2008
200MERCOLEDÌ
14 GENNAIO 2009
Non
é tutto oro <<
Alcuni
dicono che gli immigrati sono la rovina del Paese, altri,
specialmente loro stessi, che ne sono la salvezza. Per i primi sono
nullafacenti criminali, per i secondi lavoratori indefessi che
arricchiscono il paese, senza i quali le fabbriche chiuderebbero, le
casse pubbliche sarebbero vuote, il paese sarebbe di soli vecchi.
E'
vero, una parte di loro da qualche tempo paga tasse e contributi,
come da decenni hanno fatto generazioni di italiani; é vero che
mettono al mondo più figli, quello che gli italiani non fanno anche
per una dissennata politica fiscale da sempre tendente a penalizzare
la famiglia tradizionale.
Faranno
anche lavori che gli italiani non vogliono fare, ma quanto prima
vorranno essere come gli italiani e non fare quei lavori, per i quali
arriveranno nuovi immigrati, sovrabbondanti.
Pagano
tasse e contributi, ma forse anche loro invecchiano e vorranno la
pensione, anche loro hanno figli da mandare all'asilo, a scuola,
all'università, anche loro si ammalano e abbisognano di cure, anche
loro usano le strade, e sono solo una parte, mentre per un'altra
parte necessitano carabinieri, polizia, giudici, carceri, guardie
carcerarie e si ha diffusione di droga, prostituzione, incidenti
stradali, prepotenza, arroganza, disprezzo per i nostri valori.
Limitandosi
al fattore economico, bisognerebbe fare bene i conti prima di vederli
come salvatori: non è sempre oro tutto quel che riluce.
Fatico
capire perché ci sia tanta necessità di creare in Italia nuovi
posti di lavoro se non ci sono italiani disposti a lavorarci e si
crea altrettanta necessità di avere nuovi immigrati, con tutto il
gran bene e il poco male che comportano solo se sono adeguatamente
sfruttati.
Penso
che gli immigrati siano come il sale nel pane: nella giusta misura lo
rende migliore, se si esagera è da buttare. I toscani lo
preferiscono sciocco, ma non sempre si può scegliere.
GIOVEDÌ
5 FEBBRAIO 2009
Diversamente
italiani <<
"Diversamente
italiani": così mi aspetto che vengano chiamati gli immigrati
clandestini. "Clandestino" sottintende un' idea negativa di
illegalità, sicuramente giusta ma che potrebbe essere considerata
offensiva specialmente nel caso fosse vera non soltanto per il modo
in cui arriva in Italia ma anche per la vita che vi conduce.
Clandestino è pertanto un termine politicamente scorretto, da non
usare.
Ora
si discute se un diversamente italiano possa o no accedere
liberamente ai servizi sanitari pagati dai contribuenti italiani. Non
so se anche quì, come nei telefilm USA, esista l'obbligo del medico
di denunciare ferite d' arma da fuoco o bianca, cioè una situazione
di illegalità. In questo caso,coerentemente, dovrebbe essere
denunciato anche un clandestino ma non un diversamente italiano.
Se
un diversamente italiano, a prescindere da quanto guadagna con i suoi
traffici diversamente leciti, ha diritto di accedere gratuitamente al
Pronto Soccorso voglio anch'io non essere trattato da italiano. Se mi
ammalerò fuori dal Comune anagrafico di residenza non pagherò un
medico per visitarmi e prescrivermi le medicine, se avrò bisogno
delle medicine prescritte dal mio medico non ritornerò nella regione
di residenza per poterle comprare. Se mi troverò in quelle
situazioni non mi comporterò come in passato ma mi recherò al
Pronto Soccorso più vicino, dirò di chiamarmi Mustafà ElFurb per
avere senza problemi e senza spesa quanto mi serve.
I
medici non denunceranno i clandestini, ma gli italiani che volessero
essere trattati come clandestini forse sì. Non pagare le tasse è
illegale solo per chi già non è nell'illegalità: sia clandestino,
evasore fiscale totale o entrambi .
GIOVEDÌ
12 FEBBRAIO 2009
E
se .. <<.
Non
ci capisco molto, ma a mio parere si tratta di infortuni sul lavoro.
