martedì 5 marzo 2019

Riletture: migranti-razzismo-islam 2010

2011
2009
DOMENICA 31 GENNAIO 2010
Generosità <<
C'è una signora che compare spesso in TV; è una politica con un cognome tipo "Basco" o "Svevo", un cognome che ricorda non so quale nazione. Io la conosco come "la sbessolona", per via di una sua caratteristica fisionomica: lo so che non è bello identificare così una persona, ma non ho molta memoria per i nomi.
Dunque questa signora appare sovente in TV e da moltissimo tempo e si agita e grida e interrompe e dice più o meno sempre le solite cose, o meglio, le urla.
Fra queste, immancabile, la necessità di aprire le frontiere a chiunque desideri venire a vivere da noi, con mogli, figli, padri, nonni, parenti e affini; tanti affini: tutti i parenti delle tante mogli. La necessità di accoglierli, di dare loro un lavoro, una casa, assistenza medica gratuita, pensioni per i vecchi, asilo e scuola per i piccoli: tutto e quant'altro gli italiani hanno sempre desiderato e raramente avuto.
È molto generosa questa signora, penso che nella sua generosità abbia la casa (le case?) piena di queste persone, che le accolga che spenda gran parte del suo non piccolo stipendio statale in questa sua generosa missione e gran parte del suo tempo lo passi in mezzo a loro, magari in vacanza nei loro paesi.
VENERDÌ 17 SETTEMBRE 2010
Integrazione <<
Perché affannarsi tanto, perché compiacerne i vizi per favorire l'integrazione di chi non vuole integrarsi? Se fossimo meno ossessionati dalla paura di essere razzisti, se nella nostra Patria rifiutassimo comportamenti contrari alla nostra civiltà e alla nostra storia, se facessimo sentire negativamente emarginato chi persiste in tali comportamenti, penso che la maggioranza degli stranieri cercherebbe di integrarsi evitandoli. Vale per loro quello che varrebbe per gli evasori fiscali, i maleducati che buttano le cicche dove capita, i possessori di cani che sporcano le città: sentendosi moralmente condannati dalla comunità, si comporterebbero diversamente. Se invece le loro abitudini sono accettate continueranno a praticarle e a vivere nel loro mondo senza necessità o desiderio di integrazione.
Comportandoci normalmente, senza tema di essere considerati razzisti, senza paura di offendere inesistenti obblighi religiosi, quando vediamo una signora in burqa potremmo farci una bella risata per quel suo modo carnevalesco di presentarsi in pubblico: se è una sua scelta forse cercherà di apparire meno ridicola, se invece vi è costretta contro la sua volontà allora ben venga la condanna di chi la obbliga tenendola in soggezione o in schiavitù.
Non costringiamo a integrarsi chi non vuole, ma sarebbe meglio per tutti che chi non accetta i nostri valori e le nostre leggi - compresa quella che vieta i mascheramenti nei casi non previsti - se ne tornasse da dove è venuto, là dove sono considerati difetti quelli che per noi sono pregi.

PRIMA                            DOPO



Nessun commento:

Posta un commento