Col tempo alcune cose cambiano, altre no - 10 aprile 2015
sabato 14 maggio 2016
domenica 13 marzo 2016
Natale - RILETTURE
Col tempo alcune cose cambiano, altre no
Il mio compleanno è esattamente 4 settimane prima del 25 dicembre: poi festa dell’Immacolata, novena natalizia, Natale , Capodanno, Befana. (Continua...)
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Natale
Natale era solo Natale, il Santo Natale. Ma il periodo natalizio era anche qualcos’altro: le vacanze scolastiche, le giornate che finivano di accorciarsi e cominciavano ad allungarsi, la Befana per i più piccoli. Un breve periodo senza scuola ma né io né nessuno dei miei amici doveva fare settimane bianche, andare a sciare: il primo sciatore che ho conosciuto è stato un compagno di scuola che veniva dall’altopiano, da Gallio, ed ero già grandicello.Il mio compleanno è esattamente 4 settimane prima del 25 dicembre: poi festa dell’Immacolata, novena natalizia, Natale , Capodanno, Befana. (Continua...)
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mercoledì 2 marzo 2016
Altrefoto 2015
Altrefoto
giovedì 3 marzo 2016
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domenica 1 novembre 2015
Nostalgia - Bike sharing
Nostalgia
A torto o a ragione, quando penso a “Cattedrale” o alla catalana “Seu” penso a sedia, “cadrega”, seggio, sede del vescovo. Giusto quindi trovare nella Cattedrale di Savona un bel maestoso sedile intarsiato, una cattedra vescovile. Fino a qualche tempo fa faceva la sua bella figura alla base della colonna diametralmente opposta al pulpito cinquecentesco, sulla destra del presbiterio, poco più indietro dell’altare odierno. Ora è sistemato sopra i gradini che portano a quello che un tempo era l’altare maggiore, del 1765 e sormontato da un ciborio ottagonale opera del Grassi. Pensavo che tale sistemazione fosse dovuta all’ambizione dell’attuale vescovo di essere al centro della scena; mi sbagliavo. Trovo che dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965) la sistemazione del presbiterio mostra l’altare al centro, la “sede” dietro l’altare, il tabernacolo sulla destra (dei fedeli) e l’ambone sulla sinistra. Se questo è previsto, questo sia. Le nuove chiese dovranno sicuramente rispettare i nuovi canoni, ma la cattedrale di Savona – come la stragrande maggioranza delle chiese esistenti – è nata molto prima del Concilio Vaticano II e forse un qualche riguardo meritano anche i fedeli che ci hanno preceduti e che tanto si sono sacrificati per costruire le chiese nei secoli passati. Sono anche passati molti anni dal 1965: considerato che fino a qualche mese fa la sede (cattedra, seggio) vescovile si trovava altrove penso che sia possibile rimetterla dov’era e rivedere l’ altare maggiore come l’hanno voluto nel 1765: ho nostalgia del tempio passato.Se il Concilio Vaticano II ha deciso che il celebrante si rivolga ai fedeli, e non sia il primo dei fedeli rivolto all’altare o a Dio, sarà senz’altro cosa buona e giusta; che per far questo nelle chiese sia stato aggiunto il nuovo altare è ovvia conseguenza; ma forse non si va contro il Concilio se si concilia la nuova esigenza liturgica con le vecchia esistenza architettonica, se non si mettono nuovi altari in piccolissime chiese sacrificando lo spazio dei fedeli o del celebrante o se si lascia la “sede” un po’ decentrata.
