Il Giornale di Vicenza Clic
giovedì 12 luglio 2012 – LETTERE – Pagina 50
SPENDING REVIEW
«Tagliare
i privilegi
delle Regioni
confinanti»
i privilegi
delle Regioni
confinanti»
A proposito: tornavo ieri da una breve gita in montagna e
passando dalle strade della provincia di Trento a quelle della provincia di
Vicenza non potevo non notare la differente situazione, assai evidente, di tali
infrastrutture. Da una parte asfaltature recenti, ricostruzioni di muri di
sostegno in pietra, allargamenti recenti di tornanti, dall´altra il guardrail
spostato per ridurre la carreggiata al fine di evitare che le automobili possano
avvicinarsi troppo alla banchina perché semplicemente franata per lunghi tratti.
Facile immaginare quale sia il tratto trentino e quale quello vicentino delle
strade provinciali che collegano Tonezza del Cimone a Folgaria.
Eppure mi chiedevo: viviamo in uno stesso Paese che, ritenendosi civile, dovrebbe garantire una certa uniformità nella erogazione dei servizi pubblici essenziali oppure viviamo in un Paese (assai poco civile) che non riesce a cancellare, specie in un momento di crisi profond! a come l´attuale, le tante situazioni di rendita consolidata e di anacronistico privilegio che costituiscono, ahinoi, il tratto che più di tutti ci fa sentire italiani.
Più ancora dei gol di Balotelli.
Una seria manovra di attacco agli sprechi nella Pubblica Amministrazione dovrebbe iniziare proprio da questo: dall´eliminare rendite e privilegi che non trovano più, se mai l´avessero trovata, giustificazione alcuna.
Tale situazione porta poi alla conseguenza che i Comuni veneti di confine con le regioni e provincie a statuto speciale chiedono di passare dall´altra sponda perché si sentono, a seconda dei casi, più trentini dei trentini o più friulani dei friulani.
Anche noi vicentini (per di più del basso) ci sentiamo per le stesse ragioni “culturali e storiche” un po´ (tanto) meno veneti. Ma la soluzione non è quella votata in questi giorni dal Consiglio regionale veneto in nome dell´autodetermina! zione dei territori. Se questa vuole essere la soluzione, più! che di autodeterminazione dovremmo parlare di autodistruzione di una identità storica e culturale, che invece va rivendicata chiedendo la cancellazione di questi assurdi privilegi e non rincorrendo alle facili scorciatoie in nome di tradizioni e origini legate non alla storia o alla cultura ma alla semplice convenienza. Ed allora se proprio dobbiamo passare per questa strada, meglio le tre macroregioni di migliana memoria.
Ed a proposito di tagli agli sprechi che si vorrebbero iniziare dalla sanità mi chiedo perché nessuno non ponga l´accento sul fatto che in questo beato Paese le quattro Regioni che garantiscono il miglior servizio sanitario sono quelle che spendono meno, comprendendo fra i magnifici quattro anche il nostro Veneto.
Ed allora, se dobbiamo eliminare gli sprechi cominciamo non da queste ma da quelle che spendono di più per dare un servizio peggiore o da quella che da anni non produce, in materia, un bilancio scritto. Altrimenti sarà, l! a solita logica dei tagli più o meno lineari. A danno sempre dei cittadini più bisognosi e meno spreconi.
E, per finire, visto che dovremmo parlare di tagli agli sprechi cominciamo (con metodo) ad accertare gli sprechi e ad individuarne i responsabili. I quali dovranno rispondere degli sprechi e immediatamente dopo essere mandati a casa. Solo dopo verifichiamo l´entità dei risparmi, altrimenti il tutto rischia di essere, nel migliore dei casi, l´ulteriore taglio di spesa sociale. Con buona pace della “spending review”.
Luigi Tassoni
Sindaco di Alonte
Eppure mi chiedevo: viviamo in uno stesso Paese che, ritenendosi civile, dovrebbe garantire una certa uniformità nella erogazione dei servizi pubblici essenziali oppure viviamo in un Paese (assai poco civile) che non riesce a cancellare, specie in un momento di crisi profond! a come l´attuale, le tante situazioni di rendita consolidata e di anacronistico privilegio che costituiscono, ahinoi, il tratto che più di tutti ci fa sentire italiani.
Più ancora dei gol di Balotelli.
Una seria manovra di attacco agli sprechi nella Pubblica Amministrazione dovrebbe iniziare proprio da questo: dall´eliminare rendite e privilegi che non trovano più, se mai l´avessero trovata, giustificazione alcuna.
Tale situazione porta poi alla conseguenza che i Comuni veneti di confine con le regioni e provincie a statuto speciale chiedono di passare dall´altra sponda perché si sentono, a seconda dei casi, più trentini dei trentini o più friulani dei friulani.
Anche noi vicentini (per di più del basso) ci sentiamo per le stesse ragioni “culturali e storiche” un po´ (tanto) meno veneti. Ma la soluzione non è quella votata in questi giorni dal Consiglio regionale veneto in nome dell´autodetermina! zione dei territori. Se questa vuole essere la soluzione, più! che di autodeterminazione dovremmo parlare di autodistruzione di una identità storica e culturale, che invece va rivendicata chiedendo la cancellazione di questi assurdi privilegi e non rincorrendo alle facili scorciatoie in nome di tradizioni e origini legate non alla storia o alla cultura ma alla semplice convenienza. Ed allora se proprio dobbiamo passare per questa strada, meglio le tre macroregioni di migliana memoria.
Ed a proposito di tagli agli sprechi che si vorrebbero iniziare dalla sanità mi chiedo perché nessuno non ponga l´accento sul fatto che in questo beato Paese le quattro Regioni che garantiscono il miglior servizio sanitario sono quelle che spendono meno, comprendendo fra i magnifici quattro anche il nostro Veneto.
Ed allora, se dobbiamo eliminare gli sprechi cominciamo non da queste ma da quelle che spendono di più per dare un servizio peggiore o da quella che da anni non produce, in materia, un bilancio scritto. Altrimenti sarà, l! a solita logica dei tagli più o meno lineari. A danno sempre dei cittadini più bisognosi e meno spreconi.
E, per finire, visto che dovremmo parlare di tagli agli sprechi cominciamo (con metodo) ad accertare gli sprechi e ad individuarne i responsabili. I quali dovranno rispondere degli sprechi e immediatamente dopo essere mandati a casa. Solo dopo verifichiamo l´entità dei risparmi, altrimenti il tutto rischia di essere, nel migliore dei casi, l´ulteriore taglio di spesa sociale. Con buona pace della “spending review”.
Luigi Tassoni
Sindaco di Alonte

Nessun commento:
Posta un commento