giovedì 7 gennaio 2021

Coppie


Ho letto che la Camera ha deciso di estendere l'assistenza sanitaria integrativa a "spose" di deputate e "sposi" di deputati. Ho sempre sentito dire che leggi ad personam e conflitto d'interessi sono cose abominevoli, ma forse non è così se riguardano un Ivan o una Paola e non un Silvio.
Siamo in periodi di vacche grasse e come dice il proverbio "Melius abundare quam deficere", niente di male se si da a chi già ha, tanto ce n'è per tutti.
Si dirà che l'assistenza integrativa i deputati se la pagano con i propri soldi, sorvolando sul fatto che i loro soldi sono soldi nostri che si sono graziosamente assegnati sicuramente anche considerando le ritenute da farci pagare loro tramite.
Forse siamo i soli, ma mia moglie ed io non abbiamo alcuna assistenza sanitaria integrativa, anzi per le sue spese sanitarie non abbiamo nemmeno gli usuali sgravi fiscali perché ha reddito troppo alto per essere a mio carico sebbene troppo basso per avere imposta capiente per detrazioni. Pretendere lo stesso trattamento degli "eletti" forse sarebbe troppo, ma magari si potrebbe avere almeno l'assistenza ordinaria, quella che pare spetti a qualsiasi persona per il solo fatto di trovarsi anche casualmente sul suolo italico. Ma contrariamente a queste persone, noi - avendo pagato per decenni contributi e imposte come anche i nostri genitori avevano fatto - abbiamo una pensione ciascuno e siamo tenuti a pagare la tassa sanitaria, il ticket, per due motivi:
  • 1. Non siamo coppia di fatto ma legalmente sposati da oltre 50 anni e quindi il reddito familiare di riferimento è dato dalla somma dei nostri redditi.
  • 2. La somma dei nostri redditi supera il limite di 36151,98 € lordi annui.
Se non fossimo sposati nessuno di noi due supererebbe il limite, mentre la somma che nel secolo scorso era ben al di sotto di 70 milioni di lire lorde annue ora supera gli equivalenti 36151,98 € (70000000/1936,27) per effetto dell'adeguamento al costo della vita, inferiore al reale aumento per le pensioni ma inesistente per il limite. Per quanto poco quelle salgono e se questo resta fermo è inevitabile che prima o poi venga raggiunto.
Considerato che tutti dicono di amare e osservare la Costituzione Italiana, nel testo in mio possesso devono esserci degli errori perché trovo:
"Art. 29. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio
Art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose."
Evidentemente manca un non prima di riconosce e di agevola a meno che con "matrimonio" nel linguaggio dell'epoca s'intendesse "coppia di fatto" o magari "coppia di fatto omosessuale" che però forse contrasterebbe con "famiglie numerose". In questo caso "adempimento dei compiti" sarebbe un altro errore, perchè per le coppie unisex sento sempre parlare solo di "diritti".
Chissà s'è impegno più gravoso e meritevole crescere tre figli o partecipare tutti gli anni alla sfilata gay: io non conosco il secondo.
Scritto 20 maggio 2013

mercoledì 6 gennaio 2021

Repetita iuvant?

 

Ministero della Salute

FAQ - Esenzioni per reddito

Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2011


3. Il limite di reddito cui si fa riferimento per il riconoscimento del diritto all'esenzione viene periodicamente aggiornato?

No, è fissato dalla legge e può essere aggiornato solo con una modifica legislativa. Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo.


In base a quanto previsto dalla Legge 537/1993 e successive modificazioni (art. 8, comma 16) hanno diritto a tale tipo di esenzione Cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (CODICE E01)


e d'allora sono passati 20 anni e il limite è rimasto sempre quello, il costo della vita NO.

Scritto 24/05/2013


martedì 5 gennaio 2021

Alleluia

2012

Se questo governo vivrà sano la tassa sulla salute cambierà nome: non si chiamerà più 'ticket' ma 'franchigia'. Sarà calcolata in base al reddito e alla mancanza di salute dei cittadini: una imposta-tassa che graverà maggiormente su chi produce reddito e lo dichiara, su chi è di salute cagionevole, su chi é più esposto a malattie frequenti, su chi si ostina a vivere. Sarà pagata da tutti tranne ladri, furbi, immigrati clandestini o inutili ("Venite, venite che abbiamo tanto bisogno di extraitaliani!", parole di Turco), lavoratori in nero, evasori totali e chiunque altro viva in Italia senza denunciare reddito.