P.S. 1 settembre 2015
Da qualche tempo, non moltissimo, il Seggio Vescovile è tornato dov'era e dove prima l'avevo sempre visto: ne sono lieto
Bike sharing
Un grande manifesto "Bicincittà" informava che anche a Savona c’era "bike sharing" (penso che in questo Paese la lingua ufficale sia tuttora l’italiano, ma sicuramente mi sbaglio). Credo fosse lì da diverso tempo, ma non l’avevo mai notato perché passavo sul marciapiedi, dal lato opposto del tabellone. L’ho letto e riletto; più o meno ho capito di cosa si trattava ma non mi era chiaro come esattamente funzionasse la cosa. Non so se chi fa i manifesti – anche a nostre spese visto che c’entra la pubblica amministrazione – non sa esprimersi in italiano o non vuole farsi capire da chi come me è vissuto in tempi in cui la bicicletta si chiamava bicicletta (e solo più tardi, per brevità, bici); ma ho compreso che doveva trattarsi di qualcosa come condivisione, comunanza, prestito, noleggio, servizio biciclette ovvero bici condivisa, comune, in prestito, a noleggio, di servizio o qualcosa di simile, qualcosa cui c’entravano Comune, biciclette, viabilità, spostamenti. Ma non ero riuscito a capire dove, come, quando.Casualmente, camminando sulla passeggiata sotto il Priamàr, poco tempo fa sono finito nei pressi di quel parcheggio ed ho visto bici e pala verticale d’istruzioni per l’uso. Ci passo spesso di lì, ma non l’avevo mai notato: se sono in bicicletta sto attento alla strada, se sono a piedi ormai so che il marciapiede finisce senza dare la possibilità di proseguire se non fra le auto della rotonda e, per evitare di mettere a rischio la mia incolumità, passo sempre dall’altro lato della strada
(1). Così quella bella novità mi è passata inosservata.
Ora so cos’è e come funziona, in Internet ho trovato anche quanto costa; ho individuato altre due postazioni e magari in futuro cercherò anche le rimanenti, se mi resterà la curiosità. Quasi sicuramente continuerò ad usare le mie di biciclette, ma non si sa mai.
La cosa potrebbe essere interessante: meno auto e più biciclette. Normalmente mi muovo in bici, ma ho qualche difficoltà a girare per Savona; per spostarmi da quì a lì, diciamo dalla porta di casa al negozio sotto la finestra sull’altra strada, devo: fermarmi al semaforo, arrivare a quello successivo, girare a sinistra e fermarmi al semaforo, girare a sinistra, prendermi gli insulti degli automobilisti se non mi metto nella corsia riservata agli autobus o dai conducenti di questi se lo faccio, fermarmi al semaforo, girare a sinistra e fermarmi al negozio; poi devo fermarmi al semaforo, procedere diritto fino al prossimo, girare a destra, poi ancora a destra, dare la precedenza alle auto sulla via di casa, girare a destra e fermarmi a casa. L’altra possibilità è di prendere la via più breve viaggiando sul marciapiedi, contromano: ovviamente preferisco andare a piedi.
Ottima cosa quindi incentivare l’uso della bici, ma forse prima bisognerebbe permettere anche a chi userebbe volentieri la sua di potere circolare facilmente, senza fare lunghi giri o infastidire i pedoni, che hanno tutto il diritto di usare in esclusiva i marciapiedi, senza l’incubo di auto e moto: sembra che altrove usino "piste ciclabili".
Ritengo che il servizio "bicincittà" si rivolga principalmente a chi viene da fuori: se io che vivo a Savona ho qualche difficoltà a muovermi in centro e non poche a salire le ripide vie verso le colline, forse per loro non va molto meglio.
P.S 1 settembre 2015
Da diverso tempo i disagi dei pedoni alla fine della passeggiata non sono più come allora: si deve fare un giro più lungo ma anche sul lato destro si può arrivare alla darsena su percorsi pedonali.
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sabato 17 ottobre 2015
INFORMAZIONI ALIMENTARI PER IL PAZIENTE CARDIOPATICO
INFORMAZIONI ALIMENTARI PER IL PAZIENTE CARDIOPATICO
Alimenti
Consigliati
- Minestre dì riso o di pasta (brodo vegetale, passato di legumi con pastina glutinata, riso, semolino, tapioca, crema di riso) oppure asciutte, preparate con riso, pasta alimentare comune (senza uova), pastina di grano duro, condite con olio crudo, pomodoro fresco e pochissimo (massimo un cucchiaino raso) formaggio parmigiano.
- Pane, grissini, gallette, fette biscottate, pane integrale.
- Latte scremato, yògurt, formaggi freschi e magri (mozzarella, crescenza, fior di latte, robiolina, fontina, stracchino, pastorella, bel paese, ecc.).
- Carni magre preferibilmente lesse (evitando il brodo) o arrosto senza salse; carne di vitello, manzo, pollo, coniglio.
- Pesce magro (sogliola, nasello, dentice, trota, triglia, branzino, spigola, orata, ombrina, luccio, merluzzo fresco, ecc.), lesso o ai ferri, condito con olio crudo e agro di limone.
- Verdure fresche o cotte condite con olio crudo e agro di limone: indivia, lattuga, cipolle, carciofi, carote, rape, barbabietole, patate, pomodori maturi, legumi, ecc.
