domenica 3 marzo 2019

Riletture: migranti-razzismo-islam 2009

2010
2008
200MERCOLEDÌ 14 GENNAIO 2009
Non é tutto oro <<
Alcuni dicono che gli immigrati sono la rovina del Paese, altri, specialmente loro stessi, che ne sono la salvezza. Per i primi sono nullafacenti criminali, per i secondi lavoratori indefessi che arricchiscono il paese, senza i quali le fabbriche chiuderebbero, le casse pubbliche sarebbero vuote, il paese sarebbe di soli vecchi.
E' vero, una parte di loro da qualche tempo paga tasse e contributi, come da decenni hanno fatto generazioni di italiani; é vero che mettono al mondo più figli, quello che gli italiani non fanno anche per una dissennata politica fiscale da sempre tendente a penalizzare la famiglia tradizionale.
Faranno anche lavori che gli italiani non vogliono fare, ma quanto prima vorranno essere come gli italiani e non fare quei lavori, per i quali arriveranno nuovi immigrati, sovrabbondanti.
Pagano tasse e contributi, ma forse anche loro invecchiano e vorranno la pensione, anche loro hanno figli da mandare all'asilo, a scuola, all'università, anche loro si ammalano e abbisognano di cure, anche loro usano le strade, e sono solo una parte, mentre per un'altra parte necessitano carabinieri, polizia, giudici, carceri, guardie carcerarie e si ha diffusione di droga, prostituzione, incidenti stradali, prepotenza, arroganza, disprezzo per i nostri valori.
Limitandosi al fattore economico, bisognerebbe fare bene i conti prima di vederli come salvatori: non è sempre oro tutto quel che riluce.
Fatico capire perché ci sia tanta necessità di creare in Italia nuovi posti di lavoro se non ci sono italiani disposti a lavorarci e si crea altrettanta necessità di avere nuovi immigrati, con tutto il gran bene e il poco male che comportano solo se sono adeguatamente sfruttati.
Penso che gli immigrati siano come il sale nel pane: nella giusta misura lo rende migliore, se si esagera è da buttare. I toscani lo preferiscono sciocco, ma non sempre si può scegliere.
GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2009
Diversamente italiani <<
"Diversamente italiani": così mi aspetto che vengano chiamati gli immigrati clandestini. "Clandestino" sottintende un' idea negativa di illegalità, sicuramente giusta ma che potrebbe essere considerata offensiva specialmente nel caso fosse vera non soltanto per il modo in cui arriva in Italia ma anche per la vita che vi conduce. Clandestino è pertanto un termine politicamente scorretto, da non usare.
Ora si discute se un diversamente italiano possa o no accedere liberamente ai servizi sanitari pagati dai contribuenti italiani. Non so se anche quì, come nei telefilm USA, esista l'obbligo del medico di denunciare ferite d' arma da fuoco o bianca, cioè una situazione di illegalità. In questo caso,coerentemente, dovrebbe essere denunciato anche un clandestino ma non un diversamente italiano.
Se un diversamente italiano, a prescindere da quanto guadagna con i suoi traffici diversamente leciti, ha diritto di accedere gratuitamente al Pronto Soccorso voglio anch'io non essere trattato da italiano. Se mi ammalerò fuori dal Comune anagrafico di residenza non pagherò un medico per visitarmi e prescrivermi le medicine, se avrò bisogno delle medicine prescritte dal mio medico non ritornerò nella regione di residenza per poterle comprare. Se mi troverò in quelle situazioni non mi comporterò come in passato ma mi recherò al Pronto Soccorso più vicino, dirò di chiamarmi Mustafà ElFurb per avere senza problemi e senza spesa quanto mi serve.
I medici non denunceranno i clandestini, ma gli italiani che volessero essere trattati come clandestini forse sì. Non pagare le tasse è illegale solo per chi già non è nell'illegalità: sia clandestino, evasore fiscale totale o entrambi .
GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO 2009
E se .. <<.
