venerdì 29 marzo 2019

Riletture: Giustizia 2007-2009


P2248 c13379                       2010     
GIUSTIZIA


SABATO 11 AGOSTO 2007
Giustizia (quattro dubbi) <<
Riforma della Giustizia: i giudici sono soggetti solo alla Legge, ma come funziona se la Legge la fanno i Giudici? 
Pensieri in libertà: quando a essere liberi non sono solo i pensieri, quando pericolosi individui che hanno commesso gravi reati rimangono impuniti e liberi di ripetere le loro imprese, che senso ha spendere un sacco di soldi per poliziotti (d'ogni specie), giudici, cancellieri, carceri, guardie carcerarie ... e politici che fanno leggi inutili, inapplicate, inapplicabili o dannose?
Tutti dicono di avere fiducia nella giustizia: siamo un popolo di coraggiosi o di ipocriti?
Pensiero amaro: se non ci fossero gli innocenti, chi finirebbe in carcere?
VENERDÌ 6 FEBBRAIO 2009
Il troppo stroppia.
Probabilmente senza intercettazioni l'Italia non sarebbe il paradiso della legalità attuale. Tuttavia un dubbio mi sorge: anche se non gli importa quanto spende (mica sono soldi suoi), non può succedere che in un mare di tabulati e registrazioni l'inquirente perda la trebisonda, che fra tanti non sappia quali pesci pigliare, che la giustizia s'ingolfi come succedeva ai vecchi motori quando arrivava troppa benzina?
Forse non c' è bisogno di una legge sulle intercettazioni, ma solo di magistrati responsabili che paghino per eventuali errori, sprechi e danni evitabili.
VENERDÌ 13 MARZO 2009
Nessuno vuol fare il pm in Sicilia
Antimafia: "quattro domande per 55 posti"
Una gip da Milano a Palermo: «Colleghi esposti, andare è un dovere morale». L'Anm: «Numeri drammatici»
Ecco un altro lavoro che gli italiani non vogliono più fare: necessitano nuovi immigrati.
GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2009
Sono preoccupato <<
Sono preoccupato. Ho un bimbo piccolo che lascia tutti i suoi giocattoli in giro per la casa: automobiline, biglie, Lego e tanti altri oggetti.
Non tutte le sere provvediamo a rimetterli o a farli mettere negli scatoloni o in quei contenitori di plastica con rotelle e sistemarli per bene.
Noi ci siamo abituati, siamo allenati a schivare i pericoli e se una sera siamo troppo stanchi e lasciamo la casa come l'ha ridotta il bimbo, pazienza, sapremo cavarcela.
Ma se quella notte entra un ladro in casa nostra, mette un piede in una delle biglie o inciampa in qualche altro oggetto, cade, sbatte la testa, si fa male, chiamiamo il 118, lo ricoverano in prognosi riservata, rischiamo di essere processati e condannati per avere provocato danni ad una persona che non stava facendo altro che il suo lavoro e chiederà giustizia. E se è uno straniero potremmo anche essere condannati per razzismo.
Sono preoccupato.
MERCOLEDÌ 12 AGOSTO 2009
Illegalità diffusa <<
Sono in molti a condannare "l'illegalità diffusa". Solo che sembra talmente diffusa che ognuno può scegliere cosa condannare e cosa accettare a seconda del partito di appartenenza, di convinzioni personali, di opportunismo.
C'è chi condanna gli evasori fiscali ma difende i venditori abusivi stanziali o di passo (e viceversa), chi vuole che gli immigrati seguano le procedure senza fare i furbi ma non aspetta il suo turno nelle code (e vicevera), chi se la prende se uno strombazza ma lui getta dove capita cicche carta gomma masticata (e viceversa), chi non sopporta quelli che posteggiano in doppia fila ma non rispetta mai i limiti di velocità (e viceversa). C'è chi deplora coloro che beneficiano di scuole, ospedali, asili pagando meno tasse del dovuto ma pretende che ne beneficino liberamente coloro che non risultano all'anagrafe civile e tributaria. C'è chi mette limiti di velocità o semafori assurdi sapendo che non potranno essere rispettati e potrà incassare multe, chi emana norme che non farà rispettare convincendo molti a non rispettarle, c'è chi tassa i cittadini e spreca il denaro che riceve.
E c'è anche chi non rispetta nessuna norma e non condanna l'illegalità diffusa, ci vive dentro come pesce nell'acqua felice che si limitino a condannarla senza eliminarla.
Quello che più mi sconcerta è il risultato deludente di tutto il costoso apparatato di legislatori, amministratori, giudici, guardie che vanificano gli uni il lavoro degli altri: fatta la legge trovato il giudice che sa come non applicarla, fissati i termini (abbondanti) di carcerazione preventiva trovato il modo per farli scadere, arrestato qualcuno in flagranza trovata la scusa per lasciarlo libero. E i pochi o tanti che le tasse le pagano hanno l'impressione che i loro soldi siano buttati via.