- Frutta fresca ben matura, cruda, sbucciata, grattuggiata o spremuta (pere, mele, pesche, arance, mandarini, uva, ciliegie, susine, ecc.), oppure cotta. Gelatina di frutta, torta di frutta, fette biscottate dolcificate, miele, marmellate non eccessivamente dolcificate (evitare quella d'arance).
- Tè leggero, caffè decaffeinato; spremute di frutta o di agrumi non ghiacciate, infusi aromatíci.
- Acque oligominerali e mediominerali alcaline.
Alimenti
da usare con Moderazione
- Latte intero, latte condensato, latticini e formaggi grassi (caciotta, grana, provolone, asiago, scamorza, provola, taleggio, ecc.), burro.
- Il tuorlo d'uovo è da usare con molta limitazione; un uovo alla coque, sodo o in camicia una volta la settimana.
- Panini all'olio. Minestre di riso o pasta con brodo di carne sgrassato. Pasta all'uovo.
- Frutta acerba.
- Uso molto limitato di condimenti e d’erbe aromatiche (basilico, origano, rosmarino, ecc.).
- Si limiti il vino ad un bicchiere al pasto (specialmente i vini rossi; si preferiscano i vini leggeri, bianchi e asciutti), tè e caffè.
Alimenti
Proibiti
- Minestre con brodo di manzo, oca, agnello, cappone, tacchino, di ossa o di estratti di carne; zuppa di pesce, minestrone con lardo. Pasta o riso con sugo di carne, tortellini, ravioli, agnolotti, gnocchi, polenta.
- Pane poco lievitato, molto fresco, molto salato, con molta mollica e troppo raffinato.
- Carni grasse di qualsiasi tipo: di volatili o di animali grassi (maiale, bue, oca, capretto, ecc.), selvaggina e cacciagione stagionata. Carne insaccata (salsicce, zampone, cotechino, ecc.), salumi vari. Cervella, fegato dì agnello, maiale, vitello, manzo; rognone, animelle, cuore, trippa, ecc.
- Pesci grassi: salmone, anguilla, murena, palombo, tinca, carpa, ecc.; pesci salati: aringhe, sardine, acciughe, stoccafisso, baccalà, ecc. Crostacei: aragosta, gamberetti, gamberi, scampi. Molluschi: calamari, polipi, seppie. Caviale. Frutti di mare: ostriche, vongole, cozze. Scatolame in genere.
- Formaggi molto grassi e piccanti: mascarpone, gorgonzola, roquefort, caciocavallo, groviera, pecorino umbro, pecorino romano, pecorino sardo, ecc.
- Uova in polvere; uova fritte o comunque preparate con burro o altri grassi.
- 0lii cucinati, grassi animali cotti e crudi (strutto, lardo, burro), fritture in genere, salse piccanti, sughi con spezie e sostanze aromatiche, mostarde, senape, paprica.
- Preparazioni tipo margarina, ottenute con grassi idrogenati, con sego, olii di cocco, palma, soia.
- Peperoni, cavoli, funghi, tartufi, pomodori acidi, crauti, olive.
- Frutta acerba, frutta secca (noci, mandorle, nocciole, uva passa, datteri, fichi secchi), castagne, nespole.
- Caffè forte, tè forte, vini (specialmente se rossi e ad alta gradazione alcolica), liquori, spumanti, aperitivi.
- Paste e dolci con uova e burro o strutto.
domenica 11 ottobre 2015
Cose savonesi - RILETTURE
Riporto stralci di quattro scritti "savonesi" che magari ai savonesi qualcosa possono interessare ma poco o niente dicono agli altri. Chi volesse comunque leggere tutto l'articolo clicchi sul titolo.
Il 18 marzo, festa patronale, sono andato come moltissimi savonesi al Santuario: andato e tornato a piedi. Tornando, in via Torino ho visto uno di quei cartelli che illustrano un itinerario a Villapiana; li avevo visti altre volte, ma non vi avevo prestato particolare attenzione: questa volta però non mi è spiaciuto fermarmi a riposare con la scusa di leggerlo. Così mi sono ripromesso di seguirne le indicazioni, non allora che ero stanco ed affamato, ma il primo giorno senza pioggia.
