domenica 7 febbraio 2021

Progressività

 

"Art. 53. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività."

Io capivo "più si è ricchi e più si paga", in misura più che proporzionale. In realtà capita anche che "più si è poveri e più si paga": per esempio le tasse sanitarie (vulgo ticket).

Secondo la normativa vigente, per ragioni di reddito sono esentati dal pagamento della tassa i bambini fino a sei anni e gli anziani oltre i sessantacinque se il "reddito familiare non supera 36151,98 euro lordi annui".

Sembrerebbe rispettare l'art.53 della "costituzione più bella del mondo", ma è una balla. In realtà se il reddito supera mettiamo di 100 euro quella cifra e si deve pagare 150 euro annui di tassa, chi ne aveva 100 lordi in più si trova con 150 netti in meno e quindi con minore capacità contributiva di chi ne aveva 100 in meno dei fatidici 36151,98.

Non 36000 o 36152 euro: "36151,98 euro lordi annui". Sembra una cifra ridicola e lo è, solo che quella cifra ridicola conferma la progressività del "più si è poveri e più si paga".

Nel 1994 quando furono stabiliti i limiti di reddito valevoli dal 1/1/1995 erano Lit. 70.000.000, settanta milioni di lire italiane. Quando fu adottato l'euro il cambio ufficale era 1 euro = 1936,27 lire e quindi 70000000/1936,27=36151,982936 euro, arrotondati (si fa per dire) a 36151,98.

La famiglia che disponeva allora di 69.999.999 lire (una bella cifra per quel tempo) se ora dispone di 36152 euro è più povera di allora, ma deve pagare la tassa che allora non pagava: a conferma della regola "più si è poveri e più si paga".

Regola ancora più evidente se si considera che 36151,98 valgono sia per famiglie composte da una sola persona che per quelle composte da 2 o più persone.

Mi pare del tutto evidente che se la famiglia dispone di quel reddito le sue capacità contributive sono diverse se è composta da una sola o da dieci persone. Nel primo caso una persona è esente dalla tassa con un reddito annuo lordo di 36151 euro, nel secondo solo se dispone di 3615 euro di reddito annuo lordo medio pro capite. Per il supero del limite di due conviventi non si sommano i redditi, di due sposati sempre.

Naturalmente anche chi nel 1995 era molto lontano da quel limite, anche con adeguamenti di salario o pensione inferiori all'inflazione finisce prima o poi per superarlo pur diventando più povero. E se non pensa di essere diventato nominalmente più ricco, di averlo superato e di doverlo dichiarare viene considerato un delinquente che non paga il dovuto.

Sono passati più di vent'anni da quando è stato calcolato quel valore: se era equo allora non lo può essere ora e viceversa. E fra vent'anni sarà peggio.

A me pare un'indecente iniquità, ma nessuno se ne preoccupa: non so se perché interessa pochissimi votanti o perchè una norma più giusta riguarderebbe moltissimi beneficiari e costerebbe come qualche spreco pubblico che non si vuole eliminare.

A dire il vero non è del tutto così: da molti anni si può leggere nel sito del Ministero della salute che

"il problema dell'adeguamento dei limiti al costo della vita è da tempo all'attenzione di questo Ministero e del governo tutto".

E chissà per quanti decenni dovranno pensarci prima di risolverlo.

-------- Nota - Quanto citato tra virgolette è riportato a memoria

Scritto 7 febbraio 2015


sabato 6 febbraio 2021

Equità fiscale

Domanda - Se Aldo ha 70 anni, Berto 70 anni, Carla 70 anni e il reddito lordo annuo di Aldo è 18076 €, di Berto 18076 €, di Carla 18076 € (1054 € netti mensili), perchè esenti dalla tassa sanitaria (ticket) sono Aldo no, Berto sì, Carla no?

Risposta - Perché Aldo e Carla sono marito e moglie.
Domanda - Se sono sposati Dario con Franca e Gino con Lina e percepiscono netti mensili Dario 1054,35 €, Franca 1054,35 €, Gino 1054,40 €, Lina 1054,40 €, perchè devono pagare la tassa sanitaria Dario e Franca no, Gino e Lina sì?
Risposta - Perché Gino e Lina percependo 1 € lordo annuo più di Dario e Franca sono molto più ricchi.
Domanda - Se a dicembre 1994 percepivano lorde annue Gino 23.026.313£ e Lina 23.026.313£ e rivalutando il loro reddito secondo l'Indice Nazionale delle variazioni dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati ora percepiscono Gino 18077 € e Lina 18077 € perchè nel 1995 non dovevano pagare la tassa sanitaria e nel 2015 sì?
Risposta - Perché nel 1995 la somma dei loro redditi era 46.052.626£ (34,21% sotto il limite 70.000.000£) e ora ora è 36154 € (0,005587% sopra il limite 36151,98 €), essendo stati rivalutati i loro redditi sì e il limite no.
Scritto 16 febbraio 2015

venerdì 5 febbraio 2021

Due conti - Per equità

Due conti

Marito e moglie guadagnano insieme ben 36152 € lordi annui, in pratica circa 1050 euro netti mensili ciascuno.

