Col tempo alcine cose cambiano, altre no - Scritto il 18/09/2007 e 04/09/2007
E' giusto punire
E' giusto punire quei reprobi che di solito girano a piedi o in
bicicletta o con i mezzi pubblici, che raramente e solo quando non
possono farne a meno usano l'automobile, quei retrogadi che non cambiano
la vettura tutti gli anni e nemmeno tutti gli anni bisestili, che
posseggono un veicolo per niente accessoriato ma regolarmente sottoposto
a verifiche, che non intasano il traffico cittadino se non per poche
ore all'anno, che non si decidono a rinunciare ad avere un'auto perchè
"non si sa mai se se ne può avere bisogno, alla nostra età", che non si
decidono a cambiarla perchè è complicato decidere, perchè pensano sia
uno spreco comprare un'auto che comunque fra qualche anno sarà ancora
nuova ma non più conforme alle nuove norme estetiche o ecologiche,
perchè quella che hanno è poco appetibile e può starsene quasi sicura
sulla strada, perchè sono affezionati alla vecchia e per mille altri
motivi. E' giusto punirli, aumentare le già notevoli spese fisse,
incentivarli a usare di più l'auto per poterle ripartire su più Km o
obbligarli a scegliere tra rinunciare alla propria indipendenza e fare
una spesa superflua o per loro inutile. Non basta aiutare a prendere
un'auto meno inquinante chi la usa 2, 3, 10 ore la giorno e che in ogni
caso deve cambiarla frequentemente, bisogna anche punire chi la usa 10,
20 ore all'anno e non sente la necessità, il dovere civico di
cambiarla. A questi conservatori è giusto aumentare di 100 euro la
tassa automobilistica e farli girare per uffici per poter conoscere
l'importo dovuto ed è giusto che a punirli siano governi di
centrosinistra, composti da uomini non sospettabili di agire per
favorire case automibilistiche, concessionari o magari sè stessi.
Scritto il 18/09/2007
pedalando
Anche i tranquilli pedalanti sognano. Sognano la discesa dopo la
salita, le fontanelle di un tempo andato, automobilisti che non
scambiano le loro sgargianti divise per incorporei miraggi o immobili
abbattibili birilli; sognano che le portiere delle auto in sosta non si
aprono improvvisamente, che i pedoni attraversano solo sulle apposite
strisce, magari non a passo di samba; sognano di avere corsie riservate o
almeno spazio sufficiente per pedalare senza essere co-stretti fuori
strada, di poter respirare aria pura, di trovare indicazioni stradali
che portano giusto a destinazione e non invece a strade a loro vietate, a
giri viziosi; sognano vetture che non li superano a sinistra per poi
girare subito a destra obbligandoli a cadute o a sconosciute manovre
acrobatiche, con conducenti convinti che "mettendo la freccia" possono
fare quello che mai farebbero quando in luogo dell'esile bici ci fosse
un'altra vettura; sognano asfalto senza buchi e, talvolta, strade senza
asfalto; sognano ..., fiduciosi che almeno il primo di questi sogni si
avvererà.
Scritto il 04/09/2007

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