Un nuovo mondo
Sono ormai undici anni che abito a Savona, non sempre ma buona parte dell’anno. Credo essere uno piuttosto curioso: in bici sono stato in quasi tutti i luoghi del savonese e credevo di conoscere la città. Per mia moglie Savona è quella compresa tra mare, Letimbro e via Paleocapa: eccezionalmente considera Savona anche il Gabbiano, il lungomare fino ai Giardini Isola della Gioventù, il tratto tra via Paleocapa e Piazza Saffi. Lei si muove a piedi, io movendomi in bici includo tutta la zona pianeggiante e qualche tratto in collina non troppo impegnativa.Il 18 marzo, festa patronale, sono andato come moltissimi savonesi al Santuario: andato e tornato a piedi. Tornando, in via Torino ho visto uno di quei cartelli che illustrano un itinerario a Villapiana; li avevo visti altre volte, ma non vi avevo prestato particolare attenzione: questa volta però non mi è spiaciuto fermarmi a riposare con la scusa di leggerlo. Così mi sono ripromesso di seguirne le indicazioni, non allora che ero stanco ed affamato, ma il primo giorno senza pioggia.
Una casa da papa
Il suo nome era Francesco della Rovere e nel 1414 certamente non pensava di divenire papa Sisto IV, quello da cui prende nome la Cappella Sistina di Roma e quella di Savona, sepolcro dei suoi genitori.Sul tratto di Via Aurelia che costeggia il mare da Celle Ligure ad Albisola Superiore, dopo un breve slargo, si vedono a destra le indicazione per " PECORILE " e " CASA NATALE DI PAPA SISTO IV ". Passando di lì in bicicletta avevo notato il cartello e sono salito, faticando non poco, finchè non ho visto un’altra indicazione per la casa del papa puntare su due case un po’ più in basso. Guardate e riguardate nessuna delle due mi pareva potesse risalire ai tempi di Sisto IV, a meno di una totale completa ristrutturazione ancora in atto. Deluso per avere fatto inutilmente quella per me dura salita sono ridisceso sulla litoranea e tornato a Savona, un 6 Km più a ovest.
Ieri ho voluto di ritentare l’impresa: con qualche anno e qualche chilo in più non sono riuscito a salire sempre in sella alla bici, ma alla fine mi sono trovato su, davanti a quel cartello. Guardando con più attenzione ho visto che la stradina sterrata non si fermava nel cortile di quelle due case, ma curvava a sinistra e continuava a scendere.
Piste ciclabili
Un chilometro di pista ciclabile non è molto, ma è pur sempre meglio di niente. Dalla rotonda per Legino fino a Zinola c’è un bel Km di pista riservato alle bici, una per ogni senso di marcia. Piccola ma ottima cosa. Peccato però che quello spazio sia da molti automobilisti considerato uno spazio di sosta: fermarsi sulla corsia per le auto forse lo ritengono inopportuno, ma impedire il passaggio delle bici sulla pista ciclabile è del tutto normale. Analogalmente accade lungo Corso Ricci: lì non sono le vetture ma i pedoni a occupare lo spazio riservato ai ciclisti, che quindi preferiscono restare sulla strada.Via Venti
Sulla stampa locale trovo:Savona, sette condanne per la maxi rissa in via Venti
Uno potrebbe pensare che sia una via dove soffiano forti venti, ma non è così: a Savona, come in moltissimi altri luoghi d’Italia esiste una Via XX Settembre, in ricordo della Presa di Roma nel 1870. Credo che in tutte le città quella data abbia perso l’anno, quì ha perso anche il mese: via Venti. Si sa, i liguri sono famosi per non essere spreconi e così si limitano a dire il giorno; potrebbero dire XX (c’è XXMIGLIA e Secolo XIX) o "due zero" o anche solo "due", ma sui giornali (e credo sulle bocche) locali c’è Venti, risparmiando così anche di dire la erre, alla ligure. Certo che per chi non è cresciuto in questa città non è facile trovare un indirizzo: Piazza del Pesce, del Comune, Ex Stazione, Ex Ospedale, Prolungamento sulla mappa e sulle targhe sono rispettivamente Piazza Marconi, Piazza Sisto IV, Piazza del Popolo, Piazza Giulio II, Via Dante Alighieri.Tweet

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