A quanto si dice vengono in Italia per fare il lavoro che gli
italiani non vogliono fare. Fanno le rapine: lavoro faticoso, lavoro
rischioso. Probabilmente ci sarà già qualche legge che obbliga i
cittadini comuni a lasciare porte e finestre aperte per facilitare il
loro lavoro, ma è disattesa come tante altre. Ci sarà già qualche
norma che impone, se proprio non si vuole avere intrusi in casa, di
mettere alla sera tutto quello che si ha di valore in apposito
contenitore esterno. Si eviterebbe non solo di intralciare il lavoro
altrui col rischio di farsi male (può succedere) ma anche,
facilitandolo, di provocare infortuni agli addetti . In fin dei conti
la raccolta differenziata è indice di civiltà: rifiuti organici;
carta; plastica; vetro, alluminio; oro, preziosi, denaro, gioielli.
E
se, considerata l' atavica abitudine italiana di non osservare la
legge, quei lavoratori fossero accompagnati al lavoro da polizia o
carabinieri? Questi dovrebbero accertarsi che siano rispettate quelle
norme che per forza devono esserci e multare chi non le osserva.
D'accordo, visto che il lavoro viene fatto di notte, dovremmo subire
qualche imposta in più per pagare gli straordinari; ma si avrebbe il
vantaggio di evitare infortuni; le forze dell'ordine non dovrebbero
recarsi al mattino a prelevare chi ha causato danni ad onesti
lavoratori; i giudici non dovrebbero scomodarsi per condannarlo.
DOMENICA
15 FEBBRAIO 2009
Mi
piacerebbe <<
Mi
piacerebbe che quando politici, giornalisti e altri dallo schermo TV
proclamano il loro amore per i poveri diseredati, pontificano su
diritti e doveri altrui, vantano i propri meriti e le altrui colpe,
ridicolizzano benefici, considerano miserevoli somme per me
rispettabili, mi piacerebbe vedere di ognuno non solo la faccia ma
anche quanto guadagna per capire quanto vale per lui un euro, quanto
ci costa la sua opinione, se parla per esperienza diretta o solo per
sentito dire, se è sincero.
Mi
piacerebbe che quando ironizzano sulle paure della gente, difendono
privilegi che a parti invertite direbbero razzisti, considerano gli
immigrati tutti buoni ed innocenti, mi piacerebbe vedere la casa e il
quartiere dove vivono per capire se accettano quello che gli altri
dovrebbero accettare.
Mi
piacerebbe che quando pretendono di accogliere, sfamare, sanare
l'intera umanità a spese dei contribuenti italiani, mi piacerebbe
vedere dove vengono curati per capire se anche loro fanno le lunghe
attese e sono trattati come gli altri cittadini.
Mi
piacerebbe che quando dicono che i loro privilegi non incidono molto
sul bilancio statale e se li tengono, mi piacerebbe sapere cosa
succederebbe se - per equità - fossero estesi a tutti, in Italia o
nel mondo.
Mi
piacerebbe.
VENERDÌ
20 MARZO 2009
Par
condicio <<
Sicuramente
sarà perché sono duro di comprendonio, ma non riesco a capire come
garantire cure, impunità, scuola, agevolazioni, tanti diritti e
nessun dovere possa contrastare l'immigrazione clandestina. Mia
moglie, che come molte donne ha senso pratico, dice che lasciare
piatti sporchi o cibo fuori dal frigo attira le mosche: se lei ha
ragione non mi è chiaro perché gli umani dovrebbero invece sfuggire
le opportunità che vengono loro offerte. Uno può gradire la casa
piena di mosche, ma non affermare che vi sparge miele per
contrastarle né dire che non sono mosche; uno può volere l'Italia
piena di irregolari ma non dire che agevolarli meno ne favorisce
l'arrivo né che basta non considerarli clandestini. Se i ladri
fossero chiamati diversamente non ci sarebbero più ladri ma
resterebbero i furti.
Ammettendo
che sia giusto, etico e possibile accogliere in Italia l'intera
umanità mi chiedo il perché di certe discriminazioni.
Non
ho esperienze recenti e quindi le cose potrebbero non essere come me
le ricordo e come le riporto.
Un
clandestino che sta poco bene non va dal medico di famiglia, che non
ha, ma direttamente al Pronto Soccorso. Al triage (io direi all'accoglienza, per farmi capire dagli italiani che non hanno
dimestichezze con ospedali) dichiara i sintomi ma non credo sia
tenuto a dichiarare la sua residenza in Italia, il suo reddito, il
suo codice fiscale, il luogo di nascita, villaggio città Paese di
provenienza: questo in forza di una legge che vieta la possibilità
di denunciare situazioni di illegalità.