Non ci capisco molto, ma a mio parere si tratta di infortuni sul lavoro. A quanto si dice vengono in Italia per fare il lavoro che gli italiani non vogliono fare. Fanno le rapine: lavoro faticoso, lavoro rischioso. Probabilmente ci sarà già qualche legge che obbliga i cittadini comuni a lasciare porte e finestre aperte per facilitare il loro lavoro, ma è disattesa come tante altre. Ci sarà già qualche norma che impone, se proprio non si vuole avere intrusi in casa, di mettere alla sera tutto quello che si ha di valore in apposito contenitore esterno. Si eviterebbe non solo di intralciare il lavoro altrui col rischio di farsi male (può succedere) ma anche, facilitandolo, di provocare infortuni agli addetti . In fin dei conti la raccolta differenziata è indice di civiltà: rifiuti organici; carta; plastica; vetro, alluminio; oro, preziosi, denaro, gioielli.
E se, considerata l' atavica abitudine italiana di non osservare la legge, quei lavoratori fossero accompagnati al lavoro da polizia o carabinieri? Questi dovrebbero accertarsi che siano rispettate quelle norme che per forza devono esserci e multare chi non le osserva. D'accordo, visto che il lavoro viene fatto di notte, dovremmo subire qualche imposta in più per pagare gli straordinari; ma si avrebbe il vantaggio di evitare infortuni; le forze dell'ordine non dovrebbero recarsi al mattino a prelevare chi ha causato danni ad onesti lavoratori; i giudici non dovrebbero scomodarsi per condannarlo.
DOMENICA 15 FEBBRAIO 2009
Mi piacerebbe <<
Mi piacerebbe che quando politici, giornalisti e altri dallo schermo TV proclamano il loro amore per i poveri diseredati, pontificano su diritti e doveri altrui, vantano i propri meriti e le altrui colpe, ridicolizzano benefici, considerano miserevoli somme per me rispettabili, mi piacerebbe vedere di ognuno non solo la faccia ma anche quanto guadagna per capire quanto vale per lui un euro, quanto ci costa la sua opinione, se parla per esperienza diretta o solo per sentito dire, se è sincero.
Mi piacerebbe che quando ironizzano sulle paure della gente, difendono privilegi che a parti invertite direbbero razzisti, considerano gli immigrati tutti buoni ed innocenti, mi piacerebbe vedere la casa e il quartiere dove vivono per capire se accettano quello che gli altri dovrebbero accettare.
Mi piacerebbe che quando pretendono di accogliere, sfamare, sanare l'intera umanità a spese dei contribuenti italiani, mi piacerebbe vedere dove vengono curati per capire se anche loro fanno le lunghe attese e sono trattati come gli altri cittadini.
Mi piacerebbe che quando dicono che i loro privilegi non incidono molto sul bilancio statale e se li tengono, mi piacerebbe sapere cosa succederebbe se - per equità - fossero estesi a tutti, in Italia o nel mondo.
Mi piacerebbe.
VENERDÌ 20 MARZO 2009
Par condicio <<
Sicuramente sarà perché sono duro di comprendonio, ma non riesco a capire come garantire cure, impunità, scuola, agevolazioni, tanti diritti e nessun dovere possa contrastare l'immigrazione clandestina. Mia moglie, che come molte donne ha senso pratico, dice che lasciare piatti sporchi o cibo fuori dal frigo attira le mosche: se lei ha ragione non mi è chiaro perché gli umani dovrebbero invece sfuggire le opportunità che vengono loro offerte. Uno può gradire la casa piena di mosche, ma non affermare che vi sparge miele per contrastarle né dire che non sono mosche; uno può volere l'Italia piena di irregolari ma non dire che agevolarli meno ne favorisce l'arrivo né che basta non considerarli clandestini. Se i ladri fossero chiamati diversamente non ci sarebbero più ladri ma resterebbero i furti.
Ammettendo che sia giusto, etico e possibile accogliere in Italia l'intera umanità mi chiedo il perché di certe discriminazioni.
Non ho esperienze recenti e quindi le cose potrebbero non essere come me le ricordo e come le riporto.
Un clandestino che sta poco bene non va dal medico di famiglia, che non ha, ma direttamente al Pronto Soccorso. Al triage (io direi all'accoglienza, per farmi capire dagli italiani che non hanno dimestichezze con ospedali) dichiara i sintomi ma non credo sia tenuto a dichiarare la sua residenza in Italia, il suo reddito, il suo codice fiscale, il luogo di nascita, villaggio città Paese di provenienza: questo in forza di una legge che vieta la possibilità di denunciare situazioni di illegalità.
