Scritto il 29/03/2010 - Col tempo alcune cose cambiano, altre no.
E poi si
meravigliano che la gente non va a votare. Si è passati dal 70,5 del
2005 al 64,2 del 2010: meno 6,3% sul totale degli aventi diritto, ma in
pratica delle persone che hanno votato nelle precedenti elezioni
regionali dieci hanno votato anche nel 2010 e una no, una diminuizione
del 10%.
Ma anche il lamentarsi del calo della partecipazione forse
fa parte di quello che dicono ai telespettatori, ma in cuor loro sono
felici di poter "lavorare" rendendo conto al minor numero di persone
possibile, di fare i loro interessi senza troppi controllori.
Fatico
non poco a fidarmi di gente che mi vuole convincere della verità che in
un metro quadrato ci stanno comodamente dalle dieci alle venti persone,
come affermano spudoratamente ogni qual volta organizzano una qualche
adunata in piazze romane circondate da antichi palazzi e non da camper
pronti a spostarsi a seconda del numero dei partecipanti dichiarati.
Questo
prima delle elezioni. Ad elezioni avvenute invece tutti hanno vinto, o
meglio tutti ci dicono d'avere vinto. Mi piacerebbe sapere se quello che
dicono in TV al popolo bue lo ripetono nelle riunioni di partito: se
cosi fosse potrebbero passare di sconfitta in sconfitta credendosi
vittoriosi. Se hanno avuto una diminuizioni di consensi rispetto alle
precedenti consultazioni trovano sicuramente un'elezione in cui sono
andati peggio e confrontano i risultati con quella, se hanno perso
qualche milione di voti ma hanno vinto in quattro comuni di 500 abitanti
citano questa grande vittoria. A quanto ci dicono, vincono sempre e
comunque mentre gli avversari perdono sempre e comunque, a prescindere
dalla realtà dei risultati.
Non capisco come possano pensare che la
gente comune, anche la più affezionata al partito creda sempre e
comunque alle panzane che raccontano, che non si accorga che si
arrampicano sugli specchi, che stiracchiano Costituzione, Leggi, fatti,
numeri e risultati elettorali per adattarli alle loro convenienze: forse
sono meno furbi di quanto si credono.
Scritto il 29/03/2010
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martedì 19 dicembre 2017
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