Se rinascessi
Se
dovessi rinascere vorrei fare il magistrato. Sono umano e posso
sbagliare: qualsiasi altro lavoro facessi un magistrato potrebbe
condannarmi per i miei errori; non è detto che succeda subito e sempre, non
è detto che poi sconterei la pena, ma potrebbe capitare. Se invece
fossi magistrato potrei condannare ma non essere condannato. Non
rischierei di fare ponti o case che crollano, di provocare incidenti o
danni facendo cose materiali e se provocassi danni a qualcuno o alla
società - mandando ingiustamente in galera
una persona o lasciandola ingiustamente libera - non dovrei renderne
conto: altri pagherebbero i danni e la mia carriera non ne
risentirebbe.
Ho notizia di un magistrato al quale non sono bastati quindici mesi per motivare una sentenza con conseguente scadenza dei termini di carcerazione preventiva e messa in libertà degli interessati, già 9 anni fa era successa una cosa simile, un giudice in otto anni non è riuscito a scrivere una sentenza.
Se fossi magistrato non dovrei pagare per mia negligenza e nemmeno vergognarmene: serve più organico, più personale ausiliario, più soldi, stipendi migliori, più tempo di carcerazione preventiva; di sicuro non necessita più impegno, più coscienza, più dedizione, meno ferie, meno pause caffè, meno impegni extra.
Oggi vedo anche "Gioielliere spara e ferisce rapinatore" e la cosa mi indigna: è mai possibile che uno si permetta di sparare prima di essere ammazzato? Se rinato facessi il gioielliere rischierei di morire o provocare ad altri infortuni sul lavoro, ma se divenissi magistrato rischierei solo di condannare quel gioielliere che non si è accertato di essere morto, prima di sparare.
Ma potrei anche diventare un laborioso e onesto magistrato come tanti: non so se lo vorrei.
Ho notizia di un magistrato al quale non sono bastati quindici mesi per motivare una sentenza con conseguente scadenza dei termini di carcerazione preventiva e messa in libertà degli interessati, già 9 anni fa era successa una cosa simile, un giudice in otto anni non è riuscito a scrivere una sentenza.
Se fossi magistrato non dovrei pagare per mia negligenza e nemmeno vergognarmene: serve più organico, più personale ausiliario, più soldi, stipendi migliori, più tempo di carcerazione preventiva; di sicuro non necessita più impegno, più coscienza, più dedizione, meno ferie, meno pause caffè, meno impegni extra.
Oggi vedo anche "Gioielliere spara e ferisce rapinatore" e la cosa mi indigna: è mai possibile che uno si permetta di sparare prima di essere ammazzato? Se rinato facessi il gioielliere rischierei di morire o provocare ad altri infortuni sul lavoro, ma se divenissi magistrato rischierei solo di condannare quel gioielliere che non si è accertato di essere morto, prima di sparare.
Ma potrei anche diventare un laborioso e onesto magistrato come tanti: non so se lo vorrei.
Leggi in TV
In TV o alla radio tutti - giornalisti, politici, sindacalisti, esperti - quando citano una legge ne indicano sempre solo
il numero. Dicono Legge 300 e si deve capire Legge 300/1970 (Statuto
dei lavoratori), dicono Legge 40 e si deve intendere 40/2004
(Procreazione assistita). Dal contesto si può anche capire l' argomento
e - sapendo quale legge lo disciplina - di quale legge si tratta, ma
si deve conoscere argomento e legge. Di leggi n. 300 o 40 non esistono
solo le due suddette: in rete ho trovato
anche Legge 300/1998 (ricostruzione Albania), 300/2000 (Ratifica atti
internazionali), 300/2003 (Protezione civile); Legge 40/1999
(trasposro pubblico), 40/2001 (tutela minori figli di detenute),
40/2005 (elezioni amministrative). Forse sarebbe bene che, con un po'
di fatica e molta chiarezza in più, quei signori citassero le leggi in
modo univoco, almeno con numero e anno: chi li ascolta potrebbe più facilmente risalire alla fonte e farsi una sua idea in merito.
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