venerdì 29 aprile 2011

Autocertificazione

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 29 Aprile 2011 NAZIONALE Pagina 4

SANITÀ. Partono le misure anti-evasione


Autocertificazione:
stop a ricette facili,
ma medici in rivolta

Permessa l'esenzione dal ticket solo se il dottore fa da «garante»

ROMA
A partire dal primo maggio le autocertificazioni sul reddito per ottenere l'esenzione dal pagamento del ticket per visite ed esami specialistici dovranno essere validate dai medici. Lo prevede un decreto del 2009 del ministero dell'Economia. Ma i medici non ci stanno e chiedono che siano le Asl ad effettuare i controlli, mentre tra i cittadini regna la confusione.
A pochi giorni dalla nuova scadenza, denuncia il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo, «c'è grande disagio tra i medici, che per rispondere a tale incombenza dovrebbero sottrarre tempo a visite e pazienti, ma anche tra i cittadini, spesso confusi sul da farsi, anche considerando le diverse indicazioni da parte delle differenti regioni». Per questo, i medici di famiglia, annuncia Milillo, «in assenza di una ! certificazione delle Asl, non inseriranno l'esenzione nelle prescrizioni degli esami. Solo a questa condizione accetteremo, in via transitoria e per venire incontro agli assistiti, di trascrivere l'esenzione per reddito, ma riteniamo che tale procedura a regime debba avvenire per via automatica».
Obiettivo delle nuove norme è combattere l'evasione in questo settore considerando che, secondo alcune stime, ammonta ad oltre un miliardo di euro l'anno l'evasione sui ticket sanitari e sarebbe esentato senza diritto circa il 40% dei malati. A godere dell'esenzione dei ticket dovrebbero essere le fasce con reddito più basso e per questo è richiesta una autocertificazione per non pagare la tassa su visite ed esami.
Insomma, «la confusione regna sovrana», conclude il segretario Fimmg Milillo.

giovedì 7 aprile 2011

Chissà perché

Chissà se qualcuno mi sa dire perché ritiene offensivo o spam il testo sottoriportato?
"Sotto sotto
---------------------------------
Forse ho capito com'è andata la faccenda. Quando il ministro Maroni paventava l'arrivo di migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia di africani l'opposizione diceva che fantasticava. Quando sono arrivate le prime migliaia affermava che non erano decine di migliaia; quando sono arrivate le prime decine di migliaia afferma che non sono centinaia di migliaia.
Così diceva, ma sotto sotto si augurava che davvero arrivassero decine di migliaia di persone, magari milioni, tutte nel primo giorno come le cavallette. Non per dar ragione al ministro ma per poter dire - come infatti dice - che il ministro sapeva e non provvedeva. Sapeva che dovevano arrivare decine di migliaia di tunisini e non ha provveduto a requisire le navi di Costa Crociere, MSC, Grimaldi e altre compagnie di navigazione, mandarle nei porti africani a imbarcare chiunque volesse onde evitare all'Italia l'orribile spettacolo di barconi strapieni di ragazzotti in piedi per occupare meno spazio e di una piccola isola strapiena di ragazzotti accampati alla meno peggio dove capita capita. Imbarcarli e fargli fare la classica crociera settimanale nel Mediterraneo e nel frattempo requisire alberghi (a Venezia, Genova, Rimini, Viareggio, Cortina, ovunque) per accogliere degnamente le persone rimaste a bordo, quelle non sbarcate a Marsiglia o in uno degli altri porti toccati."

domenica 6 marzo 2011

La bandiera, una signora con due pensioni

IL GIORNALE DI VICENZA


Domenica 06 Marzo 2011 CRONACA Pagina 25


LA CURIOSITÀ. Il tricolore della città di Vicenza percepisce un vitalizio annuale di oltre 4 mila euro in virtù della medaglia d'oro al Valor Militare. Ora si chiede il secondo


La bandiera, una signora con due pensioni

«Il drappo per legge è stato equiparato ad una vedova di guerra. E dunque ha il diritto di ricevere una rendita annuale»