Pur essendo entrambi oltre i 65 anni non hanno diritto all'esenzione dalla tassa detta "ticket": in base ad un calcolo fatto nel 1994 con l'equivalente in lire di 36151,98 € di reddito allora si era considerati straricchi, indegni di beneficiare dell'esenzione e siccome l'adeguamento del limite è da decenni "all'attenzione del Ministero della Sanità e del Governo tutto" ma non è stato cambiato nemmeno di 0,02 € per arrotondarlo, oggi in due superano quel limite e devono pagare la tassa.

Se fossero più giovani e avessero dei figli, con quel reddito non godrebbero dell'esenzione prevista per i minori di 6 anni (e sarebbe peggio).

Non capisco come si riesca - per quanto accurati si sia - a trovare l'esatto limite sotto il quale sì e sopra il quale no; ancor meno capisco perché non ci sia una qualche gradualità in modo che chi ha un centesimo in più non si trovi alla fine ad avere un sacco di soldi meno di chi ha un centesimo in meno.

Ma quello che trovo del tutto illogico è considerare esente un singolo che da solo guadagni 36151 € e non due sposi che in due guadagnino 36152 €, cioè 18076 € ciascuno, la metà.

Il fatto che il limite sia sempre quello fissato 20 anni fa, nel secolo scorso, ai tempi della lira, prima dell'avvento devastante dell'euro è semplicemente indecente: ma questo anche Renzi non lo sa o finge di non saperlo.

Facendo poi due conti, quei coniugi trovano che un presunto profugo, senza avere mai lavorato, mai pagato contributi e tasse, mai contribuito in qualche modo al benessere del paese, tanto o poco che sia, guadagna (sia pure indirettamente) più di loro: 1085 € al mese e ha diritto gratuitamente a quelle prestazioni sanitarie per le quali a loro due viene richiesto di pagare la tassa.

Se razzismo è atteggiamento discriminatorio a danno di gruppi di persone con caratteristiche comuni, per me questo è razzismo bell'e buono.

venerdì 19 giugno 2015

 Per equità

"Per rispetto della Costituzione le tasse devono essere eque e progressive: chi più ha più deve pagare. Per questo motivo un ultra65nne con reddito lordo di 36151 euro annui non paga le tasse sanitarie mentre due coniugi ultra65nni con un reddito di 36152 euro lordi annui in due le devono pagare: sono più ricchi"

Scritto 10/09/2015


mercoledì 3 febbraio 2021

Senza vergogna - Cambiamenti

 

Senza vergogna

Senza vergogna dicono che abbiamo la Costituzione più bella del mondo.

Senza vergogna vi leggono "Art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia ..".

Senza vergogna da 20 anni non sono esenti da tassa sanitaria gli sposati con un certo reddito mentre lo sono i non sposati con reddito doppio.

Senza vergogna approffittando dell'inflazione tassano chi 20 anni fa era ben sotto e ora - con minore disponibilità reale - supera un limite di reddito rimasto immutato.

Senza vergogna da 20 anni nelle Categorie di esenti sono i Cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (che nel 1994 erano le equivalenti £ 70.000.000)

Senza vergogna da anni scrivono "3. Il limite di reddito cui si fa riferimento per il riconoscimento del diritto all'esenzione viene periodicamente aggiornato? No, è fissato dalla legge e può essere aggiornato solo con una modifica legislativa. Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo."

Senza vergogna da 20 anni considerano autosufficienti e quindi non a carico altrui i membri della famiglia con reddito lordo annuo di 2840,51 € (7,78 € al giorno, 1/5 di quanto necessita per un accolto).

Senza vergogna concedono detrazioni ai capienti e per familiari a carico mentre nulla va a chi ha reddito lordo tra 2840,52 € (non a carico) e 7500 € (incapiente), cioé tra 218 € e 576 € mese, circa 1 pensionato su 8 che ha tra 1/5 e 1/2 di un accolto.

Scritto 10/08/2015

Cambiamenti 

Nel mondo le cose cambiano, in Italia cambiano nome: da legge di bilancio a legge finanziaria a legge di stabilità, da 70 mln di lire a 36151.98 euro (sono lo stesso importo ma valgono molto meno). Scritto 05/01/2015 

lunedì 1 febbraio 2021

Obbrobrio

Sono il solo a ritenere un obbrobrio indecente che nel 2015 siano in vigore limiti di reddito calcolati nel 1993 e da allora rimasti immutati?

Sono il solo a considerare assurdo e ridicolo che nel 2015 il limite di reddito per essere considerato familiare a carico sia 2840,51 euro lordi annui, cioè l'equivalente in euro delle 5.500.000 lire che era nel 1994? e che per essere esenti (sotto i 6 o sopra i 65 anni d'età) dalla tassa sanitaria (ticket) sia 36151.98 euro cioè in euro i 70 milioni di lire che era nel 1994?

