Una
lunga storia.
Non posso
accettare che un limite di reddito calcolato nel 1993 sia considerato
valido nel 2020: o era sbagliato allora o è sbagliato ora.
Non posso
accettare che due persone legalmente sposate siano penalizzate
rispetto a una pessona singola o a due non sposate.
Lo scrivo
inutilmente da anni.
2007
Reddito,
imposte, tasse
Se non ho capito
male, il limite di reddito familiare sotto il quale le persone di età
superiore ai 65 anni possono beneficiare delle esenzioni dalle tasse
sulla salute (ticket) è rimasto di 70 milioni di lire, ossia 36152
euro.
Si può discutere
se sia giusto creare un confine tra chi deve pagare e chi no, sulla
congruità del limite, sulla equità di trattamenti molto diversi con
differenze minime di reddito, sul fatto che si riferisca a reddito
familiare anche quando non si ricomoscono detrazioni familiari, se
debba esistere o no una tassa sulla salute e su molto altro ancora.
Se si ritiene che
lo Stato debba farsi carico della salute dei cittadini allora tutti
dovrebbero beneficiare dello stesso trattamento, concorrendo ognuno
col pagamento delle imposte in ragione del proprio reddito. Se il
servizio fosse gratuito, le risorse destinate alla riscossione delle
tasse (ticket) potrebbero invece essere utilizzate per far pagare a
tutti imposte eque e necessarie.
Forse è giusto
far pagare una tassa per evitare abusi, ma se è pagata uniformemente
grava in misura decrescente col crescere del reddito e in ogni caso
per nulla su chi ha un reddito che gli permette di non usare la
sanità pubblica.
Anche ammettendo
la necessità di un limite discriminante non vedo con quale criterio
possa essere fissata la sua congruità. Sarebbe equo solo se
consentisse a chi ha un reddito lordo di poco superiore lo stesso
reddito netto di chi lo ha inferiore: se con 100 di lordo ho 90 di
netto non è equo che con 101 abbia 80. Comunque, un importo giusto
ed equo in un certo momento difficilmente lo è altrettanto un anno o
dieci anni dopo.
Riferirsi poi alla somma dei redditi
dei coniugi e non concedere a uno dei due le detrazioni non
usufruibili per incapienza dall'altro, considerandoli famiglia quando
è a loro danno e individui quando sarebbe a loro vantaggio, è
perlomeno incoerente.
Ritornando al limite di reddito,
constato semplicemente che è rimasto quello ante euro quando tutti
dicono che non si può vivere come allora con un reddito rimasto
quello di allora e se era giusto prima è sbagliato adesso e
viceversa. In altre parole, più si diventa poveri più il fisco ci
considera ricchi, anche quando si impoverisce per maggiori imposte e
tasse.
Si è fatto l'adeguamento della tassa
RAI, delle sanzioni pecuniarie, del bollo, di mille altre imposte e
tasse e di qualsiasi altra cosa che porti soldi allo stato ma non i
limiti che ne smorzano la voracità. Chi aveva 1000 lire al mese
negli anni ' 30 era un ricco, se i limiti in questione fossero stati
fissati allora probabilmente oggi pagherebbero il ticket tutti quelli
che al mese guadagnano l'equivalente in euro, circa 50 centesimi.
Scritto il 11/01/2007
2008
Per incominciare
Nell'attesa che vengano mantenute le
grandi promesse fatte in campagna elettorale mi accontenterei di
piccole cose. Per esempio, visto che tutti riconoscono
l'impossibilità di vivere come ai tempi della lira con l'equivalente
in euro del reddito lordo di allora, che fossero adeguati i limiti di
reddito per benefici santari e fiscali fissati nel secolo scorso.
Chi vuole agevolare la famiglia
potrebbe intanto far sì che non venga penalizzata da norme tipo
quella che per l'esenzione da tasse sanitarie (tiket) prevede un
reddito lordo pro-capite non superariore a 36151,99 euro per singoli
e unioni di fatto, 18076 euro per una coppia sposata e 9038 euro se
questa ha due figli minori.
