GIOVEDÌ
11 FEBBRAIO 2010
Giudicare
<<
Avranno
mille ragioni i giudici di Firenze, io non lo so e non m'interessa
saperlo.
Però
ho uno strano convincimento: penso che fare il giudice in Italia sia
il lavoro più bello del mondo.
C'è
gente che si alza al mattino e deve affrontare mille problemi: le
commesse che non arrivano, i dipendenti insoddisfatti, la
concorrenza, i macchinari, i debitori e i creditori, il malato da
curare o da operare, il camion da guidare, la verdura che marcisce,
le gelate; chi ha qualcosa da fare ha la possibilità di sbagliare ,
ha le molte leggi e confuse da rispettare, il timore di non riuscirci
e di dovere pagare. Ma non i giudici. Se ne stanno in attesa di
cogliere qualcuno in fallo, senza doversi preoccupare di eventuali
possibili errori: se sbagliano non pagano, paghiamo. Mi fanno pensare
a quei pensionati che se ne stanno a guardare il lavoro degli altri,
pronti a criticare questo e quello, senza far altro che giudicare. E
se, tanto per provare, si invertissero i ruoli, se chi lavora
giudicasse e chi giudica lavorasse?
VENERDÌ
26 MARZO 2010
Apprensione
<<
La
notizia che un signore è indagato perché - ritenendosi vittima di
un'ingiustizia - telefonicamente chiede all'autorità competente di
porvi rimedio, mi mette un po' in apprensione.
Se
io sentendomi insultato da un impiegato comunale telefono al suo
superiore o al sindaco per lamentarmi della cosa, corro il rischio di
essere indagato dalla Procura di Vattelapesca, che ha intercettato la
mia telefonata mentre passavo per la prima e unica volta da quelle
parti? E magari dicendogli che alle prossime elezioni non voterò per
lui se non fa qualcosa, rischio l'incriminazione per minacce,
corruzione, ricatto o qualche altro reato.
Mi
consola il fatto che, essendo io uno qualunque e indegno di far
notizia, probabilmente a me non succederà; ma non si sa mai.
VENERDÌ
16 APRILE 2010
Opinioni
<<
Si
dovrebbe avere rispetto per le opinioni altrui e sopratutto per le
proprie. Può succedere che si cambi idea, anzi a volte è un bene
che una cosa un tempo ritenuta deprecabile diventi accettabile e
viceversa, ma non può essere che questo dipenda solo da chi la fa:
se io o tu, se noi o loro.
Per
rispetto dalle proprie opinioni chi proclama che tutti devono pagare
le "tasse" dovrebbe essere il primo a farlo, chi chiede
rispetto della Costituzione dovrebbe rispettarla in tutto e non solo
nelle parti che gli convengono, quando chiede l'osservanza delle
regole deve valere per sè e per tutti.
E
invece succede che chi chiede il rispetto della Costituzione non
voglia limiti alla violabilità della segretezza delle comunicazioni
telefoniche (art.15), ignori gli art. 29, 30 e 31 a tutela della
famiglia e dei figli o pretenda che nel 1947 i costituenti potessero
riferirsi a famiglie gay o, chissà, a famiglie mafiose.
Chi
si richiama all'art. 3 e alla parità di tutti i cittadini non
dovrebbe accettare che una persona possa giudicare e condannare
un'altra a meno di non riconoscere la disparità di ruolo, ammettere
che giudice, imputato, presidente del consiglio, fattorino non sono
la stessa cosa.
Chi
per anni ha sostenuto che più disoccupati arrivavano meglio era per
l'economia non dovrebbe ora lamentarsi del loro numero.
Succede
che chi chiede il rispetto delle regole senza eccezioni s'indigni se
un Comune voglia farle rispettare e rifiuti mensa o scuolabus a chi
si rifiuta di pagare il dovuto.
Se
proprio vuole, per non manifestare la propria incoerenza farebbe
meglio a saldare il debito senza tanta pubblicità, senza prendersela
con i sindaci o con quei cittadini che, già pagando retta per i
propri figli, tasse comunali e imposte per il suo lauto stipendio,
non sono disposti a farsi carico anche dell'inadempienze altrui.
Si
dice che queste cose creano disparità umilianti per i bambini. Se il
Comune non può fornire a tutti il pasto gratis, mangiare il cibo di
mamma può essere considerato un privilegio, ma dipende anche dalla
mamma.