Se qualcuno viene sorpreso in casa, il proprietario non deve pensare che è li per derubarlo, ma in visita di cortesia; se invece lo sorprende che sta rubando può chiedergli gentilmente di uscire, se se ne va senza portar via niente bene altrimenti pazienza: mica gli si può imporre con le cattive di lasciare il maltolto, si rischia che questo si rifiuti e fargli del male e finire in galera senza se e senza ma. Ma il più delle volte questo non succede; l'iniziativa la prende l'intruso che con le buone o le cattive si fa dare quello che gli spetta: per mal che vada se non è un delinquente indigeno gli daranno un foglio di espulsione che ha l'unico difetto di essere troppo ruvido per l'uso che ne farà. Spero avere un po' esagerato, spero.
LUNEDÌ 5 OTTOBRE 2009
Perché no? <<
Perché se non ho inibizioni morali a rubare, perché mai non dovrei farlo? Se mi va bene arraffo qualsiasi cosa possa vendere e magari mi compro la droga. Rubare droga è pericoloso, non hanno tanti scrupoli ad infliggermi una pena immediata e se ne infischiano che la nostra Costituzione vieti la pena di morte. Rubare ai molto ricchi può essere pericoloso perché hanno sofisticati sistemi antifurto, guardie armate e cani feroci. Ma se scelgo bene la mia vittima, una persona abbastanza ricca che vive in zona isolata o colta di sorpresa in negozio o officina, non rischio praticamente niente. Mal che vada e la polizia mi arresta è quasi certo che non dovrò scontare alcuna pena: le carceri sono piene e i giudici hanno cose più gratificanti cui dedicarsi; se poi sono un immigrato clandestino mi ingiungono di tornarmene al mio paese (se lo sanno), io resto, magari cambio nome e torno a dedicarmi al mio lavoro abituale, a rubare. Potrebbe andarmi peggio se la vittima che credo indifesa fosse invece armata, ma so di essere protetto dalla legge: se tenta di impedirmi di fare il mio lavoro di sicuro dovrà perdere tempo e denaro in tribunale e rischia di beccarsi e fare qualche tempo di prigione. Lui è a casa sua e non scappa mentre io sono sempre disposto e libero di andare altrove. In parole povere lui rischia molto più di me e se ha un po' di cervello mi lascia lavorare in pace e tornerà a sgobbare per rifarsi di quello che ha perso. Se mi va di rubare, perché no?
GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 2009
Eguali
Giustamente la Corte Costituzionale ha confermato che nel nostro Paese tutti devono essere eguali di fronte alla Legge: tutti devono presentarsi davanti ai giudici nel tempo che questi ritengono opportuno (subito o dopo 20 anni), tutti devono rispondere e pagare per i loro errori. Ovviamente eccetto i giudici, che per definizione devono essere "super partes" e quindi al di sopra di tutti. Possono sbagliare - per questo ci sono più gradi di giudizio - ma l'infallibilità cresce naturalmente con l'età.
SABATO 14 NOVEMBRE 2009
Per quel poco che capisco <<
Non me ne intendo, ma da quel che capisco i problemi della giustizia sono i seguenti.
Per gli antiberlusconiani: riuscire ad incastrare Berlusconi, impedirgli di governare, vendicarsi della delusione subita 15 anni fa e fargliela pagare.
Per i berlusconiani: impedire agli antiberlusconiani di raggiungere il loro scopo.
Per i magistrati: mantenere lo status quo, cioè privilegi e stipendi, orari di lavoro e giornate di ferie, libertà di scelta delle priorità preferendo casi lontani nel tempo o nello spazio e con rilevanza mediatica o politica, irresponsabilità per colpevoli errori, promiscuità tra accusatori e giudici, carriera garantita, ecc. sempre imputando ogni carenza alla scarsità di mezzi e di denaro, alle leggi e a chi le fa, a qualsiasi altra cosa o persona esclusi loro stessi.
Per i comuni cittadini: avere leggi chiare, giudizi equi e rapidi, pene certe. Ma non hanno voce in capitolo.
GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 2009
Pentiti
Pare che un pentito - pronipote di un discendente di Bruto - affermi essergli noto che fra i congiurati che uccisero Giulio Cesare ci fosse un amico di un antenato del bisavolo di Berlusconi.
La Procura indaga
SABATO 5 DICEMBRE 2009
I siciliani <<
M'ero fatto l'idea che i siciliani fossero come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo; se gli fai una domanda muovono la testa come per dire sì, fanno schioccare la lingua e vogliono dirti no. Pensavo che così fossero i siciliani, i mafiosi siciliani specialmente, quelli che dicevano omertosi.
