giovedì 23 maggio 2019

Riletture: italiese 2017-2018


P2108 c12848              2016


GIOVEDÌ 23 FEBBRAIO 2017
Chiarezza
"Abbiamo introdotto il Freedom of information Act (Foia) che consente alle persone di conoscere liberamente dati e documenti della Pa, inaccessibili solo fino a qualche mese fa."(Marianna Madia ministro della Pubblica amministrazione). Chissà se i dati e documenti della Pa saranno tutti scritti in inglese per essere capiti dagli italiani nuovi e incomprensibili ai vecchi.
SABATO 25 FEBBRAIO 2017
Licenze <<
Visto che governanti, politici, giornalisti italiani quando non conoscono una parola o una locuzione nella nostra lingua usano quella inglese (jobs act, stepchild adoption, stalking, killer, ecc.), io che ho come lingua madre il veneto mi sento autorizzato a usarlo se mi viene meglio. Credo non così frequentemente quanto gli altri usano i termini inglesi, dando per scontato che gli italiani ne conoscano significato e pronuncia. Pensando invece che non tutti gli italiani conoscono il significato e la pronuncia dei termini veneti, trovo doveroso spiegarlo in italiano e , quando è utile per la pronuncia, mettere l'accento tonico, usare x per s dolce, § per s aspra, ĕ per la l veneta (pronunciata come una e brevissima o omessa): padoàn (padovano), poesàn (polesano), trevisàn (trevigiano), bacaĕà (stoccafisso), mà§cio (maiale), mu§o (asino), vixentìn (vicentino), furlàn (friulano), casteĕan (castellano, abitante di Castelfranco V.), asoĕan (asolano).
SABATO 18 MARZO 2017
Italy
Vedo fogli intestati "BUONO LAVORO" che che nel Paese del "Jobs Act" si scrive VOUCHER e si legge VAUCER.
SABATO 8 APRILE 2017
Articoli <<
Mi hanno insegnato che, per eufonia, davanti a parole inizianti con z, s impura, gn e pn non si usa "il, i, un" ma "lo, gli, uno". Io però non ho alcuna difficoltà a pensare e dire dire il zio, il pnumatico, il scemo e siccome più nessuno si preoccupa di scrivere in italiano e se pensa alla legge sul lavoro scrive "jobs act" se penso "il scemo del paese" posso pure scriverlo. Poi ognuno leggerà come gli viene meglio, come quando trova "stalker", "stepchild", "voucher" o "killer" legge come gli pare e capisce come può.
MARTEDÌ 25 LUGLIO 2017
Telecronache
I telecronisti del ciclismo usano "rischiare" indifferentemente sia in bene che in male. Io associo il rischio ad un pericolo, a un danno e mi va benissimo sentire "Ha rischiato di cadere" o "Ha rischiato di perdere la tappa" ma mi suona male sentire "Ha rischiato di vincere la tappa". Posso rischiare di subire un danno, ma posso rischiare di avere un utile? Io direi semplicemente "Poteva (anche) vincere la tappa" (o magari "si era propiziato di vincere la tappa").
GIOVEDÌ 28 SETTEMBRE 2017
Jobs Act
Non so cosa sia e non voglio saperlo: mi pare evidente che non riguardi gli italiani in Italia ma popoli di lingua inglese in luoghi in cui non andrò mai.
LUNEDÌ 23 OTTOBRE 2017
Molestie
"Weinstein si è «curato»: finito il rehab di una settimana in Arizona"
Ma fa proprio schifo usare l'italiano? Non si può dire "riabilitazione"?
SABATO 4 NOVEMBRE 2017
Chissà perché
Chissà perché tutti chiamano Gio'Batt (Giovanni Battista) le norme in materia di lavoro. Se invece intendono "Jobs Act" non capisco la necessità di usare l'inglese per leggi italiane, neanche fossimo una ex colonia inglese o uno stato anglofono. Ma tant'è, va di moda non mostrare dimestichezza con la nostra lingua.
VENERDÌ 1 DICEMBRE 2017
Stravaganze <<
Ossessionate dalla voglia di imporre il femminile (magari sono le stesse che insistono nel dire che uno si sceglie il sesso che vuole) lo vogliono imporre per legge. Per risolvere il problema io proporrei (sperando che non diventi legge) di abolire le desinenze che distinguono maschile e femminile, di non usare desinenze o usare un'unico segno neutro come "x" ora molto raro.
Non il cancelliere, la cancelliera, i cancellieri (uomini e donne), ma il cancellier, la cancellier, x cancellier. E così il guardix, la guardix, x guardix;il president, la president, x president;il marestr, la maestr, x maestr; il sindac, la sindac, x sindac; il medic, la medic, x medic; ecc.