Col tempo si potrebbe anche pensare a
consentire di votare e avere assistanza medica generica senza
complicazioni burocratiche a chi si trova fuori dal proprio comune di
residenza e magari stabilire che l'adeguamento dello stipendio del
Presidente della Corte di Cassazione avviene solo se è possibile
pari aumento percentuale di tutti gli importi previsti dalla legge,
non solo dello stipendio di deputati e senatori ma anche quello delle
pensioni minime, dei limiti di reddito fiscali, delle sanzioni
amministrative.
Scritto 28/03/2008
E' giusto
E' giusto il motto "pagare tutti
le tasse per pagare di meno", ma tutti dovrebbero poi godere
degli stessi diritti e non pagare di più per avere di meno.
Se Tizio dichiara il doppio del reddito
di Caio non solo paga più del doppio d'imposta, ma non può nemmeno
godere degli stessi servizi.
Vi sono infatti limiti di reddito
superando i quali cessano diritti o nascono doveri; questi limiti
sono quasi sempre sorpassati, non tengono conto della reale capacità
contributiva, aumentano la burocrazia complicando la vita ai
cittadini, creano grandi differenze di trattamento per minime
differenze di reddito, sono sostanzialmente iniqui.
Per esempio, nelle regioni che conosco
si è esenti da tasse sanitarie (ticket) se il "reddito
familiare" lordo annuo non supera 36151.98 euro.
La precisione di questo importo già ne
denuncia la vetusta origine: 70 milioni tondi di lire. Un importo che
se era congruo quando fu calcolato non lo può essere oggi, con
potere d'acquisto falcidiato da tasse e inflazione; un limite
evidentemente sorpassato, che toglie benefici a chi con l'aumento del
reddito lordo ha avuto un peggioramento del tenore di vita.
Se ho ben capito, dividendo l'importo
per il numero dei familiari il limite pro-capite rimane 36151.98 euro
per singoli o coppie non sposate, scende a 18075 per una famiglia di
2 persone, a 12050 per una di3, a 9038 per una di 4 e così via: non
tiene conto della reale capacità contributiva.
Basta percepire un euro in più per
finire col poter disporre di meno denaro: crea disparità di
trattamento ed è pertanto iniquo.
Prescindendo da quanto sopra, far
pagare tasse aggiuntive per beneficiare del servizio sanitario
nazionale può mirare ad evitare abusi e a contenere i costi. Per
ottenere questo l'esenzioni dovrebbero essere limitate a casi
particolari.
Porre limiti reddituali che consentono
l'esenzione a gran parte della popolazione è demagogico e serve poco
allo scopo quando sono pochi coloro che dichiarano redditi superiori,
anche se tutti costoro volessero beneficiare del servizio sanitario
nazionale.
Meglio non porre limiti e adeguare le
imposte.
Scritto il 26/03/2008
Discriminazione
In questo Stato (che alcuni dicono
condizionato della Chiesa Cattolica) le "coppie di fatto"
sono ingiustamente discriminate.
Nelle Regioni che conosco, per potere
essere esenti da tasse sulla salute (ticket) si deve avere un reddito
familiare lordo non superiore a 36151.98 euro. Già l'importo preciso
al centesimo denuncia la sua arcaicità, il suo riferimento al molto
più tondo 70 milioni di lire. Una cifra considerevole quando è
stata calcolata, ma che rimanendo immutata nei secoli finirà per
essere superata anche dalle famiglie che, come si dice, non arrivano
alla quarta settimana; un modo per mimetizzare l'aumeto di tasse.
Naturalmente se il reddito familiare è
di 36151.99 euro si dovrà invece pagare, con tanti saluti
all'equità. Si dirà che un limite si deve pure mettere, ma con le
possibilità offerte dall'informatica non sarebbe difficile fare in
modo che chi guadagna un solo centesimo in più non finisca con
disporre di molti euro in meno.
Personalmente penso che sarebbe meglio
non esistessero limiti a danno di chi paga più imposte: incentivano
l'evasione, premiano i furbi e sono iniqui. Se tutti concorrono alle
spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, non
capisco perché tutti non possano benificiarne allo stesso modo se
non per demagogia.