E invece ... hiii, quanto parlano; non la smettono mai. Il boss parla col picciotto e gli racconta per filo e per segno cosa fa e cosa pensa di questo e di quello, il picciotto parla con altro picciotto che gli racconta le confidenze che lo stesso o un altro boss ha fatto a lui. Peggio delle "barufe ciosote". In quell'ambiente che tutti dicono omertoso si parla eccome: il mercato del pesce a Venezia, un mortuorio al confronto.
E poi dopo avere fatto e commentato ammazzamenti et similia se finiscono la latitanza si danno al pentitismo: è il loro modo di andare in pensione dopo anni di duro lavoro e più hanno lavorato e migliore sarà il trattamento pensionistico, a spese del contribuente. E da bravi pensionati cominciano a raccontare dei bei tempi andati; magari non sarà tutto vero, magari infiorettano il racconto per far piacere ai nipotini, gli dicono quello che vogliono sentire e saranno tutti felici e contenti; e dopo giorni e anni sempre lì a raccontare, a soddisfare la loro curiosità con racconti veri o di fantasia. Adorano i bambini.
E io che pensavo che i siciliani se gli facevi una domanda alzassero il mento schioccando un "cck" per dirti no.
SABATO 5 DICEMBRE 2009
Tutti uguali? <<
A me non pare. Non mi pare che siamo davvero tutti uguali e non lo trovo scandaloso. Come persone, sì forse lo siamo anche se qualche distinzione viene fatta in ragione del sesso, dell'età, di situazioni particolari: un bimbo non viene condannato alla galera e una donna incinta o madre ha dei riguardi che mai spettano ad un uomo.
Ma un uomo quando indossa una divisa o mostra un distintivo non è lo stesso uomo che incontro fuori servizio in piazza o al bar. Se mi ferma un poliziotto e mi chiede la patente sono tenuto a mostrargliela, se invece me la chiede un tizio qualunque posso mandarlo a quel paese: se vi mando il poliziotto è oltraggio a pubblico ufficiale.
Siamo tutti uguali di fronte alla legge, ma il giudice che mi giudica non è per niente uguale a me, lui mi può condannare anche sbagliando mentre io al massimo posso ricorrere ad un altro giudice con le stesse prerogative. Alle manifestazioni, agli spettacoli pubblici e gratuiti capita che i posti migliori siano riservati alle "autorità", non mi piace ma riconosco che non sono un loro pari: siamo entrambi uomini, ma lui è il sindaco, il prefetto, il vescovo o non so cos'altro.
Mi pare evidente che se nudi siamo tutti umani, la carica che riveste qualcuno, la funzione che svolge lo rende diverso: non è la persona diversa, è la mansione che rende diversa qualsiasi persona la svolga. Non è che il privilegio spetti a Tizio a Caio a Sempronio, ma al Sindaco, al Prefetto, al Vescovo; quando torneranno ad essere Tizio e Caio (e Sempronio, se succede) saranno trattati come me e gli altri.
Per questo non trovo nulla di strano che si preveda un trattamento diseguale per il Presidente del Consiglio, non per Silvio Berlusconi ma per il Presidente del Consiglio chiunque esso sia; trovo invece strano che se questa eccezione debba essere prevista per legge costituzionale e non per legge ordinaria non lo si sia detto subito, senza ingannare e far perdere tempo a nessuno. Quando tornerà ad essere solo il signor Silvio Berlusconi sarà trattato come tutti gli altri, anche se è abituale l'uso di chiamare Presidente chiunque lo sia stato per una volta di qualcosa, magari una bocciofila. Non so se questa strano vezzo possa essere vietato per legge, magari costituzionale.
VENERDÌ 25 DICEMBRE 2009
Un paese straordinario <<
È un paese straordinario, un paese in cui tante cose non sono come altrove. In questo Paese non si persegue chi viola la legge ma chi la osserva e la fa osservare (comandanti di nave che fermano clandestini, ispettori tranviari che richiedono il biglietto ai passeggeri, ecc.), non chi va a rubare in casa altrui ma chi si oppone, si considera razzista non chi gode di privilegi ma chi non vuole subire discriminazioni (in assegnazione di alloggi, prestazioni sanitarie gratuite, ecc.), si combatte la disoccupazione accogliendo nuovi disoccupati, si fa pagare le tasse solo a chi ha pagato abbastanza imposte (se non si denuncia abbastanza imponibile IRPEf non si pagano ticket sanitari, scolastici, ecc.: come far pagare il biglietto d'ingresso alle partite solo a chi ha l'abbonamento), giudice e accusatore sono "colleghi", se un giudice assolve un altro condanna e viceversa (se le possibilità di avere un giudizio giusto sono il 50%, tanto vale lanciare una monetina: costa molto meno), a Natale si scrivono a Gesù Bambino letterine piene di odio e di cattivi propositi, e tante altre cose così.
È davvero un paese fuori dall'ordinario, un paese straordinario.





Nessun commento:

Posta un commento