Sul tratto di Via Aurelia che costeggia il mare da Celle Ligure ad Albisola Superiore, dopo un breve slargo, si vedono a destra le indicazione per " PECORILE " e " CASA NATALE DI PAPA SISTO IV ". Passando di lì in bicicletta avevo notato il cartello e sono salito, faticando non poco, finchè non ho visto un’altra indicazione per la casa del papa puntare su due case un po’ più in basso. Guardate e riguardate nessuna delle due mi pareva potesse risalire ai tempi di Sisto IV, a meno di una totale completa ristrutturazione ancora in atto. Deluso per avere fatto inutilmente quella per me dura salita sono ridisceso sulla litoranea e tornato a Savona, un 6 Km più a ovest.
Ieri ho voluto di ritentare l’impresa: con qualche anno e qualche chilo in più non sono riuscito a salire sempre in sella alla bici, ma alla fine mi sono trovato su, davanti a quel cartello. Guardando con più attenzione ho visto che la stradina sterrata non si fermava nel cortile di quelle due case, ma curvava a sinistra e continuava a scendere.
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Un nuovo mondo
Sono ormai undici anni che abito a Savona, non sempre ma buona parte dell’anno. Credo essere uno piuttosto curioso: in bici sono stato in quasi tutti i luoghi del savonese e credevo di conoscere la città. Per mia moglie Savona è quella compresa tra mare, Letimbro e via Paleocapa: eccezionalmente considera Savona anche il Gabbiano, il lungomare fino ai Giardini Isola della Gioventù, il tratto tra via Paleocapa e Piazza Saffi. Lei si muove a piedi, io movendomi in bici includo tutta la zona pianeggiante e qualche tratto in collina non troppo impegnativa.Il 18 marzo, festa patronale, sono andato come moltissimi savonesi al Santuario: andato e tornato a piedi. Tornando, in via Torino ho visto uno di quei cartelli che illustrano un itinerario a Villapiana; li avevo visti altre volte, ma non vi avevo prestato particolare attenzione: questa volta però non mi è spiaciuto fermarmi a riposare con la scusa di leggerlo. Così mi sono ripromesso di seguirne le indicazioni, non allora che ero stanco ed affamato, ma il primo giorno senza pioggia.
Una casa da papa
Il suo nome era Francesco della Rovere e nel 1414 certamente non pensava di divenire papa Sisto IV, quello da cui prende nome la Cappella Sistina di Roma e quella di Savona, sepolcro dei suoi genitori.Sul tratto di Via Aurelia che costeggia il mare da Celle Ligure ad Albisola Superiore, dopo un breve slargo, si vedono a destra le indicazione per " PECORILE " e " CASA NATALE DI PAPA SISTO IV ". Passando di lì in bicicletta avevo notato il cartello e sono salito, faticando non poco, finchè non ho visto un’altra indicazione per la casa del papa puntare su due case un po’ più in basso. Guardate e riguardate nessuna delle due mi pareva potesse risalire ai tempi di Sisto IV, a meno di una totale completa ristrutturazione ancora in atto. Deluso per avere fatto inutilmente quella per me dura salita sono ridisceso sulla litoranea e tornato a Savona, un 6 Km più a ovest.
Ieri ho voluto di ritentare l’impresa: con qualche anno e qualche chilo in più non sono riuscito a salire sempre in sella alla bici, ma alla fine mi sono trovato su, davanti a quel cartello. Guardando con più attenzione ho visto che la stradina sterrata non si fermava nel cortile di quelle due case, ma curvava a sinistra e continuava a scendere.
Piste ciclabili
Un chilometro di pista ciclabile non è molto, ma è pur sempre meglio di niente. Dalla rotonda per Legino fino a Zinola c’è un bel Km di pista riservato alle bici, una per ogni senso di marcia. Piccola ma ottima cosa. Peccato però che quello spazio sia da molti automobilisti considerato uno spazio di sosta: fermarsi sulla corsia per le auto forse lo ritengono inopportuno, ma impedire il passaggio delle bici sulla pista ciclabile è del tutto normale. Analogalmente accade lungo Corso Ricci: lì non sono le vetture ma i pedoni a occupare lo spazio riservato ai ciclisti, che quindi preferiscono restare sulla strada.Via Venti
Sulla stampa locale trovo:Savona, sette condanne per la maxi rissa in via Venti
Uno potrebbe pensare che sia una via dove soffiano forti venti, ma non è così: a Savona, come in moltissimi altri luoghi d’Italia esiste una Via XX Settembre, in ricordo della Presa di Roma nel 1870. Credo che in tutte le città quella data abbia perso l’anno, quì ha perso anche il mese: via Venti. Si sa, i liguri sono famosi per non essere spreconi e così si limitano a dire il giorno; potrebbero dire XX (c’è XXMIGLIA e Secolo XIX) o "due zero" o anche solo "due", ma sui giornali (e credo sulle bocche) locali c’è Venti, risparmiando così anche di dire la erre, alla ligure. Certo che per chi non è cresciuto in questa città non è facile trovare un indirizzo: Piazza del Pesce, del Comune, Ex Stazione, Ex Ospedale, Prolungamento sulla mappa e sulle targhe sono rispettivamente Piazza Marconi, Piazza Sisto IV, Piazza del Popolo, Piazza Giulio II, Via Dante Alighieri.Tweet
domenica 27 settembre 2015
Quisquilie biellesi - RILETTURE
Col tempo alcune cose cambiano, altre no.