La nostra gentile signora, la Bandiera di Vicenza, per lo Stato è vedova di guerra e si mantiene, non ricca ma con dignità, grazie ad un assegno vitalizio annuale di 4.169,64 euro che percepisce dal Ministero del Tesoro.
Un gruzzoletto un poco più che simbolico che le basta per garantirsi le spese di decoro e gli eventuali spostamenti, rigorosamente in prima classe se viaggia su treni o vola con la compagnia di bandiera.
È L'UNICA BANDIERA COMUNALE. Ricapitoliamo dunque le puntate precedenti. Vicenza è l'unico comune d'Italia a possedere una bandiera, tricolore, al posto del Gonfalone, ed è il solo Comune decorato con due medaglie d'oro al valor militare, datate 1866 e 1994.
Certo, la bandiera di Vicenza non sta incollata lì a bearsi della sua storia e a raccon! tarsi che con i suoi 145 anni d'età potrebbe ritirarsi a vita privata. Nossignori. Sta ora sul riposo, ora sull'attenti: a disposizione dell'Amministrazione comunale 365 giorni l'anno. Ed è sempre rigorosamente accompagnata, in alta e storica uniforme, nei suoi spostamenti. Riverita e omaggiata, va in passerella nelle feste comandate con predilezione per il 2 giugno e il 4 novembre, anche se ora sarà chiamata ad gli straordinari in vista del prossimo giovedì 17, quando si festeggerà il 150° dell'Unità d'Italia.
È SEMPRE IN PRIMA FILA. Anche il cerimoniale la porta in palmo di mano: cede il passo solo alle bandiere di guerra dei Reggimenti in armi. Tiene anche due gemelle sempre al vento: nel pennone di Piazza dei Signori e in quello di Monte Berico. Veste di verde-bianco-rosso in rigoroso ordine di comparizione. E il suo "caposcorta" Daniele Andreose, capo ufficio del cerimoniale e degli eventi istituzionali del Comune di Vicenza ! non s'arrabbi per questa ardita comparazione. La "nostra" vedo! va di guerra, così la chiama affettuosamente Andreose, è un'arzilla vecchietta che porta cucite due medaglie al valore militare. E proprio per questo motivola Bandiera gode di una tutela particolare da parte dello Stato.
DICE ANDREOSE. «In effetti - spiega Andreose - essendo stata attribuita alla città di Vicenza una medaglia d'oro al valor Militare il 19 ottobre del 1866 - la bandiera per legge è stata equiparata ad una vedova di guerra. E dunque ha il diritto di percepire una piccola rendita. Il fatto è che le vedove o i vedovi, ahiloro, seguono per forza di madre natura il destino dei loro coniugi eroi. La bandiera no. Sopravvive sempre: e dunque continua a guadagnarsi il suo modesto ma utile vitalizio».
TORNA IN STAMPA IL LIBRO. Quest'anno il denaro verrà utilizzato per coprire le spese di ristampa della pubblicazione sulla Bandiera, un volumetto di 74 pagine giunto alla quarta edizione, inserito nella collana de "I Quadern! i" del Comune di Vicenza. Il testo, di Mario Michelon è un piacevole ed intenso viaggio nella storia della città e dei suoi vessilli che sventolarono addirittura nella famosa battaglia di Legnano, nel 1176, nella quale le forze comunali sconfissero l'esercito dell'Imperatore Federico I di Svevia, il "Barbarossa".
Attraverso foto e documenti il libricino ricostruisce la storia della Bandiera cittadina, che riassume in sè la memoria del gesto di chi, nelle diverse epoche, si sacrificò per la patria.
La copertina, rigorosamente color verde-bandiera, conserverà la grafica originaria, realizzata dall'indimenticato Franco Tizian, che stilizzò il puntale della Bandiera con lo stemma del Comune. Saranno 2.500 le copie stampate, parte delle quali destinate a tutte le scuole, dove troveranno spazio nelle biblioteche scolastiche, nelle quali la Bandiera del Comune si è recata con gli amministratori per la raccolta dei frammenti distribuiti nel! le classi che hanno partecipato al progetto del 150° anniversario.!
UN'ALTRA PENSIONE? «A proposito - incalza Andreose, e non scherza - l'idea è quella di chiedere un secondo vitalizio. Visto che le medaglie d'oro sono due, l'intenzione è quella di... raddoppiare. Ora dobbiamo istruire la pratica, non nascondo che sarà complicato e i tempi d'attesa lunghi. Ma noi ci proviamo». Anche perchè la Bandiera un sacrificio per l'Italia lo ha fatto. Era il dicembre del 1935 quando la sua prima medaglia d'oro venne per l'appunto donata alla patria con delibera del podestà Giambattista Cebba e quindi sostituita con una medaglia coniata col bronzo dei cannoni tolti al nemico.
Capitolo seconda medaglia d'oro: quella che varrebbe l'ulteriore vitalizio, concessa il 5 novembre del 1994 per l'attività partigiana. Venne consegnata alla città esattamente 16 anni fa, era l'11 marzo del 1995, dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Al tempo, ad avere ri-avanzato la domanda, dopo avere raccolto ! una rigorosa documentazione, era stato, con delibera del 19 maggio del 1993 (la numero 760) l'allora ed attuale sindaco, Achille Variati.
-----------------