Con questa novità vi saranno più risorse così Regioni e ASL potranno continuare a spendere e spandere allegramente, politici e altri arricchirsi più o meno onestamente

Fin dall'inizio il capogoverno aveva promesso che avrebbe aumentato i tassisti: non pensavo si riferisse a quelli che inventano e impongono nuove tasse, ma è di parola. Alleluia!

Scritto 13/05/2012

 

lunedì 4 gennaio 2021

Austerità

 Non è come ai bei tempi quando alla mancanza di competività si rimediava con la svalutazione della lira e quando la corsa tra indennità di contingenza e costo della vita era senza fine in un circolo vizioso di causa ed effetto, l'inflazione non è ancora a due cifre annue ma c'è e col passare di pochi anni si arriva alle due cifre.

I limiti di reddito per beneficiare delle detrazioni fiscali (familiari a carico, tasse sanitarie, eccetera) sono fermi da 19 anni e in 19 anni l'indice ISTAT del costo della vita per famiglie di operai e impiegati è aumentato del 60,2% (vedi Mar1993/Mar2012)

Forse lo sa anche il Governo, ma con l'aria che tira non ci pensa nemmeno di adeguare quei limiti al costo della vita. Più soldi entrano e meno sconti si fanno e meglio è: la parola equità è stata messa lì nel discorso iniziale tanto perché suonava bene e il limite per l'esenzione dalle tasse sulla salute (ticket) rimane 36151,98 euro lordi annui o magari meno e sul sito del ministero della salute si continuerà a leggere "Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo.".

Finora però l'INPS ha provveduto ad adeguare le pensioni considerando il costo della vita: sicuramente non sono aumentate del 60% ma qualcosa sono aumentate avvicinandosi sempre più a quel limite di 70milioni di lire annue lorde che nel 1993 mi pareva irraggiungibile.

Naturalmente più sono le imposte sul lordo e meno resta di netto, le imposte sono aumentate e la capacità d'acquisto ancor più diminuita: si diventa più poveri e si viene considerati più ricchi.

Però il governo Monti qualcosa ha fatto per cercare di risolvere il problema: se le pensioni si avvicinano al limite e non possiamo alzare il limite, blocchiamo le pensioni e chi non l'ha già raggiunto non lo raggiungerà più.

A limite bloccato pensioni bloccate, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato a dato.

Ma resta un problema, forse un piccolo problema che non riguarda molte persone.

Il limite di reddito si riferisce a quello familiare, alla somma dei redditi di marito e moglie: se sono due pensioni e ne blocco solo una perché l'altra è troppo bassa e non mi hanno permesso di bloccarla, col passare del tempo con l'aumento di questa aumenta anche il reddito considerato e alla fine la somma supererà i 36151.98 euro ed entrambi i coniugi non avranno diritto ad esenzioni.

Tanto meglio, non è un problema ma un'opportunità.

Non sarà un problema per Monti ma resta un problema per quei cittadini che si trovano in quella condizione e non capiscono perché una persona non sposata (single, per i giovani) possa beneficiare dell'esenzioni se ha un reddito lordo di 36151 annui mentre due sposati non ne beneficiano se ognuno dei due ha 18076 euro annui di reddito lordo.

Pare un'ingiustizia ma non è pensabile che venga eliminata: se quelli che la subiscono sono troppi perché costa troppo, se sono pochi perché pur costando poco non ha rilevanza politica. Una cosa è ingiusta se riguarda molti ma non lo è più se riguarda pochi o magari un'unica persona: c'est la vie, en Italie.

Scritto 19 aprile 2012

domenica 3 gennaio 2021

Famiglia

 Penso che molti difensori ad oltranza della Costituzione italiana ricordino solo quello che gli conviene.

Per esempio, pare non ricordino cosa dice della famiglia e in particolare che:

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. (art.29)

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. (art.31).