Non mi pare che la stessa norma valga per i cittadini italiani, i quali, se il caso non è urgente e grave (o meglio se non arrivano in ospedale con un'ambulanza del 118), sono invitati a recarsi dal loro medico generico o, se insistono, a pagare una tassa in relazione al reddito dichiarato.
Capita anche che qualcuno non risieda nel luogo dove si ammala e allora deve recarsi all' ASL (USL, USSL o come altro si chiama), fare code, compilare moduli, chiedere di poter scegliere un medico, avere il suo benestare e per alcuni mesi ammalarsi solo nello stesso Comune. Altrimenti cercare qualche targa che indichi un ambulatorio, aspettare, sperare, farsi visitare, pagare la visita e poi eventualmente chiedere il rimborso, se è previsto nella Regione di residenza.
Si raccomanda di non intasare i Pronto Soccorso per malattie di lieve entità, ma ciò vale solo per gli italiani: gli altri hanno facoltà di intasarlo quanto vogliono e di farsi curare gratis dichiarandosi in ogni caso nullatenenti, cosa impossibile da verificare se per l'anagrafe e il fisco sono fantasmi. Nessuna meraviglia per le conseguenti ore di attesa. Se poi il medico del Pronto Soccorso prescrive una medicina si deve tornare dal proprio medico per la ricetta: non so come funzioni con i clandestini, ma so che non posso avere in Liguria una medicina prescritta in Piemonte. Non so nemmeno se temendo di essere imprigionato o rimpatriato (dove?, quando?) un clandestino rinuncerà a farsi curare o a venire in Italia, ma se per lui è giusto non dover rendere conto di niente ed essere curato senza tante domande trovo ingiusto che questo non valga per tutti.
Se le cose non stanno così, mi piacerebbe sapere come stanno.
VENERDÌ 10 APRILE 2009
Legalità <<
Clandestino: "Che ha carattere di segretezza in quanto difforme dalla legge o dalle norme sociali e quindi perseguibile giudizialmente o condannabile moralmente" (Sabatini Coletti), "Che è fatto segretamente perché vietato" (Gabrielli Aldo).
"Senegalese in ospedale per il mal di denti. Ma è clandestino: denunciato ed espulso"
Questa notizia ha destato in molti un'indignazione che mi suona un po' ipocrita se fatta dalle stesse persone che si indignano per la diffusa illegalità. A furia di eccezioni la legalità va a farsi benedire: è vietato costruire in certe zone, ma se viene fatto si chiude un occhio; non devo evadere il fisco ma se sono un poveromohamed che vende illegalmente vado capito e aiutato; è illegale comprare merce contraffatta ma lo faccio; è vietato superare i limiti di velocità ma se non c'è controllo li supero; è illegale il lavoro in nero ma così guadagno di più (datore o lavoratore); non trovo da posteggiare e posteggio in doppia fila; è incivile buttare carte, cicche, gomma da masticare ma lo faccio e mi lamento perché le strade sono sporche; porto a spasso il cane e lascio tracce; picchio, rubo, ferisco, guido ubriaco, guido drogato, ammazzo e sono libero di rifarlo.
Più che la certezza della pena sembra prevalere, specialmente fra i nuovi arrivati, la certezza dell'impunità: in Italia si può entrare illegalmente, si può vivere illegalmente e fare quel che si vuole.
Se non è illegale venire in Italia non chiamiamoli clandestini, non impegnamo mezzi navali, carabinieri, finanzieri, diplomatici per contrastarne o favorirne l'arrivo, rinunciamo completamente alla sovranità nazionale e dato che ci siamo aboliamo l'illegalità: è tutto permesso, non facciamo pagare tasse e imposte nel paese di Bengodi.
Se uno sa per esperienza personale o altrui che l' illegalità è punita, che se si ammala può essere curato ma anche individuato (c'è tanto di posto di Polizia nel Pronto Soccorso della mia città), magari non è più tanto convinto di venire a Cuccagna e ci rinuncia. Se sono un poveromohamed che desidera venire in Europa e posso scegliere tra una via complicata e legale e una spiccia e illegale, sapendo che una volta lì non fa differenza scelgo la seconda.
I casi sono due: o i clandestini sono in Italia illegalmente o non lo sono. Come per chiunque se si vive nella legalità non dovrebbero esserci problemi e particolari precauzioni, se invece si vive nell'illegalità si dovrebbero usare tutte le cautele indispensabili alla clandestinità, ma spesso non è necessario.