Wikio

Costituzione in difesa

IL GIORNALE DI VICENZA

Domenica 06 Marzo 2011 PRIMAPAGINA Pagina 1

Costituzione
in difesa

La politica-spettacolo di questi ultimi lustri ha costretto molti protagonisti a corsi accelerati di chiarezza. Purtroppo, non tutti hanno prodotto risultati. Prendiamo i magistrati. D'accordo, chi si forma leggendo tomi di diritto e codici di procedura ha tutte le giustificazioni del caso: ma a lasciare perplessi non è tanto la forma, quanto il contenuto del pensiero esposto da alcuni alti esponenti della corporazione. Ad esempio Ugo De Siervo è il presidente della Corte Costituzionale, mica l'ultimo dei legulei, e nelle ultime settimane si è distinto per una serie di dichiarazioni che val la pena di riportare: «Il Parlamento fa errori a raffica»; «Il Parlamento si dovrebbe occupare “di mettere le gambe al titolo V” e poi magari modificarlo nei singoli punti»; «Quello che si può dire tranquillamente è che quello di! cui si sta parlando non è federalismo»; «Il federalismo municipale è una bestemmia». Tutte opinioni legittime. Il punto però è un altro: chi le pronuncia fa o non fa politica? Secondo il De Siervo medesimo, non la fa.
Sfugge evidentemente la differenza tra le medesime considerazioni espresse da un cittadino qualunque al bar e da un presidente della Corte Costituzionale. Il quale poi si meraviglia se qualcuno lo accusa di far politica: «Macchè, sono solo l'estremo difensore della Costituzione». Perché invece non parlare chiaro e ammmettere che si sta giocando una partita nella quale l'obbiettivo non è stabilire se una legge rispetti o meno la Costituzione, ma stabilire se abbia più potere la casta giudiziaria o quella parlamentare?
È questa la partita che si sta giocando da quasi vent'anni, e che da vent'anni paralizza il Paese. Per mesi si è discusso di legittimo impedimento del Premier a part! ecipare ai processi a suo carico. Poi una mattina Berlusconi a! nnuncia: «Va bene, sono pronto a organizzare la mia agenda di capo del Governo di questo Paese in modo da essere presente tutti i lunedì in tribunale». E cosa rispondono i magistrati? «No, lunedì non va bene; preferiamo il sabato». E cos'è questo se non un braccio di ferro su chi ha più potere? I contenuti, le riforme, gli scandali, le accuse, le difese, sono solo i mezzi attraverso i quali si cerca di raggiungere il vero fine: stabilire la supremazia sull'altra parte.
Perché non dirlo chiaramente? Perché non abbandonare la finzione? Tonino Di Pietro pur con qualche incertezza grammaticale fu più sincero e diretto nei confronti di Berlusconi: «Io a quello lo sfascio». I cittadini avrebbero così modo di scegliere se hanno ragione i De Siervo di turno o i Berlusconi di turno. Con un'avvertenza: il turno dei Berlusconi, come quello di tutti coloro che devono passare attraverso le elezioni, prima o poi fin! irà. Quello dei De Siervo non finirà mai, per il semplice motivo che non sono eletti dai cittadini e di conseguenza non possono da questi essere mandati a casa. Lo dice la Costituzione, quella difesa dai De Siervo.

