P2108 c12848 2016
GIOVEDÌ
23 FEBBRAIO 2017
Chiarezza
"Abbiamo
introdotto il Freedom of information Act (Foia) che consente alle
persone di conoscere liberamente dati e documenti della Pa,
inaccessibili solo fino a qualche mese fa."(Marianna Madia
ministro della Pubblica amministrazione). Chissà se i dati e
documenti della Pa saranno tutti scritti in inglese per essere capiti
dagli italiani nuovi e incomprensibili ai vecchi.
SABATO
25 FEBBRAIO 2017
Licenze
<<
Visto
che governanti, politici, giornalisti italiani quando non conoscono
una parola o una locuzione nella nostra lingua usano quella inglese
(jobs act, stepchild adoption, stalking, killer, ecc.), io che ho
come lingua madre il veneto mi sento autorizzato a usarlo se mi viene
meglio. Credo non così frequentemente quanto gli altri usano i
termini inglesi, dando per scontato che gli italiani ne conoscano
significato e pronuncia. Pensando invece che non tutti gli italiani
conoscono il significato e la pronuncia dei termini veneti, trovo
doveroso spiegarlo in italiano e , quando è utile per la pronuncia,
mettere l'accento tonico, usare x per s dolce, § per s aspra, ĕ per
la l veneta (pronunciata come una e brevissima o omessa): padoàn
(padovano), poesàn (polesano), trevisàn (trevigiano), bacaĕà
(stoccafisso), mà§cio (maiale), mu§o (asino), vixentìn
(vicentino), furlàn (friulano), casteĕan (castellano, abitante di
Castelfranco V.), asoĕan (asolano).
SABATO
18 MARZO 2017
Italy
Vedo
fogli intestati "BUONO LAVORO" che che nel Paese del "Jobs
Act" si scrive VOUCHER e si legge VAUCER.
SABATO
8 APRILE 2017
Articoli
<<
Mi
hanno insegnato che, per eufonia, davanti a parole inizianti con z,
s impura, gn e pn non si usa "il, i, un" ma "lo, gli,
uno". Io però non ho alcuna difficoltà a pensare e dire dire
il zio, il pnumatico, il scemo e siccome più nessuno si preoccupa di
scrivere in italiano e se pensa alla legge sul lavoro scrive "jobs
act" se penso "il scemo del paese" posso pure
scriverlo. Poi ognuno leggerà come gli viene meglio, come quando
trova "stalker", "stepchild", "voucher"
o "killer" legge come gli pare e capisce come può.
MARTEDÌ
25 LUGLIO 2017
Telecronache
I
telecronisti del ciclismo usano "rischiare"
indifferentemente sia in bene che in male. Io associo il rischio ad
un pericolo, a un danno e mi va benissimo sentire "Ha rischiato
di cadere" o "Ha rischiato di perdere la tappa" ma mi
suona male sentire "Ha rischiato di vincere la tappa".
Posso rischiare di subire un danno, ma posso rischiare di avere un
utile? Io direi semplicemente "Poteva (anche) vincere la tappa"
(o magari "si era propiziato di vincere la tappa").
GIOVEDÌ
28 SETTEMBRE 2017
Jobs
Act
Non
so cosa sia e non voglio saperlo: mi pare evidente che non riguardi
gli italiani in Italia ma popoli di lingua inglese in luoghi in cui
non andrò mai.
LUNEDÌ
23 OTTOBRE 2017
Molestie
"Weinstein
si è «curato»: finito il rehab di una settimana in Arizona"
Ma
fa proprio schifo usare l'italiano? Non si può dire
"riabilitazione"?
SABATO
4 NOVEMBRE 2017
Chissà
perché
Chissà
perché tutti chiamano Gio'Batt (Giovanni Battista) le norme in
materia di lavoro. Se invece intendono "Jobs Act" non
capisco la necessità di usare l'inglese per leggi italiane, neanche
fossimo una ex colonia inglese o uno stato anglofono. Ma tant'è, va
di moda non mostrare dimestichezza con la nostra lingua.
VENERDÌ
1 DICEMBRE 2017
Stravaganze
<<
Ossessionate
dalla voglia di imporre il femminile (magari sono le stesse che
insistono nel dire che uno si sceglie il sesso che vuole) lo vogliono
imporre per legge. Per risolvere il problema io proporrei (sperando
che non diventi legge) di abolire le desinenze che distinguono
maschile e femminile, di non usare desinenze o usare un'unico segno
neutro come "x" ora molto raro.
Non
il cancelliere, la cancelliera, i cancellieri (uomini e donne), ma il
cancellier, la cancellier, x cancellier. E così il guardix, la
guardix, x guardix;il president, la president, x president;il
marestr, la maestr, x maestr; il sindac, la sindac, x sindac; il
medic, la medic, x medic; ecc.