Assurdo perché é come se in 20 anni il costo della vita sia rimasto immutato e quello che nel 1994 si comprava con 1000 lire oggi si compri con 0,52 euro, ridicolo perché in 15 anni non si è nemmeno provveduto ad arrotondare quei limiti.#

Da anni (vedi) segnalo questo fino alla noia e me ne scuso. Ma nessun altro ne parla. Anzi no, non proprio nessuno: nel sito del Ministero della Salute da anni si trova scritto "Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo.". Chissà per quanti decenni dovranno ancora studiarlo prima di risolverlo, magari solo dopo che due coniugi con 37 € al giorno ciascuno (36151.98 € lordi annui in due) potranno comprarsi si e no un bicchiere di latte.

Ma anche qualora il problema venisse risolto resterebbe l'assoluta inadeguatezza dei 2840,51 euro lordi annui (236 mensili, 7.8 giornalieri), resterebbe la discriminazione tra coniugati (limite 18075 € pro-capite) e no (limite 36151 €), resterebbe l'impossibilità di detrarre le spese mediche di coniuge incapiente ma con reddito superiore ai 2840,51 €.

Pare proprio che a nessun politico importi se una norma sia equa o iniqua ma solo quanti voti in più o in meno comporti introdurla, modificarla o abolirla.

Scritto 21 aprile 2015


Domande


Richiesta di chiarimenti al Ministero della Salute
Oggetto: esenzione da tasse sanitarie (ticket) delle persone di età superiore a 65 anni.
Gradirei avere risposta a quanto segue.
È vero o no che l'esenzione in oggetto spetta solo se il reddito familiare non supera 36151,98 € lordi annui?
È vero o no che spetta a persona sola con reddito lordo annuo di 36151 €?
È vero o no che invece non spetta ai coniugi con reddito lordo annuo di 18076 € ciascuno?
o se comunque la somma dei loro redditi supera 36151,98 € lordi annui?
E se è vero è questo equo o iniquo? E se è iniquo non è da cambiare?
È vero o no che euro 36151.98 sono lire 70.000.000/1936,27?
e che lire 1936.27 è il valore dell'euro al momento della sua adozione 1/1/1999?
e che il limite lire 70.000.000 è in vigore da 1/1/1995?
e che pertanto tale valore è immutato da più di 20 anni?
e che secondo CCIAA Firenze il costo della vita da Dic1994 a Ago2015 è più 52,5%?
e che l'equivalente di lire 70.000.000 del 1995 dovrebbe ora essere euro 55131?
E se è vero é questo equo o iniquo? E se è iniquo non è da cambiare?
Se quello che è iniquo non viene cambiato è perché costa troppo renderlo equo?
o perché interessa troppe poche persone (pochi voti) per essere considerato iniquo?
È o no subdolo considerare non più esente chi impoverendo supera il limite del 1995?
e non sarebbe più onesto aggiornare quel limite e abbassarlo palesemente?
o abolire per tutti l'esenzione, con meno spesa e più equità?
È vero o no che l'art.31 della Costituzione prevede agevolazioni per la famiglia?
e che l'art.29 definisce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio?
Se questo è vero è giusto discriminare a danno delle coppie sposate?
È vero o no che un cittadino italiano fuori dal comune di residenza non può usufruire in Italia del medico generico del Servizio Sanitario semplicemente recandosi da un medico convenzionato con la tessera sanitaria che dicono valida anche all'estero? E che non può presentare ricette prescritte dal suo medico in regione diversa da quella di residenza? E che esiste discriminazione tra i cittadini italiani e gli stranieri o apolidi a danno dei primi? Se tutto questo è vero è giusto non cambiare le cose e rendere il Servizio Sanitario più attento alle necessità dei contribuenti? (*)
Grazie per la risposta
Scritto 29 settembre 2015

 

domenica 31 gennaio 2021

Attenzione

 Da moltissimo tempo ho ripetutamente lamento l'ingiustizia, l'iniquità per me palese della norma che regola l'esenzione dal pagamento delle tasse sanitarie (ticket) per i minori di 6 anni e per le persone ultra65nni (over65).

Ho molte colpe. Ho 77 anni, non sono africano né asiatico né centro-sudamericano, sono sposato con una donna e non con un maschio, siamo ricchi di 2200 €/mese in due e così devo pagare il ticket per me e per mia moglie, pensionata a 499,93 €/mese. Le sue spese non sono detraibili né da lei perché è troppo povera (incapiente) né da me perché è troppo ricca (non a mio carico).
Il 29/9/2015 ho inviato al Ministero della salute (tramite il suo sito web) richiesta di chiarimenti su tale normativa.
Sul sito stava scritto che mi sarebbe stata data una risposta entro 30 giorni, ma finora ho avuto solo conferma che la missiva è stata ricevuta, letta e passata a chi di competenza: praticamente nessuna risposta. E forse mai l'avrò. Ma voglio sperare che qualcuno abbia voglia di leggere quelle domande e magari interessarsene.
Ho inviato sul web copia della stessa lettera a gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. Non merito la loro attenzione? Non meritano il mio voto. E non dicano di stupirsi, e non dicano di dispiacersi perché aumenta l'assenteismo nelle votazioni: meno gente vota e più si sentono liberi di fare solo gli affari propri.
Scritto 9 novembre 2015