P2248 c13379 2010
GIUSTIZIA
SABATO
11 AGOSTO 2007
Giustizia
(quattro dubbi) <<
Riforma
della Giustizia: i giudici sono soggetti solo alla Legge, ma come
funziona se la Legge la fanno i Giudici?
Pensieri
in libertà: quando a essere liberi non sono solo i pensieri, quando
pericolosi individui che hanno commesso gravi reati rimangono
impuniti e liberi di ripetere le loro imprese, che senso ha spendere
un sacco di soldi per poliziotti (d'ogni specie), giudici,
cancellieri, carceri, guardie carcerarie ... e politici che fanno
leggi inutili, inapplicate, inapplicabili o dannose?
Tutti
dicono di avere fiducia nella giustizia: siamo un popolo di
coraggiosi o di ipocriti?
Pensiero
amaro: se non ci fossero gli innocenti, chi finirebbe in carcere?
VENERDÌ
6 FEBBRAIO 2009
Il
troppo stroppia.
Probabilmente
senza intercettazioni l'Italia non sarebbe il paradiso della legalità
attuale. Tuttavia un dubbio mi sorge: anche se non gli importa quanto
spende (mica sono soldi suoi), non può succedere che in un mare di
tabulati e registrazioni l'inquirente perda la trebisonda, che fra
tanti non sappia quali pesci pigliare, che la giustizia s'ingolfi
come succedeva ai vecchi motori quando arrivava troppa benzina?
Forse
non c' è bisogno di una legge sulle intercettazioni, ma solo di
magistrati responsabili che paghino per eventuali errori, sprechi e
danni evitabili.
VENERDÌ
13 MARZO 2009
Nessuno
vuol fare il pm in Sicilia
Antimafia:
"quattro domande per 55 posti"
Una
gip da Milano a Palermo: «Colleghi esposti, andare è un dovere
morale». L'Anm: «Numeri drammatici»
Ecco
un altro lavoro che gli italiani non vogliono più fare: necessitano
nuovi immigrati.
GIOVEDÌ
16 LUGLIO 2009
Sono
preoccupato <<
Sono
preoccupato. Ho un bimbo piccolo che lascia tutti i suoi giocattoli
in giro per la casa: automobiline, biglie, Lego e tanti altri
oggetti.
Non
tutte le sere provvediamo a rimetterli o a farli mettere negli
scatoloni o in quei contenitori di plastica con rotelle e sistemarli
per bene.
Noi
ci siamo abituati, siamo allenati a schivare i pericoli e se una sera
siamo troppo stanchi e lasciamo la casa come l'ha ridotta il bimbo,
pazienza, sapremo cavarcela.
Ma
se quella notte entra un ladro in casa nostra, mette un piede in una
delle biglie o inciampa in qualche altro oggetto, cade, sbatte la
testa, si fa male, chiamiamo il 118, lo ricoverano in prognosi
riservata, rischiamo di essere processati e condannati per avere
provocato danni ad una persona che non stava facendo altro che il suo
lavoro e chiederà giustizia. E se è uno straniero potremmo anche
essere condannati per razzismo.
Sono
preoccupato.
MERCOLEDÌ
12 AGOSTO 2009
Illegalità
diffusa <<
Sono
in molti a condannare "l'illegalità diffusa". Solo che
sembra talmente diffusa che ognuno può scegliere cosa condannare e
cosa accettare a seconda del partito di appartenenza, di convinzioni
personali, di opportunismo.
C'è
chi condanna gli evasori fiscali ma difende i venditori abusivi
stanziali o di passo (e viceversa), chi vuole che gli immigrati
seguano le procedure senza fare i furbi ma non aspetta il suo turno
nelle code (e vicevera), chi se la prende se uno strombazza ma lui
getta dove capita cicche carta gomma masticata (e viceversa), chi non
sopporta quelli che posteggiano in doppia fila ma non rispetta mai i
limiti di velocità (e viceversa). C'è chi deplora coloro che
beneficiano di scuole, ospedali, asili pagando meno tasse del dovuto
ma pretende che ne beneficino liberamente coloro che non risultano
all'anagrafe civile e tributaria. C'è chi mette limiti di velocità
o semafori assurdi sapendo che non potranno essere rispettati e potrà
incassare multe, chi emana norme che non farà rispettare convincendo
molti a non rispettarle, c'è chi tassa i cittadini e spreca il
denaro che riceve.
E
c'è anche chi non rispetta nessuna norma e non condanna l'illegalità
diffusa, ci vive dentro come pesce nell'acqua felice che si limitino
a condannarla senza eliminarla.
Quello
che più mi sconcerta è il risultato deludente di tutto il costoso
apparatato di legislatori, amministratori, giudici, guardie che
vanificano gli uni il lavoro degli altri: fatta la legge trovato il
giudice che sa come non applicarla, fissati i termini (abbondanti) di
carcerazione preventiva trovato il modo per farli scadere, arrestato
qualcuno in flagranza trovata la scusa per lasciarlo libero. E i
pochi o tanti che le tasse le pagano hanno l'impressione che i loro
soldi siano buttati via.