Io
non sono convinto che se tutti mangiano alla mensa non vi siano
altre, più gravi disparità: fra chi paga e chi non paga, fra chi
arriva in Mercedes e chi in Panda o a piedi, fra chi ha la mamma alla
moda e chi in chador, fra chi è ricco e chi vuol sembrarlo. Non so
se i genitori morosi vogliono fare i furbi, se considerano il
telefonino più importante della mensa, se pensano che spetti ad
altri il mantenimento dei figli o se sono bravi genitori in
difficoltà, ma per evitare umiliazioni a quei bambini sarebbe
preferibile non sventolare in pubblico, per fini politici, la loro
vicenda.
SABATO
1 MAGGIO 2010
Bamboccioni
Da
"il Gazzettino": Padova e Venezia, genitori dal
giudice:«Cacciate di casa i figli bamboccioni» Prima sentenza di un
tribunale: 38enne con lavoro part-time obbligata ad andarsene.
Forse
Bossi ci fa un pensierino: se un giudice ritiene che vent'anni dalla
maggiore età bastino per poter badare a se stessi, magari - mutatis
mutandis - potrebbe pensare la stessa cosa per gli oltre sessanta
dall'avvento della Repubblica Italiana.
GIOVEDÌ
17 GIUGNO 2010
Efficienza
Al
fine di rendere più efficienti e produttive le intercettazioni
telefoniche si pensa ad una proposta di legge che:
- vieti ai mafiosi l'uso dei "pizzini" e le telefonate coinvolgenti altre persone artatamente tendenti a sovradimensionare, ingolfare e depistare le indagini;
- obblighi i criminali solitari all'uso contemporaneo di due telefonini, uno per raccontarsi e l'altro per ascoltarsi le proprie malefatte
LUNEDÌ
19 LUGLIO 2010
Italia
Le
democrazie si reggono sull'equilibrio di poteri e contropoteri, la
democrazia italiana sull'equilibrio tra veleni e controveleni.
Qualcuno
pensa che di questo passo l'Italia finirà come la Sardegna
medievale: governata dai Giudici (Torres-Logudoro, Cagliari, Gallura,
Arborea).
C'è
chi sogna una Repubblica sul modello della Serenissima Repubblica di
Venezia: un'oligarchia in cui la sovranità risieda nel suo Maggior
Consiglio (o Consiglio suo Maggiore, ossia CSM).
MARTEDÌ
20 LUGLIO 2010
Avvisi
Problema
linguistico: si dice "avviso di garanzia" o "avviso
d'infamia"? Si avvisano gli indagati (per garantire) o i media
(per infamare)
VENERDÌ
24 SETTEMBRE 2010
Giustizia
La
Giustizia italiana funziona male, è lenta, l'organico è
insufficiente: servono più soldi.
Considerando
la situazione attuale, in alternativa si potrebbe: diminuire gli
stipendi e aumentare gli organici;ridurre le ferie e aumentare le ore
di lavoro.
Affezione
<<
Il
signor Piero Fassino dice che se si viene sottoposti a 1000 processi
e non si subisce alcuna condanna non si può parlare di persecuzione
da parte della magistratura, che è sempre la stessa.
Preferirei
che fosse ben distinta quella che accusa (PM) da quella che assolve
(Giudici), ma evidentemente al signor Fassino piace che sia sempre la
stessa cosa.
Naturalmente
se ogni giorno i carabinieri vanno a trovarlo, lo portano in caserma
e lì il comandate ogni giorno gli dice che si sono sbagliati e lo
lascia libero di tornarsene a casa, il buon Piero dice che l'Arma gli
è affezionata: altro che persecuzione!
LUNEDÌ
17 GENNAIO 2011
Risorse <<
Quando
le cose non vanno come dovrebbero andare immancabilmente chi ne deve
rispondere afferma che mancano le risorse. Qualche volta potrà
essere vero, ma io credo nel proverbio "la necessità aguzza
l'ingegno" e conseguentemente che l'abbondanza abbia effetto
contrario.
Il
figliol prodigo del vangelo finché disponeva di risorse si dava agli
sprechi e ai vizi e solo quando si è trovato senza denaro è
rinsavito.