LUNEDÌ
15 GENNAIO 2018
Italy
<<
Posso
capire che per pigrizia i giornalisti si limitino a riportare in
italiano il termine che trovano scritto in inglese o perché non
conoscono l'inglese o perché non conoscono l'italiano . Quello che
assolutamente non capisco è perché una normativa italiana, proposta
da un governo italiano, approvata dal parlamento italiano sia da
tutti, proprio tutti, chiamata Jobs Act. Non capisco se questa smania
di non chiamare le cose italianamente sia sottomissione
incondizionata alla cultura dominante, vanitosa ostentazione della
familiarità con essa, desiderio di non farsi capire dagli italiani o
semplicemente incapacità di usare un termine italiano. Da parte mia
non essendo interessato ad alcun Job o lavoro che sia e non
sentendomi né suddito né ex suddito britannico ho deciso di non
interessarmi di una cosa nominata in inglese e magari scritta in
inglese per cittadini inglesi o di lingua inglese. Se fosse destinata
agli italiani sarebbe titolata in italiano: non so perché se ne
parli così tanto in Italia (o si deve dire Italy?).
LUNEDÌ
12 FEBBRAIO 2018
Aggiornamenti
Credo
che dovrò buttare il mio vecchio vocabolario d'italiano. Oggi non
c'è più bellicoso e violento di chi si dice pacifista, più
discriminante e razzista di chi si dice antirazzista, più
totalitario e fascista di chi si dice antifascista.
MERCOLEDÌ
11 APRILE 2018
Coffee
break <<
Così
si chiama il programma delle 9:40 a La7. E perché no la vecchia,
italiana "pausa caffè"? "Coffee break" dà
l'idea di interruzione, di rottura violenta, di una ricarica
necessaria per poter continuare a lavorare, mentre "pausa caffè"
dà la più italiana e meno frenetica idea di rilassamento, di
riposo, di convivenza pacifica, di amichevole conversazione.
Ma
se non si usa l'inglese non si è italiani.
VENERDÌ
4 MAGGIO 2018
Direzione
"Insieme
di persone che hanno una funzione di direzione" (vedi 4). "Il
3 maggio ci sarà la Direzione del PD". Ma la Direzione del PD è
nata il 3 maggio e prima non c'era o si voleva dire "il 3 maggio
si riunirà la Direzione del PD"? Se per semplificare la
"Riunione della Direzione" diventa la "Direzione"
allo stesso modo "il Presidente della Repubblica" diventa
"la Repubblica".
GIOVEDÌ
17 MAGGIO 2018
Popolo
Democrazia
(dal greco antico: δῆμος, démos, "popolo" e κράτος,
krátos, "potere") etimologicamente significa "governo
del popolo". Anche "populismo" richiama e privilegia
il popolo, ma quelli del PD sono "democratici" tutti gli
altri sono "populisti"
MERCOLEDÌ
23 MAGGIO 2018
PD
<<
Non
arrivano a dire che il dimezzamento del consenso è perché gli
elettori hanno sbagliato a votare, sembrano però convinti di avere
bene governato ma non essersi ben spiegati e fatti capire. Sarà. Ma
mentre gran parte degli italiani si preoccupava per il lavoro in
diminuzione e migranti e criminalità in aumento e i populisti
ascoltavano il popolo, la maggioranza al governo ascoltava le élite
e usava termini inglesi per meglio non farsi capire dal popolo e
parlava di spending review, di jobs act, di stalking, ecc. e si
dedicava a gravi problemi di civiltà come gli accoppiamenti gay e la
stepchild adoption. Per poi accorgersi che le élite non sono
maggioranza.
VENERDÌ
13 LUGLIO 2018
Inglese
<<
Tutti
usano vocaboli inglesi, in tutto il mondo si parla inglese. Io non so
l'inglese e non voglio saperlo. Io lo odio. Non amo una lingua in cui
il parlato assomiglia ben poco allo scritto. Mi sembra una lingua
analfabeta, che non usa l'alfabeto per dare un segno ad ogni suono.
Le parole scritte possono essere lette in tanti modi diversi. Non so
se seguendo delle regole o nessuna regola. Due lingue diverse: una
scritta e una parlata. Uno può capire benissimo l'inglese scritto e
non quello parlato e viceversa. Chi sa l'inglese capisce entrambi, sa
leggerlo e scriverlo. Ma non credo ne siano tutti capaci se fanno
gare di "spelling" o compitazione, se il traduttore Google
pronuncia King una volta Cing un'altra Ching; se l'insieme di leggi
italiane detto "Jobs Act" lo sento dire in Tv nei modi più
diversi.
Penso
che scrivano come hanno sempre scritto e leggano come usano dire. È
come se in veneto si scrivesse oculus e si leggesse ocio.
Praticamente la parola scritta è un ideogramma cui abbinare un
significato. Arabi ed ebrei si limitano a non scrivere le vocali e
bisogna conoscere la parola che si adatta al contesto. I cinesi
scrivono un simbolo che può magari essere letto in modo diverso in
regioni diverse.
Gli
italiani che usano l'inglese scrivono "over 65" e leggono
"over sessantacinque", né italiano né inglese.
