua esistenza.
L´altro è Francesco Fer! ro Milone. Primario di una neurologia da lui portata ai massimi livelli come approccio curativo articolato e scuola plurispecialistica. Era la fine degli anni Novanta. L´Alzheimer cominciava a farsi conoscere nell´alfabeto della sanità. Una malattia fra le più misteriose e impenetrabili. Porro e Ferro Milone, accomunati dall´ansia della scienza, partirono dagli studi di alcuni ricercatori, i quali avevano provato come la stimolazione luminosa intermittente da 8 a 12 hertz provochi un innalzamento delle onde alfa del cervello e il riassetto delle sinapsi, i punti di contatto fra cellule nervose da dove scattano gli impulsi. L´idea fu di verificare se questi stimoli abbaglianti lanciati su pazienti anziani potessero riattivare una memoria ferita. «Sì - spiega il Milone - le onde alfa giocano un ruolo fondamentale nel collocare i ricordi nell´archivio della mente. La curiosità fu di capire come avrebbero reagito agli stimoli luminosi». Così! si costruì una prima versione artigianale degli occhiali, un prototipo fornito di scheda elettronica, roba fatta in casa ma perfettamente funzionante, e poi, dal 2002 al 2007, si condusse una sperimentazione su un gruppo di 200 persone scelte in modo omogeneo per età, sesso e scolarità. La metà, un centinaio, venne sottoposta in ambulatorio ogni giorno alla stimolazione luminosa intermittente. E i risultati diedero ragione. Un elettroencefalogramma di controllo dimostrava che il 60 per cento dei pazienti trattati avevano avuto seri benefici. Ritornava la memoria. Si affievoliva la depressione. Si domava l´insonnia. La controprova? Disturbi peggiorati in chi era fuori dall´esperimento.
La primavera senza fiori
Il Giornale di Vicenza Clic
domenica 16 settembre 2012 – PRIMAPAGINA – Pagina 1
La primavera
senza fiori
Un filo rosso lega l´omicidio del giovane tunisino in campo
Marzo a Vicenza durante la festa dei Oto e la rivolta anti occidentale
che infiamma in queste ore il mondo islamico. Il filo rosso è la
cosiddetta “primavera araba“ che un anno fa doveva liberare le migliori
risorse dei Paesi soffocati per decenni da sistemi più o meno
dittatoriali. In realtà le risorse liberate sono quelle che prima
albergavano in galera per reati comuni. L´omicidio di Vicenza è maturato
negli ambienti dello spaccio di droga e l´assassino prima della
“libertà“ tunisina stava in carcere. L´occidente continua a cadere
nell´errore di sempre: inserire nelle proprie categorie storiche e
culturali fenomeni che hanno un´origine e una logica completamente
diversa. Ha sbagliato quando ha ipotizzato di “esportare la democrazia“
in Iraq o in Afghanistan imponendo a quei popoli di saltare dal Medioevo
al !
Duemila senza passare per l´Illuminismo, confidando nel fatto che il
“Bignami“ culturale offerto da internet e dall´informazione su larga
scala potesse sostituire secoli di evoluzione sociale vissuta sulla
propria pelle. Ha sbagliato quando ha sostenuto e alimentato la
primavera araba nella convinzione che potesse evolvere in un sistema
democratico, per poi ritrovarsi con regimi integralisti nel cuore del
Mediterraneo. Siamo sbigottiti di fronte alla follìa demenziale degli
invasati che assaltano le ambasciate e i negozi occidentali, ma non ci
rendiamo conto che il nostro sbigottimento è maturato dopo secoli nei
quali l´occidente si è scannato in guerre, rivoluzioni, massacri,
terrorismi. Oggi non ci capacitiamo di come sia possibile che avanzi di
galera tunisini pretendano di venire a casa nostra a dettare le proprie
leggi malavitose, ma cent´anni fa nessuno in occidente si poneva il
dubbio se fosse possibile o meno andare ovunque nel!
mondo a imporre i propri stili di vita. Abbiamo invaso, e ade!
sso che abbiamo ripudiato quei metodi siamo a nostra volta a rischio
invasione. Di fronte a questa situazione ci sono due strade: arrendersi
all´ineluttabilità del corso della storia, o alzare un muro in attesa
che il resto del mondo si metta al passo con i nostri tempi. O
arrendersi, o difendersi. Non serve fare la voce grossa là: ma è
doveroso farla qua, a casa nostra. Senza indulgenza, falsi moralismi o
comprensioni verso chi non si adegua qui alle nostre regole.
Quest´estate uno spacciatore tunisino a Vicenza nel giro di 20 giorni è
stato preso, processato e rilasciato due volte per aver venduto droga
allo stesso cliente: è ancora a spasso. Non sono certo questi i messaggi
utili a far capire agli assatanati islamici quanta strada devono fare. senza fiori
ARIO GERVASUTTI
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