Se però si ritiene scandaloso contrastare l' illegalità non lamentiamocene se è diffusa, e viceversa.
SABATO 11 APRILE 2009
Considerazioni <<
Dire "arrestati due rumeni .." è razzismo, si criminalizza un popolo.
Dire "arrestati due uomini .." è sessismo, si criminalizzano i maschi.
Dire "arrestate due donne ..." è maschilismo, si criminalizzano le donne.
Dire "un cane ha sbranato ..." è antianimalismo, si criminalizzano i cani.
Dire "Orlando tradito da Gano di Magonza" offende i magontini.
Analogamente citando biondi, castani, corvini, rossi, Giovanni, Francesca, giovani, vecchi, bimbi, bimbe, lattanti, avvocati, ministri, sindaci, lattai, barbieri, gatti, galline, capre eccetera si criminalizzano o si offendono le rispettive "categorie" di appartenenza.
Al contrario se dico che un argentino ha vinto il premio Nobel per la letteratura o un giamaicano i 100 metri piani offendo tutto il resto del mondo.
Mi aspetto che in futuro le notizie saranno del tipo "arrestat", né maschile, né femminile e nient'altro: ma forse così a rimanere offesa sarà l'informazione.
LUNEDÌ 18 MAGGIO 2009
La Mecca sulla Mosa (NL) <<
Leggo su "il Foglio" l' articolo "Multiculturalismo pazzo" e penso a chi in Italia considera pazzo, xenofobo, razzista chi si preoccupa perché anche da noi non succeda lo stesso.
Si può anche ritenere inevitabile l'invasione straniera, come si riteneva inevitabile avere il raccolto rovinato dalla grandine, ma non è ragionevole sperarla, favorirla, anticiparla.
Ci sono persone che vedono nell'immigrazione - tutta l'immigrazione - solo benefici economici e culturali: spero abbiano ragione, ma non vorrei che poi si accorgessero d'essere stati miopi, molto miopi.
Dicono che la diversità culturale è un bene, ma vogliono un mondo uniformemente multiculturalizzato e la fine di questa diversità, di cui tutti oggi possiamo beneficiare.
DOMENICA 31 MAGGIO 2009
E se capitasse ... <<
E se capitasse che - vieni oggi e vieni domani - gli islamici divenissero maggioranza in Italia e potessero imporre i loro usi e costumi, le leggi dei più fanatici fra loro, la shari'a?
Passi per le donne che nascondono i capelli: io non sono parrucchiere; passi se nascondono anche il volto e tutto il resto: pazienza, ora le altre esibiscono fin troppo e "un alto e un basso fa un gualivo". Passi che siano rinchiuse in casa, debbano seguire il marito, osservare i suoi ordini, servire la favorita: non sono donna. Passi se giustiziano omicidi, adulteri, bestemmiatori, apostati o tagliano arti ai rei: cercherò di non esserlo.
Quello che mi preoccupa veramente è il divieto di bere vino e mangiar carne di maiale: mi preoccupa perché io non saprei farne a meno; mi preoccupa perché manderebbe a ramengo tante imprese di viticoltori, allevatori, cantinieri, salumieri, osti, ristoratori, trasportatori, eccetera.
Se capitasse in Italia sarebbe un grosso guaio per noi, se capitasse altrove in Europa sarebbe peggio per loro.
VENERDÌ 19 GIUGNO 2009
Non sempre è bene <<
Stupro dopo la discoteca a Milano. Preso un clandestino già espulso
Leggo questo titolo e amaramente penso quanto siano frequenti i casi di persone che teoricamente dovrebbero essere nell'impossibilità di commettere reati e invece tornano a commetterli.
Una persona perbene rispetta gli altri, si sente in dovere di "non fare agli altri quello che non vorrebbe fosse fatto a se stesso", rispetta le norme per rispetto ai concittadini che le hanno volute e democraticamente ottenute. Chi invece non si sente moralmente tenuto al rispetto di queste norme le osserva solo se non può farne a meno, se vi è obbligato, se l'inosservanza può causargli più male che bene.
Se vado di nascosto in un paese straniero violandone le regole, senza remore morali continuerò a non rispettarle: non le riconosco, le sento estranee, non le rispetto, se non vi sono obbligato, e me ne faccio beffe.