Non
mi pare che la stessa norma valga per i cittadini italiani, i quali,
se il caso non è urgente e grave (o meglio se non arrivano in
ospedale con un'ambulanza del 118), sono invitati a recarsi dal loro
medico generico o, se insistono, a pagare una tassa in relazione al
reddito dichiarato.
Capita
anche che qualcuno non risieda nel luogo dove si ammala e allora deve
recarsi all' ASL (USL, USSL o come altro si chiama), fare code,
compilare moduli, chiedere di poter scegliere un medico, avere il suo
benestare e per alcuni mesi ammalarsi solo nello stesso Comune.
Altrimenti cercare qualche targa che indichi un ambulatorio,
aspettare, sperare, farsi visitare, pagare la visita e poi
eventualmente chiedere il rimborso, se è previsto nella Regione di
residenza.
Si
raccomanda di non intasare i Pronto Soccorso per malattie di lieve
entità, ma ciò vale solo per gli italiani: gli altri hanno facoltà
di intasarlo quanto vogliono e di farsi curare gratis dichiarandosi
in ogni caso nullatenenti, cosa impossibile da verificare se per
l'anagrafe e il fisco sono fantasmi. Nessuna meraviglia per le
conseguenti ore di attesa. Se poi il medico del Pronto Soccorso
prescrive una medicina si deve tornare dal proprio medico per la
ricetta: non so come funzioni con i clandestini, ma so che non posso
avere in Liguria una medicina prescritta in Piemonte. Non so nemmeno
se temendo di essere imprigionato o rimpatriato (dove?, quando?) un
clandestino rinuncerà a farsi curare o a venire in Italia, ma se per
lui è giusto non dover rendere conto di niente ed essere curato
senza tante domande trovo ingiusto che questo non valga per tutti.
Se
le cose non stanno così, mi piacerebbe sapere come stanno.
VENERDÌ
10 APRILE 2009
Legalità
<<
Clandestino:
"Che ha carattere di segretezza in quanto difforme dalla legge o
dalle norme sociali e quindi perseguibile giudizialmente o
condannabile moralmente" (Sabatini Coletti), "Che è fatto
segretamente perché vietato" (Gabrielli Aldo).
"Senegalese
in ospedale per il mal di denti. Ma è clandestino: denunciato ed
espulso"
Questa
notizia ha destato in molti un'indignazione che mi suona un po'
ipocrita se fatta dalle stesse persone che si indignano per la
diffusa illegalità. A furia di eccezioni la legalità va a farsi
benedire: è vietato costruire in certe zone, ma se viene fatto si
chiude un occhio; non devo evadere il fisco ma se sono un
poveromohamed che vende illegalmente vado capito e aiutato; è
illegale comprare merce contraffatta ma lo faccio; è vietato
superare i limiti di velocità ma se non c'è controllo li supero; è
illegale il lavoro in nero ma così guadagno di più (datore o
lavoratore); non trovo da posteggiare e posteggio in doppia fila; è
incivile buttare carte, cicche, gomma da masticare ma lo faccio e mi
lamento perché le strade sono sporche; porto a spasso il cane e
lascio tracce; picchio, rubo, ferisco, guido ubriaco, guido drogato,
ammazzo e sono libero di rifarlo.
Più
che la certezza della pena sembra prevalere, specialmente fra i nuovi
arrivati, la certezza dell'impunità: in Italia si può entrare
illegalmente, si può vivere illegalmente e fare quel che si vuole.
Se
non è illegale venire in Italia non chiamiamoli clandestini, non
impegnamo mezzi navali, carabinieri, finanzieri, diplomatici per
contrastarne o favorirne l'arrivo, rinunciamo completamente alla
sovranità nazionale e dato che ci siamo aboliamo l'illegalità: è
tutto permesso, non facciamo pagare tasse e imposte nel paese di
Bengodi.
Se
uno sa per esperienza personale o altrui che l' illegalità è
punita, che se si ammala può essere curato ma anche individuato (c'è
tanto di posto di Polizia nel Pronto Soccorso della mia città),
magari non è più tanto convinto di venire a Cuccagna e ci rinuncia.
Se sono un poveromohamed che desidera venire in Europa e posso
scegliere tra una via complicata e legale e una spiccia e illegale,
sapendo che una volta lì non fa differenza scelgo la seconda.
I
casi sono due: o i clandestini sono in Italia illegalmente o non lo
sono. Come per chiunque se si vive nella legalità non dovrebbero
esserci problemi e particolari precauzioni, se invece si vive
nell'illegalità si dovrebbero usare tutte le cautele indispensabili
alla clandestinità, ma spesso non è necessario.