Si fa riferimento al reddito familiare,
cioè quello che si ottiene sommando al proprio reddito quello del
coniuge e dei familiari considerati a carico avendo un reddito
inferiore a 2840.51 euro (5,5 milioni del secolo scorso), col
risultato, se non sbaglio, che per una famiglia composta di padre,
madre e due figli minori vi è diritto all'esenzione se il reddito
annuo medio pro capite non supera 9038 euro, mentre sale a 18076 per
una coppia regolarmente sposata e a 36151.98 per un singolo o una
coppia di fatto.
Evidentemente le coppie di fatto sono
discriminate, a danno di quelle legalmente sposate e delle famiglie.
Scritto il 31/01/2008
Criteri di
progressività
Ogni qual volta devo dichiarare il
"reddito lordo familiare" lo faccio con apprensione,
temendo di incorrere in qualche errore, involontario ma sanzionabile
da un sistema che premia i furbi e penalizza gli ingenuamente onesti,
e di superare senza accorgermi i limiti previsti.
Molti anni fa ritenevo 70 milioni di
lire una cifra del tutto irraggiungibile, ma col passare del tempo,
mentre il tenore di vita diminuiva, l'importo delle nostre pensioni
aumentava avvicinandoci sempre più agli equivalenti 36151,98 euro.
Non credo che gli aumenti della
pensione siano tali da pareggiare l'inflazione, ma prima o poi ci
faranno superare la soglia oltre la quale si veniva (a ragione?) e si
viene (a torto) considerati ricchi. I limiti sono iniqui se
comportano grosse disparità di trattamento con minime differenze di
reddito, se non sono aggiornati al valore corrente, se non
considerano l'effetto delle imposte sul netto spendibile, se si
riferiscono alla somma dei redditi senza tenere conto della somma
delle spese. Anche se fossero stati equi, i limiti fissati nel secolo
scorso non possono esserlo ora: dopo 15 anni con inflazione all'1%,
2% o 3% dovrebbero essere rivalutati del 16%, 35% o 55%. Ma i nostri
governanti, sempre pronti ad adeguare le loro indennità
all'aumentato costo della vita, non si sognano nemmeno di rivederli.
E' vero che la Costituzione recita "Il
sistema tributario è informato a criteri di progressività.",
ma io pensavo che la progressività fosse in relazione con l'aumento
del reddito e non con il semplice passare del tempo, credevo che la
tassazione dovesse aumentare con la capacità contributiva e non col
numero degli anni.
Scritto il 23/06/2008
#mp37varie – Tassa sulla Salute
2009
Famiglie
Per l'esenzione dalle tasse sanitarie
(ticket) si fa riferimento al reddito familiare e non è
semplicissimo sapere cosa sia.
L'Asl2 Savonese dice:
"Per reddito familiare si intende
il reddito imponibile IRPEF dichiarato l'anno precedente da tutti i
componenti il nucleo familiare (fiscale)".
Cosa sia il nucleo familiare fiscale
non è detto, cercando altrove trovo:
"Circolare
della DRS prot. n.8407/SPS/Amm/Pcsam dd. 13/04/05 13/05/05.
“NUCLEO FAMILIARE”
Per
l’individuazione del nucleo familiare, ai fini della dichiarazione
di esenzione dal pagamento del ticket per età/reddito, viene preso
in considerazione il criterio fiscale e non quello anagrafico......Il
coniuge ed i figli possono anche non convivere con il dichiarante e
risiedere altrove."
Naturalmente se si va a prenotare una
prestazione sanitaria e ti chiedono di firmare sui due piedi la
dichiarazione sul "reddito familiare" nessuno ti spiega
quale sia, forse perché nessuno lo sa.
In pratica per beneficiare delle
esenzione dai ticket le persone sposate devono godere della metà del
reddito goduto da quelle non sposate.
Per loro non vale la Costituzione che
recita:
"Art. 3
Tutti i cittadini
hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni
politiche, di condizioni personali e sociali."
Tasse sanitarie
(in italiano dette Ticket)
Il limite di redditi lordo per godere
delle esenzioni è immutato dai tempi della lira: e lo stipendio dei
politici pure?
Troppo ricchi
Quando ha avuto l'età per beneficiare
dell'esenzione dal ticket il loro reddito familiare era ben al
disotto del massimo consentito. Da allora lui e la moglie continuano
ad avere come unica entrata la loro pensione, ma stanno per superare
quel limite: forse le pensioni sono state rivalutate troppo e sono
diventati ricchi, forse.