Se fare una cosa comporta sicura espulsione, non la faccio; se le probabilità che mi scoprano sono una su dieci, la faccio; se sono 1 su due, ci penso; ma se so che il massimo che rischio è avere un foglio di espulsione e restarmene, la faccio e mi diverto anche. Il foglio ricevuto posso buttarlo o farne raccolta, a gara con i miei compatrioti o a testimonianza di quanto sia divertente prendere in giro gli abitanti di quel paese, avere cento ingiunzioni con cento nomi diversi e farmene un baffo.
Malissimo che possa andare, vado al mio paese, visito parenti e amici, racconto le mie bravate e torno nel paese straniero, clandestinamente e pronto a fornire un altro nome se mi capitasse di essere scoperto.
Analogamente se, per qualsiasi reato io commetta, ho buone probabilità di:
non essere arrestato;
se arrestato, essere libero di circolare in attesa del processo;
se libero di circolare, non essere processato in tempo;
se processato in tempo, essere condannato a pena mite;
se condannato, uscire anzitempo dal carcere;
se in pratica ho buone probabilità di farla franca o quasi, nulla mi impedisce di fare quello che più mi aggrada.
Non sempre è così, può anche capitare che chi non commette alcun reato vada in carcere e vi rimanga per lunghissimo tempo, innocente in attesa di giudizio.
Periodicamente poi le carceri "scoppiano". La cosa non può meravigliare se permettiamo a chiunque di venire da noi e molti delinquenti sono attratti dalle possibilità loro concesse: se non finiscono in carcere, continuano a delinquere.
Dicono che l'immigrazione è un bene per il Paese. Anche la pioggia è un bene per il Paese, ma non quando è troppa o quando diventa grandine.
SABATO 8 AGOSTO 2009
Figli di un dio minore <<
Leggo su il Gazzettino
"... nascosti nei camion o nelle stive delle navi, vengono trovati dei ragazzini che pur di arrivare in Italia si sono sorbiti viaggi disumani......Posto che la permanenza media di questi ragazzi nelle strutture sarà di due anni (c’è chi ha 17 anni e tra poco diventerà maggiorenne e quindi uscirà a breve, ma c’è anche chi ha 14 anni e in istituto ci dovrà restare un bel po’), sono stati fatti due conti: 100 euro di media al giorno la spesa per il mantenimento di ogni ragazzino,...."
Ho fatto anch'io due conti: 100 euro x 30 giorni x 3 figli = 9000, senza contare me e mia moglie.
Io l'equivalente di 9000 euro mensili non li ho mai percepiti; al netto delle imposte - che lo Stato fa pagare anche per mantenere chi arriva chissà da dove - mi ritenevo fortunato se me ne restavanoo 1500.
Va bene la solidarietà, peccato che non possa goderne anch'io.
Dalle mie parti dicevano "tratà come fio'i de'a serva", trattati come figli della serva.


Forse qualche parlamentare - di quelli che difendono le fasce più deboli - dirà che sono razzista: e pensare che credevo lo fosse chi discrimina, non chi è discriminato. Confrontando la spesa con il suo stipendio la riterrà congrua, confrontandola con il mio mi chiedo se ho fatto patire la fame ai miei figli, se quei ragazzi sono mantenuti a caviale e champagne (per le spese fisse c'è economia di scala), o se qualcuno ci lucra sopra.
VENERDÌ 21 AGOSTO 2009
Coincidenze
Don Bizzotto digiuna «Il Comune è con lui» (il Giornale di Vicenza). Oggi per 38 mila musulmani inizia il mese di “Ramadan” (il Giornale di Vicenza).
E' una coincidenza o Don Bizzotto si è fatto musulmano
GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2009
Non capisco <<
Sarà perché sono stupido, ma non capisco.
Non capisco perché se D'Alema o Fini o chiedono risarcimenti per quanto pubblicato dai giornali esercitano una sacrosanta tutela dei loro diritti mentre se lo fa Berlusconi è un attentato alla libertà di stampa.
Non capisco perché dicano "un'amalgama mal riuscita" e "la PDL".
Non capisco perché si dica che uno ruba tempo ai suoi doveri se per qualche notte si fa gli affari suoi mentre non lo perde se ogni giorno deve preoccuparsi di giudici e avvocati.