Se
però si ritiene scandaloso contrastare l' illegalità non
lamentiamocene se è diffusa, e viceversa.
SABATO
11 APRILE 2009
Considerazioni
<<
Dire
"arrestati due rumeni .." è razzismo, si criminalizza un
popolo.
Dire
"arrestati due uomini .." è sessismo, si criminalizzano i
maschi.
Dire
"arrestate due donne ..." è maschilismo, si criminalizzano
le donne.
Dire
"un cane ha sbranato ..." è antianimalismo, si
criminalizzano i cani.
Dire
"Orlando tradito da Gano di Magonza" offende i magontini.
Analogamente
citando biondi, castani, corvini, rossi, Giovanni, Francesca,
giovani, vecchi, bimbi, bimbe, lattanti, avvocati, ministri, sindaci,
lattai, barbieri, gatti, galline, capre eccetera si criminalizzano o
si offendono le rispettive "categorie" di appartenenza.
Al
contrario se dico che un argentino ha vinto il premio Nobel per la
letteratura o un giamaicano i 100 metri piani offendo tutto il resto
del mondo.
Mi
aspetto che in futuro le notizie saranno del tipo "arrestat",
né maschile, né femminile e nient'altro: ma forse così a rimanere
offesa sarà l'informazione.
LUNEDÌ
18 MAGGIO 2009
La
Mecca sulla Mosa (NL) <<
Leggo
su "il Foglio" l' articolo "Multiculturalismo pazzo"
e penso a chi in Italia considera pazzo, xenofobo, razzista chi si
preoccupa perché anche da noi non succeda lo stesso.
Si
può anche ritenere inevitabile l'invasione straniera, come si
riteneva inevitabile avere il raccolto rovinato dalla grandine, ma
non è ragionevole sperarla, favorirla, anticiparla.
Ci
sono persone che vedono nell'immigrazione - tutta l'immigrazione -
solo benefici economici e culturali: spero abbiano ragione, ma non
vorrei che poi si accorgessero d'essere stati miopi, molto miopi.
Dicono
che la diversità culturale è un bene, ma vogliono un mondo
uniformemente multiculturalizzato e la fine di questa diversità, di
cui tutti oggi possiamo beneficiare.
DOMENICA
31 MAGGIO 2009
E
se capitasse ... <<
E
se capitasse che - vieni oggi e vieni domani - gli islamici
divenissero maggioranza in Italia e potessero imporre i loro usi e
costumi, le leggi dei più fanatici fra loro, la shari'a?
Passi
per le donne che nascondono i capelli: io non sono parrucchiere;
passi se nascondono anche il volto e tutto il resto: pazienza, ora le
altre esibiscono fin troppo e "un alto e un basso fa un
gualivo". Passi che siano rinchiuse in casa, debbano seguire il
marito, osservare i suoi ordini, servire la favorita: non sono donna.
Passi se giustiziano omicidi, adulteri, bestemmiatori, apostati o
tagliano arti ai rei: cercherò di non esserlo.
Quello
che mi preoccupa veramente è il divieto di bere vino e mangiar carne
di maiale: mi preoccupa perché io non saprei farne a meno; mi
preoccupa perché manderebbe a ramengo tante imprese di viticoltori,
allevatori, cantinieri, salumieri, osti, ristoratori, trasportatori,
eccetera.
Se
capitasse in Italia sarebbe un grosso guaio per noi, se capitasse
altrove in Europa sarebbe peggio per loro.
VENERDÌ
19 GIUGNO 2009
Non
sempre è bene <<
Stupro
dopo la discoteca a Milano. Preso un clandestino già espulso
Leggo
questo titolo e amaramente penso quanto siano frequenti i casi di
persone che teoricamente dovrebbero essere nell'impossibilità di
commettere reati e invece tornano a commetterli.
Una
persona perbene rispetta gli altri, si sente in dovere di "non
fare agli altri quello che non vorrebbe fosse fatto a se stesso",
rispetta le norme per rispetto ai concittadini che le hanno volute e
democraticamente ottenute. Chi invece non si sente moralmente tenuto
al rispetto di queste norme le osserva solo se non può farne a meno,
se vi è obbligato, se l'inosservanza può causargli più male che
bene.
Se
vado di nascosto in un paese straniero violandone le regole, senza
remore morali continuerò a non rispettarle: non le riconosco, le
sento estranee, non le rispetto, se non vi sono obbligato, e me ne
faccio beffe.
