Far pagare ai "ricchi" per aiutare i "poveri".
Come spesso succede si torna a parlare di imposte (abitualmente dette tasse), di chi le paga, di chi non le paga, di chi le deve pagare, di chi deve beneficiarne.
La risposta mi pare semplice: le paga chi non può farne a meno.
Sull'onestà dei lavoratori dipendenti "unici a pagare le tasse" ho qualche dubbio: sono gli unici che per gran parte del loro reddito non possono non pagare imposta, se chi li stipendia è onesto o timoroso e fa la ritenuta alla fonte. Anche molti di loro non disdegnano lavorare in nero (o lo richiedono), non vogliono fattura, acquistano da venditori abusivi, eccetera.
Il dovere civico di pagare le imposte per avere il diritto ai servizi non mi pare molto diffuso: gli altri hanno doveri, noi abbiamo diritti.
Di questo ne ho già parlato anni fa (VEDI).
A parer mio questo scarso senso civico dipende da più fattori.
Il fattore genetico - è nel DNA degli italiani - non credo c' entri qualcosa: non di DNA ma di cultura si tratta; il DNA resta (magari scopriranno il gene che provoca evasione fiscale), la cultura può, dovrebbe, deve cambiare.
C'entrano invece:
. gli sprechi del pubblico denaro;
. il non perfetto funzionamento dei servizi;
. l' esosità e iniquità del fisco;
. i vantaggi indotti;
. lo stesso fatto che ci sono molti evasori impuniti.
Come spesso succede si torna a parlare di imposte (abitualmente dette tasse), di chi le paga, di chi non le paga, di chi le deve pagare, di chi deve beneficiarne.
La risposta mi pare semplice: le paga chi non può farne a meno.
Sull'onestà dei lavoratori dipendenti "unici a pagare le tasse" ho qualche dubbio: sono gli unici che per gran parte del loro reddito non possono non pagare imposta, se chi li stipendia è onesto o timoroso e fa la ritenuta alla fonte. Anche molti di loro non disdegnano lavorare in nero (o lo richiedono), non vogliono fattura, acquistano da venditori abusivi, eccetera.
Il dovere civico di pagare le imposte per avere il diritto ai servizi non mi pare molto diffuso: gli altri hanno doveri, noi abbiamo diritti.
Di questo ne ho già parlato anni fa (VEDI).
A parer mio questo scarso senso civico dipende da più fattori.
Il fattore genetico - è nel DNA degli italiani - non credo c' entri qualcosa: non di DNA ma di cultura si tratta; il DNA resta (magari scopriranno il gene che provoca evasione fiscale), la cultura può, dovrebbe, deve cambiare.
C'entrano invece:
. gli sprechi del pubblico denaro;
. il non perfetto funzionamento dei servizi;
. l' esosità e iniquità del fisco;
. i vantaggi indotti;
. lo stesso fatto che ci sono molti evasori impuniti.
Perchè devo sacrificare, privarmi del mio quadagno e di oculate spese
per permettere allo Stato (e derivati) di buttar via il mio denaro, il
mio lavoro?
Perchè devo pagare molto per avere Giustizia tardiva, procedure complicate, poliziotti a scorta di politici, politici che si strapagano, inefficienza diffusa?
Perchè devo lavorare per il fisco sei mesi all'anno? Se il fisco mi tassa in eccesso supponendo che io denunci meno del dovuto, perché non dovrei farlo? Perché dovrei avere fiducia nello Stato quando le leggi - troppe - sembrano fatte apposta per favorire i furbi e colpire gli ingenui onesti? Perchè dovrei essere onesto col fisco se so che il fisco è disonesto con me, che la tassazione aumenta con l'aumentare dell'inflazione, che vi sono limiti di reddito fermi ormai da decenni (basta guardare l'importo: euro con decimali, corrispondente a importi tondi in milioni di lire), che chi supera quei limiti si trova con reddito netto minore di chi non li supera?
Perché dovrei dichiarare il reddito reale, se non facendolo non solo pago meno IRPEF ma pagherò anche meno tutte le tasse calcolate sulla base del reddito dichiarato? Perché se per la "progressività" pago più del doppio dell'imposta di chi guadagna la metà devo poi pagare anche tasse maggiori per avere gli stessi servizi pubblici (che magari non uso potendomi permettere più costosi e migliori servizi privati)?
E, per finire, perché devo essere uno dei pochi onesti che pagano volontariamente fino all'ultimo centesimo, quando una gran massa di disonesti non lo fa e vive felice e contenta?
Siamo un popolo di navigatori e di santi, ma anche di furbi e di fessi: non per colpa del DNA.
Perchè devo pagare molto per avere Giustizia tardiva, procedure complicate, poliziotti a scorta di politici, politici che si strapagano, inefficienza diffusa?
Perchè devo lavorare per il fisco sei mesi all'anno? Se il fisco mi tassa in eccesso supponendo che io denunci meno del dovuto, perché non dovrei farlo? Perché dovrei avere fiducia nello Stato quando le leggi - troppe - sembrano fatte apposta per favorire i furbi e colpire gli ingenui onesti? Perchè dovrei essere onesto col fisco se so che il fisco è disonesto con me, che la tassazione aumenta con l'aumentare dell'inflazione, che vi sono limiti di reddito fermi ormai da decenni (basta guardare l'importo: euro con decimali, corrispondente a importi tondi in milioni di lire), che chi supera quei limiti si trova con reddito netto minore di chi non li supera?
Perché dovrei dichiarare il reddito reale, se non facendolo non solo pago meno IRPEF ma pagherò anche meno tutte le tasse calcolate sulla base del reddito dichiarato? Perché se per la "progressività" pago più del doppio dell'imposta di chi guadagna la metà devo poi pagare anche tasse maggiori per avere gli stessi servizi pubblici (che magari non uso potendomi permettere più costosi e migliori servizi privati)?
E, per finire, perché devo essere uno dei pochi onesti che pagano volontariamente fino all'ultimo centesimo, quando una gran massa di disonesti non lo fa e vive felice e contenta?
Siamo un popolo di navigatori e di santi, ma anche di furbi e di fessi: non per colpa del DNA.
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