Se
un cercatore d'oro dovesse setacciare molte tonnellate di sabbia
nella speranza di trovare una pagliuzza magari continuerebbe a farlo
se venisse pagato un tanto al mese, magari smetterebbe subito se
lavorasse a cottimo o in proprio e cercherebbe un giacimento migliore
o si troverebbe o inventerebbe un altro lavoro.
Magari
se i magistrati disponessero di meno denaro da sprecare in
intercettazioni universali in cui trovare qualcosa per incastrare
qualcuno, magari troverebbero metodi meno dispendiosi o si
occuperebbero di cose più serie. Magari se non avessero abbastanza
soldi per permettersi lunghi periodi di ferie, magari potrebbero
occuparsi di più del loro lavoro. Magari se quando appare evidente
l'inutilità della spesa dovessero pagare di persona gli sprechi,
magari si comporterebbero come un buon pater familias. Magari se
disponessero di meno soldi per se stessi e per le loro fantasie
lavorative, magari cambierebbero lavoro.
GIOVEDÌ
27 GENNAIO 2011
Dimissioni
Se
crolla un cinquantenne muro di cemento a Pompei si chiedono le
dimissioni del ministro dei beni culturali, se si svende la casa del
partito a Montecarlo si chiedono le dimissioni da presidente della
Camera, se si presume che i pm di Milano abbiano ragione si chiedono
le dimissioni del presidente del Consiglio: se si accertasse che i pm
di Milano hanno torto si chiederanno le loro dimissioni?
GIOVEDÌ
10 MARZO 2011
Prima
e dopo
Mi
par di capire: nella prima Repubblica per non essere incriminato
bastava venire eletto, nella seconda per essere incriminato basta
venire eletto.
DOMENICA
13 MARZO 2011
Giustizia
<<
Si
dice che per il magistrato c'è l'obbligo dell'azione penale. Per
l'automobilista c'è l'obbligo di non passare col rosso, se non
rispetta l'obbligo e passa col rosso rischia almeno una multa; il
magistrato che non rispetta l'obbligo e accantona la pratica magari
per andare in ferie, cosa rischia? Se c'è tanto arretrato e tanti
reati restano impuniti mi viene da pensare che qualche volta
quest'obbligo non viene rispettato, senza sensi di colpa e senza
conseguenze per l'inadempiente.
Si
dice che con questo Parlamento non di "eletti" ma di
"nominati" non è prudente affidare ad esso la scelta dei
criteri di priorità delle azioni penali, meglio lasciarla ai
magistrati: questi saranno anche tutti perfetti, tutti coscienziosi,
tutti onesti, tutti dediti ad "amministrare la giustizia in nome
del popolo", ma da chi sono stati "eletti"?
Il
popolo non ha scelto i singoli parlamentari, ma ha potuto scegliere
fra le liste proposte dai partiti: è come scegliere un'auto fra
varie marche e modelli senza poter scegliere le componenti. È sempre
una scelta: se un partito o un'auto non dà fiducia non si sceglie. I
magistrati invece sono come l'auto aziendale, devi tenerteli così
come sono e accontentarti di quello che passa il convento
GIOVEDÌ
14 APRILE 2011
Processo
breve <<
C'era
una volta una paese considerato culla del Diritto (inteso non come
l'insieme delle norme di Giustizia ma come l'insieme di chi di
Giustizia vive) dove prosperavano pubblici ministeri, giudici ed
avvocati. Tutto andava per il meglio, i processi duravano anni ed
anni. Si racconta che i figli dei giudici subentravano ai padri nello
stesso processo di cui si erano occupati i nonni; la stessa cosa
succedeva per gli avvocati. Ovviamente molti processi - nonostante
l'obbligatorietà dell'azione penale prevista in quel paese - o non
iniziavano nemmeno o appena iniziati venivano accantonati essendo
tutti occupati nei processi iniziati dai padri o dai nonni. Quando
casualmente uno di quei processi arrivava a sentenza definitiva
passata in giudicato, dovendo i magistrati scegliere un nuovo
processo da tramandare ai figli, sceglievano quelli riguardanti
persone in vista per diventare famosi o, per non crearsi troppi
problemi, quelli relativi a fatti avvenuti nel lontano passato,
ascoltando come testimoni figli e nipoti che raccontavano quello che
dicevano avere sentito con le proprie orecchie raccontare da padri e
nonni. In quel paese qualcuno pensò che forse i processi duravano
troppo, che troppi erano quelli che non si facevano, troppi in attesa
di giudizio in carcere (spesso innocenti) o liberi (spesso colpevoli)
e propose di fare una legge in base alla quale i giudici non potevano
lasciare i processi in eredità ai loro figli, anzi non potevano
andare in pensione senza avere prima terminato il procedimento in
corso. Giudici, magistrati, avvocati, comuni cittadini insorsero
denunciando l'infamia di un processo così breve: vi furono tremende
discussioni sulla materia e ancora ci sono
GIOVEDÌ
23 GIUGNO 2011
Discolo
Forse
sono disattento, ma non ho ben capito perché quel pm napoletano dal
cognome straniero si è messo a intercettare quel trafficone che non
commetteva reati: non sapeva come altro spendere il tempo suo e i
soldi nostri? Pare che non sia la prima volta che quel discoletto di
pm fa di queste marachelle e continuerà a farle visto che a lui non
costano niente: un tempo anche i più buoni e più bravi dei genitori
qualche scappellotto lo davano per il bene dei figli, oggi non si
può.