Se
qualcuno viene sorpreso in casa, il proprietario non deve pensare che
è li per derubarlo, ma in visita di cortesia; se invece lo sorprende
che sta rubando può chiedergli gentilmente di uscire, se se ne va
senza portar via niente bene altrimenti pazienza: mica gli si può
imporre con le cattive di lasciare il maltolto, si rischia che questo
si rifiuti e fargli del male e finire in galera senza se e senza ma.
Ma il più delle volte questo non succede; l'iniziativa la prende
l'intruso che con le buone o le cattive si fa dare quello che gli
spetta: per mal che vada se non è un delinquente indigeno gli
daranno un foglio di espulsione che ha l'unico difetto di essere
troppo ruvido per l'uso che ne farà. Spero avere un po' esagerato,
spero.
LUNEDÌ
5 OTTOBRE 2009
Perché
no? <<
Perché
se non ho inibizioni morali a rubare, perché mai non dovrei farlo?
Se mi va bene arraffo qualsiasi cosa possa vendere e magari mi compro
la droga. Rubare droga è pericoloso, non hanno tanti scrupoli ad
infliggermi una pena immediata e se ne infischiano che la nostra
Costituzione vieti la pena di morte. Rubare ai molto ricchi può
essere pericoloso perché hanno sofisticati sistemi antifurto,
guardie armate e cani feroci. Ma se scelgo bene la mia vittima, una
persona abbastanza ricca che vive in zona isolata o colta di sorpresa
in negozio o officina, non rischio praticamente niente. Mal che vada
e la polizia mi arresta è quasi certo che non dovrò scontare alcuna
pena: le carceri sono piene e i giudici hanno cose più gratificanti
cui dedicarsi; se poi sono un immigrato clandestino mi ingiungono di
tornarmene al mio paese (se lo sanno), io resto, magari cambio nome e
torno a dedicarmi al mio lavoro abituale, a rubare. Potrebbe andarmi
peggio se la vittima che credo indifesa fosse invece armata, ma so di
essere protetto dalla legge: se tenta di impedirmi di fare il mio
lavoro di sicuro dovrà perdere tempo e denaro in tribunale e rischia
di beccarsi e fare qualche tempo di prigione. Lui è a casa sua e non
scappa mentre io sono sempre disposto e libero di andare altrove. In
parole povere lui rischia molto più di me e se ha un po' di cervello
mi lascia lavorare in pace e tornerà a sgobbare per rifarsi di
quello che ha perso. Se mi va di rubare, perché no?
GIOVEDÌ
8 OTTOBRE 2009
Eguali
Giustamente
la Corte Costituzionale ha confermato che nel nostro Paese tutti
devono essere eguali di fronte alla Legge: tutti devono presentarsi
davanti ai giudici nel tempo che questi ritengono opportuno (subito o
dopo 20 anni), tutti devono rispondere e pagare per i loro errori.
Ovviamente eccetto i giudici, che per definizione devono essere
"super partes" e quindi al di sopra di tutti. Possono
sbagliare - per questo ci sono più gradi di giudizio - ma
l'infallibilità cresce naturalmente con l'età.
SABATO
14 NOVEMBRE 2009
Per
quel poco che capisco <<
Non
me ne intendo, ma da quel che capisco i problemi della giustizia sono
i seguenti.
Per
gli antiberlusconiani: riuscire ad incastrare Berlusconi, impedirgli
di governare, vendicarsi della delusione subita 15 anni fa e
fargliela pagare.
Per
i berlusconiani: impedire agli antiberlusconiani di raggiungere il
loro scopo.
Per
i magistrati: mantenere lo status quo, cioè privilegi e stipendi,
orari di lavoro e giornate di ferie, libertà di scelta delle
priorità preferendo casi lontani nel tempo o nello spazio e con
rilevanza mediatica o politica, irresponsabilità per colpevoli
errori, promiscuità tra accusatori e giudici, carriera garantita,
ecc. sempre imputando ogni carenza alla scarsità di mezzi e di
denaro, alle leggi e a chi le fa, a qualsiasi altra cosa o persona
esclusi loro stessi.
Per
i comuni cittadini: avere leggi chiare, giudizi equi e rapidi, pene
certe. Ma non hanno voce in capitolo.
GIOVEDÌ
26 NOVEMBRE 2009
Pentiti
Pare
che un pentito - pronipote di un discendente di Bruto - affermi
essergli noto che fra i congiurati che uccisero Giulio Cesare ci
fosse un amico di un antenato del bisavolo di Berlusconi.
La
Procura indaga
SABATO
5 DICEMBRE 2009
I
siciliani <<
M'ero
fatto l'idea che i siciliani fossero come le tre scimmiette: non
vedo, non sento, non parlo; se gli fai una domanda muovono la testa
come per dire sì, fanno schioccare la lingua e vogliono dirti no.
Pensavo che così fossero i siciliani, i mafiosi siciliani
specialmente, quelli che dicevano omertosi.