Non capisco perché se Vespa una volta tanto va in onda in un'ora decente fa scandalo mentre è normale che Santoro e Floris lo facciano sempre.
Non capisco perché il venditore che non emette scontrino sia un reprobo se italiano figlio di italiani mentre è un onesto lavoratore se é un immigrato clandestino.
Non capisco perché se uno s'intromette in casa mia possa maltrattarmi e andarsene impunemente con la mia roba mentre se mi difendo o cerco di impedirlo finisco in galera.
Non capisco perché protestano perché non vengono accolti tutti quelli che fuggono da paesi illiberali e non contro i governi di quei paesi, spesso amici ideologici. E se tutti i cinesi scappano dal loro paese, dove li mettiamo?
Non capisco chi dice di condannare l'immigrazione clandestina e poi vorrebbe frontiere aperte e che nessuno fosse considerato immigrato clandestino, irregolare o illegale.
Non capisco chi difende l'unità d'Italia ma la vuole senza frontiere, vuole il rispetto della legalità ma ne accetta la violazione da parte delle donne in burqa, di immigrati che arrivano in Italia violando norme e procedure, che lavorano in nero o per la criminalità.
Non capisco chi accusa gli altri di razzismo solo perché non appartengono alla sua "razza": non è razzista chi dice che al Nord sono tutti razzisti?
Non capisco i giornalisti che appena vengono licenziati fanno un nuovo giornale e poi scrivono che non c'è libertà di stampa, si lamentano delle poche copie vendute (come se una persona normale potesse comprare e leggere tutti i giornali esistenti in Italia), vanno in TV a dire che "sì, i giornali ci sono ma l'opinione la fa la TV".
Non capisco quelli che da quindici anni un giorno sì e l'altro pure vanno in TV a dire che Berlusconi vince perché ha le TV senza spiegare perché riesca anche a perdere.
Non capisco perché da oltre un anno vadano dicendo che loro avevano tolto l'ICI ai poveri e Berlusconi l'ha tolta ai ricchi (ho chiesto molte volte, ma non ho avuto risposta).
Non capisco perché chi non è disposto ad accettare le leggi italiane, che non vuole integrarsi con gli italiani e ammazza le figlie che lo fanno non se ne sta al suo paese.
Non capisco chi non vuole il presepe di Natale nelle scuole ma accetta le prostrazioni del ramadam nelle strade.
Non capisco perché debbano essere anteposti i diritti di chi non si ritiene soggetto a doveri, non ha mai pagato imposte e contribuito al bene del paese (o lo fa da poco) a quelli di chi lo ha fatto da decenni e prima di lui suo padre e suo nonno.
Non capisco perché se non la penso come loro, se non comprendo che hanno ragione e che sono bravissimi devo ritenere che non è perché loro non si spiegano ma perché io - come la maggioranza degli italiani - sono uno stupido che non capisce niente.
Sarà anche vero, ma non mi piace sentirmelo dire.
MERCOLEDÌ 23 DICEMBRE 2009
Che c'è di strano? <<
Desta scalpore, è additata come un'infamia la notizia che due ragazzine senegalesi sono state fatte scendere dall'autobus perché senza biglietto. Non so se l'ispettore abbia usato parole insultanti nei confronti delle due, ma se così non è che c'è di strano se si chiede anche agli stranieri di stare alle regole? Capisco che erano due ragazzine, che era notte, che erano lontano da casa ma anziché indignarsi perché un ispettore voleva far osservare le regole, perché non ci si chiede come mai due ragazzine a quell'ora fossero lontane da casa pretendendo di viaggiare senza pagare biglietto e non ci si indigna contro quei genitori che l'hanno permesso. Se invece di senegalesi fossero state venete forse l'ispettore si sarebbe comportato diversamente o forse sarebbe stato giudicato diversamente; forse se le due ragazze avessero detto al conducente che per qualche accidente non avevano i soldi necessari anche l'ispettore sarebbe stato più tollerante, per una volta. Ma sembra che molti stranieri siano convinti che in Italia non solo esista il diritto d'asilo per taluni ma anche quello per tutti di viaggiare gratis sui mezzi pubblici e di godere altri benefici che non spettano agli italiani se non pagando tasse e imposte (gli onesti) o rischiando multe salate (i furbi). E le ragazzine si adeguano.

PRIMA                                  DOPO






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