MERCOLEDÌ
20 LUGLIO 2011
Individuati
i mandanti
Intercettando
intercettando la Procura di Roma è finalmente riuscita a scoprire i
veri mandanti dell'assassinio di Gaius Iulius Caesar, meglio
conosciuto come Giulio Cesare. Nei prossimi mesi i carabinieri del
RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche) di Roma si recheranno al
Foro Romano per ulteriori accertamenti nella Curia: tracce di DNA
potrebbero inchiodare gli esecutori materiali.
GIOVEDÌ
21 LUGLIO 2011
Sant'Antonio.
<<
Come
il Santo di Padova (o di Lisbona) che predicò contemporaneamente in
due siti distanti della città di Montpellier, anche molti nostri
parlamentari pare abbiano il dono dell'ubiquità, della bilocazione.
Non mi spiego altrimenti come Alfonso Papa poteva lavorare e
percepire lo stipendio come giudice e contemporaneamente lavorare e
percepire lo stipendio (o comunque si chiami) come deputato. Dopo che
il Consiglio superiore della magistratura ha deciso la sua
sospensione, in via cautelare, dalle funzioni e dallo stipendio e
vitto-e-alloggio glielo fornisce lo Stato lui deve accontentarsi
della sola indennità di parlamentare presente contemporaneamente in
carcere e in aula mentre tanti altri nostri eletti possono continuare
a beneficiare del dono dell'ubiquità o della generosità del popolo
sovrano per godere di più fonti di reddito e altro.
GIOVEDÌ
21 LUGLIO 2011
Angeli
I
nostri bravi deputati che si battono per l'eguaglianza di tutti i
cittadini l'hanno avuta vinta. Tutti - comuni cittadini, deputati,
magistrati-deputati, imprenditori, imprenditori-primiministri,
medici, giornalisti, ecc. - per la legge sono uguali, tutti sono
umani, tutti possono sbagliare, tutti devono egualmente pagare per i
loro errori: solo i magistrati-magistrati sono angeli e non sbagliano
mai.
LUNEDÌ
19 SETTEMBRE 2011
Come
Figaro
Processo
Mills, processo Mediaset, processo Ruby, vicenda Mediatrade, affaire
Consorte-Fassino, aggiotaggio per "stampa catastrofista",
apologia di reato per "meglio .. che essere gay", conflitto
Procura-Tribunale dei Ministri, a Bari, a Roma a Napoli, a Bruxelles,
a New York : tutti lo chiamano, tutti lo vogliono, Silvio di qua,
Silvio di là, Silvio quassù, Silvio laggiù ... Silvioo! Silvioo!
Altro
che Figaro, il barbiere di Siviglia!
LUNEDÌ
17 OTTOBRE 2011
Una
domanda piccola piccola
Una
domanda piccola piccola: invece di occuparsi ossessivamente di quello
che faceva o non faceva privatamente Berlusconi in casa sua non
potevano intercettatori e poliziotti&C e magistrati preoccuparsi
un po' di più di queste congreghe di facinorosi, di questi
pericolosi delinquenti che pubblicamente sfasciano città?
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