-----------------

Wikio

giovedì 13 gennaio 2011

Regioni e Province italiane

PROVINCIE

    1  Piemonte
AL  1 Alessandria
AT  1 Asti
BI  1 Biella
CN  1 Cuneo
NO  1 Novara
TO  1 Torino
VB  1 Verbano-Cusio-Ossola
VC  1 Vercelli
 

    2  Valle d'Aosta
AO  2 Valle d'Aosta
    

    3  Lombardia
BG  3 Bergamo
BS  3 Brescia
CO  3 Como
CR  3 Cremona
LC  3 Lecco
LO  3 Lodi
MN  3 Mantova
MI  3 Milano
PV  3 Pavia
SO  3 Sondrio
VA  3 Varese
BL  5 Belluno

 
    4  Trentino-Alto Adige
BZ  4 Bolzano
TN  4 Trento

 
    5  Veneto
VI  5 Vicenza
VR  5 Verona
TV  5 Treviso
VE  5 Venezia
PD  5 Padova
RO  5 Rovigo   
 

    6  Friuli-Venezia Giulia
UD  6 Udine
GO  6 Gorizia
PN  6 Pordenone
TS  6 Trieste
 

    7  Liguria
GE  7 Genova
SV  7 Savona
SP  7 La Spezia
IM  7 Imperia
 

    8  Emilia-Romagna
PC  8 Piacenza
PR  8 Parma
RE  8 Reggio nell'Emilia
MO  8 Modena
BO  8 Bologna
FE  8 Ferrara
RA  8 Ravenna
RN  8 Rimini
FO  8 Forl-Cesena
 

    9  Toscana  
MS  9 Massa Carrara
LU  9 Lucca
PT  9 Pistoia
FI  9 Firenze
PO  9 Prato
LI  9 Livorno
PI  9 Pisa
AR  9 Arezzo
SI  9 Siena
GR  9 Grosseto
 

   10  Umbria        
PG 10 Perugia
TR 10 Terni
   11  Marche        
PS 11 Pesaro e Urbino
AN 11 Ancona
MC 11 Macerata
AP 11 Ascoli Piceno
 

   12  Lazio
VT 12 Viterbo
RI 12 Rieti
RM 12 ROMA
LT 12 Latina
FR 12 Frosinone
 

   13  Abruzzo       
AQ 13 L'Aquila
TE 13 Teramo
PE 13 Pescara
CH 13 Chieti
 

   14  Molise        
IS 14 Isernia
CB 14 Campobasso
 

   15  Campania      
CE 15 Caserta
BN 15 Benevento
NA 15 Napoli
AV 15 Avellino
SA 15 Salerno
 

   16  Puglia
FG 16 Foggia
BA 16 Bari
TA 16 Taranto
BR 16 Brindisi
LE 16 Lecce
 

   17  Basilicata    
PZ 17 Potenza
MT 17 Matera
 

   18  Calabria      
CS 18 Cosenza
KR 18 Crotone
CZ 18 Catanzaro
VV 18 Vibo Valentia
RC 18 Reggio di Calabria
 

   19  Sicilia       
TP 19 Trapani
PA 19 Palermo
ME 19 Messina
AG 19 Agrigento
CL 19 Caltanissetta
EN 19 Enna
CT 19 Catania
RG 19 Ragusa
SR 19 Siracusa
 