E
invece ... hiii, quanto parlano; non la smettono mai. Il boss parla
col picciotto e gli racconta per filo e per segno cosa fa e cosa
pensa di questo e di quello, il picciotto parla con altro picciotto
che gli racconta le confidenze che lo stesso o un altro boss ha fatto
a lui. Peggio delle "barufe ciosote". In quell'ambiente che
tutti dicono omertoso si parla eccome: il mercato del pesce a
Venezia, un mortuorio al confronto.
E
poi dopo avere fatto e commentato ammazzamenti et similia se
finiscono la latitanza si danno al pentitismo: è il loro modo di
andare in pensione dopo anni di duro lavoro e più hanno lavorato e
migliore sarà il trattamento pensionistico, a spese del
contribuente. E da bravi pensionati cominciano a raccontare dei bei
tempi andati; magari non sarà tutto vero, magari infiorettano il
racconto per far piacere ai nipotini, gli dicono quello che vogliono
sentire e saranno tutti felici e contenti; e dopo giorni e anni
sempre lì a raccontare, a soddisfare la loro curiosità con racconti
veri o di fantasia. Adorano i bambini.
E
io che pensavo che i siciliani se gli facevi una domanda alzassero il
mento schioccando un "cck" per dirti no.
SABATO
5 DICEMBRE 2009
Tutti
uguali? <<
A
me non pare. Non mi pare che siamo davvero tutti uguali e non lo
trovo scandaloso. Come persone, sì forse lo siamo anche se qualche
distinzione viene fatta in ragione del sesso, dell'età, di
situazioni particolari: un bimbo non viene condannato alla galera e
una donna incinta o madre ha dei riguardi che mai spettano ad un
uomo.
Ma
un uomo quando indossa una divisa o mostra un distintivo non è lo
stesso uomo che incontro fuori servizio in piazza o al bar. Se mi
ferma un poliziotto e mi chiede la patente sono tenuto a
mostrargliela, se invece me la chiede un tizio qualunque posso
mandarlo a quel paese: se vi mando il poliziotto è oltraggio a
pubblico ufficiale.
Siamo
tutti uguali di fronte alla legge, ma il giudice che mi giudica non è
per niente uguale a me, lui mi può condannare anche sbagliando
mentre io al massimo posso ricorrere ad un altro giudice con le
stesse prerogative. Alle manifestazioni, agli spettacoli pubblici e
gratuiti capita che i posti migliori siano riservati alle "autorità",
non mi piace ma riconosco che non sono un loro pari: siamo entrambi
uomini, ma lui è il sindaco, il prefetto, il vescovo o non so
cos'altro.
Mi
pare evidente che se nudi siamo tutti umani, la carica che riveste
qualcuno, la funzione che svolge lo rende diverso: non è la persona
diversa, è la mansione che rende diversa qualsiasi persona la
svolga. Non è che il privilegio spetti a Tizio a Caio a Sempronio,
ma al Sindaco, al Prefetto, al Vescovo; quando torneranno ad essere
Tizio e Caio (e Sempronio, se succede) saranno trattati come me e gli
altri.
Per
questo non trovo nulla di strano che si preveda un trattamento
diseguale per il Presidente del Consiglio, non per Silvio Berlusconi
ma per il Presidente del Consiglio chiunque esso sia; trovo invece
strano che se questa eccezione debba essere prevista per legge
costituzionale e non per legge ordinaria non lo si sia detto subito,
senza ingannare e far perdere tempo a nessuno. Quando tornerà ad
essere solo il signor Silvio Berlusconi sarà trattato come tutti gli
altri, anche se è abituale l'uso di chiamare Presidente chiunque lo
sia stato per una volta di qualcosa, magari una bocciofila. Non so se
questa strano vezzo possa essere vietato per legge, magari
costituzionale.
VENERDÌ
25 DICEMBRE 2009
Un
paese straordinario <<
È
un paese straordinario, un paese in cui tante cose non sono come
altrove. In questo Paese non si persegue chi viola la legge ma chi la
osserva e la fa osservare (comandanti di nave che fermano
clandestini, ispettori tranviari che richiedono il biglietto ai
passeggeri, ecc.), non chi va a rubare in casa altrui ma chi si
oppone, si considera razzista non chi gode di privilegi ma chi non
vuole subire discriminazioni (in assegnazione di alloggi, prestazioni
sanitarie gratuite, ecc.), si combatte la disoccupazione accogliendo
nuovi disoccupati, si fa pagare le tasse solo a chi ha pagato
abbastanza imposte (se non si denuncia abbastanza imponibile IRPEf
non si pagano ticket sanitari, scolastici, ecc.: come far pagare il
biglietto d'ingresso alle partite solo a chi ha l'abbonamento),
giudice e accusatore sono "colleghi", se un giudice assolve
un altro condanna e viceversa (se le possibilità di avere un
giudizio giusto sono il 50%, tanto vale lanciare una monetina: costa
molto meno), a Natale si scrivono a Gesù Bambino letterine piene di
odio e di cattivi propositi, e tante altre cose così.
È
davvero un paese fuori dall'ordinario, un paese straordinario.
Tweet

Nessun commento:
Posta un commento