MARTEDÌ
31 LUGLIO 2018
Bastardigia
<<
I
muli sono praticamente scomparsi, ma bastardi e mulatti sono
normalità, perfino le auto sono ibride, in tutto la bastardigia è
considerata un valore. E succede anche nella lingua italiana
decisamente imbastardita con l'inglese usato sempre più per
rimediare all'ignoranza dei termini italiani, magari più precisi e
pertinenti.
Si
trova normale scrivere "over 65" e leggere "over
sessantacinque" o "under 23" e leggere "ander
ventitré", né inglese né italiano.
Se
proprio fa schifo scrivere "sopra 65" e "sotto 23"
(sempre sottintendo "anni di età") si potrebbero usare i
simboli matematici: ≥65 (maggiore di 65) e ≤23 (minore di 23) e
ognuno legge come meglio crede, magari interamente in italiano, in
tedesco, in francese o in inglese senza bastardigia.
SABATO
4 AGOSTO 2018
Voucher
In
italiano sono "buoni", ma in tempo di Jobs Act si scrive
voucher e si legge vaucer.
LUNEDÌ
29 OTTOBRE 2018
Allerta
<<
Per
carità: piaccia o non piaccia la lingua è formata dai parlanti e si
deve quindi prenderla come viene, come i più la intendono. Ma anche
se in tutte le tv (e conseguentemente tutti) dicono un'allerta io
resto del parere che sia invece un all'erta (o allerta). Esattamente
come dico un allarme (o all'arme) con significato simile se non
eguale. E mi piace ancor meno "allerta rossa" o d'altro
colore: non so mai quanto sia grave. Perché non usare una
classsificazione con numero crescente secondo la gravità? Allerta 1,
allerta 2, allerta 3, allerta 4: tutti possono capire che 3 è peggio
di 2 e meglio di 4 e possono pensarlo maschile o femminile, come
preferiscono.
Lo
stesso vale per i "bollini" della criticità stradale e
meno male che non usano analogo criterio cromatico per i terremoti e
per le tmperature.
Trovo
"allerta gialla, allerta arancione, allerta rossa" per il
meteo e "bollino rosso, bollino nero"per il traffico (se
non ci sono problemi è bollino bianco o verde?): non sarebbe
preferibile parlare di livello 0, 1, 2, 3?
Si
continui pure a usare i colori sulle carte facendo corrispondere un
colore ad un numero e ogni numero ad una specifica gravità. Dopo i
cinque anni tutti hanno familiarità con i numeri ma non tutti (io
compreso) hanno familiarità con i colori.
GIOVEDÌ
22 NOVEMBRE 2018
Sospensioni
àula
s. f. 1. Sala destinata a riunioni importanti e solenni, come quelle
dei tribunali e dei parlamenti, o alle lezioni nelle scuole e nelle
università.
Chissà
perché i presidenti di Camera o Senato quando vogliono sospendere i
lavori nell'aula, sospendere una seduta dicono di "sospendere
l'aula". È per metonimia? Boh.
LUNEDÌ
3 DICEMBRE 2018
Accenti
<<
Da
quando sulle tastiere esiste è e é, da quando il correttore
automatico lo segnala è errore scrivere perchè e non perché o é
invece di è. Un errore piuttosto recente, direi.
Nessuno
dei miei insegnanti d'italiano e credo nessuno degli scrittori
italiani distingueva prima nelle parole italiane accenti gravi,
acuti, circonflessi o altro, salvo rare eccezioni. C'erano solo
parole senza accento e parole con l'accento. Scrivendo a mano sulle
parole accentate si faceva un segno sopra l'ultima vocale, un segno
come veniva. Scrivendo a macchina se c'era si usava la vocale
accentata, ma il più delle volte non c'era e si usava l'apostrofo.
Con lettere maiuscole, a macchina o in stampatello era sempre
apostrofo.
La
distinzione tra è verbo e e congiunzione per noi veneti veniva
facile: era con l'accento se significava xe altrimenti era senza
accento. Come non confondevamo ha verbo con a preposizione: era ha se
significava ga altrimenti era a.
Mi
sembra un po' pretestuosa tutta questa attuale pignoleria su è e é.
Giusto che i dizionari segnalino le vocali chiuse e quelle aperte,
non solo quelle finali. Ma nella scrittura normale si usa l'accento
solo nella vocale conclusiva e poteva andar bene come si faceva prima
dell'avvento di computer, smartphone, tablet.
Diverso
e più complicato sarebbe se non si mettesse solo l'accento finale,
come in francese (con l'accento tonico sottinteso sempre sul'ultima
sillaba) o in spagnolo per l'accento tonico che non cade sulla
penultima sillaba. Forse sarebbe opportuno fare anche noi come gli
spagnoli, almeno per i nomi propri: si potrebbe evitare di sentire
Gàglianico, Carcàre, Pàdoan per Gaglianìco, Càrcare, Padoàn.
Tweet

Nessun commento:
Posta un commento