   20  Sardegna
SS 20 Sassari
NU 20 Nuoro
OR 20 Oristano
CA 20 Cagliari
 

20.05 05/09/2005
---------------------

lunedì 2 agosto 2010

Il Cavaliere perso nel Polo Sud

IL GIORNALE DI VICENZA


Domenica 01 Agosto 2010 PRIMAPAGINA Pagina 1


L'EDITORIALE





Al di là delle parole rassicuranti di Silvio Berlusconi, l’uscita dal Pdl di Gianfranco Fini e di altri 33 deputati segna il punto di non ritorno nella parabola politica del Cavaliere. Non siamo di fronte al "tradimento" di un Bossi Anni ’90 lusingato da quel vecchio marpione di Scalfaro, nè siamo al cospetto di defezioni secondarie come quella del guastatore Follini o dell’ambizioso Casini: qui siamo al bivio del percorso di un movimento - il Pdl - basato sul leaderismo carismatico di un uomo capace di tutto, ma non di costruire un partito.
Così ora per i suoi avversari il totem da abbattere è lui, non il Pdl: quello, si sbriciolerà da solo di conseguenza. L’importante è impedire che Berlusconi porti a casa quelle due-tre grandi rivoluzioni del sistema-Paese che se attuate rischierebbero di cambiare definitivamente le carte in tavola. Ecco perch&! #233; non è un caso se la spallata a Berlusconi arriva proprio adesso che quelle rivoluzioni si profilano all’orizzonte.
Fa impressione ascoltare il premier mentre annuncia che per il governo non cambia nulla, anzi potrà accelerare il cammino delle riforme della giustizia, del fisco e del federalismo: sono esattamente le tre riforme che non possono, non devono passare secondo il disegno - piaccia o no - della maggioranza dei parlamentari. Riformare la giustizia significherebbe eliminare un’arma che può sempre tornare utile a questo o quel partito. Riformare il sistema fiscale significherebbe stravolgere equilibri e trucchi che hanno consentito a molti di prosperare sulle spalle di una minoranza.
Ma più di tutte, è la riforma del federalismo che terrorizza la larga maggioranza dei politici. Che è, non va dimenticato, meridionale. Su 43 finiani che hanno lasciato il Pdl, solo 9 sono nati al Nord: davvero c’è qualcuno che! la ritiene una coincidenza? L’obbiettivo numero uno ! 2; sbarrare la strada al federalismo e non per un’ostilità pregiudiziale alla Lega, ma perché una simile riforma sarebbe inapplicabile al Sud: farebbe saltare in aria metodi, equilibri e sistemi consolidati.
Quando i finiani annunciano di voler mantenere la parola data agli elettori e sostenere quindi il governo votando a favore di tutte le iniziative "presenti nel programma elettorale" dicono una mezza verità: perché non parlano del programma elettorale del Pdl, ma di quello loro personale. Ve lo immaginate un Fabio Granata arringare gli elettori siciliani sulla necessità di realizzare il federalismo? Non l’ha mai fatto, nè mai lo farà.
Morale: nonostante l’apparente confusione, le strategie sono ben definite. Berlusconi è di fatto assediato, ha la maggioranza solo per svolgere l’ordinaria amministrazione e quando sarà cotto a puntino il governo andrà sotto (sulle intercettazioni, sui decreti attua! tivi del federalismo, su una qualsiasi iniziativa di peso) spingendo il Cavaliere a dimettersi e a chiedere elezioni che Napolitano non concederà prima di un passaggio in Parlamento. Lì si formerà una maggioranza trasversale, un governo "istituzionale" con due soli compiti: da un lato fare una legge elettorale che impedisca a Berlusconi di riavere una maggioranza anche in caso di un’ipotetica nuova vittoria, dall’altro lato convincere Bossi che la parabola del Cavaliere è finita e staccarlo da lui così come si stacca una spina da una presa di corrente.
A quel punto è probabile che il Senatùr accetti, anche perché l’alleanza è di ferro con Berlusconi ma sul territorio i rapporti con i pidiellini sono da tempo ai minimi termini: anzi, al Nord sono ormai di palese concorrenza.
L’unica incognita, a quel punto, sarà vedere che fine farà la massa di elettori che hanno creduto e credono nei progetti ! e nei metodi berlusconiani. Ma con un Paese diviso in tre (Lega al Nord! , sinistra al Centro, finiani al Sud) e una nuova legge elettorale, la maggioranza relativa non conterà più. Come un ventennio fa.

