giovedì 31 gennaio 2013

«Adesso critica Berlusconi ma dovrebbe ringraziarlo»

Il Giornale di Vicenza Clic
giovedì 31 gennaio 2013 – LETTERE – Pagina 62
MONTI
«Adesso critica
Berlusconi
ma dovrebbe
ringraziarlo»
Ormai la parola “agenda” la si sente nominare in ogni occasione. Alle sue prime apparizioni i modelli in circolazione erano pochi e non tutti la usavano, o per il costo o perché non se ne vedeva l´utilità. Con il tempo uscirono nelle scuole quelle che facevano coppia con lo zaino o addirittura con l´intero abbigliamento, che doveva per forza essere firmato e richiamare i vari personaggi di moda: Linus e i Puffi o Snoopy per i bambini, Barby o Mafalda per le bambine, eccetera. In occasione delle feste natalizie poi, ricordo quelle che le banche regalavano ai clienti forse per rimorso e quelle nelle edicole con le ricette come quella di suor Germana o della Clerici. Siamo arrivati al 2013 con l´agenda griffata Monti, che però ci costa centinaia di volte di più e anche di questa si fa fatica a comprenderne l´utilità. Però ha un qualche cosa che attira se la si guarda bene: c´è il suo nome, oltre alla! sobrietà dei colori e le frasi infarcite di termini che solo i tecnici comprendono, che infonde fiducia e tranquillità per l´anno iniziato. La sfoglio con speranza per vedere gli appuntamenti e cambio subito idea: vedo il bollo auto da rinnovare, le multe aumentate sparse in tutto l´anno, il canone TV aumentato, i prezzi rincarati del 4-5 % per i generi alimentari, poi avrò la nuova tassa comunale Tares sui rifiuti, l´aumento del costo del metano e luce, l´aumento Iva, l´acconto Imu e poi il saldo a fine anno con probabile rincaro dopo l´aggiornamento dei valori catastali, bolli sui conti bancari, aumenti sulla benzina, rincari delle tariffe autostradali, per parecchi il problema esodati o peggio il ricongiungimento, eccetera e al primo del mese la pensione bloccata per il secondo anno consecutivo. Veramente un´agenda con i fiocchi, magari neri per il funerale. Ora Monti dice che forse c´è da ridiscutere un po´ tut! to, per chi ci vuol credere, visto le contraddizioni e le capr! iole vere e proprie che ha fatto. Ho preso nota delle più importanti occasioni in cui l´ho sentito o letto giurare che a fine legislatura non sarebbe sceso in politica: 1° Febbraio 2012 al Tg 5, il 13 Luglio 2012 e il 12 Settembre 2012 sul Washington Post, il 15 Settembre alla Cnn, al Council of Foreign Relation il 17 Novembre, il 23 dicembre sul Financial Times più volte, poi alla Bocconi e soprattutto in presenza di Berlusconi e del Presidente Napolitano quando ha accettato l´incarico, e non vado oltre. Ma forse il professor Monti non ha raccontato bugie, perché lui non vuol scendere in politica come promesso ma salire in politica, che sono due cose ben diverse a quanto pare. Ora che sale in politica sbeffeggia Berlusconi in tutte le occasioni (politici incapaci, pifferaio magico, eccetera) dimenticandosi che deve a lui la sua carriera in Europa dato che per ben due volte è stato il Cavaliere a proporlo con forza e che deve alle sue volontarie dimissioni! se è diventato primo ministro. Alla faccia della riconoscenza, anche perché altrimenti sarebbe rimasto un prof. dott. qualsiasi e non anche sen., presid., ricordato forse solo per la multa milionaria alla Microsoft.
Sergio Mondin
Valdagno

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