LUNEDÌ 15 GENNAIO 2018
Italy <<
Posso capire che per pigrizia i giornalisti si limitino a riportare in italiano il termine che trovano scritto in inglese o perché non conoscono l'inglese o perché non conoscono l'italiano . Quello che assolutamente non capisco è perché una normativa italiana, proposta da un governo italiano, approvata dal parlamento italiano sia da tutti, proprio tutti, chiamata Jobs Act. Non capisco se questa smania di non chiamare le cose italianamente sia sottomissione incondizionata alla cultura dominante, vanitosa ostentazione della familiarità con essa, desiderio di non farsi capire dagli italiani o semplicemente incapacità di usare un termine italiano. Da parte mia non essendo interessato ad alcun Job o lavoro che sia e non sentendomi né suddito né ex suddito britannico ho deciso di non interessarmi di una cosa nominata in inglese e magari scritta in inglese per cittadini inglesi o di lingua inglese. Se fosse destinata agli italiani sarebbe titolata in italiano: non so perché se ne parli così tanto in Italia (o si deve dire Italy?).
LUNEDÌ 12 FEBBRAIO 2018
Aggiornamenti
Credo che dovrò buttare il mio vecchio vocabolario d'italiano. Oggi non c'è più bellicoso e violento di chi si dice pacifista, più discriminante e razzista di chi si dice antirazzista, più totalitario e fascista di chi si dice antifascista.
MERCOLEDÌ 11 APRILE 2018
Coffee break <<
Così si chiama il programma delle 9:40 a La7. E perché no la vecchia, italiana "pausa caffè"? "Coffee break" dà l'idea di interruzione, di rottura violenta, di una ricarica necessaria per poter continuare a lavorare, mentre "pausa caffè" dà la più italiana e meno frenetica idea di rilassamento, di riposo, di convivenza pacifica, di amichevole conversazione.
Ma se non si usa l'inglese non si è italiani.
VENERDÌ 4 MAGGIO 2018
Direzione
"Insieme di persone che hanno una funzione di direzione" (vedi 4). "Il 3 maggio ci sarà la Direzione del PD". Ma la Direzione del PD è nata il 3 maggio e prima non c'era o si voleva dire "il 3 maggio si riunirà la Direzione del PD"? Se per semplificare la "Riunione della Direzione" diventa la "Direzione" allo stesso modo "il Presidente della Repubblica" diventa "la Repubblica".
GIOVEDÌ 17 MAGGIO 2018
Popolo
Democrazia (dal greco antico: δῆμος, démos, "popolo" e κράτος, krátos, "potere") etimologicamente significa "governo del popolo". Anche "populismo" richiama e privilegia il popolo, ma quelli del PD sono "democratici" tutti gli altri sono "populisti"
MERCOLEDÌ 23 MAGGIO 2018
PD <<
Non arrivano a dire che il dimezzamento del consenso è perché gli elettori hanno sbagliato a votare, sembrano però convinti di avere bene governato ma non essersi ben spiegati e fatti capire. Sarà. Ma mentre gran parte degli italiani si preoccupava per il lavoro in diminuzione e migranti e criminalità in aumento e i populisti ascoltavano il popolo, la maggioranza al governo ascoltava le élite e usava termini inglesi per meglio non farsi capire dal popolo e parlava di spending review, di jobs act, di stalking, ecc. e si dedicava a gravi problemi di civiltà come gli accoppiamenti gay e la stepchild adoption. Per poi accorgersi che le élite non sono maggioranza.
VENERDÌ 13 LUGLIO 2018
Inglese <<
Tutti usano vocaboli inglesi, in tutto il mondo si parla inglese. Io non so l'inglese e non voglio saperlo. Io lo odio. Non amo una lingua in cui il parlato assomiglia ben poco allo scritto. Mi sembra una lingua analfabeta, che non usa l'alfabeto per dare un segno ad ogni suono. Le parole scritte possono essere lette in tanti modi diversi. Non so se seguendo delle regole o nessuna regola. Due lingue diverse: una scritta e una parlata. Uno può capire benissimo l'inglese scritto e non quello parlato e viceversa. Chi sa l'inglese capisce entrambi, sa leggerlo e scriverlo. Ma non credo ne siano tutti capaci se fanno gare di "spelling" o compitazione, se il traduttore Google pronuncia King una volta Cing un'altra Ching; se l'insieme di leggi italiane detto "Jobs Act" lo sento dire in Tv nei modi più diversi.
Penso che scrivano come hanno sempre scritto e leggano come usano dire. È come se in veneto si scrivesse oculus e si leggesse ocio. Praticamente la parola scritta è un ideogramma cui abbinare un significato. Arabi ed ebrei si limitano a non scrivere le vocali e bisogna conoscere la parola che si adatta al contesto. I cinesi scrivono un simbolo che può magari essere letto in modo diverso in regioni diverse.