Esemplificando, senza che nessuno se ne scandalizzi abbiamo:

  • il coniuge regolarmente sposato e di fatto convivente non può detrarre le spese di ristrutturazione della casa della moglie con reddito insufficiente per pagare Irpef ma sufficiente per non essere considerata a suo carico, se risulta "anagraficamente non convivente";

  • per poter beneficiare dell'esenzione dalle tasse sanitarie (ticket) si considera il "reddito familiare" ottenuto sommando il reddito dei coniugi anche se "anagraficamente non conviventi".

  • I limiti di reddito per beneficiare di detrazioni o esenzioni sono stati fissati nel secolo scorso e non sono stati rivalutati per l'aumentato costo della vita e nemmeno per gli insufficienti adeguamenti di pensione, col risultato di considerare ricche ed indegne famiglie di fatto diventate più povere.

  • Due coniugi regolarmente sposati e di fatto conviventi devono pagare due (o forse quattro) canoni RAI se sono "anagraficamente non conviventi", perché "il Ministero delle Finanze ha discrezionalmente ritenuto di adottare in materia di canone la nozione anagrafica di famiglia" e non quella Costituzionale.

Scritto 26 gennaio 2011


sabato 2 gennaio 2021

Vero e giusto

Sono passati altri 9 anni e nessunno ne parla.



Alcune domande ai ministri che si occupano di sanità, di famiglia, agli adoratori della Costituzione e a chiunque sappia rispondere.

È vero che le persone di età superiore ai 65 anni sono esenti da tasse sanitarie (ticket) se non superano un certo limite di reddito?

È vero che tale limite è 36151.98 euro?

È vero che quei 36151.98 euro corrispondono a meno vezzosi 70 milioni di vecchie lire tondi?

È vero che 70 milioni di lire sono stati calcolati come limite equo nel 1993?

È vero che dal 1993 ad oggi sono passati 18 anni?

È vero che in questi 18 anni l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati ha subito una variazione di +55%? (vedi)

È vero che invece in questi 18 anni il limite calcolato allora non ha subito alcuna variazione? E se è vero, è anche giusto cioé equo e secondo giustizia?

È vero che 36151.98 si riferiscono al reddito annuo familiare lordo?

È vero che se uno è singolo (single) può beneficiare dell'esenzione di cui al punto 1. se il suo reddito lordo annuo non supera i 36151.98 euro?

È vero che due coniugi regolarmente sposati possono beneficiare della stessa esenzione solo se la somma dei loro redditi lordi non supera 36151.98 euro, cioè 18075.99 euro lordi pro-capite annui? Se è vero, è giusto? È rispettato l'art. 3 della Costituzione? Sono rispettati gli art.29 e 31?

È vero che 18075 euro lordi annui corrispondono a una pensione netta di 1131 euro al mese? (vedi)

È vero che le pensioni in questi 18 anni sono state rivalutate ma in misura inferiore al 55% di cui al punto 6.? Se è vero, è giusto che cessino i benefici perché pensioni originariamente molto inferiori al limite ora con diminuita capacità d'acquisto lo superano?

Scritto 25 aprile 2011

venerdì 1 gennaio 2021

Non è bello - La matrimoniale

 Non è bello

Non è bello constatare che chi ha versato un congruo premio finché era in salute quando arriva l'età e il momento di avere più bisogno di assistenza sanitaria deve pagare tasse (ticket) che non sarebbero dovute se non ci fosse stata inflazione o se anche i parametri fossero stati inflazionati.

La sanità ha costi insostenibili, ma se vogliamo estendere il servizio sanitario a chiunque (statunitensi senza assicurazione compresi) chi ha già dato deve continuare a dare. Non si può certo fare nel mondo la figura dei tirchi, siamo generosi con gli stranieri e perché questo sia a loro ben chiaro la vecchia "previdenza e assistenza" oggi la chiamiamo welfare.

Scritto 22/10/2011

La matrimoniale

Sanità:
Giuseppe ha reddito X e non deve pagare il ticket, Maria ha reddito Y e non deve pagare ticket.

Giuseppe e Maria si sposano, hanno reddito familiare X+Y e devono pagare ticket.
Ci sarà o non ci sarà la patrimoniale, ma la matrimoniale già c'è
Scritto 03/12/2011