(E non possono farci niente,
aumenteranno le pensioni, diverranno più poveri e avranno meno
soldi: se superano il limite di 100 e spendono 1000 di sanità si
troveranno con 900 in meno)
Scritto il 20/12/2009
Ticket
Leggendo sul Giornale di Vicenza
l'articolo "Ticket, truffa all'Ulss? Il processo è da rifare"
ho ripensato a quello che segnalo da anni. Giusta o iniqua che sia
c'è una tassa sulla salute, un contributo da pagare per le
prestazioni del Servizio Sanitario detto (chissà perché) ticket,
con relative esenzioni collegate al reddito.
È opinione corrente che molti non
dichiarino il reddito reale, così di fatto spesso non si favoriscono
i meno abbienti ma i più furbi mentre i ricchi onesti il più delle
volte non si avvalgono del servizio sanitario pubblico e non pagano
ticket. Meglio sarebbe - a mio parere - non mettere tasse, far pagare
le giuste necessarie imposte, punire chi non le paga e chi abusa del
Servizio Sanitario.
Ma ammesso che sia giusto pagare la
tassa e giusto collegare l'esenzioni al reddito, resta un'ingiustizia
palese: il limite di reddito fissato.
Questo non è 36 mila euro come scritto
nell'articolo, ma 36151,98 euro. Il che dimostra evidentemente che
tale importo è stato stabilito prima dell'euro e corrisponde a 70
milioni delle vecchie lire, tondi tondi.
D'allora ne è passato del tempo:
quello che pagavo 1000 lire ora pago 2 euro; politici, magistrati e
tutti coloro che hanno potuto si sono adeguati il reddito, perfino la
mia pensione è aumentata del 20% e sono certo che è aumentata meno
del costo della vita.
Ma il limite di reddito familiare per
beneficiare dell' esenzione dal ticket è tuttora fermo ai 70 milioni
di lire lordi annui, cioè 36151,98 euro.
Così mentre si è generosi con
chiunque voglia curarsi in Italia purchè straniero e non lavori
regolarmente non si trovano fondi per adeguare quel limite di reddito
che se era equo dieci anni fa non lo può essere ora e viceversa.
Una coppia di pensionati ogni anno deve
verificare che l' aumento inadeguato delle loro pensioni non le abbia
portate a livello tale da superare il limite, un tempo ritenuto
irraggiungibile ma sempre più vicino: più diventano poveri e più
sono considerati ricchi indegni dell'esenzione.
Sempre ammettendo che sia giusto porre
un limite è ingiusto non usare criteri di gradualità: non dovrebbe
verificarsi il caso che se uno ha un reddito superiore al limite
finisca con averlo più basso. Una persona che guadagni 36152 euro
lordi non è più ricca di una che guadagna 2 centesimi in meno e non
dovrebbe pagare più di 2 centesimi di ticket.
Altra peculiarità - se non sbaglio -
sta nel fatto che il limite è quello sia che si tratti di famiglia
di una, due o cinque persone: mentre una persona con 36 mila euro può
star bene, altrettanto bene non sta se con quella somma devono vivere
in due e meno ancora se in cinque.
Con strana coerenza, mentre si deve
sempre sommare al proprio il reddito del coniuge per stabilire il
reddito familiare non è sempre detto che si possano sommare alle
proprie le spese sostenute per il coniuge, nemmeno quando questi ha
un reddito insufficiente per operare detrazioni fiscali. Naturalmente
- in barba alla Costituzione - una coppia di fatto ha il limite di
reddito che è il doppio di una coppia sposata. Non so se quei
signori dell'articolo siano truffatori, ma so che sul prospetto che
ti danno da firmare non è precisato come si debba calcolare il
reddito, so che ho chiesto precisazioni anche alla mia Regione senza
avere risposta ed ho dovuto cercarle in Internet.
Nel dubbio si dovrebbe rinunciare ai
propri diritti, perché non vale "in dubio pro reo" ma "in
dubio pro eo (Stato, Fisco)": se hai torto paghi tu, se hai
ragione paghiamo tutti.