Gli italiani che usano l'inglese scrivono "over 65" e leggono "over sessantacinque", né italiano né inglese.
MARTEDÌ 31 LUGLIO 2018
Bastardigia <<
I muli sono praticamente scomparsi, ma bastardi e mulatti sono normalità, perfino le auto sono ibride, in tutto la bastardigia è considerata un valore. E succede anche nella lingua italiana decisamente imbastardita con l'inglese usato sempre più per rimediare all'ignoranza dei termini italiani, magari più precisi e pertinenti.
Si trova normale scrivere "over 65" e leggere "over sessantacinque" o "under 23" e leggere "ander ventitré", né inglese né italiano.
Se proprio fa schifo scrivere "sopra 65" e "sotto 23" (sempre sottintendo "anni di età") si potrebbero usare i simboli matematici: ≥65 (maggiore di 65) e ≤23 (minore di 23) e ognuno legge come meglio crede, magari interamente in italiano, in tedesco, in francese o in inglese senza bastardigia.
SABATO 4 AGOSTO 2018
Voucher
In italiano sono "buoni", ma in tempo di Jobs Act si scrive voucher e si legge vaucer.
LUNEDÌ 29 OTTOBRE 2018
Allerta <<
Per carità: piaccia o non piaccia la lingua è formata dai parlanti e si deve quindi prenderla come viene, come i più la intendono. Ma anche se in tutte le tv (e conseguentemente tutti) dicono un'allerta io resto del parere che sia invece un all'erta (o allerta). Esattamente come dico un allarme (o all'arme) con significato simile se non eguale. E mi piace ancor meno "allerta rossa" o d'altro colore: non so mai quanto sia grave. Perché non usare una classsificazione con numero crescente secondo la gravità? Allerta 1, allerta 2, allerta 3, allerta 4: tutti possono capire che 3 è peggio di 2 e meglio di 4 e possono pensarlo maschile o femminile, come preferiscono.
Lo stesso vale per i "bollini" della criticità stradale e meno male che non usano analogo criterio cromatico per i terremoti e per le tmperature.
Trovo "allerta gialla, allerta arancione, allerta rossa" per il meteo e "bollino rosso, bollino nero"per il traffico (se non ci sono problemi è bollino bianco o verde?): non sarebbe preferibile parlare di livello 0, 1, 2, 3?
Si continui pure a usare i colori sulle carte facendo corrispondere un colore ad un numero e ogni numero ad una specifica gravità. Dopo i cinque anni tutti hanno familiarità con i numeri ma non tutti (io compreso) hanno familiarità con i colori.
GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2018
Sospensioni
àula s. f. 1. Sala destinata a riunioni importanti e solenni, come quelle dei tribunali e dei parlamenti, o alle lezioni nelle scuole e nelle università.
Chissà perché i presidenti di Camera o Senato quando vogliono sospendere i lavori nell'aula, sospendere una seduta dicono di "sospendere l'aula". È per metonimia? Boh.
LUNEDÌ 3 DICEMBRE 2018
Accenti <<
Da quando sulle tastiere esiste è e é, da quando il correttore automatico lo segnala è errore scrivere perchè e non perché o é invece di è. Un errore piuttosto recente, direi.
Nessuno dei miei insegnanti d'italiano e credo nessuno degli scrittori italiani distingueva prima nelle parole italiane accenti gravi, acuti, circonflessi o altro, salvo rare eccezioni. C'erano solo parole senza accento e parole con l'accento. Scrivendo a mano sulle parole accentate si faceva un segno sopra l'ultima vocale, un segno come veniva. Scrivendo a macchina se c'era si usava la vocale accentata, ma il più delle volte non c'era e si usava l'apostrofo. Con lettere maiuscole, a macchina o in stampatello era sempre apostrofo.
La distinzione tra è verbo e e congiunzione per noi veneti veniva facile: era con l'accento se significava xe altrimenti era senza accento. Come non confondevamo ha verbo con a preposizione: era ha se significava ga altrimenti era a.
Mi sembra un po' pretestuosa tutta questa attuale pignoleria su è e é. Giusto che i dizionari segnalino le vocali chiuse e quelle aperte, non solo quelle finali. Ma nella scrittura normale si usa l'accento solo nella vocale conclusiva e poteva andar bene come si faceva prima dell'avvento di computer, smartphone, tablet.
Diverso e più complicato sarebbe se non si mettesse solo l'accento finale, come in francese (con l'accento tonico sottinteso sempre sul'ultima sillaba) o in spagnolo per l'accento tonico che non cade sulla penultima sillaba. Forse sarebbe opportuno fare anche noi come gli spagnoli, almeno per i nomi propri: si potrebbe evitare di sentire Gàglianico, Carcàre, Pàdoan per Gaglianìco, Càrcare, Padoàn.



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