- Giovedì 04 Febbraio 2010
- CRONACA,
- pagina 20
Siamo razzisti o il problema è un altro?
«Abbiamo solo pregiudizi per chi è fuori dal ciclo produttivo». «Ma ci spingono a xenofobia e paura perché portano voti»
LO SCRITTORE DRAMMATURGO
Giancarlo Marinelli è nato a Vicenza 36 anni fa ma vive e lavora tra Este, Roma e Milano. È scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e insegnante di Istituzioni di Regia Teatrale. Editorialista
de “Il Giornale”, ha scritto diversi articoli sul rapporto tra italiani
e stranieri. Marinelli è stato
per due volte finalista al Premio Campiello: nel 2002 con
“Dopo l'amore” e nel 2006 con “Ti lascio il meglio di me”. Il suo ultimo libro, edito da Bompiani,
è incentrato sulla figura di Gesù e
si intitola “Non vi amerò per sempre”. ! La maggioranza degli italiani non è razzista. O, per meglio dire, lo sono come ogni porzione di società post-consumista, che nutre un certo pregiudizio nei confronti di chi è escluso dal ciclo produttivo. In questo senso il “razzismo" è da intendersi più specificatamente come classismo: classista era la società feudale e contadina; non era classista la società immaginata dal fascismo che, per l'appunto, quando ha voluto tramutarsi veramente in razzista, ha immediatamente perduto il consenso popolare. Oggi l'Italia è un paese falsamente classista e, soprattutto, profondamente esasperato.
$ Gli farei vedere “Mississipi Burning" di Alan Parker.
% Si tratta di “schiavismo". Puro e semplice. Lo sfruttamento infame di individui più deboli a cui il capitalismo ci ha abituato frequentemente. Poco importa che gli schiavi siano neri, bianchi o blu, che raccolgano pomodori o aprano le cerniere di clienti avidi di corpi senza ordine e senza decenza. Non penso che potrebbe verificarsi altrettanto in Veneto: non esiste, per lo meno in modo così organico e massiccio, una forza criminale capace di essere un anti-Stato in grado di condizionare ogni potere. Vero è che in un recente passato si è saputo di “grandi imprenditori veneti" che sfruttavano, all'estero, bambini operai pagati anche meno degli schiavi di Rosarno.
Q No. Come ho detto precedentemente, hanno un substrato classista e un animo realmente provato, esasperato.
W Volentieri. E parteciperei volentieri anche ad uno sciopero contro la Caritas e altre fondazioni, associazioni, comitati d'affari vari della Chiesa Cattolica, che, in questo paese, godono di una sorta di immunità fiscale e contributiva, e di una più generale condizione di privilegio che gli altri cittadini, italiani e non, possono soltanto sognare. A proposito di questa oggettiva disuguaglianza: come la chiamiamo?
E Diventerebbe razzista se “adeguarsi allo stile di vita" si traducesse in: devi vestire come voglio io, pregare il Dio che voglio io, frequentare luoghi e persone che stabilisco io, muoverti e lavorare secondo il mio incondizionato arbitrio. Insomma; come accade in molte teocrazie islamiche.
R Assolutamente no. Si può discutere l'efficacia dei provvedimenti. Ma sono tesi allo snellimento e al miglioramento delle metodologie didattiche. Non a pregiudizi di tipo razziale. Se cominciamo a leggere tutto in chiave xenofoba, finiamo per creare mostri dal nulla.
T Verona-Napoli. I veronesi accolgono i partenopei con questo striscione: "Benvenuti in Italia". Girone di ritorno. I napoletani rispondono ai veronesi con questo saluto dalla curva: “Giulietta era una zoccola". Straordinario… Lo stadio è un vulcano di impulsi ciechi, di palpiti tremendi e straordinari difficilmente classificabili. Più che i proclami assai pericolosi di Maroni, suggerirei un sano squadrismo; quando un manipolo di imbecilli grida “Negro di m…" a Balotelli o “Pessotto buttati di sotto", opterei per una raffica di calci nel sedere da parte di alcuni nerboruti uomini di buona volontà.
U Ho dedicato buona parte della mia vita, un libro e uno spettacolo teatrale, alla irrinunciabile figura di Gesù. Gli ho scritto persino una “lettera" che ha fatto molto rumore, dove ho detto: «Chi ti vuole rimuovere, in verità ti sta chiamando. Chi ti rinnega, in verità, sente il disperato bisogno di te».
I In sostanza Berlusconi dice: "Meno clandestini, meno reati". Mi sovviene d'istinto un dubbio atroce: vuoi vedere che il nostro premier non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana?