Se
fare una cosa comporta sicura espulsione, non la faccio; se le
probabilità che mi scoprano sono una su dieci, la faccio; se sono 1
su due, ci penso; ma se so che il massimo che rischio è avere un
foglio di espulsione e restarmene, la faccio e mi diverto anche. Il
foglio ricevuto posso buttarlo o farne raccolta, a gara con i miei
compatrioti o a testimonianza di quanto sia divertente prendere in
giro gli abitanti di quel paese, avere cento ingiunzioni con cento
nomi diversi e farmene un baffo.
Malissimo
che possa andare, vado al mio paese, visito parenti e amici, racconto
le mie bravate e torno nel paese straniero, clandestinamente e pronto
a fornire un altro nome se mi capitasse di essere scoperto.
Analogamente
se, per qualsiasi reato io commetta, ho buone probabilità di:
non
essere arrestato;
se
arrestato, essere libero di circolare in attesa del processo;
se
libero di circolare, non essere processato in tempo;
se
processato in tempo, essere condannato a pena mite;
se
condannato, uscire anzitempo dal carcere;
se
in pratica ho buone probabilità di farla franca o quasi, nulla mi
impedisce di fare quello che più mi aggrada.
Non
sempre è così, può anche capitare che chi non commette alcun reato
vada in carcere e vi rimanga per lunghissimo tempo, innocente in
attesa di giudizio.
Periodicamente
poi le carceri "scoppiano". La cosa non può meravigliare
se permettiamo a chiunque di venire da noi e molti delinquenti sono
attratti dalle possibilità loro concesse: se non finiscono in
carcere, continuano a delinquere.
Dicono
che l'immigrazione è un bene per il Paese. Anche la pioggia è un
bene per il Paese, ma non quando è troppa o quando diventa grandine.
SABATO
8 AGOSTO 2009
Figli
di un dio minore <<
Leggo
su il Gazzettino
"...
nascosti nei camion o nelle stive delle navi, vengono trovati dei
ragazzini che pur di arrivare in Italia si sono sorbiti viaggi
disumani......Posto che la permanenza media di questi ragazzi nelle
strutture sarà di due anni (c’è chi ha 17 anni e tra poco
diventerà maggiorenne e quindi uscirà a breve, ma c’è anche chi
ha 14 anni e in istituto ci dovrà restare un bel po’), sono stati
fatti due conti: 100 euro di media al giorno la spesa per il
mantenimento di ogni ragazzino,...."
Ho
fatto anch'io due conti: 100 euro x 30 giorni x 3 figli = 9000, senza
contare me e mia moglie.
Io
l'equivalente di 9000 euro mensili non li ho mai percepiti; al netto
delle imposte - che lo Stato fa pagare anche per mantenere chi arriva
chissà da dove - mi ritenevo fortunato se me ne restavanoo 1500.
Va
bene la solidarietà, peccato che non possa goderne anch'io.
Dalle
mie parti dicevano "tratà come fio'i de'a serva", trattati
come figli della serva.
Forse
qualche parlamentare - di quelli che difendono le fasce più deboli -
dirà che sono razzista: e pensare che credevo lo fosse chi
discrimina, non chi è discriminato. Confrontando la spesa con il suo
stipendio la riterrà congrua, confrontandola con il mio mi chiedo se
ho fatto patire la fame ai miei figli, se quei ragazzi sono mantenuti
a caviale e champagne (per le spese fisse c'è economia di scala), o
se qualcuno ci lucra sopra.
VENERDÌ
21 AGOSTO 2009
Coincidenze
Don
Bizzotto digiuna «Il Comune è con lui» (il Giornale di Vicenza).
Oggi per 38 mila musulmani inizia il mese di “Ramadan” (il
Giornale di Vicenza).
E'
una coincidenza o Don Bizzotto si è fatto musulmano
GIOVEDÌ
24 SETTEMBRE 2009
Non
capisco <<
Sarà
perché sono stupido, ma non capisco.
Non
capisco perché se D'Alema o Fini o chiedono risarcimenti per quanto
pubblicato dai giornali esercitano una sacrosanta tutela dei loro
diritti mentre se lo fa Berlusconi è un attentato alla libertà di
stampa.
Non
capisco perché dicano "un'amalgama mal riuscita" e "la
PDL".
Non
capisco perché si dica che uno ruba tempo ai suoi doveri se per
qualche notte si fa gli affari suoi mentre non lo perde se ogni
giorno deve preoccuparsi di giudici e avvocati.
