martedì 23 ottobre 2012

«Mi sono presa uno schiaffo per aver tamponato»

Il Giornale di Vicenza Clic
martedì 23 ottobre 2012 – LETTERE – Pagina 54
«Mi sono presa uno schiaffo per aver tamponato»
Leggendo la lettera del signor Andrea Lotto sul Giornale di Vicenza del 17 ottobre, mi è ritornato alla mente un episodio simile a me capitato qualche anno fa.
Cavalcavia di Alte Ceccato, asfalto viscido a causa della pioggia. Vedendo la colonna che si ferma per il semaforo rosso, freno, non riuscendo però a fermare la mia macchina (senza abs) così finisco per tamponare l´auto di fronte a me, la quale a sua volta tampona quella che gli sta davanti. Il conducente dell´ultima auto tamponata, un uomo grande e grosso di provenienza africana, scende. Fuori di sè, si dirige verso il conducente dell´auto dietro di lui, credendolo il responsabile dell´incidente e inizia ad inveirgli contro, tirandolo praticamente giù dalla macchina. Così scendo anch´io dalla mia auto e pregandolo di restare calmo gli spiego che a causa dell´asfalto bagnato non sono riuscita a frenare in tempo. A quel punto la rabbia dell&ac! ute;uomo si rivolge verso di me e mi arriva un potente schiaffo in faccia. Spaventata scappo appena in tempo per schivare un calcio nel sedere e sento urlarmi dietro ripetutamente “I kill you!” (“ti uccido” in inglese). Mi rifugio nella mia macchina e terrorizzata chiamo mio padre che arriva dopo una decina di minuti, assieme ai vigili, mentre nel frattempo l´uomo, trattenuto dall´autista della macchina da me tamponata e dai passanti, fortunatamente si calma un po´.
Alla fine l´uomo è venuto a scusarsi con me e mio padre e si è giustificato dicendo che aveva perso la testa per paura che la moglie in auto con lui si fosse fatta male: in realtà non è stato necessario neanche l´intervento dell´ambulanza perchè nessuno si era ferito.
Non ho denunciato quell´uomo e francamente me ne sono pentita. All´epoca avevo solo 19 anni e la patente presa da poco. La mia inesperienza e la mia ingenuità hanno permesso a quell´uomo di cavarsela solo con delle scuse: troppo poco per la sua reazione spropositatamente violenta. Se mi succedesse oggi, trascinerei quella persona in tribunale. Nella mia vita non ho mai ricevuto un ceffone nemmeno dai miei genitori, mentre quello straniero si è permesso di aggredirmi e minacciarmi persino di morte per un banalissimo incidente peraltro senza conseguenze.
Proprio come dice il signor Andrea Lotto: alcune di quelle persone che noi abbiamo accettato nel nostro Paese hanno purtroppo un´arroganza e una prepotenza che si manifestano in molteplici situazioni. Penso ai furbi che facendo finta di non capire la lingua ti passano davanti nella fila senza prendere il biglietto, penso a chi non paga le spese di sua competenza nei condomini, dove vivono anche altre famiglie di italiani che invece pagano i servizi, o a chi non ha rispetto degli spazi comuni lasciandoli come porcili; penso a chi pretende di farci togliere i crocefissi o le ore di religione nelle scuole.
Guardando alle cose più gravi, penso alla violenza e alla criminalità che cresce sempre di più anche nella nostra piccola e tranquilla realtà, non solo in grandi metropoli come Milano o Roma.
Già, anch´io mi chiedo: ma se fossimo noi nel loro Paese a comportarci così, cosa succederebbe?
La cosa che personalmente mi dà più fastidio è che siamo noi ad essere sempre e comunque accusati di essere razzisti o intolleranti nei loro confronti, anche dagli stessi italiani a volte, quelli che a parer mio vogliono dimostrare solo del falso buonismo. Ma perchè non si guarda mai il rovescio della medaglia?
Arianna Biasiolo

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