Scritto il 04/12/2009
Parametri fissi
Passano gli anni, qualcosa cambia e
qualcosa resta immutato: quando i numeri non indicarono più migliaia
di lire ma euro, quelli dei prezzi rimasero immutati, quello della
pensione si dimezzò. Mentre il mio reddito nominale è aumentato di
un 20% ma quello reale è diminuito, i parametri reddituali sono
rimasti immutati ma sono divenuti incongrui pur restando iniqui.
Ne prendo due ad esempio: quello sotto
il quale nella mia regione sono esentati da tassa sanitaria (ticket)
i bambini sotto i 6 e gli anziani sopra i 65 anni di età e quello
sopra il quale non si è considerati familiari a carico.
Chiaramente sono stati calcolati in
milioni di lire: 70 il primo, 5,5 il secondo, diventati
rispettivamente 36151.98 e 2840.51 euro, valori assurdi che li datano
al secolo scorso.
Parametri iniqui perché
non hanno correttivi che impediscano un reddito reale inferiore con
reddito nominale superiore: se questo è 36152 euro non si dovrebbe
pagare più di 2 centesimi di ticket, per un familiare con reddito di
2841 € il beneficio dovrebbe essere ridotto di soli 49 centesimi.
I massimali si riferiscono al reddito
lordo, ticket e benefici sono netti: anche questo è iniquo e
ingannevole.
I 70 milioni di reddito familiare lordo
sono 1000 euro netti ciascuno, nel caso di due coniugi.
I 5,5 milioni sono 218 euro mensili,
meno del rimborso spese per un giorno a Roma di un senatore.
Nel reddito familiare si sommano i
redditi dei coniugi; se un coniuge guadagna più di 218 euro mensili
l' altro coniuge non può considerarlo a carico e detrarre le spese
per lui sostenute; se uno guadagna meno di 8000 euro annui non ha
IRPEF da pagare; se non ha Irpef da pagare non può evidentemente
detrarre spese dall' IRPEF; se un coniuge guadagna più di 2840.51 ma
meno di 8000 euro né lui nè il coniuge possono detrarre le spese
sostenute.
Nel caso di coniugi si considera il
reddito familiare per escludere entrambi da benefici, ma le "spese
familiari" non si considerano detraibili dal reddito familiare:
un ulteriore disincentivo al matrimonio e spregio della Costituzione
Italiana (Art. 29. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia
come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è
ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i
limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.) da
molti invocata e difesa solo quando fa comodo.
Parametri incongrui perché se
erano congrui dieci anni fa non lo possono essere ora. Accettando gli
indici ISTAT, se allora i limiti erano 70 e 5,5 milioni di lire ora
dovrebbero essere 44000 o 3500 euro, arrotondando. Se dieci anni fa
godeva di alcuni benefici perché il suo reddito era ben al di sotto
dei limiti previsti, se il reddito consisteva e consiste nella sola
pensione rivalutata in misura inferiore all'inflazione, se non è
cambiata la legge, se il suo tenore di vita è peggiorato una persona
non può sapere di non avere più diritto a quei benefici ed essere
punito per non avere pensato e verificato quanto subdolo e ingiusto
possa essere lo Stato.
Anche se i parametri reddituali fossero
sempre congrui, mi piacciono poco: richiedono burocrazia, rendono più
vantaggiose le dichiarazioni menzognere, fanno pagare di più chi più
ha pagato. L'imposta progressiva già fa pagare più che
proporzionalmente chi ha maggior reddito; se venisse severamente
applicata ogni ulteriore discriminazione sarebbe superflua e
ingiusta. Non vedo perché una persona che ha pagato tutto il dovuto
di imposta debba pagare più degli altri di tassa scolastica, mensa,
asilo, eccetera e non essere trattata come tutti gli altri: sarebbe
tutto più semplice ed anche più giusto, solo meno demagogico.
Chi può spesso non si rivolge alle
strutture pubbliche e non paga la tassa, normale o maggiorata: meglio
far pagare la giusta imposta a tutti e poi nessuna discriminazione;
non si può far pagare il biglietto di entrata solo a chi ha già
pagato l'abbonamento.
Scritto il 07/04/2009