Il Giornale di Vicenza Clic
martedì 03 aprile 2012 – PRIMAPAGINA – Pagina 1
Un Paese che perde i treni
Un politico, spiegava il buon vecchio Kruscev, per oltre dieci anni padre-padrone dell´Urss, è uno capace di promettere di costruire un ponte anche dove non c´è un fiume. In Abruzzo sono appena riusciti a fare di meglio: costruire davvero una stazione dove non c´è un treno.Succede a Castel di Sangro, dove fino a qualche tempo fa c´erano due linee: una gestita dalle Ferrovie dello Stato, e l´altra da Ferrovia Sangritana (società controllata al 100 per cento dalla Regione). La prima è stata chiusa nel dicembre scorso, perché costava 900mila euro l´anno senza avere un adeguato utilizzo. La seconda è stata eliminata addirittura nel 2003. Non c´è più la linea di alimentazione elettrica; e in diversi punti sono stati tolti perfino i binari.
Nonostante questo, stanno per partire i cantieri della nuova stazione ferroviaria, destinata a sostituire le due preesistenti. E questo perché in Itali! a i progetti di opere pubbliche sono lenti ma inesorabili: negli anni Novanta il Cipe aveva deliberato un finanziamento a tale scopo per un importo di 22 miliardi delle vecchie lire (una decina di milioni di euro attuali). Come spesso accade in questi casi, strada facendo la pratica era finita al Tar per un ricorso. Una volta chiusa la vertenza giudiziaria, ecco la macchina mettersi in moto: tra qualche settimana saranno appaltati i lavori. Il bello (si fa per dire) è che il Comune difende comunque l´opera, spiegando che potrebbe rappresentare un incentivo per riattivare la linea ferroviaria; cosa peraltro che comporterebbe un´ulteriore spesa di almeno 25 milioni. Ed è anche attraverso infamie del genere che si capisce come mai l´Italia abbia perso il treno.
FRANCESCO JORI

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