domenica 18 dicembre 2016

Coerenza | Ricatti | Reminiscenze - RILETTURE

Reminiscenze

Forse dovrei preoccuparmi: è la terza volta in pochi giorni che rammento cose di molti, moltissimi anni fa. Dopo mia nonna e i miei genitori, ricordo anche mio fratello bimbo. Avevano macellato il maiale, il "nino" come dicevano ai bambini. E il bimbo andava dalla madre tutto triste e quasi piangendo diceva "nino morto, povero nino" e poi tornava in cucina. Per tre quattro volte la scena si è ripetuta, alla fine la madre l'ha seguito per vedere cosa facesse: si mangiava salame del "nino".
Questo mi è venuto in mente sentendo personaggi ben retribuiti con il pubblico denaro lamentare la triste situazione degli "appartenenti alle classi più deboli": li compiangono e pretendono che altri li aiutino, ma non considerano o restano insensibili al fatto che il proprio ricco stipendio sia prelevato dall'altrui misero salario.



Nessun commento:

Posta un commento