Il Giornale di Vicenza Clic
mercoledì 12 dicembre 2012 – LETTERE – Pagina 62
«Sacerdozio femminile, se non l´ha deciso Cristo...»
L´idea attuabile del sacerdozio femminile, secondo il
signor Diego Bovo, opinione presente nel Giornale di Vicenza del 3
Dicembre, sorge, senza offesa, da una ignoranza teologica, storica ed
ecclesiale, retaggio di una nostra cultura pseudo - religiosa diffusa in
non pochi cristiani. Partiamo dal sacerdozio femminile, “praticato
nelle Chiese riformate” cristiane: è il primo errore storico. Se la
donna, nella Chiese riformate, ricopre ruoli mansioni ecclesiali o
“ministeri” catechistici o liturgici di “Pastore” non è un sacerdote o
prete per un sacramento ricevuto nella Tradizione apostolica continuata
dai vescovi, ma una semplice operatrice pastorale eletta da una
Comunità, come nella Chiesa Cattolica sono a migliaia.Il sacerdozio è un “dono” che la Chiesa offre, per mezzo del vescovo, a quanti ritengono di aver ricevuto questo dono e si preparano a questo ministero..
Naturalme! nte la premessa del mio discorso è che la Rivelazione cristiana sussiste pienamente solo nella Chiesa Cattolica. Se questo non viene accettato il mio discorso è inutile. Non vale la pena citare i vari documenti che precisano, dal punto di vista teologico, storico ed ecclesiale questa tradizione della Chiesa. Basterebbe che il signor Bovo leggesse il libro del giornalista tedesco Peter Seewald “Luce del mondo”, dove nell´intervista a Papa Benedetto XVI, vengono spiegati i motivi di questa Tradizione sacra delle Chiesa cattolica e ortodossa.
Per dirla in breve: Cristo che poteva benissimo scegliere donne per questo Sacramento, come avveniva per le numerose sacerdotesse pagane, in molte religioni, non ha compiuto questa scelta. Per questo la Chiesa non è autorizzata a cambiare quello che Cristo ha scelto, nonostante le aspirazioni politiche, psicologiche, sociali e psicanalitiche, come se il “sacerdozio” fosse una vetta di potere per la do! nna.
Ma il problema di questo genere , quasi sempre, sorg! e nei maschi e anche nelle donne, quando pensano al Sacerdozio come a un “potere” che i maschi possiedono e che le donne non hanno. Nella Chiesa non ci sono “poteri” per i maschi e non per le donne. Nella Chiesa Cattolica,come precisa Benedetto XVI, la vita di un cristiano è un “dono” un “servizio di amore” agli altri. Vale per il Papa, per i vescovi e per i preti.
E allora possiamo capire che al primo posto ci sono le donne che sanno amare di più e donare la vita per gli altri Nella Chiesa sono le donne a valorizzare di più questo carisma di vita, questo servire in umiltà, generosità e silenzio. Se esiste un “potere” evangelico, questo viene esercitato meglio dalle donne che dai maschi.
Del resto Anglicani, Luterani, Riformati con altre Congregazioni religiose cristiane, una volta arrivata questa decisione di affidare “ministeri ecclesiali” alle donne non hanno risolto i loro problemi co! me dimostrano le Comunità anglicane che sono ritornate alla Chiesa Cattolica proprio perché affermano che il servizio di vescovo affidato ad una donna non è conforme alla Rivelazione e alla Tradizione Apostolica.
Riconoscere Cristo come Salvatore è un atteggiamento fondamentale , ma non completo per dirsi cristiani. Con buon pace del signor Diego Bovo.
don Antonio Corrà
Cologna Veneta

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