Sulla strada del Maghetto, venendo da Mongrando, poco prima del bivio per Occhieppo c’è un cartello che indica "Biella Km 3", un centinaio di metri più avanti ce n’è un altro che indica "Biella Km 7". A me non interessava, non dovevo andare a Biella; i biellesi non lo vedono neppure, conoscono la strada; ma a un povero forestiero che guarda i cartelli per sapere la via e si trova che più avanza più si allontana dalla meta qualche dubbio di essere fuori strada gli viene e non sa se deve credere al primo o al secondo cartello o a nessuno. Se è un italiano sa che non deve contare troppo sulle indicazioni stradali nel nostro Bel Paese, ma se è uno straniero rischia di impazzire.
Siamo alla fine della prima decade del terzo millennio e si pensa che il passato sia ormai passato.
Ma – con piacere – si può constatare che certe antiche abitudini continuano ad esistere.
Nella campagna, nella pianura a sud di Biella si possono ancora vedere greggi di pecore che in ottobre – scendendo dai monti, credo – brucano quel poco che possono trovare fra le stoppie del mais.
Per me un gregge come questo nella foto sembra enorme, guidato da un unico pastore con un paio di cani: sono passato in bici, l’ho visto entrare nel campo e l’ho fotografato. In poco tempo moltisime pecore si sono sparse tra le stoppie, con qualche breve ordine del pastore e qualche corsa dei cani. Quanto vi si siano fermate e dove siano poi andate, non lo so: non le ho più viste.
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A chi credere?
La Strada del Maghetto era una stradina che da poco dopo Ponderano portava a poco prima di Mongrando. Era una strada di curve e stretti ponti: uno all’inizio e poi due o tre sui quali si passava o in un senso o nell’altro, con precedenza a chi arrivava per primo. Ora sulla Ponderano-Borriana c’è una grande rotonda con altre nuove strade che vanno a Biella, Mongrando e Sandigliano/Cerrione. Della vecchia strada non rimangono che pochi tratti senza più i ponti e la strada del Maghetto è diventata la via indicata per andare a Biella da Mongrando.Sulla strada del Maghetto, venendo da Mongrando, poco prima del bivio per Occhieppo c’è un cartello che indica "Biella Km 3", un centinaio di metri più avanti ce n’è un altro che indica "Biella Km 7". A me non interessava, non dovevo andare a Biella; i biellesi non lo vedono neppure, conoscono la strada; ma a un povero forestiero che guarda i cartelli per sapere la via e si trova che più avanza più si allontana dalla meta qualche dubbio di essere fuori strada gli viene e non sa se deve credere al primo o al secondo cartello o a nessuno. Se è un italiano sa che non deve contare troppo sulle indicazioni stradali nel nostro Bel Paese, ma se è uno straniero rischia di impazzire.
Pecore
Siamo alla fine della prima decade del terzo millennio e si pensa che il passato sia ormai passato.Ma – con piacere – si può constatare che certe antiche abitudini continuano ad esistere.
Nella campagna, nella pianura a sud di Biella si possono ancora vedere greggi di pecore che in ottobre – scendendo dai monti, credo – brucano quel poco che possono trovare fra le stoppie del mais.
Per me un gregge come questo nella foto sembra enorme, guidato da un unico pastore con un paio di cani: sono passato in bici, l’ho visto entrare nel campo e l’ho fotografato. In poco tempo moltisime pecore si sono sparse tra le stoppie, con qualche breve ordine del pastore e qualche corsa dei cani. Quanto vi si siano fermate e dove siano poi andate, non lo so: non le ho più viste.
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