Non
capisco perché se Vespa una volta tanto va in onda in un'ora decente
fa scandalo mentre è normale che Santoro e Floris lo facciano
sempre.
Non
capisco perché il venditore che non emette scontrino sia un reprobo
se italiano figlio di italiani mentre è un onesto lavoratore se é
un immigrato clandestino.
Non
capisco perché se uno s'intromette in casa mia possa maltrattarmi e
andarsene impunemente con la mia roba mentre se mi difendo o cerco di
impedirlo finisco in galera.
Non
capisco perché protestano perché non vengono accolti tutti quelli
che fuggono da paesi illiberali e non contro i governi di quei paesi,
spesso amici ideologici. E se tutti i cinesi scappano dal loro paese,
dove li mettiamo?
Non
capisco chi dice di condannare l'immigrazione clandestina e poi
vorrebbe frontiere aperte e che nessuno fosse considerato immigrato
clandestino, irregolare o illegale.
Non
capisco chi difende l'unità d'Italia ma la vuole senza frontiere,
vuole il rispetto della legalità ma ne accetta la violazione da
parte delle donne in burqa, di immigrati che arrivano in Italia
violando norme e procedure, che lavorano in nero o per la
criminalità.
Non
capisco chi accusa gli altri di razzismo solo perché non
appartengono alla sua "razza": non è razzista chi dice che
al Nord sono tutti razzisti?
Non
capisco i giornalisti che appena vengono licenziati fanno un nuovo
giornale e poi scrivono che non c'è libertà di stampa, si lamentano
delle poche copie vendute (come se una persona normale potesse
comprare e leggere tutti i giornali esistenti in Italia), vanno in TV
a dire che "sì, i giornali ci sono ma l'opinione la fa la TV".
Non
capisco quelli che da quindici anni un giorno sì e l'altro pure
vanno in TV a dire che Berlusconi vince perché ha le TV senza
spiegare perché riesca anche a perdere.
Non
capisco perché da oltre un anno vadano dicendo che loro avevano
tolto l'ICI ai poveri e Berlusconi l'ha tolta ai ricchi (ho chiesto
molte volte, ma non ho avuto risposta).
Non
capisco perché chi non è disposto ad accettare le leggi italiane,
che non vuole integrarsi con gli italiani e ammazza le figlie che lo
fanno non se ne sta al suo paese.
Non
capisco chi non vuole il presepe di Natale nelle scuole ma accetta le
prostrazioni del ramadam nelle strade.
Non
capisco perché debbano essere anteposti i diritti di chi non si
ritiene soggetto a doveri, non ha mai pagato imposte e contribuito al
bene del paese (o lo fa da poco) a quelli di chi lo ha fatto da
decenni e prima di lui suo padre e suo nonno.
Non
capisco perché se non la penso come loro, se non comprendo che hanno
ragione e che sono bravissimi devo ritenere che non è perché loro
non si spiegano ma perché io - come la maggioranza degli italiani -
sono uno stupido che non capisce niente.
Sarà
anche vero, ma non mi piace sentirmelo dire.
MERCOLEDÌ
23 DICEMBRE 2009
Che
c'è di strano? <<
Desta
scalpore, è additata come un'infamia la notizia che due ragazzine
senegalesi sono state fatte scendere dall'autobus perché senza
biglietto. Non so se l'ispettore abbia usato parole insultanti nei
confronti delle due, ma se così non è che c'è di strano se si
chiede anche agli stranieri di stare alle regole? Capisco che erano
due ragazzine, che era notte, che erano lontano da casa ma anziché indignarsi perché un ispettore voleva far osservare le regole,
perché non ci si chiede come mai due ragazzine a quell'ora fossero
lontane da casa pretendendo di viaggiare senza pagare biglietto e non
ci si indigna contro quei genitori che l'hanno permesso. Se invece di
senegalesi fossero state venete forse l'ispettore si sarebbe
comportato diversamente o forse sarebbe stato giudicato diversamente;
forse se le due ragazze avessero detto al conducente che per qualche
accidente non avevano i soldi necessari anche l'ispettore sarebbe
stato più tollerante, per una volta. Ma sembra che molti stranieri
siano convinti che in Italia non solo esista il diritto d'asilo per
taluni ma anche quello per tutti di viaggiare gratis sui mezzi
pubblici e di godere altri benefici che non spettano agli italiani se
non pagando tasse e imposte (gli onesti) o rischiando multe salate (i
furbi). E le ragazzine si adeguano.
PRIMA DOPO
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