LO SCRITTORE MUSICISTA
Musicista, compositore, scrittore
e poeta, Bepi De Marzi è stato insegnante al conservatorio
di Padova. I canti dei suoi
“Crodaioli” sono diffusi in tutto
il mondo. Ha ricevuto molti premi,
dal "Provincia di Vicenza" al
“Premio Masi” per la Civiltà Veneta. Bassano gli ha recentemente assegnato “L'alfiere d'oro". Accademico Olimpico, fa parte del Gruppo Italiano degli Scrittori di Montagna. Sottolinea di non aver
mai militato in alcun partito
e di aver sempre gustosamente ironizzato sui politici di professione. ! Senza dubbio! Il razzismo viene manovrato. Pensiamo alle leggi fasciste. Diceva Rigoni Stern: «Mussolini ha trasformato gli italiani in marionette in poco meno di vent'anni, ma Hitler ha trasformato i tedeschi in criminali in soli sei anni». Berlusconi, si sa, è ormai ostaggio della Lega: le ha dimostrato tutto il suo servilismo dichiarando “L'Italia non sarà mai multietnica". È una forma di provincialismo e di razzismo che culturalmente ci colloca agli ultimi posti nel mondo.
$ Racconterei che, in terza elementare, la maestra piangendo ci disse che Robertino non sarebbe più venuto a scuola perché aveva un cognome che non piaceva alle autorità. Robertino Benedetti, ebreo, iscritto di nascosto nel registro della nostra classe come Lorenzini, è morto a Buchenwald con tutta la famiglia. Poi parlerei del Governo attuale che incita perfino i medici a denunciare i clandestini.
% Tutti sapevano del dramma di Rosarno! Anche la Chiesa ha finto di saperlo ufficialmente dopo. Cosa importa se il Papa si affaccia alla finestra esprimendo la sua preoccupazione? Deponga i piviali dorati e le mitrie con le ametiste e vada a consolare i nuovi schiavi della terra che piangono e si disperano poco lontano dal Vaticano. Non voglio pensare che anche in Veneto ci siano situazioni così estreme.
Q Le assemblee condominiali sono grottesche battaglie dell'insofferenza tra vicini di casa, anche tra italiani! Ma non fanno notizia. Allora si enfatizzano le incertezze dei poveri che vengono dai deserti della fame. Sappiamo chi soffia sul fuoco: “Instillare la paura, alimentarla e offrirsi come aiuto per cancellarne le cause" è una strategia che porta molti e molti voti.
W Era ora che si arrivasse alla protesta nazionale. Vorrei entrare nei loro cortei. E spero in manifestazioni dignitose, a testa alta, dolorosamente. Le proteste devono essere severe, con la disperazione comunicata dal silenzio.
E Ho percorso tutto il mondo a suonare e a cantare. In Australia ho conosciuto tanti emigrati che vivono ancora come quando erano in Italia. Stesso modo di vestire, stessa cucina, stesse abitudini velate di nostalgia. Ma i loro pronipoti sono ormai australiani autentici. Accadrà così anche da noi.
R Un insegnante deve conoscere le lingue e rivolgersi ai suoi alunni senza pregiudizi. Nelle scuole dei Paesi più avanzati l'insegnamento è anche individuale, con la normale pluralità linguistica. Noi invece proponiamo lo studio del dialetto! Il famigerato 30 per cento proposto dal Governo è un altro ricatto della Lega, un omaggio al dentista Calderoli.
T L'Italia ha fatto morire anche il gioco del calcio. Allo stadio vanno i violenti per fare "buuu" a comando. La proposta di Maroni è un altro segno della schizofrenia: fermare le partite quando si manifesta il razzismo e respingere razzisticamente i disperati che chiedono asilo!
U La Russa auspica la morte per chi si oppone al crocifisso, a Montecchio M. la sindachessa ha tolto le panchine dove qualche immigrato sostava, ma ha piantato una grande croce nel cortile del municipio. Un gesto deplorato con cristiane argomentazioni dal parroco don Stefano Manni. Nell'asilo Bonazzi di Arzignano e nella scuola materna di Monticello di Fara abbiamo cantato Gesù bambino. Ho la certezza che ad opporsi a crocifissi e presepi sono più gli insegnanti che vogliono una scuola atea che gli stranieri. Ma le nostre più tenere tradizioni vanno tutelate.
I No! Questa è una menzogna. La criminalizzazione degli stranieri e dei clandestini, che sono i più disperati tra i disperati, è una perversa attuazione del programma che intende portare una grande parte dell'Italia alla xenofobia.

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