sabato 17 luglio 2010

Il gran caldo «percepito» di un’estate nella norma

Avvenire 17/07/2010, A02


LA PRIMAVERA FREDDA, LA NUBE ISLANDESE E IL TREND CLIMATICO

Il gran caldo «percepito» di un’estate nella norma


GUIDO CAROSELLI


I
l persistente, intenso, afoso caldo mediterraneo che grava sul nostro Paese in questi giorni ha radici nel Sahara occidentale, ed è esteso, attraverso l’Europa danubiana, fino alla Polonia. La gente ne parla spesso, e per questo i media collocano l’argomento in spazi di rilievo. Ma la situazione è veramente così anomala o non c’è una componente di esagerazione?

Proviamo a fare qualche considerazione.

Partiamo dalle unità di misura, perché per parlare di una caratteristica fisica (in questo caso la temperatura) occorre misurarla sempre con le stes se unità. Da alcuni anni è invalso l’uso di riferirsi alla «temperatura percepita», un valore che tiene conto sia della temperatura misurata dal termometro sia dell’umidità relativa, molto importante per la sensazione di disagio estivo. Per fare un esempio, un valore strumentale di 32 gradi abbinato a un’umidità del 70% equivale a una temperatura «percepita» di 41 gradi. La differenza tra i due risultati è notevole, pari a ben 9 punti. Per una persona di mezza età, abituata a ragionare con il solo termometro e non al corrente dell’altro sistema, la cifra che arriva è fonte di confusione.

Seconda riflessione. In primavera l’Europa ha subìto le conseguenze dell’eruzione del vulcano islandese. Per quanto le ceneri e le goccioline acide non abbiano superato la soglia della stratosfera (se l’avesse fatto gli effetti sarebbero stati molto più persistenti), l’eruzione ha provocato un temporaneo raffreddamento dell’aria (per circa un bimestre). Questo dato e le copiose preci pitazioni hanno proiettato temporaneamente l’Europa in un clima invernale, insolito e in contro-tendenza rispetto all’andamento climatico degli ultimi decenni. Si può dire
che il vulcano ha per un po’ 'mascherato' il ben noto fenomeno del riscaldamento globale. Ma cessata ormai l’azione frenante, tutto procede come prima. I più recenti rapporti confermano una situazione seria, che richiede robusti interventi con un deciso cambio nelle politiche energetiche. Gli ultimi 20 anni hanno annoverato i 10 più caldi da quando esistono i termometri di Galileo. E l’Italia si è distinta nella classifica di accelerazione del calore, con un incremento di 1,3 gradi rispetto alla media dell’ultimo secolo (contro un aumento medio globale di 0,7).

Un’ultima considerazione va svolta sull’opportunità di allarmare inutilmente la parte più sensibile della popolazione (anziani, cardiopatici, affetti da problemi di equilibrio tiroideo...). Premesso quanto detto so pra, che faccia molto caldo tra luglio e agosto è un fatto che non deve sorprendere più di tanto. Semmai, la notizia vera è stata la primavera fredda e assai piovosa, non il temporaneo fastidio del periodo canicolare.

Dispensare consigli del tipo 'non uscite nelle ore centrali della giornata' mi sembra inutile e persino stupido. Andrebbero dette, piuttosto, cose meno risapute: per esempio che non è consigliabile frequentare in questi giorni i parchi e le zone verdi, perché ricche di ozono (un gas che dà problemi nella stratosfera se è in difetto mancando la protezione dai danni dell’ultravioletto, ma che richiede attenzione anche nei bassi strati se in eccesso, perché provoca problemi respiratori e dà bruciore agli occhi).

Uno sguardo ora alle prospettive.

Sono in vista acquazzoni al Nord e poi lungo le regioni adriatiche e appenniniche del Centro-Sud.

Quanto al caldo, è probabile una temporanea attenuazione fino alla metà della prossima setti mana. Poi una ripresa del disagio, fino al 25 circa. Da lunedì 26 luglio è possibile una situazione meno pesante. Ma è un traguardo che va al di là della settimana ed è dunque opportuno riaggiornare i calcoli.










Powered by TECNAVIA / HIT-MP
">Copyright (c) Avvenire